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Nuove birre da Alder, Birra dell’Eremo, Bonavena, Liquida, Edit + PBC e 4 Mori + ECB

Il crescente interesse del movimento birrario italiano per la cultura brassicola della Repubblica Ceca è un fenomeno molto appassionante, che non sappiamo se stia avvenendo anche all’estero. Alle fedeli repliche degli stili locali si è aggiunta da poco la Hermelin (5,5%), una delle ultime novità del birrificio Alder. È una Tmavé, cioè una birra scura, in cui dominano le note di caramello, cacao, caffè, miele e biscotto, accompagnate da un finale erbaceo e leggermente amaro e una buona secchezza. Brassata con malti cechi e tedeschi e luppolata con l’immancabile Saaz, è una chicca per tutti gli amanti delle tradizioni brassicole europee. Anche la seconda novità di Alder, battezzata Four Fingers (7%), è una birra scura, ma totalmente differente dalla precedente. La base è quella di una Stout morbida e relativamente complessa, arricchita però dall’aggiunta di chips di cocco tostate durante la maturazione a freddo (30 g/l). L’ingrediente speciale è ben avvertibile ma non invasivo e si integra alla perfezione con gli aromi di cacao, caffè e caramello tipici dello stile.

La terza new entry di Alder, infine, è la Different Seasons #2 (6,5%), che continua il progetto di IPA sperimentali inaugurato qualche settimana fa. La ricetta prevede una miscela di malti tedeschi, un ceppo di lievito britannico e luppoli Chinook e Mosaic (il secondo anche in versione Cryo). Come la sorella maggiore, anche la Different Seasons #2 ricorre alla tecnica della decozione, i cui effetti in questo caso persino più evidenti sulla ricchezza della componente maltata. Di colore dorato, in bocca risulta alquanto morbida e a livello aromatico richiama il miele, un leggero panificato, frutta gialla, passion fruit, erba sfalciata e resina di pino.

A proposito di progetti paralleli, qualche giorno fa Birra dell’Eremo ha annunciato l’ultima incarnazione della sua linea sperimentale Blind. Si chiama Nuova Ossessione (6,1%) ed è una Pacific IPA, cioè una luppolata di stampo moderno in cui protagoniste sono varietà dell’area del Pacifico – generalmente neozelandesi, australiane o giapponesi. Il birraio Enrico Ciani ha usato nello specifico i cultivar Galaxy ed Eclipse, che regalano intense note di ananas, mango e guava sia al naso che nel retrolfatto. Di colore dorato intenso, in bocca entra morbida prima di scorrere via agevolmente e lasciare il palato asciutto, con un amaro molto persistente. Con questa creazione Birra dell’Eremo ha potuto esplorare il mondo dei luppoli del Pacifico, che hanno evidenziato una forza e una finezza aromatica notevole.

È frutto di un grande studio sul luppolo anche l’ultima nata in casa Bonavena (sito web). Un paio di settimane fa il birrificio campano ha annunciato Boxeo (5,8%), una Modern IPA che rappresenta la summa di tutto il know how acquisito negli anni sulle tecniche di luppolatura più all’avanguardia. La ricetta parte da una base di malti inglesi e acqua notevolmente addizionata di sali, quindi impiega i luppoli ricorrendo ad alcune moderne soluzioni produttive, come dip hopping, double dry hopping, formati Spectrum e Cryo, interazioni “yeast-hop compounds”. Il risultato è una IPA diretta, complessa e morbida, priva delle astringenze da luppolo e quindi facilissima da bere. Il profilo aromatico si muove tra sensazioni agrumate e tropicali, in maniera piuttosto equilibrata.

L’equilibrio è anche la cifra stilistica di Hula Hoop (4,6%), la nuova birra lanciata una decina di giorni fa dal birrificio Liquida (sito web) di Ostellato (FE). Si tratta di una Pale Ale di stampo moderno brassata con solo malto Maris Otter (c’è anche una percentuale di orzo non maltato), lievito inglese e luppoli americani Centennial e Cascade, impiegati anche a freddo (dry hopping). Di colore chiaro e leggermente velata, riesce a valorizzare tanto il contributo dei malti quanto l’elegante resa aromatica dei luppoli, risultando quindi estremamente bilanciata. Aspettiamoci una luppolata di carattere, ma senza gli estremi di alcune incarnazioni dello stile, con note di agrumi in primo piano.

Non abbiamo ancora parlato di collaborazioni? Rimediamo subito. Dall’incontro tra il torinese Edit (sito web) e il livornese Piccolo Birrificio Clandestino (sito web) è nata Red Crown (4,9%), una one shot che reinterpreta uno stile quasi sconosciuto, almeno alle nostre latitudini: quello delle Mexican Lager. È dunque una bassa fermentazione che oltre al malto d’orzo prevede una frazione di fiocchi di mais, ma anche un tocco estremamente personale e creativo: l’impiego di barbabietola. L’ortaggio non solo fornisce note terrose che vanno ad arricchire il ventaglio aromatico, ma anche un colore rosso acceso (esteso alla schiuma) che la rende facilmente identificabile a livello visivo. Se siete curiosi di assaggiarla sappiate che è disponibile nei due locali Edit di Torino e Milano, nonché sull’ecommerce del produttore piemontese.

E già che ci siamo, concludiamo la panoramica odierna con un’altra collaborazione, questa volta sull’asse Guspini (VS) – Roma. Se non ricordiamo male, durante la passata Italy Beer Week i ragazzi di Eternal City Brewing (sito web) fecero visita a quelli del birrificio 4 Mori (sito web), mettendo a punto la ricetta di un’American Lager. Quella birra nata in terra sarda ha recentemente visto la luce: battezzata Pozzo de Bira (5%) è una bassa fermentazione contraddistinta dal corpo snello delle Pils ma generosamente luppolata come un’American IPA. Interessanti le due varietà di luppolo selezionate dai birrifici, perché sono utilizzate raramente e ancora meno insieme: lo sloveno Styrian Dragon e l’americano Cashmere. Scorrevole e rinfrescante, la Pozzo de Bira si riconosce per note tropicali, balsamiche e decisamente dank.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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