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Nuove birre da Chianti Brew Fighters, Cantaloop, Boia, Skapte e Brewort

La prima panoramica sulle nuove birre italiane del 2023 guarda in realtà all’anno appena concluso: tra le tante novità annunciate a dicembre, infatti, ce ne sono alcune ancora da smarcare. Qualche ora prima della vigilia di Natale il toscano Chianti Brew Fighters ha annunciato due creazioni inedite, la prima delle quali è stata realizzata in collaborazione con il siciliano Ballarak (sito web). È una Best Bitter reinterpretata in chiave moderna ed è dedicata a George Best, uno dei calciatori più iconici della storia della Premier League. È stata battezzata George Best-emmia (4%), un nome che non solo richiama lo stile e lo sportivo a cui si ispira, ma anche la linea di “birre bestemmie” tanto cara al produttore del Chianti. Disponibile in lattina da 44 cl, secondo i due birrifici è “perfetta dopo una partitella fra amici, fatta di assist e scambi al limite del fuorigioco, dove fantasia e sregolatezza fanno da padrone”.

L’altra novità di Chianti Brew Fighters si chiama La Giovannona (5,5%) e rappresenta il primo esperimento di Fruit IPA del birrificio. La sfida è stata trovare un frutto e un luppolo che potessero viaggiare in armonia, esaltandosi a vicenda: la scelta è ricaduta sulla papaya e sulla varietà Ekuanot. I profumi tenui ma riconoscibili della papaya ben si abbinano alle note agrumate del luppolo, creando un interessante mix aromatico accompagnato da una chiusura secca e leggermente amara. Il tenore alcolico contenuto contribuisce a rendere questa birra molto facile da bere e dissetante. La Giovannona è disponibile solo in fusto.

Risale invece a una ventina di giorni fa la presentazione della Fumolà (4,2%), ultima nata del birrificio Cantaloop (pagina Facebook). Se conoscete il produttore molisano, avrete notato che il nome di questa new entry ricorda quello della Maltolà, una delle birre presenti da sempre nella gamma dell’azienda. In effetti la Fumolà è una sua variazione, brassata come immaginerete con una percentuale di malti affumicati. L’effetto è dunque vagamente simile a quello delle Rauchbier tedesche, qui però adattato a un’alta fermentazione  piuttosto delicata, fresca e leggera, in cui le delicate sfumature caramellate dei malti “standard” incontrano le note fumé di quelli affumicati. Se cercate una birra defaticante, ma con un carattere adatto alla stagione, questa Smoked Ale può essere la soluzione ideale.

Negli stessi giorni il marchio piemontese Boia Brewing (sito web) ha presentato la sua ultima novità del 2022, battezzata Electric Shock (6%) coerentemente con la sua linea di birre “da tortura”. La ricetta è quella di una moderna American IPA, contraddistinta non solo dal sempre più diffuso double dry hopping (cioè una luppolatura a freddo eseguita in diversi momenti), ma anche dall’impiego inusuale di scorze di arancia, che esaltano il contributo agrumato del luppolo, sostenuto da pannellate erbacee e resinose. L’amaro è presente ma molto equilibrato e contribuisce a rendere la Electric Shock davvero facile da bere.

Uno dei birrifici più interessanti aperti nel corso del 2022 è stato il campano Skapte, di cui scrivemmo a inizio giugno. Proprio a ridosso del Natale, il produttore ha annunciato la Ipogea (7,7%), la sua prima Italian Grape Ale, realizzata con l’aggiunta di mosto di uve Aglianico provenienti da una vigna del 1929 dell’azienda Agricola Cianciulli di Andreatta (AV). È dunque una IGA immaginata nel solco della territorialità, in collaborazione con una realtà vicinissima in termini geografici e filosofici e finalizzata a valorizzare un vitigno tipico dell’Irpinia. Il nome stesso è un chiaro rimando alle grotte millenarie tufacee e arenarie in cui il vino Aglianico veniva conservato: la via delle grotte di Cairano – comune dove ha sede Skapte – ne conta circa quaranta, tutte esposte a nord. L’Ipogea si contraddistingue per un gusto deciso, in cui spiccano toni di frutta rossa (amarena, ciliegia, uva) e spezie, con un corpo rotondo e una gradevole acidità che ne facilita la bevuta.

Risale invece alla fine del 2021 il debutto del marchio parmigiano Brewort (pagina Facebook), di cui in giro si trovano pochissime informazioni ma che si è subito distinto per una veste grafica curata e decisamente appariscente. Il 21 dicembre ha presentato presso la birreria Vecchie Maniera di Parma la sua nuova Imperial Pils, battezzata Stranger Pils (6%) e dedicata esplicitamente a una delle serie TV più seguite degli ultimi anni. È una birra elegante e pericolosa, dotata di una solida base maltata che tuttavia lascia spazio a un amaro delicato, condendo il tutto con pennellate di frutta a polpa gialla e un finale secco e agrumato che asciuga la bocca preparandola al sorso successivo. L’identikit perfetto di una Pils invernale, ideale per riprendersi dopo i bagordi alcolici delle feste.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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