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Nuove birre da La Villana, Birrificio del Forte, Muttnik + Bondai, Altotevere e altri

Come abbiamo spiegato martedì scorso, la fiera Beer & Food Attraction in programma nei prossimi giorni fornirà il pretesto a molti birrifici italiani per presentare nuove birre. Ne consegue una vivacità produttiva con pochi paragoni nel resto dell’anno, tanto da costringerci a tornare sull’argomento novità per la seconda volta nel giro di una settimana. Quali creazioni inedite troverete alla kermesse riminese? Ne citiamo solo alcune, ovviamente, partendo dalla birra al miele del veneto La Villana (sito web), battezzata simpaticamente AlveAle (8,5%). La base è quella di una Belgian Golden Strong Ale a cui viene aggiunto miele di tiglio biologico proveniente dall’azienda Apicoltura BZ di Caldonio (VC). Nonostante l’alta gradazione alcolica risulta bilanciata e facile da bere, con una leggera speziatura fenolica arricchita dal tocco balsamico del miele e una piacevole secchezza che pulisce il palato invogliando al sorso successivo. Il birrificio ne consiglia l’abbinamento sia con  piatti amari come il radicchio di Treviso, sia dolci, sia persino con carne caratterizzata da una buona marezzatura.

Allo stand del Birrificio del Forte, invece, troverete la nuovissima Thekla (5,7%), un’American IPA dal tenore alcolico contenuto e chiaramente focalizzata sulla componente luppolata. Il birraio Francesco Mancini ha scelto tre varietà celebri per il loro contributo aromatico: Citra (agrumi a scorza gialla), Mosaic (frutta esotica e resina) e la sperimentale HBC586 (frutta esotica). L’ultima era già stata testata, con risultati eccellenti, nella single hop Arieto (6,3%), una Hoppy Bock uscita a metà novembre che abbiamo colpevolmente “bucato”. Tornando alla Thekla, aspettiamoci una birra dorata e pulita, con note di pasta frolla, pompelmo e un ampio bouquet fruttato (litchi, guava, uva spina). La bevuta risulta agile, anche grazie a una bollicina presente ma soffice, e chiude con un finale pulito e asciutto.

Tra le tante novità presenti a Rimini non mancheranno le collaborazioni, come le due disponibili presso lo stand di Muttnik e realizzate entrambe insieme al birrificio Bondai. La prima si chiama Able (3,6%) ed è una Ordinary Bitter brassata presso l’impianto di Muttnik. Risulta molto fedele allo stile di appartenenza, sebbene l’accento sia posto tanto sui malti quanto sui luppoli. Relativamente ai primi sono stati usati solo Maris Otter e malti speciali di provenienza britannica, così come inglese è anche il ceppo di lievito impiegato. Nel profilo aromatico si ritrovano note di crosta di pane e qualche sfumatura caramellata e biscottata, mantenuta però sotto controllo per far emergere il contributo dei luppoli. La Miss Baker (5,2%), invece, è stata realizzata presso l’impianto di Bondai ed è una tipica Marzen tedesca. Il malto è protagonista con note di crosta di pane e un leggero tostato, al palato risulta di corpo medio e facile da bere, anche grazie a una discreta secchezza. I nomi sono quelli di due scimmiette utilizzate per un viaggio spaziale esplorativo nel maggio dl 1959.

Nonostante i tanti stili diversi, le birre luppolate continueranno a farla da padrone con le loro varie incarnazioni. Se vi interessa il filone generalmente associato alla East Coast americana, sappiate che il birrificio Altotevere presenterà a Rimini la sua nuovissima Makai (6%), una New England IPA setosa e molto profumata. Piuttosto complesso il mix di luppoli, composto dalle varietà Ekuanot, Sultana, Idaho Gem e Sabro, quest’ultimo responsabile di un’intrigante nota di cocco che si fa spazio tra gli aromi tropicali e agrumati dati dalle altre cultivar. Come spesso accade in birre del genere, troviamo una percentuale di frumento e avena (entrambi in fiocchi) a integrazione del normale malto d’orzo. La Makai sarà disponibile insieme alle altre birre di Altotevere anche presso il Repub di Santarcangelo (RN), dove martedì 21 marzo si terrà un tap takeover dedicato al produttore umbro.

Se avete voglia di provare tante novità in un colpo solo, allora dovrete indirizzarvi presso lo stand di Birra 100Venti (sito web). Il produttore piemontese ha infatti pronte ben quattro new entry, tutte disponibili insieme alle altre creazioni della gamma. La Diparbolica (7,9%) è una Double IPA prodotta con luppoli Callista, El Dorado e Amarillo, anche in versione Cryo. Il corpo è vellutata, ma ciononostante risulta molto facile da bere. La Palt Fiction (4,7%) è invece una Altbier, che interpreta il modello di riferimento in maniera molto classica: buona resa dei malti, luppolatura con varietà Mittelfrüh, corpo snello e moderatamente amara. La Pils Don’t Go (4,8%) è una German Pils, anch’essa brassata nel solco della tradizione: nessun effetto speciale, ma solo malto Pils e luppolo Saaz – sebbene per il sottostile forse sarebbe più appropriato un luppolo tedesco. Infine la Red Head (5,7%) è una Irish Red Ale contraddistinta dalle immancabili note maltate e burrose; la ricetta prevede malti Maris Otter e Crystal e luppolo Fuggle.

Non sono poche neanche le novità che il birrificio Luppolajo (sito web) di Castel Goffredo (MN) ha in programma di presentare in fiera. Ben tre inedite infatti, a partire dalla Puberty Pepperoni (5,8%), una Farmhouse Ale realizzata con malto d’orzo, frumento, avena e luppolo totalmente coltivati dall’azienda. La Crauti Uber Alles (3,9%) è invece una Gose molto particolare, perché prevede un’acidificazione tramite fermentazione lattica sviluppata dalla microflora dei crauti, aggiunti durante il processo produttivo insieme al cavolo rosso, quest’ultimo responsabile del colore rosa della birra. Infine la Chihuahua Tiny Hater (5,5%) è definita un’Italian IPA, perché prodotta con una luppolatura ottenuta grazie a un blend di 4 luppoli coltivati in Italia e selezionati da Italian Hops Company: Centennial, Columbus, Cascade e Comet.

E chiudiamo questa lunga e non esaustiva carrellata con una Stout inedita, che troverete attaccata presso lo stand di Toccalmatto (sito web). La birra si chiama Classe Operaia (4,2%) e ricalca il modello irlandese dello stile: classiche note tostate e leggermente torrefatte (caffè e cioccolato), corpo esile (ma non watery grazie all’aggiunta di fiocchi d’orzo) e una decisa secchezza, che favorisce la bevuta con l’apporto di un delicato amaro. È una birra solo apparentemente semplice, da bere in “sessione” al bancone del pub (o dove preferite), ma anche molto appagante.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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