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Nuove birre da Alder, Menaresta, Altotevere, Chianti Brew Fighters, LZO e Kashmir

La settimana scorsa abbiamo conosciuto da vicino le “debuttanti” della Italy Beer Week, che potrete assaggiare già da venerdì nell’evento presso Mercato Centrale Roma. Nel frattempo tuttavia i birrifici italiani hanno annunciato tante altre birre inedite, a partire dalle tre novità del birrificio Alder (sito web). La prima è la Frikadelle (4,8%), nientemeno che una Altbier nello stile di Düsseldorf, luppolata con Perle e Hallertau Mittelfrüh e fermentata con un ceppo di lievito specifico. A nostro avviso è uno degli stili più difficili da replicare nella sua forma più genuina, ma non dubitiamo che Marco Valeriani sarà stato all’altezza anche questa volta. La seconda novità di Alder si chiama Duh (6,4%) ed è un’American IPA luppolata con Simcoe (anche in forma Cryo) e Mosaic. Infine sabato 9 marzo sarà presentata la Stereo (4,8%), una Pils realizzata in collaborazione con Birra Elvo (sito web). La ricetta prevede un mash con decozione, una luppolatura con Rottenburger, Tettnanger e Perle e una leggero dry hopping con Spalter Select. Da non lasciarsela sfuggire.

Restiamo in Brianza perché anche il Birrificio Menaresta (sito web) di recente ha annunciato tre new entry, sebbene in realtà siano due e mezzo. La prima è la P’ipa Cold (5,2%), nuova variazione sul tema delle IPA della casa che in questo caso prende le sembianze di una Cold IPA: lievito a bassa fermentazione, una percentuale di riso in fiocchi a completare il mash e l’immancabile profilo luppolato di questo giovane sottostile di origine statunitense. La P’ipa Pacific (6,1%) è invece l’interpretazione di una Pacific IPA, con toni spiccatamente tropicali e una frazione di avena maltata a conferire morbidezza. La terza birra infine non è una vera e propria novità, bensì l’evoluzione più complessa dell’apprezzatissima D’annata, un’Imperial Stout affinata in legno. La D’annata Barrel 32 mesi (12%) ha riposato infatti quasi tre anni in botti di Caol Ila, regalando note leggermente torbate e sentori salmastri, etilici, di cacao amaro e liquirizia.

È invece una Modern IPA l’ultima nata del birrificio umbro Altotevere (sito web). Si chiama Astra (5,5%) ed è una precisa incarnazione delle versioni più recenti di IPA, caratterizzate da intense note fruttate (spesso tropicali), un aspetto velato e un amaro contenuto. L’Astra segue fedelmente questo identikit grazie a un profilo aromatico con richiami alla frutta esotica, agli agrumi e alla frutta a polpa gialla. Al palato risulta scorrevole e facile da bere, ma anche morbida e setosa per l’impiego di cereali non maltati (presumibilmente avena e frumento) e al tocco peculiare del lievito Vermont. È stata presentata a metà febbraio presso il Frank Malone di Napoli e ha sùbito vinto un bronzo nel concorso Birra dell’anno.

Di qualche giorno più giovane è la Amoroid (4,5%), l’ultima Session IPA annunciata dai ragazzi di Chianti Brew Fighters (sito web). Creata in collaborazione con il Diorama di Firenze per celebrare il decimo anniversario dell’importante locale toscano, la Amoroid si contraddistingue per un’anima “neozelandese” grazie all’impiego esclusivo del luppolo Superdelic, varietà che sta attirando l’attenzione dei birrai di mezzo mondo. La sua resa domina il profilo aromatico con note citriche, agrumate, tropicali e di agrumi canditi. In bocca risulta agile e rinfrescante, anche grazie al finale secco e amaro che pulisce il palato e invita subito a un altro sorso.

Il Superdelic è protagonista anche nella nuova creazione del Birrificio LZO (sito web) di Conegliano (TV), battezzata Muddy “Slimer” Hop (5,8%). È una produzione rientrante nella linea Drop Out dedicata alle one shot in tiratura limitate e si ispira allo stile delle New England IPA. La luppolatura è affidata a un mix abbastanza vario di cultivar: Idaho 7, El Dorado, Citra, Ekuanot e soprattutto il già citato Superdelic, che insieme definiscono un bouquet con sensazioni di mango, agrumi e frutti di bosco, accompagnate da sfumature resinose. Il personaggio in etichetta è un chiaro riferimento al film cult Ghostbusters, ma non sembra anche a voi vagamente un luppolo mannaro?

Chiudiamo con un salto in Molise dove il birrificio Kashmir (sito web) ha di recente annunciato la sua nuova Nat (11,5%). Si tratta di una birra prodotta in collaborazione con il Birrificio Abruzzese (pagina Facebook) sfruttando la tecnica del double mash per ottenere una Imperial Stout ricca e piena. Successivamente sono state aggiunte bacche di vaniglia e cubi provenienti da una botte di Bourbon per simulare un affinamento in legno. Il risultato è quindi una birra scura, muscolare e complessa, in cui le note calde del distillato si fondono con quelle dei malti scuri, trovando supporto in una delicata vena legnosa e di frutta secca. Una birra avvolgente che non risulta stucchevole, perfetta per le giornate uggiose – e fredde, se così possiamo definirle – di questo periodo.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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