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Nuove birre da Edit, Jungle Juice, Hop Skin, Bonavena e altri

Apriamo l’ultima panoramica dell’anno sulle birre inedite italiane con il birrificio Edit (sito web) di Torino, che continua nel suo importante processo di trasformazione. Dopo l’arrivo del nuovo, impressionante impianto produttivo, ora il lavoro si sta concentrando sull’immagine, con l’obiettivo di conferire al marchio maggiore autonomia rispetto al locale. Le novità riguardano anche l’aspetto puramente produttivo, con una nuova serie di birre inaugurata in questi giorni dalla Liquifade (5,7%), definita Modern IPA. È una luppolata molto facile da bere, con un corpo vellutato (c’è una percentuale di avena nel grist) e un profilo aromatico dominato dalla frutta tropicale grazie all’impiego di luppoli di nuova generazione. La lattina presenta una lamina iridescente opacizzata, con una resa visiva cangiante e multicolore, ma per verificarne l’effetto dovrete aspettare il 10 gennaio, quando sarà effettivamente disponibile sul mercato.

Non potevamo archiviare il 2021 senza una collaboration brew, che in questa occasione assume dimensioni ragguardevoli. La No Tips (5,5%) è infatti prodotta dal romano Jungle Juice in partnership con tre birrifici italiani: Lucky Brews (sito web), Hilltop (sito web) e MC-77 (sito web). L’ispirazione è arrivata da un viaggio nel Pacific Northwest, sebbene il modello di riferimento sia rappresentato dalle classiche Lager con mais del Messico. In realtà la ricetta è poi personalizzata con l’aggiunta di sale e scorza di limone, mentre in termini di luppolatura la scelta è ricaduta sulla varietà Sabro. La No Tips non è l’unica recente novità di Jungle Juice, poiché per le festività è stata anche lanciata l’Anneau de Noel (10,2%), una classica Kerstbier. A differenza di molte birre natalizie di stampo belga, tuttavia, l’Anneau del Noel non prevede aggiunta di spezie, ma lascia che il ricco ventaglio aromatico sia ottenuto dall’impiego di due diversi lieviti (Trappist e Saison), lasciati fermentare a diverse temperature.

Curiosamente è una Mexican Lager anche l’ultima creazione del birrificio Hop Skin, realizzata in collaborazione con il ristorante messicano El Boss del Taco di Bergamo. La birra si chiama Yalit (5,2%) e ovviamente è una bassa fermentazione, ma l’aspetto peculiare è nell’aggiunta di epazote, che naturalmente ne influenza la resa aromatica. Per la cronaca l’epazote è una pianta non molto dissimile da ortaggi come bietole e spinaci, che nasce spontaneamente nelle zone subtropicali del Messico e in altre regioni limitrofe. Le sue foglie essiccate e sminuzzate rappresentano una spezia largamente utilizzata nella cucina messicana, soprattutto per caratterizzare piatti tipici come gli stufati di fagioli neri, le enchiladas, le quesadillas e alcune salse e zuppe tradizionali. Se siete curiosi, sappiate che la Yalit è ovviamente disponibile presso il ristorante bergamasco.

Qualche settimana fa il birrificio Bonavena (sito web) ha annunciato la sua ultima novità appartenente al progetto Barrel Series Club, dedicato chiaramente a produzioni affinate in legno. La Peach Floyd (11%) parte dalla base di una Tripel e successivamente prevede una lunga permanenza (dodici mesi) in barrique ex Aglianico, oltre all’aggiunta di un 35% di profumatissime pesche coltivate nel Sannio. A concludere l’opera c’è infine una rifermentazione effettuata con un blend di diversi ceppi di Brettanomyces. Se comprensibilmente siete amanti delle maturazioni in legno con aggiunta di frutta a nocciolo (pesche, albicocche) la Peach Floyd è da tenere assolutamente in considerazione, purché sia ancora disponibile. Infatti è stata realizzata in quantità molto limitate.

Decisamente interessante l’ultima creazione del mantovano Mister B (sito web), realizzata in collaborazione con il birrificio Basei (sito web) di Latisana (UD). L’idea alla base della BOH 12 (6,3%) è infatti di virare in “rosso” il concetto di New England IPA, utilizzando malto di segale tostato in aggiunta a malto d’orzo, avena e frumento. Se il grist è complesso la luppolatura non è da meno, poiché è stato impiegato un mix di diverse varietà: Cryo Pop (che di per sé è già un blend), Mosaic, Belma ed Enigma. Le ultime due in particolare aggiungono note di fragola e frutti rossi alle consuete sensazioni di agrumi e frutta tropicale. Il risultato è una birra non scontata, in cui l’intensità degli aromi è sostenuta dalla componente maltata e che al palato risulta morbida, succosa e secca allo stesso tempo.

Concludiamo l’ultima panoramica del 2021 con la Papercut (10%), neonata Imperial Stout del birrificio Radiocraft (pagina Facebook). Come ormai va di moda da qualche tempo, non è un’Imperial Stout “liscia”, bensì prevede l’aggiunta di alcuni ingredienti speciali: nello specifico fava Tonka e cannella. Le classiche note di cioccolato sono accompagnate dal contributo della fava Tonka, che ricorda distintamente la vaniglia e la frutta secca, mentre in bocca appare più evidente la presenza della cannella. Il corpo è morbido e vellutato grazie anche all’uso massiccio di avena, in chiusura infine emerge ancora la fava che contribuisce a conferire un piacevole amaro finale.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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