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Nuove birre da Hilltop, Baladin, Nama Brewing + Hammer, Canediguerra + Bruton e altri

In che modo i birrifici italiani intendono il concetto di “birra estiva”? In alcuni casi rifacendosi ai classici stili della tradizione, come Blanche e American Wheat, in altri proponendo versioni leggere delle luppolate di stampo moderno (Session IPA). Esiste poi una terza via, che è quella di riformulare in forma brassicola le bevande tipiche dell’estate. È a quest’ultimo gruppo che appartengono le ultime due creazioni del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT), annunciate di recente. La prima si chiama After Latte e Menta (7,3%) e appartiene alla serie di Milk Stout del produttore laziale caratterizzate da stessa base ma aggiunte diverse. In questo caso l’ispirazione arriva dai cioccolatini After Height e dal classico connubio tra latte e menta: la ricetta prevede infatti l’impiego di grue di cacao brasiliano e di menta piperita, usati sia a freddo (entrambi) che in ammostamento (solo il cacao). A questi ovviamente si aggiunge il lattosio, ingrediente imprescindibile di ogni Milk Stout. La seconda novità di Hilltop, risalente a fine giugno, è invece la Sour Fruit Guava Rosa & Frutto della Passione (4,5%), una kettle sour aromatizzata con i due frutti, quindi dall’anima spiccatamente tropicale.

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Qualche giorno fa il birrificio Baladin ha annunciato la nuovissima Open 2022 (7,2%), legata al progetto di birra “open source”, partito ormai 15 anni fa e che vuole legare l’azienda di Piozzo alla comunità italiana degli homebrewer. La ricetta della Open 2022 è stata infatti messa a punto con i tre ultimi vincitori della tappa locale del Campionato Nazionale di Homebrewing di Mobi, nello specifico Elia Barozzi (2019), Jacopo Deola (2020) e Luca Trovato (2021). La birra prende a modello lo stile delle Black IPA, riuscendo a esaltare le note agrumate dei luppoli di origine americana (ma coltivati in Italia) Magnum, Cascade e Chinook senza che i malti scuri interferiscano troppo (leggera sfumatura tostata e una pennellata di liquirizia più evidente). La Open 2022, che è disponibile in edizione limitata in lattina (solo 7.000 esemplari) e in fusto, è una birra realizzata con ingredienti totalmente italiani, come ormai Baladin è solita fare per praticamente tutta la sua gamma.

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Nama Brewing (sito web) è uno dei tanti birrifici che hanno aperto di recente in Italia. Nonostante la giovane età, sembra essere partito con il piede giusto, tanto da riuscire a ritagliarsi in poco tempo uno spazio importante nel panorama nazionale. Merito anche di alcune collaborazioni ben mirate: dopo quella con i serbi di Dogma a inizio giugno, ora è il momento della partnership con i “vicini di casa” di Hammer (sito web). Dal loro incontro è nata la Under the Bridge (6,7%), una West Coast IPA piuttosto in stile, che naturalmente eleva il luppolo a protagonista principale. Le varietà utilizzate sono Idaho 7, Amarillo e soprattutto Mosaic, quest’ultimo utilizzato in tre formati diversi (T90, Cryo e Spectrum), mentre il grist prevede l’impiego di malti Pils e Pale. La Under the Bridge è disponibile in fusto d’acciaio, Polykeg e lattina.

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Restiamo nell’ambito delle collaborazioni italiane di un certo spessore per introdurre la Gaetano (6,8%), nata dalla partnership tra il piemontese Canediguerra (sito web) e il toscano Brùton (sito web). La birra è definita una Spelt IPA perché prosegue nel solco delle luppolate di stampo moderno, ma prevede il ricorso a una notevole percentuale di farro della Garfagnana in aggiunta al classico malto d’orzo. Il cereale fornisce un gusto dolce e un aroma leggermente speziato, riuscendo da una parte a contrastare l’amaro del luppolo americano, dall’altro a integrarsi perfettamente con le note fruttate e agrumate dello stesso. Il filone produttivo di riferimento è quello delle New England IPA, con un amaro contenuto e un corpo quasi masticabile (anche grazie all’impiego del farro).

Torniamo a occuparci di kettle sour alla frutta per presentare l’ultima novità del birrificio molisano Kashmir, sempre molto attivo. L’inedita creazione del birraio Romain Verrecchia si chiama Neelum (5%), un nome che trae origine dall’omonimo distretto del Kashmir (per l’appunto), famoso per produrre gran parte del mango disponibile a livello mondiale. E indovinate con quale frutto è aromatizzata la Neelum? Esattamente il mango, aggiunto in quantità smodate durante la fase fermentativa, dopo una precedente acidificazione del mosto con batteri lattici. Birra profumata e rinfrescante, con un’acidità evidente e dominata in termini aromatici dall’ingrediente speciale. È disponibile in fusti da 20 litri e in lattina da 33 cl formato sleek.

E concludiamo con la birra che il pugliese Rebeers ha creato in occasione dell’edizione 2022 di Festambientesud, manifestazione itinerante in corso nella regione fino al 4 agosto. La novità si chiama Michaelica (5%) e parte dalla ricetta della Fovea, la rivoluzionaria creazione di Rebeers prodotta con solo malto di grano duro, introducendo però diverse variazioni. Innanzitutto la birra vuole essere un omaggio alla meta del pellegrinaggio a San Michele Arcangelo (Monte Sant’Angelo, provincia di Foggia), dove è tradizione comprare il pane prima di rientrare a casa: ecco che si spiega allora il nome della birra, ma anche l’uso del lievito madre proveniente da un forno locale per la rifermentazione. C’è poi un’aromatizzazione con timo limone selvatico del Gargano, usato in infusione per rievocare gli aromi campestri del pellegrinaggio. Il risultato è una birra fresca, delicatamente acidula e con una nota tra il balsamico e il citrico, che si aggiunge ai toni di panificato.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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