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Nuove birre da Birra dell’Eremo, Ofelia, PLB, Birrificio dei Castelli, Bellazzi e Milvus

Per molti birrifici la consuetudine di sfornare one shot con regolarità è anche un modo per cavalcare i (mini) trend che emergono di tanto in tanto nel settore. Recentemente abbiamo evidenziato un ritorno agli stili di stampo quotidiano e alle classiche birre “da bancone”: è proprio in questo filone che sembra inserirsi l’ultima Blind di Birra dell’Eremo (sito web), che si ispira alle tradizionali India Pale Ale britanniche. Il nome, che invece risulta tutt’altro che semplice, è Why’d you only call me when you’re high (6,2%) e prende in prestito l’omonima hit degli Arctic Monkeys. Le materie prime sono regolarmente inglesi, a partire dai malti fino al ceppo di lievito. Il risultato è una birra contraddistinta da note erbacee e terrose provenienti dai luppoli UK e da rimandi a cereali e caramello. In bocca si distingue una corsa snella e un finale amaro molto lungo e pulito.

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Una tendenza molto più radicata è ormai quella delle lattine, a cui si stanno convertendo praticamente tutti i birrifici italiani. Uno degli ultimi è Ofelia (sito web), che ha annunciato la novità a inizio agosto specificando che le prime due birre a finire nel nuovo contenitore saranno la Infrad-Ipa (una DDH Session IPA) e la novità assoluta Magnagati (4,9%). Quest’ultima è una “classica” Italian Pils realizzata con malto coltivato nel vicentino (varietà Pils) e luppoli da filiera agricola italiana, utilizzati anche a freddo. Come da copione è una birra gentilmente amara, piuttosto intensa e piacevolmente erbacea. Il nome è uno scherzoso richiamo alla pietanza preferita dai vicentini. Interessante la grafica, che pur nella sua semplicità risulta molto d’impatto anche grazie al formato “grande” della lattina (440 ml).

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Per gli amanti delle birre belghe sarà un piacere sapere che Podere La Berta (sito web) ha recentemente annunciato la sua nuovissima Casabase (4,5%). Si tratta di una Hoppy Belgian Ale prodotta con una percentuale di avena in aggiunta al malto d’orzo (Pils). Questa base è poi “data in pasto” al lievito (ceppo ovviamente belga), che garantisce un profilo pulito e leggermente speziato grazie al rigido controllo sulla temperatura di fermentazione (intorno ai 20 °C). Il tocco moderno si concretizza in un dry hopping di Citra, che fornisce una freschezza citrica ed erbacea esaltata dalla gradazione leggera. Come le migliori Hoppy Belgian Ale, la Casabase riesce a risultare rinfrescante e corroborante, amara ma in maniera non eccessiva, ostentando una complessità e un tono rustico proprio delle tipiche birre del Belgio.

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Il mese di agosto è stato tutt’altro che di riposo per il Birrificio dei Castelli, che a distanza di una decina di giorni ha rilasciato due nuove birre. La prima, uscita a inizio mese, si chiama Feriae (4,5%) ed è una Golden Ale sui generis, prodotta con scorze di bergamotto e luppolata con la varietà Ekuanot. È ovviamente una birra leggere, dissetante e rinfrescante, con il tono agrumato della speziatura che si unisce alle sfumature tropicali del luppolo. La seconda novità invece è uscita a Ferragosto ed è stata battezzata Mare Nostrum (4,5%) perché si ispira allo stile delle Gose. In realtà la ricetta prevede un certo grado di personalizzazione, poiché oltre a sale e coriandolo è prevista un’aromatizzazione con Paccasassi (finocchio marino del Conero). Chiaramente c’è anche una sensazione acida derivante dall’aggiunta di lattobacilli. In questi giorni infine dovrebbe uscire una collaboration brew del Birrificio dei Castelli con un birrificio di zona, ma ne riparleremo a tempo debito.

A proposito di collaborazioni, è a questa tipologia che appartiene l’ultima produzione di Birra Bellazzi, brassata in partnership con l’Osteria Colle Ameno di Sasso Marconi (BO) e Lab – Libera Arte della Birra. Lo stile di partenza è quello delle Blanche, ma ampiamente rivisto: la ricetta infatti prevede l’aggiunta di purea di mango, coriandolo, scorze d’arancia dolce, bacche di ginepro e zenzero. La base fermentescibile invece è costituita da avena oltre a malto d’orzo e frumento non maltato. Il nome è Fantàsia (4%) con l’accento tonico sulla seconda “a” – inutile dire che è un omaggio al film cult La storia infinita. La Fantàsia è stata presentata il 19 agosto in contemporanea presso lo spaccio di Birra Bellazzi, l’Osteria Colle Ameno e il locale Beer 4 Bunnies.

Dall’Emilia spostiamoci infine in Basilicata, dove il giovane birrificio Milvus (sito web) ha da poco annunciato una new entry nella propria gamma. La birra si chiama Roller (8%) ed è una Double IPA di stampo moderno, con una tendenza all’universo “hazy”. Di aspetto leggermente velato, è caratterizzata da note di agrumi e frutta tropicale provenienti dai luppoli (varietà Citra, Simcoe e Idaho 7) e da una discreta secchezza che ne facilita la bevuta nonostante il contenuto alcolico non proprio indifferente. Un’interessante alternativa estiva per gli amanti delle birre luppolate, dopo settimane di Session IPA e produzioni simili.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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