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Hail to aluminium!

coors

Benché gli esercizi di dialettica talvolta portino qualcuno a teorizzare il contrario, la birra industriale e quella artigianale sono due prodotti assolutamente diversi tra loro. Di conseguenza, anche i relativi mondi sono assolutamente distanti, con caratteri, risorse e filosofie completamente differenti. Eppure c’è una nuova tendenza che sembra accomunare questi due segmenti brassicoli: la ricerca di contenitori realizzati con materiali alternativi al vetro. In passato abbiamo più volte parlato della riscoperta delle lattine (su cui tornerò più avanti), più recentemente ho raccontato delle bottiglie in PET di Ceres e Bavaria. Oggi è il caso di aggiornare l’argomento…

Con il nuovo boom delle lattine, l’alluminio sembra essere improvvisamente diventato il miglior materiale esistente per la birra, al punto che il metallo viene anche utilizzato con impieghi inediti (o quasi). Come sempre accade, l’innovazione arriva dalla grande industria. Ad esempio Beernews racconta che la Coors Light sta per avvantaggiarsi di un nuovo e funzionale packaging: la bottiglia in alluminio, denominata – in modo assolutamente sobrio – Silver Bullet Aluminium Pint.

Alla base della novità ci sono vantaggi sia di ordine pratico, sia di ordine estetico. Per quanto riguarda i primi, ben più interessanti, il comunicato ufficiale recita quanto segue:

La bottiglia garantisce portabilità, grazie a un tappo a vite richiudibile e a un’ampia apertura del collo. […] La bottiglia è infrangibile, riciclabile al 100% e aiuta a mantenere la birra fredda. E’ perfetta per tutte le occasioni in cui il vetro non è ammesso, come spiagge, eventi sportivi, ecc.

A1 STAR MAILER-PROPOSAL frontQuello di Coors non sembra un caso isolato, visto che proprio oggi Beverfood riporta la notizia che anche Heineken ha lanciato un recipiente analogo. In questo caso però i vantaggi dell’uso dell’alluminio sono appena accennati, mentre grande enfasi è rivolta quasi esclusivamente ad aspetti di marketing:

Originale ed innovativa nel design è distribuita unicamente nei locali più trendy […] Ricercata e di forte impatto visivo, la grafica della nuova bottiglia esalta la celebre stella Heineken che campeggia sul classico sfondo di colore verde, generando un sorprendente contrasto visivo. Anche la brillantezza dell’alluminio contribuisce a esaltare l’icona Heineken, completando l’effetto di luminosità. La nuova bottiglia da 33 cl, è realizzata al 100% in alluminio, è quindi completamente riciclabile e presenta tutti i vantaggi di questo materiale quali leggerezza, praticità e funzionalità.

Devo ammettere che ho la pelle d’oca 🙂 . Comunque, al di là delle fantasiose trovate dei responsabili del marketing, bisogna registrare un sempre maggiore interesse verso l’alluminio. Un metallo storicamente legato alla birra, ma che solo ultimamente si sta affrancando dalla concezione di materiale per prodotti di bassa qualità, grazie ai passi avanti ottenuti dalla tecnologia nel campo.

Sul fronte artigianale l’alternativa alla bottiglia di vetro rimane ancora la lattina, almeno in quelle realtà che recentemente hanno puntato su questo contenitore – realtà quasi esclusivamente limitate al mercato statunitense. A quanto pare c’è un’attenzione crescente, sia da parte dei produttori, sia da parte di appassionati ed esperti, sia infine da parte degli organi d’informazione non specializzata. Riguardo a questi ultimi, segnalo ad esempio un lungo articolo apparso nelle scorse settimane sul sito web americano di Gizmondo. Se invece cercate un articolo più tecnico sui pro e i contro della lattina, vi segnalo questo post di Jay Brooks.

Il vetro è dunque destinato a scomparire? Assolutamente no. Se paragonata al recipiente di alluminio, la bottiglia di vetro offre qualche vantaggio in meno, ma un beneficio unico rispetto al primo: caricare il contenuto di connotazioni “nobili”. Perciò dipende dal posizionamento del prodotto: l’alluminio probabilmente otterrà sempre maggior successo per birre pensate “per tutti”, mentre il vetro sarà preferito per birre “di elite”, destinate ai tavoli dei ristoranti invece che alle feste in spiaggia. E così capite anche perché in Italia l’alluminio non sfonderà facilmente 😉 .

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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15 Commenti

  1. Sì però ti immagini una festa da spiaggia con birra artigianale buona? 😀 La vorrei vedere ovunque, non solo a tavola nei ristoranti “elite”!

  2. Andrea Turco

    @Birra Zen
    Capirai, lo dici a me… Comunque almeno negli USA di birre artigianali buone in lattina ce ne sono a bizzeffe

  3. Anche brewdog pare ci stia pensando:
    http://www.brewdog.com/blog-article.php?id=270
    http://www.brewdog.com/blog-article.php?id=303

    I commenti sembrano in gran parte positivi…

  4. Io non ho mai avuto modo di assaggiare la stessa birra dalla bottiglia e dalla lattina, ma ho sentito almeno due volte Kuaska dire che da qualche anno ci sono lattine con un rivestimento interno (vado a memoria, quindi potrei scrivere castronerie) che di fatto rendono indistinguibile il contenuto rispetto a quello versato dalla bottiglia.

    Direi quindi che il vetro ha connotazioni essenzialmente psicologiche, come il tappo di sughero nel mondo del vino serve a dare l’impressione della qualità. Poiché in Italia la birra “artigianale” (metto le virgolette perché sappiamo che è difficile definirla, ma tanto ci capiamo) si vuole posizionare solo ed esclusivamente nel segmento alto e fichissimo di mercato, direi che il vetro ce lo teniamo ancora per molto tempo 🙂

  5. Andrea Turco

    @Anon
    Giusto, grazie dell’integrazione, avevo dimenticato di riportare la notizia

    @mc100
    L’unica volta che mi è capitata sotto mano una lattina, non ho notato grosse differenze

  6. Una delle birre più curiose bevute ultimamente è stata in lattina. Tentando sempre di trovare qualcosa di nuovo, mi son soffermato sulla lista birre del locale (Small Bar di Fullerton, Chicago) e amando le stout e le porter, mi son buttato a pesce, senza conoscerla, sulla Lion Stout, che è anche l’unica birra, a quanto pare, ad essere firmata da M. Jackson (mi sembra inutile specificare quale).
    Beh, a parte che era anche piuttosto buona, mi è arrivata la lattina e un’altra cosa curiosa è che la birra viene prodotta in Sri Lanka.
    Poi magari io son rimasto sorpreso perchè ignorante, ci mancherebbe, però non è una cosa da tutti i giorni.

  7. Andrea Turco

    Hai letto il resoconto che ne fece proprio Mr Jackson?
    http://www.beerhunter.com/documents/19133-001402.html

  8. Letto, interessante… soprattutto comodo arrivarci 🙂
    Ovviamente qui da noi è assolutamente introvabile.

  9. …………….Se paragonata al recipiente di alluminio, la bottiglia di vetro offre qualche vantaggio in meno, ma un beneficio unico rispetto al primo: caricare il contenuto di connotazioni “nobili”……………

    mi sembra un ragionamento che non dovrebbero seguire le persone alla ricerca di una birra di qualità…..e poi ci lamentiamo dei prezzi…………

  10. se mi garantiscono un tappo a prova di ratti posso provare la lattina, sebbene sia piuttosto scettico.

    il problema delle feste dove sta?
    mettere il vuoto dentro un contenitore differente?
    il prb semmai è bere a collo (e non cambia da lattina a vetro) e non dal bicchiere
    (e devi utilizzare quello di plastica : personalmente… orrore!).
    il prb è la location quindi, non vedo vantaggi di sorta (senza contare che a eventi tipo concerti le lattine non te le fanno portare dentro).

    il vetro carica di connotazioni nobili? si può essere. ma sto ancora cercando di capire che target di clientela “nuova” porterà la lattina.
    raramente ho visto qualcuno comprare cartoni della stessa birra in un beer shop o dai distributori, ho visto più spesso la diversificazione negli acquisti e ciò (piaccia o no) ricorda il vino.

    la lattina è legata al consumo “in massa” del prodotto e chi consuma in massa ha scarsa sensibilità alla birra artigianale. questo indipendentemente dal fatto che la lattina abbia vantaggi.

    BrewDog è un caso a parte. E’ già il brand che sembra nato apposta per fare lattine.
    Eppure anche loro, sino adesso, han venduto in bottiglia. Vedremo.
    Gli sbevazzoni scozzesi credo continueranno a bere Heineken o a ubriacarsi al pub, per quanto li conosco.

  11. Drachen, banalmente: la lattina costa meno e pesa meno, e questo consentirebbe di avere prezzi e inquinamento più bassi. Tutto qui.

  12. A proposito di BrewDog, mi viene in mente che l’alluminio ci farebbe risparmiare sulle spese di spedizione…

    Segnalo anche questo:
    http://bit.ly/bXQKIi

    L’alluminio è proprio il tema del buzz brassicolo oggi!

  13. @mc100:
    costerà sempre di più della birra industriale con lo svantaggio di passare inosservata al banco rispetto alla bottiglia “fica”.
    credo sia difficile che la lattina soppianti la bottiglia.

    lo so che qui ad alcuni da fastidio cliente che vede la birra come “prodotto nobile”,
    che sarebbe meglio il cliente sbevazzone che ti beve la STESSA birra a cartoni…
    ma mi pare che il mercato lo faccia la gente a cui piace cambiare di continuo e bere birre sempre differenti ed è ovvio che in questo caso vi sia un certo feticismo
    del vetro.

    ah, sull’impatto ambientale potremmo riaprire la discussione, perché mi pare che ovunque si continui a consigliare di utilizzare e comprare in vetro.
    difatti se anche l’alluminio ha un costo energetico inferiore nel riciclo, è altrettanto vero che una politica tesa a convertire in alluminio i contenitori precedentemente in vetro non fa che aumentare l’estrazione di bauxite.
    una bottiglia può essere riutilizzata decine di volte, e se prodotta ex-novo ha un consumo energetico della metà.
    inoltre non deve subire una trasformazione.
    poi:
    “1 chilo e mezzo di alluminio ogni 4 non viene più prodotto partendo dalla bauxite”
    in pratica allo stato attuale “col culo” che inquina meno.

    poi è foderarsi gli occhi di salame il fatto che, se la lattina incide meno sul trasporto, ciò non fa che incentivare il trasporto a più lunghe distanze ed è un buon modo per fare vendere la birra dove prima non si arrivava (e ciò compensa l’ipotetico impatto ambientale).

  14. Anche il peso e’ decisamente minore rispetto ad una bottiglia della stessa capienza, nonche’ l’ingombro (due six-pack di lattine occupano lo spazio di uno di bottiglie).
    Quindi costi di trasporto minori, e meno inquinamento visto che in un camion ci stanno molti piu’ litri di birra in lattina che in bottiglia, sia per il peso che per l’ingombro.

    Secondo me un six-pack di queste:
    http://www.brewdog.com/uploaded_images/punk_ipa_can_440_01.jpg
    o di queste:
    http://www.brewdog.com/uploaded_images/alphadog_440.jpg
    non passa di sicuro inosservato, come nemmeno queste:
    http://www.badattitude.ch/immagini/prodotti-pagina3_03.jpg

    Ecco:
    http://beer47.com/wp-content/uploads/2010/05/craft-beer-can-1997-500×332.jpg
    http://beer47.com/wp-content/uploads/2010/05/craft-beer-can-2012-332×500.jpg

    http://beer47.com/2010/05/second-annual-craft-beer-in-can-tasting-sf-beer-week/

  15. staremo a vedere. io questa pagina la metto nei preferiti e poi verro a bullarmi quando il tempo mi darà ragione. ahah! 😛

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