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Nuove birre da Crak, Porta Bruciata, Mister B, Kashmir e The Wall

Non ho dati certi al riguardo, ma la sensazione è che uno dei birrifici artigianali italiani che sta subendo meno l’emergenza Coronavirus sia Crak. Il produttore veneto ha infatti predisposto un efficiente servizio di delivery, supportato a livello organizzativo e comunicativo da quanto annunciato subito prima che scoppiasse la crisi che stiamo vivendo. Ciò gli ha evidentemente fornito enormi vantaggi sia a livello di strutturazione interna, sia in termini di visibilità – come a dire che la fortuna aiuta gli audaci, se proprio vogliamo parlare di fortuna in un momento del genere. Fatto sta che al momento non solo Crak risulta molto attivo sul suo shop e persino in sala cotte, ma sta annunciando novità quasi con la stessa frequenza di prima. Le ultime new entry sono Together Apart (7,5%), una DDH IPA con luppoli Amarillo, Mosaic, Motueka, Citra e Nelson Sauvin, We Need Sun (4,2%), una Session IPA single hop (Nelson Suavin), e All Together (6,5%), un’American IPA frutto di una collaborazione internazionale per supportare il settore dell’ospitalità.

Se parliamo di luppolate, merita sicuramente attenzione l’ultima novità annunciata da Porta Bruciata e che vi presentiamo oggi in anteprima assoluta – sarà infatti disponibile a partire dalla fine della prossima settimana. Si chiama Halfway (7%) ed è una New England IPA, dettaglio da non sottovalutare per un birrificio che ha costruito la sua fama sulle IPA di stampo statunitense, ma rinunciando sempre a brassare una versione della East Coast. Ora finalmente il grande passo è stato compiuto, anche grazie all’analisi delle tante NE IPA americane ed europee prodotte in questi anni: l’idea del birrificio era di unire la “succosità” e la morbidezza delle IPA del New England con l’amaro deciso della West Coast. La ricetta prevede il ricorso ad avanzatissime tecniche di luppolatura con varietà Ekuanot (per la sua eleganza), Amarillo (per la nota aromatica caratteristica) e Galaxy (per la potenza e il richiamo alla frutta tropicale).

La Halfway non è solo la prima NEIPA di Porta Bruciata, ma anche la prima di una serie di birre ispirate alla tipologia della East Coast e battezzata The Lighthouse Series, in onore dei tanti fari che contraddistinguono il paesaggio del New England. Il nome Halfway è infatti quello di un faro del Maine, ma sta anche a significare la “via di mezzo” tra due filosofie produttive, nonché la fase di passaggio che stiamo vivendo a causa del Coronavirus. Il lancio della Halfway avverrà forzatamente in bottiglia, aspetto non trascurabile per un birrificio che negli ultimi tempi si è convertito quasi esclusivamente ai fusti. Sarà disponibile sul nuovo shop online di Porta Bruciata.

 

In apertura abbiamo citato le tante novità di Crak, ma non è da meno il birrificio Mister B di Mantova, che nonostante il periodo è decisamente attivo. La prima inedita è la BOH 8 (4,9%), appartenente alla linea delle one shot e nata per partecipare al contest promosso da Simply Hops, che consisteva nella creazione di una birra luppolata con Kazbek, varietà tipica della Repubblica Ceca. Per l’occasione il birraio Mauro Bertoletti ha usato il lievito Kveik Voss di Lallemand (fermentazione a 37,5° C, velocissima e pulita), ottenendo una Hazy Pale Ale morbida al palato e contraddistinta da note di arancia rossa, ananas e frutto della passione.

Ma la BOH 8 non è l’unica novità di Mister B, poiché poco prima del lockdown sono state realizzate due cotte insieme ad altrettanti birrifici londinesi: Hackney e Canopy. Con il primo, piuttosto conosciuto anche alle nostre latitudini, è stata prodotta la Banshee (5%), una Hazy Pale Ale con luppoli Taiheke e Nelson Sauvin, vellutata, profumata e rinfrescante. Dalla collaborazione con Canopy, giovane e piccola realtà del sud di Londra, è nata la Basso (8%), una Double IPA fermentata con lievito London III e abbondante dry hopping con luppoli Amarillo e Mosaic. Entrambe le birre dovrebbero essere disponibili sullo shop di Mister B proprio in questi giorni, insieme a Billy, il primo (se non ricordo male) hard seltzer di un microbirrificio italiano. Si tratta di un fenomeno molto in voga negli USA, su cui torneremo magari nei prossimi giorni.

A proposito di Double IPA non si può non citare l’ultima creazione del birrificio Kashmir (sito web) di Filignano (IS), che meno di una decina di giorni fa ha annunciato la sua nuova Terranova (9%). L’idea era di creare una birra che unisse quattro paesi geograficamente agli antipodi in un periodo in cui non è possibile viaggiare. Gli ingredienti infatti arrivano da Norvegia (lievito Kveik Voss, sempre di Lallemand), Inghilterra (malti Simpsons Extra Pale Ale e Golden Naked Oats), Giappone (luppolo Sorachi Ace usato in double dry hopping) e Stati Uniti (luppoli Centennial e Mosaic, sempre in DDH). Il risultato è dunque una IPA decisamente muscolare, con note di arancia rossa, mango e resina oltre a un corpo piacevolmente morbido. La Terranova è disponibile in fusto e il bottiglie da 33 cl.

E concludiamo con la Black-X n° 3 (4%) di The Wall, un altro birrificio che si sta dando molto da fare in questi giorni. La prima versione della Black-X fu lanciata a fine novembre in occasione dell’ultimo Black Friday e consisteva in una Coffee Porter. Fu evidentemente la prima di una serie di “scure” diverse, tanto che questa nuova incarnazione si ispira invece alle Irish Stout, con evidenti note di caffè, cioccolato e torrefatto e un finale amabile e delicato. È stata ideata appositamente per il delivery e il 20% del ricavato sarà devoluto alla Protezione Civile. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di The Wall.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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