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Nuove birre da Brasseria della Fonte, De Lab (anche con Extraomnes), Antikorpo + MC-77 e altri

Come abbiamo raccontato nell’ultima panoramica sugli eventi birrari, sabato scorso si è tenuta la festa per i 10 anni della Bottega Matta di Montepulciano. Tra le tante birre disponibili alla spina e in bottiglia era presente la Into the Dead Sky (12,3%), la creazione inedita che la Brasseria della Fonte (sito web) ha realizzato per l’occasione. Si tratta di un’Imperial Stout maturata per la bellezza di 15 mesi in una botte ex bourbon Maker’s Mark, periodo durante il quale la birra è evoluta in maniera sorprendente. È contraddistinta da un corpo massiccio, mentre il profilo aromatico è incentrato sulle tonalità di cioccolato e cacao, ma piacevolmente arricchite da nuances speziate, legnose, biscottate e da sfumature di vaniglia, cocco e nocciola. Richiama le Imperial Stout americane dirette e senza fronzoli, con una straordinaria profondità organolettica. Il nome è un omaggio all’omonimo intermezzo strumentale di Slaughter Of The Soul, album capolavoro datato 1995 del gruppo svedese At the Gates.

Tra i birrifici aperti negli ultimi anni in Italia, il piemontese De Lab Fermentazioni si è distinto da subito per uno stile grafico facilmente identificabile e molto originale. Ritroviamo la stessa impronta anche sulle etichette delle due nuove birre presentate a fine aprile, che vanno a rimpolpare la gamma dell’azienda cuneese. La prima novità si chiama Ibis (6%) ed è una IPA di stampo moderno caratterizzata da un ottimo equilibrio tra la componente maltata e quella luppolata. La seconda new entry è invece la Easy Peasy Tropical Squeezy (4,3%), una Sour Ale aromatizzata con l’aggiunta di mango, ananas, frutto della passione, guava e caramello salato, considerabile sorella minore della Easy Peasy Berries Squeezy, uscita nel 2022 e brassata invece con l’aggiunta di frutti di bosco. Occhio che a breve – se non proprio in questi giorni – dovrebbe poi essere disponibile la versione barricata della Druiven Rood, la Saison IGA prodotta da De Lab Fermentazioni in collaborazione con Extraomnes (sito web). Sulla pagina Facebook di quest’ultimo produttore c’è un lungo post tecnico che spiega nel dettaglio la genesi della birra, quindi vi consigliamo di leggerlo tutto d’un fiato con gli occhi a forma di cuore.

A proposito di collaborazioni tra birrifici italiani (e di belle etichette), è sicuramente da tenere d’occhio la nuovissima Jonny The Snake (3,6%), frutto dell’incontro tra il friulano Antikorpo Brewing (sito web) e il marchigiano MC77 (sito web). I due produttori si sono cimentati con lo stile delle Table Beer, che, come il nome suggerisce, identifica birre “da tavola”, quindi poco alcoliche e facili da bere, ma tutt’altro che anonime. Solitamente la tipologia presenta elementi tipici della cultura brassicola belga, ma in questo caso siamo al cospetto di una sorta di Session IPA. Il ceppo di lievito inglese conferisce secchezza e contribuisce a modellare il corpo, ma ha un impatto limitato sulla definizione del profilo aromatico. Spazio in questo senso è lasciato invece alla resa della luppolatura, ottenuta con varietà australiane (Enigma) e slovene (Styrian Golding), ben supportata tuttavia dalla trama maltata (malti Pils e Cara). La Jonny The Snake si contraddistingue per note fruttate e floreali dei luppoli, ma anche per una base di panificato chiaro proveniente dai malti. Il risultato è una birra leggera e scorrevole, ben caratterizzata e adatta a ogni momento della giornata.

Curiosamente è una Table Beer anche La Bestemmia Collettiva 2023 (3%) del birrificio Chianti Brew Fighters (sito web), la creazione annuale che il produttore toscano dedica alla sua community. Anche in questo caso la ricetta guarda alle tradizioni brassicole del Regno Unito: base fermentescibile costituita da malti Pale e Amber, lievito inglese e luppolatura leggera con varietà britanniche (East Kent Golding e Fuggle). Maltata, erbacea e floreale, scorre facilmente anche grazie a una buona secchezza, mentre mantiene l’amaro a livelli piuttosto contenuti. Uno stile che invita alla condivisione, come sottolinea il birrificio, e dunque perfetto per rappresentare il senso della Brew Fighters Community. C’è però anche un’altra novità annunciata dall’azienda toscana e cioè la Robust Porter Coffee (7,2%), nata grazie alla partnership con Pacamara Coffee Lab. Protagonista è ovviamente il caffè, una miscela specialty coffee peruviana di varietà Caturra, Bourbon e Catuai, prodotta da Eli Chilcon. L’ingrediente speciale è aggiunto alla base di una Robust Porter, stile che valorizza al massimo le sfumature aromatiche del caffè.

Per rimanere coerenti con il tema predominante della carrellata odierna, concludiamo con due birre apertamente ispirate alla cultura brassicola britannica. La prima si chiama Torino – Savona (5%) ed è l’ultima new entry del birrificio piemontese Filodilana (sito web). La ricetta è quella di una classica English Porter, realizzata con malti Maris Otter, Crystal, Chocolate e Roasted, ai quali è stata aggiunta una percentuale di fiocchi di frumento. La luppolatura è assai blanda e solo da amaro, mentre il ceppo di lievito è immancabilmente inglese. Il mash è stata effettuato in un’unica soluzione a temperature elevate. A questo punto vi starete chiedendo cosa c’entrano Torino e Savona con le tradizioni brassicole del Regno Unito, dunque ci affidiamo direttamente alla spiegazione del birraio Matteo Pellis:

Nell’immaginario piemontese la Torino – Savona, o autostrada “A6”, rimanda subito alle estati in Riviera.  Percorrerla verso la meta delle vacanze significa rivivere al contrario “il salto delle acciughe”, il percorso lungo il quale venivano portate dal mare alle Alpi, sulle vie dei contrabbandieri del sale, sui carri degli acciugai ambulanti della Val Maira, approdando nelle Langhe e nel Monferrato e poi a Torino. Il nostro omaggio è ovviamente ai “Porteur”, “Porter” in inglese, i facchini dei porti, da cui deriva il nome di questa tipologia di birra e che per primi scaricavano i barili di acciughe nei porti.

E restiamo in Piemonte per chiudere con una tradizionalissima Ordinary Bitter, annunciata di recente da Birra Pasturana della provincia di Alessandria. La birra si chiama Tribute Ale (4%) e nasce dalla collaborazione tra il birraio Simone Sparaggio e l’homebrewer Andrea Randi, che hanno unito le loro forze per creare una birra semplice ma di carattere, bevibile e molto scorrevole. La ricetta è estremamente fedele al modello di riferimento: solo malto Maris Otter, solo luppolo Fuggle e lievito London Ale. Disponibile esclusivamente in fusto, la Tribute Ale è la prima birra ambrata a bassa gradazione di Birra Pasturana e vuole essere un tributo – per l’appunto – al nuovo monarca d’oltremanica.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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