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Nuove birre da Ritual Lab, Birra dell’Eremo, Mukkeller, Edit, Porta Bruciata e Amerino

Come ben sapete se ci seguite regolarmente, ogni settimana su Cronache di Birra pubblichiamo una panoramica sulle nuove birre italiane. Parallelamente aggiorniamo anche il database di Beer Zone, riempendolo di dati interessanti che nei prossimi giorni useremo per capire alcuni trend del 2021. Intanto però proseguiamo con le novità di questo 2022 iniziando da una chicca che il birrificio Ritual Lab lancerà a breve: si chiama Self Examination (12,5%) ed è un Barley Wine maturato per più di un anno in selezionatissime botti ex Bourbon. Come già accaduto con la Papa Nero Barrel Aged, anche questa birra uscirà poi in ulteriori versioni, ottenute con la stessa base ma affinata in botti ex Cognac ed ex sciroppo d’acero. Spettacolare come sempre l’etichetta, che come di consueto è opera di Pierlugi Bellacci. Dopo il terzo posto a Birraio dell’anno e la citazione tra i Signifiers 2021 di Good Beer Hunting, ci si aspettano grandi cose da Giovanni Faenza anche nel 2022. L’inizio sembra promettere molto bene.

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Continuiamo con creazioni molto alcoliche per introdurre la Galvanize (9,5%) di Birra dell’Eremo (sito web), ultima nata nella linea Blind del produttore umbro. Per cominciare l’anno con il piede giusto il birraio Enrico Ciani ha deciso di brassare un’Imperial Stout di stampo moderno, aromatizzata con fave di cacao del Venezuela. Protagoniste sono ovviamente le note di cioccolato, che si distinguono nettamente all’olfatto e che sono accompagnate da sfumature torrefatte. In bocca è masticabile grazie all’uso di avena maltata in aggiunta al malto d’orzo e di lattosio. Il corpo morbido e vellutato è al tempo stesso alleggerito da una bollicina vivace, mentre al retrolfatto torna prepotente il cioccolato, che risulta molto persistente nella lunghissima chiusura finale. La Galvanize – il nome è un omaggio ai Chemical Brothers – è stata presentata in anteprima al recente Birraio dell’anno, dove Enrico ha ottenuto un prestigioso decimo posto.

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Sempre a Birraio dell’anno ha fatto il suo debutto in società la new entry del birrificio marchigiano Mukkeller (sito web), battezzata Next Porter Fight (7%). Lo stile di riferimento è molto interessante, perché per la sua ricetta il birraio Marco Raffaeli si è ispirato alle Smoked Porter, versioni affumicate delle antiche birre scure tipiche dell’area anglosassone. Protagonisti sono i malti speciali: in parte infatti forniscono le consuete note di torrefatto e cioccolato delle Porter, in parte arricchiscono il ventaglio aromatico con una delicata affumicatura. Al palato scorre agilmente e si chiude con un tocco leggermente amarognolo che invita subito a un nuovo sorso. Nonostante il contenuto alcolico non proprio irrilevante, la Next Porter Fight si lascia bere con molta facilità. La sua disponibilità è limitata esclusivamente ai fusti.

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Citiamo finalmente anche una bassa fermentazione grazie al birrificio torinese Edit, che lunedì ha svelato i dettagli della sua ultima birra. Si chiama Glitch Slap (6,5%) e reinterpreta in chiave moderna lo stile delle Dunkel Bock, tipiche birre forti della cultura brassicola tedesca. Come da copione la Glitch Slap è avvolgente e morbida, tendenzialmente dolce e capace di scaldare con il suo “abbraccio alcolico”. A livello aromatico sono evidenti i rimandi al caramello e alla crosta di pane scuro, mentre sul finale è possibile avvertire leggere note tostate. Il corpo è pieno, ma la bevuta non risulta appesantita anche grazie a una discreta secchezza finale. La Glitch Slap fa parte della nuova linea di Edit, caratterizzata dal ricorso a lattine “nude look” con illustrazioni cangianti e iridescenti.

Sorprendentemente ancora non abbiamo parlato di stili luppolati e allora corriamo subito ai ripari. Si chiama Terza Dose (6,8%) – nome che unisce una certa ironia alla speranza di un ritorno alla normalità – la new entry con cui il birrificio Porta Bruciata (sito web) si è presentato a Firenze per Birraio dell’anno. La tipologia di riferimento è quella delle DDH IPA, cioè American IPA realizzate con un dry hopping “doppio”, eseguito in momenti diversi per esaltare al massimo gli aromi del luppolo. Le varietà usate sono Talus e Idaho 7: la prima conferisce sentori di pompelmo rosa, scorza di limone e frutta tropicale, la seconda note di guava, albicocca e resina. È chiaramente una birra che fa dell’intensità aromatica la sua cifra stilistica, riuscendo allo stesso tempo a risultare molto facile da bere. La Terza Dose è disponibile in fusto e in lattina.

Chiudiamo la carrellata odierna con un’altra Imperial Stout umbra, quella annunciata recentemente dal Birrificio Amerino (sito web). Rientra nella linea Experience ed è stata battezzata semplicemente Imperial Stout (11,5%), sebbene ci sia molto da raccontare. La base fermentescibile è infatti ottenuta con l’impiego di nove malti diversi, mentre in fase di bollitura è stato aggiunto sciroppo d’acero canadese. Il risultato è una bevuta consistente ma mai stancante, che appare molto più complessa di quanto ci si aspetterebbe: nel profilo aromatico è possibile riscontrare note di caffè, cioccolato, caramello, liquirizia, frutta secca e una sfumatura torbata, oltre all’ovvia caratterizzazione dello sciroppo d’acero. La bevuta si conclude con una leggera sensazione di calore che ne tradisce l’elevato tenore alcolico.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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