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La truffa dello 0,2

Dopo che alcuni anni or sono assistemmo all’ondata dei raggiri dei numeri telefonici del tipo “144”, “166” e compagnia cantante, a distanza di qualche tempo siamo di fronte a una nuova truffa “numerica”. Tra le tante sorprese che avremo nel 2009 ci sarà un ulteriore giro di vite per quanto riguarda il rapporto tra alcol e guida: come molti di voi avranno letto, il governo proporrà di abbassare il livello di alcool nel sangue per definire la “guida in stato di ebbrezza” da 0,5 mg a 0,2 mg. Una decisione che ha lasciato sconcertate tantissime persone e che di fatto costringerà chiunque a decidere tra due opzioni: bere un bicchiere o mettersi al volante. Grazie al nuovo limite, infatti, le due attività saranno incompatibili.

Di questo intervento, che evidentemente rientra nella politica di “tolleranza zero” – ogni volta mi sorprendo dell’arguzia di questa espressione – nei confronti della (in)sicurezza stradale, sinceramente non ne comprendo le finalità, se non quelle che vado ad esporre.

Prima finalità: ottenere il consenso popolare mediante una disposizione populista.

Giusto per la cronaca riporto qualche dato, proveniente dal rapporto annuale dell’ACI (pdf) sugli incidenti stradali del 2007: le cause di incidenti automobilistici riconducibili a uno stato di ebbrezza da alcool del conducente sono pari al 2,09% del totale, una bazzecola in confronto al mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforo (17,59%), di guida distratta (15,25 %), di velocità eccessiva (12,20%) e di inadeguata distanza di sicurezza (9,83%). Benché l’alcool provochi incidenti molto gravi, la percentuale di questa causa è così bassa che non si capisce perché si è deciso di intervenire in questa direzione piuttosto che guardare altrove.

Seconda finalità: fare propaganda con i meri numeri.

L’abbassamento del limite da 0,5 a 0,2 non provocherà cambiamenti radicali nello stato psicofisico del conducente. Secondo le famose tabelle volute nei mesi scorsi dal governo, la differenza degli effetti nel passaggio dallo 0,1-0,2 allo 0,3-0,4 sono quasi irrilevanti: da “iniziale riduzione del coordinamento motorio” a “riduzione del coordinamento motorio”, da “iniziale riduzione della visione laterale” a “riduzione della visione laterale”, da “affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo” a “riduzione delle capacità di vigilanza, attenzione e controllo”. E’ nell’intervallo successivo che gli effetti sono ben più gravi (riflessi alterati, riduzione della capacità di giudizio, ecc.).

Se poco cambierà per lo stato di chi guida, lo stesso non si può dire per la sua patente. Basterà essere sorpresi alla guida con una birra “leggera” sullo stomaco, per vedersi sospesa la patente per 6 mesi, fino al ritiro nei casi di recidiva. Nessuna novità, eccezion fatta per il nuovo limite, che farà lievitare il numero delle patenti sospese o ritirate su base annuale. Dati di cui il governo si potrà vantare a fine anno: “nel 2009 sono state ritirate TOT patenti in più rispetto al 2008”. Come se questo semplice dato fosse direttamente collegato al numero di incidenti sulle strade.

Terza finalità: semplificare un problema che ha cause più complesse.

Torno sul concetto di “tolleranza zero”, che trovo davvero spettacolare: è il modo migliore per ostentare decisione quando non si vuole intervenire in maniera efficace su una questione. Pensare che il problema della sicurezza stradale possa combattersi solo abbassando i limiti di alcool assumibile da chi guida è pura follia. Abusare di alcool e poi mettersi in macchina è prima di tutto un malcostume che riguarda specifici contesti, e che necessiterebbe di prevenzione culturale più che di una inutile repressione.

Il limite dello 0,5 è più che sufficiente, peccato che in Italia vige un incredibile distanza tra la legge e la sua reale attuazione: in parole povere mancano i controlli da parte degli organi preposti. Ma ovviamente è più facile lasciare le ispezioni inalterate e abbassare i limiti: a parità di controlli, più persone incapperanno nelle pene perché costrette a muoversi entro margini ridotti di legalità.

Quarta finalità: promuovere una visione distorta del rapporto con l’alcool in Italia.

Gli interventi radicali contro l’abuso di alcool sono tipici di quei paesi in cui questo costume è davvero un problema sociale. La corrente neoproibizionista riscontrabile nel nostro paese è una triste circostanza, che ci allontana da uno dei caratteri più belli della nostra cultura: il piacere per ciò che si beve e mangia. Altrove sono diffusi il binge drinking e gli alcool-pops, da noi la tradizione enologica e una nascente cultura birraria: bisognerebbe evitare di ignorare questo aspetto in nome di un principio aberrante.

Nel 2009 rischieremo di ritrovarci a scegliere se guidare oppure se passare una serata in un pub o a cena a casa di amici. Inutile sottolineare che in altre nazioni esistono una varietà di alternative per restare nella legalità che da noi, al momento, sono semplicemente utopistiche. Insomma, aumento le limitazioni e mi lavo le mani invece di fornire soluzioni civili: niente di nuovo sotto il sole.

A voler ben vedere, c’è una sola situazione che renderebbe accettabile la nuova norma in materia: una disciplina simile a quella tedesca. Come fa notare Motori Blog di Repubblica.it, già da un anno in Germania è in vigore il divieto totale di bere prima di mettersi al volante. Tuttavia la regola vale solo per i giovani sotto i 21 anni di età e per coloro che hanno la patente da meno di un anno, oltre che per i conducenti professionali. Un dettaglio che fa tutta la differenza del mondo rispetto alla futura disposizione e che nasconde importanti connotazioni culturali. Non rimane che sperare che il legislatore italiano ragioni allo stesso modo, ma attualmente sono molto pessimista in merito…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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14 Commenti

  1. Ciao Andrea. Argomentaccio eh..Non potresti trovarmi più d’accordo. Anche senza cadere nella banalità dei soliti discorsi sulla soggettività delle capacità d’assorbimento (uomo/donna, ragazzo/adulto, abituato/meno abituato), il punto fondamentale secondo me lo hai individuato nel “malcostume che riguarda specifici contesti”. Si potrebbero anche decimare i controlli, se solo fossero meglio distribuiti e razionalizzati. Ci sono, per constatazione oggettiva e non per mia opinione, come sottolineavi, dei contesti e delle situazioni in cui l’abuso (quello vero) di sostanze alcoliche è un’abitudine difficile da combattere, perché radicata più che mai e forse direi addirittura preordinata da chi un certo tipo di posti li gestisce. La differenza sostanziale tra un certo tipo di abitudini e altre sta tutta nell’ altrettanto palpabile differenza che c’è tra piacere di bere (bene) e “dovere” di bere (male). Parlando più chiaramente? Penso che dieci controlli piazzati nei punti giusti, come fuori da qualche bettolaccia strafrequentata da giovincelli che vanno avanti a suon di 4/5 cocktail a botta, farebbe questi politicanti molto più felici (e forse tutti noi) molto più di 100 controlli random in cui il primo poveraccio di ritorno da una cena fuori in cui “s’è concesso” addirittura un paio di bicchieri di Montepulciano, la sconta per tutti. La differenza è tra chi si siede al bancone d’un pub d’amici, per due chiacchiere e per il vero piacere d’una (facciamo almeno due) buona birra e chi esce già di casa con l’intenzione di tornarci accompagnato, carponi o a spalla. Tra quelli a cui bere da una buona birra da un piacere tutto particolare e sempre diverso e quelli che “basta che si beve”. Solo che l’idiozia di questi la pagano tutti. Anche perché per sua natura una norma non può essere predisposta in maniera tale da essere applicabile ad ogni caso possibile della realtà, tanto più se riguarda ambiti in cui entrano in gioco altri mille fattori come questo. La soluzione effettivamente non è proprio a portata di mano, ma come dicevi, quando non si può disporre d’un veloce ed efficace rimedio, spesso la via migliore è la prevenzione, a patto però che sia ragionevole e la legge richiede anche e soprattutto il buon senso da parte del legislatore (fa ridere parecchio a pensarci eh..). Comunque, per qualche idiota gonfio di vodka redbull io dovrei tornare a piedi dopo un paio di Dulle Teve..? A questo punto tanto vale farmene dieci. Prosit!

  2. Andrea Turco

    Con il limite allo 0,2 non si è semplicemente abbassato il margine in cui farti beccare “ubriaco” al volante. Si è implicitamente vietato l’uso della macchina insieme all’assunzione di alcool. Ergo non devo più pensare a *quanto* bere ma a *non* bere. E questo elemento influenza moltissimo le nostre scelte. Per come la vedo io è vero e proprio terrorismo psicologico… si arriva al punto per cui se ci si muove di casa, non si può bere. In barba a ogni concetto di libertà personale…

  3. Concordo. Lo 0,2 è piuttosto fuorviante, tanto varrebbe che mettessero ZERO, com’è in paesi come la Croazia ad esempio, se non mi sbaglio. Il problema è che spesso per trascuratezza si può eccedere… forse partendo che uno, se guida, deve bere IL NULLA, allora non si può incorrere in questo rischio. E’ un cambio di abitudini, per alcuni sarà anche di stile di vita… non saprei proprio nemmeno come sarà possibile valutare l’efficacia di un tale provvedimento. La cosa certa è che sarà difficile per i raduni.

  4. “Abusare di alcool e poi mettersi in macchina è prima di tutto un malcostume che riguarda specifici contesti, e che necessiterebbe di prevenzione culturale più che di una inutile repressione.”

    queste sono parole sacre, sante, benedette, illuminate o come vi pare, nn avete idea di quante persone mi hanno detto che con la mia “fissa” per “la birra” diverrò un alcolizzato, ai voglia a spiegargli, che le birre nn sono solo alcool ma anche cultura, ai volglia a dirgli, che anche se parli spesso di birra (perchè capita che ogni oggetto che vedi pensi “questo mi potrebbe essere utile per conservare i grani” o “questo è ottimo per filtrare il luppolo”) nn è certo perchè hai il concetto fisso di “sballiamoci di birra” impresso nel cervello, e così per altre miglia di cose!
    ma credo che alla base di tutto ci sia un semplice concetto… ignoranza, e nn parlo di un’ignoranza birraia, ma di una limitazione culturale, una chiusura mentale, come dei paraocchi, che parte dalla politica, passando dal borghese più altolocato e finendo alla persona comune…

  5. Sia le parole di Andrea Turco che i commenti lasciati sin ora, non fanno che mettere in risalto chiaramente una situazione in cui lo stato prende decisioni affrettate senza rendersi conto delle reali conseguenze.
    Questa signori, è vera e propria repressione! L’obiettivo del legislatore è chiaro:
    in seguito ai risultati non raggiunti (in termini di abbassamento di persone alla guida con tasso alcolico inferiore allo 0.5) si cerca, tramite la “paura” di evitare del tutto il consumo d’alcool per le persone che guidano.
    Inoltre, in questi tempi di forte crisi economica, invece di pensare a far “girare” un po’ di denaro (l’unico sistema reale a mio avviso per una ripresa economica), cosa fanno!?!?
    Semplice: fanno in modo che il cuore del commercio, cioè la ristorazione e suoi derivati (bar,pub,pizzerie,ecc) siano enormemente penalizzati da questa decisione, senza tener neanche conto del attuale contesto in cui (e ci metto la mano sul fuoco, essendo del mestiere) la gente non solo non và proprio più fuori a cena, ma spende anche molto di meno!
    Lo stato ha capito che l’economia è una ruota che gira?
    Ha capito che la repressione, porta ad una maggiore “trasgressione” delle regole tra i giovani?
    Secondo me no! Invece di abbassare i limiti a livelli assurdi si adoperasse di più per diffondere e finanziare l’ideologia del “guidatore designato” (molti non sanno neanche cos’è).

  6. Pubblico la lettera partorita su IHB (materialmente da Stefano Ricci)
    e da far per venire ai parlamentari che stanno decidendo, segnatamente quelli della commissione trasporti.

    “Gentile Onorevole,

    sono un cittadino ed un elettore che segue con apprensione l’annuncio
    dell’ulteriore restringimento a 0.2 dei limiti alcolimetrici alla
    guida reputandolo un mero provvedimento demagogico peraltro inutile al
    fine di sortire effetti positivi. Credo infatti che il buon senso
    comune ci faccia concordare riguardo al fatto che un tasso alcolemico
    compreso fra 0.2 e 0.5 non abbia nessuna rilevanza statisticamente
    significativa (lo sottolineo) nel causare incidenti rispetto ad un
    tasso pari a zero e che sia indistinguibile rispetto ad altre cause
    quali colpi di sonno, perizia alla guida, rispetto di TUTTE le regole
    del codice della strada, cultura e responsabilità sociale, casualità.
    Le tabelle ACI e ISTAT pubblicamente disponibili credo siano
    illuminanti a questo proposito.

    Un paese sicuramente non meno civile e responsabile del nostro come il
    Regno Unito, che contrariamente al nostro convive da decenni con ben
    più gravi problemi di alcolismo e di “cultura dello sballo” giovanile,
    ha di fatto debellato questo problema dalle strade (e purtroppo solo
    da quelle, a testimoniare l’inefficacia culturale di provvedimenti
    esclusivamente repressivi) con CONTROLLI SERRATI (che nel nostro paese
    latitano) ed un limite, del quale tutti concordiamo sulla necessità,
    ragionevole e pari a 0.8 (che io reputo adeguato ed in ogni caso più
    permissivo del nostro attuale, che è in linea con la media europea).

    In un paese come il nostro, con cultura enogastronomica secolare, una
    morfologia particolare e la presenza di una larga fetta della
    popolazione fuori dalle città, nonché di una scarsissima qualità del
    trasporto pubblico, un limite pari a 0.2 andrebbe semplicemente a
    colpire la vita sociale di una larga fetta di cittadini, tipicamente
    non giovanissimi e quindi nemmeno sul banco degli imputati come
    maggiori responsabili degli incidenti stradali. Cittadini che per
    varie ragioni non hanno la possibilità di spostarsi se non
    singolarmente, e ce ne sono moltissimi mi creda fuori dai grandi
    centri urbani. Andrebbe a danneggiare tutto quel settore della
    ristorazione che vive nelle nostre campagne, che è patrimonio
    economico e culturale del nostro paese e che scomparirebbe divenendo
    di fatto irraggiungibile. A nulla servirebbe più la morigerazione che
    permette di conciliare la sicurezza stradale, patrimonio di tutti, con
    la propria vita sociale.

    Siamo davvero sicuri che questo problema richieda limiti più
    stringenti e non semplicemente maggiori controlli con le leggi
    vigenti?

    Non le nascondo una certa sfiducia, che non è personale nei suoi
    confronti, quanto verso la classe politica intera, troppo spesso
    orientata verso la demagogia di breve periodo e poco incline a
    ragionamenti approfonditi quali quello che cerco di proporre.

    Per questo motivo, come estrema ratio, ho deciso di seguire con
    estrema attenzione l’iter parlamentare della proposta di legge ed il
    comportamento dei singoli gruppi parlamentari, ORIENTANDO IN MANIERA
    ESCLUSIVA E VINCOLANTE LE MIE INTENZIONI DI VOTO ALLE PROSSIME
    ELEZIONI EUROPEE verso quei partiti che assumeranno su questa
    questione una posizione meno impulsiva e più corrispondente agli
    interessi del paese. Questa mia iniziativa, poco ortodossa da un punto
    di vista civico, credo rappresenti un ottimo incentivo verso la
    massima accuratezza del vostro lavoro in Parlamento ed in Commissione
    Trasporti.

    Darò massima diffusione attraverso i mezzi informatici a questa
    lettera affinché le centinaia di migliaia di cittadini che sono
    contrari a questa proposta abbiano la possibilità di organizzarsi e
    manifestare in maniera concreta il loro dissenso.

    Distinti Saluti”

  7. Il problema è anche quello che non solo l’acool crea lo sballo, e non solo le “droghe” creano lo sballo. Qui si va veloci in auto e basta. Non metto in dubbio che alcune volte è l’alccol ( soprattutto persone molto giovani) ma i lresto fa la sua parte. Si vedrà quando gli incidenti mortali diminuiranno di così poco…staremo a vedere.
    Per il resto, per andare al Ma che siete mi toccherà prendere il tram 8 almeno risolvo.

  8. Speriamo che non passi il decreto, comunque sarebbe giusto che, se giustizia ci fosse, lo stato diminuisse anche le accise se vuole che continuiamo a lavorare. Per quanto riguarda i commenti volevo solo sottolineare che se per molte persone basta lasciare l’ auto e prendere metro o bus per recarsi al pub, molte altre non hanno questa possibilità, specialmente per chi vive in luoghi isolati o svantaggiati e non hanno altro mezzo per andare fuori la sera che l’ auto, non mi stupirei se molti locali periferici chiudessero, birrifici compresi. Riprenderemo l’ asino per spostarsi! Speriamo che le Associazioni di categoria facciano la loro parte, visto che il governo dice che bisogna spendere, ci diano modo di farlo per quello che ci sembra giusto, vedremo se dicono davvero. L’ alcool non sarebbe il problema, ma lo è l’ alcolismo e come detto in precedenza da altri, parecchi ragazzi devono bere e non solo..per divertirsi. E’ sul malcostume che bisogna intervenire facendo prevenzione e non repressione, come spesso accade la sconta il giusto per il peccatore. Diventeremo Musulmani, almeno avremo una buona ragione per non bere…e magari ci risparmieremo qualche attentato!!

  9. mi sembra che sia il caso di dare la massima diffusione alla lettera scritta da Stefano Ricci e pubblicata qua da Schigi. Chiunque disponga di un canale di comunicazione gli dia visibilità, nell’ottica di creare consenso intorno a questa campagna contro il provvedimento terroristico. Successivamente inondare di mail le camere, i giornali e le TV.

  10. Ciao a tutti,
    faccio parte di quelle “persone molto giovani” che al venerdì e al sabato sera hanno solo voglia di farsi una birretta tra amici, parlando del più e del meno o guardando qualche gruppo che suona…e per farlo deve spostarsi in macchina… e mi fa girare le palle questa nuova riforma che ormai penso verrà approvata, che non mi permetterà neanche quella pinta di Guinness serale che di solito bevo.
    E’ vero che succede che miei coetanei per fare i fighi anche se devono guidare si mettono a bere grappini o alcolici vari o si fanno di canne, ma fortunatamente sono la minoranza.
    Il resto è abbastanza intelligente da limitarsi ad una birra o comunque a poco, come me, e non trovo giusto che la riforma vada a colpire anche noi. Le nuove riforme dovrebbero puntare a colpire quelle teste di c***o che si mettono alla guida ubriachi fradici…che comunque non è vero che sono solo giovani (anche i miei compagni di squadra,che hanno anche 30-40 anni, lo fanno a volte dopo allenamento)
    io sono stato in scozia per un periodo abbastanza lungo, ho notato che lì il problema dell’alcool è molto più pesante che da noi (immaginate di trovarvi in un corso tra migliaia di ragazzi e ragazze ubriachi fradici), ma il trasporto pubblico c’è anche di notte e raggiunge anche tutti i paesi della periferia, e per questo gli incidenti in auto causati dall’alcool sono veramente rari…anzichè puntare al terrore non si potrebbe andare in questa direzione????

    Luca

  11. il problema è anche che prima di riuscire a colmare il buco nero dei mezzi pubblici (per dirla alla simcity :D) ci vorranno anni e anni, dove vivo stanno costruendo diverse nuove metropolitane, ma quando saranno funzionanti?!?

  12. Trovo il tuo post un ottima riflessione.
    Lo riporto sul mio gruppo di feisbuc dove siamo un po di persone.

    In genrale, complimenti per il blog/gironale, veramente carino ed interessante.

  13. Andrea Turco

    @SLEVIN
    Grazie per i complimenti e per l’opera di diffusione, è molto importante non lasciar passare la cosa sotto silenzio

  14. Questo è uno stato di polizia…per non parlare poi dell’abuso di potere che operano alcune forze dell’ordine in certe situazioni….l’italia è un paese strettamente legato alla cultura del vino e per certi versi anche della birra…”giustamente”però è più facile colpirne uno per educarne cento che imparare a educare in particolar modo le nuove generazioni …la pressione psicologica viene solo a chi il buon senso già lo possiede e per chi non lo possiede l’etilometro è una sfida più che una minaccia..e a rimetterci quasi sempre sono coloro che per qualche birretta si ritrovano immezzo ad una strada perchè perdere la patente spesso vuol dire perdere il lavoro…mentre il problema fondamentale è che in italia le patenti spesso e volentieri si ottengono con i punti della spesa e molti non sanno nemmeno che vuol dire “codice della strada”!!!!Bisogna fare qualcosa altrimenti tra due giorni non ci lasceranno nemmeno più la liberta di respirare dato che quella di esercitare in qualche modo una sorta di democrazia già ce lo hanno tolto!!!!

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