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Nuove birre da Birrificio del Forte, Busa dei Briganti, Jungle Juice, Amerino e altri

La metafora del viaggio è spesso ricorrente nel mondo della birra artigianale, anche perché molte suggestioni arrivano proprio dai luoghi legati alle tradizioni brassicole. Non è dunque un caso che vi ricorrano molti birrifici, come fa ad esempio il Birrificio del Forte per la sua linea parallela battezzata Le Itineranti. In queste ore l’azienda toscana ha annunciato due nuove creazioni appartenenti a questa serie speciale, ognuna delle quali rappresenta (anche visivamente) una “cartolina” da un luogo diverso. La prima si chiama Black Locust Blackberries (8,6%) ed è una Robust Porter affinata in botti di acacia e aromatizzata con l’aggiunta di purea di more. La seconda novità si chiama invece Greetings from Temecula (7,7%) e si ispira alle Double IPA, omaggiandole con il nome della città californiana dove sarebbero apparse per la prima volta. Per entrambe le birre il Birrificio del Forte ha scelto come contenitore la lattina (la seconda è confezionata anche in fusto).

Da ieri è invece disponibile l’ultima creazione di Busa dei Briganti (sito web), birrificio reduce da un ottimo secondo posto nel premio Birraio emergente. La new entry si chiama Get Lost (10,5%) e appartiene alla crescente famiglia di birre italiane realizzate con specialty coffee. Lo stile di partenza è quello delle Imperial Stout, arricchito ovviamente da caffè proveniente dalla torrefazione Diemme e da un tocco di tabacco Kentucky coltivato e lavorato dall’azienda Tabazone. Il risultato è una birra “da meditazione”, complessa ed estremamente ricca, in cui le note di cioccolato peruviano si fondono con le sfumature di tabacco, il tutto accompagnato da vapori di torrefazione. Anche la Get Lost è disponibile in lattina, nonché in fusto.

Cambiamo totalmente genere per introdurre la C3-ppio (4,8%) una Session IPA creata da Jungle Juice (sito web) per il locale romano Il Treppio (sito web). Come da copione si tratta di una birra facilissima da bere, ma con un carattere ben definito contraddistinto dal contributo aromatico dei luppoli (varietà Hallertäu Blanc, Styrian Wolf e Mosaic). La ricetta prevede anche una percentuale di avena, ma siamo ben lontani dalla variante “hazy” dello stile: all’aspetto è limpidissima, il corpo è molto scorrevole e la chiusura discretamente secca. Il nome della birra gioca ovviamente su quello del locale, ma anche sul famoso robot umanoide di Star Wars, sebbene il legame con l’universo di George Lucas si fermi qui, anche graficamente. Se volete assaggiare la C3-ppio non vi rimane che fare un salto presso il pub capitolino, che sin dalla sua nascita (a fine mese festeggerà tre anni) sta lavorando molto bene.

Venerdì scorso il Birrificio Amerino (sito web) ha annunciato una birra realizzata esclusivamente con materie prime italiane e, volendo sottolineare questo aspetto, con un colpo di genio ha deciso di battezzarla Mario Rossi (5,2%). Confezionata in fusto e in bottiglia da 33 cl, è un’alta fermentazione di colore giallo paglierino, caratterizzata da aromi floreali e sfumature resinose derivanti principalmente da un dry hopping effettuato con un luppolo sperimentale, incrocio tra una varietà autoctona italiana e una americana. Al palato la dolcezza del malto apre la bevuta per poi lasciare spazio ad un amaro morbido che invita ad un secondo sorso. Etichetta scontata nel soggetto, ma realizzata con una grande cura nei dettagli.

Una decina di giorni fa il birrificio Endorama di Grassobio, in provincia di Bergamo, ha svelato la sua ultima creazione. È ispirata alle Imperial Stout e con la sua potenza aromatica e alcolica è pensata per scaldarsi durante le gelide serate invernali. Il nome – ammesso che riusciate a pronunciarlo – è Blashyrkh (9%), un omaggio al Black Metal scandinavo e in particolare all’influente gruppo degli Immortal. Nello specifico Blashyrkh è un regno immaginario inserito nei testi della band e governato da un gigantesco corvo-demone chiamato Mighty Ravendark, che non a caso campeggia sull’etichetta della birra. Se volete approfondire l’argomento vi rimando alla sezione della pagina Wikipedia dedicata agli Immortal. Per la scelta crediamo che ci sia proprio lo zampino del birraio Simone Casiraghi.

Concludiamo la panoramica odierna con la Tosta (5,8%) di Malaspina Brewing, beer firm della provincia di Milano. La Tosta è una Robust Porter realizzata in maniera piuttosto tradizionale, ma caratterizzata dall’impiego di un luppolo di nuova generazione, proveniente dall’azienda Yakima Chief. La varietà è ancora in fase sperimentale, tanto da essere identificato al momento dalla sigla HBC472, e si contraddistingue per apportare note di vaniglia, bourbon e legno che ben si sposano con i sentori tostati e torrefatti tipici dei malti scuri. Con questa birra Malaspina Brewing ha inaugurato il suo nuovo formato in lattina da 44 cl, che si accompagna a un interessante restyling delle etichette.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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