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Nuove birre da Shire Brewing, War, MC-77, Liquida, Wild Raccoon e altri

Tra i nuovi birrifici aperti negli ultimi anni, Shire Brewing (sito web) rappresenta senza dubbio uno dei progetti più convincenti. Siamo ben felici allora di aprire la nostra panoramica sulle nuove birre italiane proprio con il produttore laziale, che di recente ha annunciato due interessanti novità. La prima si chiama Tommy Gun (3,9%) ed è una Pale Ale in perfetto stile britannico. Il grist è costituito quasi totalmente da Maris Otter, integrato da una piccola percentuale di avena decorticata tostata (5%) e Caramalt (4%). Interessante la luppolatura che, lungi dall’essere particolarmente generosa, presenta un mix di varietà non scontate: Magnum, Ahtanum e Chinook, che conferiscono note resinose e leggermente fruttate, oltre a un moderato amaro. La fermentazione è opera di un ceppo London Ale, mentre il nome è un evidente omaggio allo storico gruppo The Clash. La Tommy Gun è stata presentate in anteprima venerdì scorso presso la tap room del birrificio e ora è regolarmente disponibile.

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A proposito della tap room di Shire Brewing, il birrificio ha ben pensato di creare una birra solo per il suo (giovane) locale, destinato ai frequentatori del posto. La creazione si chiama Landa (4,7%) ed è una bassa fermentazione sulla falsariga delle Keller della Franconia: rustica, croccante ed erbacea, con aromi speziati e floreali dei luppoli nobili tedeschi e una grande facilità di bevuta, favorita anche dal tenore alcolico limitato. I ragazzi di Shire la considerano la loro Hausbier, cioè la birra della casa sempre nella classificazione francone, ma il nome si ricollega più alle Landbier, che sono praticamente la stessa tipologia brassicola. Tutti termini che in Franconia si usano in maniera più o meno intercambiabile.

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Se invece dei classici stili della tradizione europea cercate qualcosa di più eccentrico, la risposta è nella new entry del birrificio War (sito web), prodotta in collaborazione con i finlandesi di Salama Brewing (sito web). La birra è stata battezzata Pineapple Pizza (6,5%) e già avrete capito cosa ci attende: una New England IPA all’ananas! La base di partenza è quella di una birra torbida, morbida e succosa, secondo un modello solitamente associato alla East Coast, ma poi a inizio fermentazione è stata aggiunta una dose importante di succo di ananas per sfruttare i suoi zuccheri semplici nel processo di formazione degli esteri. A proposito di fermentazione, i due birrifici hanno deciso di ricorrere a un blend di ben tre diversi lieviti (Green Mountain, LN3 e London fog), mentre nella base fermentescibile troviamo gli immancabili frumento e avena a integrazione del malto d’orzo. Anche il mix di luppoli è piuttosto articolato, con le varietà Riwaka, Vic Secret, Sabro e Citra usati sia in hop standing che in dry hopping (DDH).

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A proposito di collaborazioni, una recente tutta italiana è quella da cui è nata la Aku Aku (5,2%), appartenente al filone delle Lager luppolate che quest’anno sta mostrando un trend in crescita. A produrla sono stati i birrifici MC77 (sito web) e Liquida (sito web), utilizzando luppoli Nelson Sauvin e Motueka, impiegati anche a freddo. È una birra elegante e bevibile, ma anche molto decisa a livello aromatico (frutta tropicale in primis). Negli ultimi giorni Liquida ha poi annunciato anche la sua Fly Sowing (5,5%), ispirata alle West Coast più moderne: secca ed estremamente bevibile, si contraddistingue per sentori tropicali e di frutta a pasta gialla, ben armonizzati tra loro e con un finale leggermente amaro che ripulisce il palato.

In apertura abbiamo citato uno dei più validi tra i giovani birrifici italiani, ma nell’elenco ha senso inserire anche Wild Raccoon (sito web), la cui avventura è partita in tempi anche più recenti. Negli scorsi giorni è stata inaugurata la “terza stagione” della sua produzione, con due nuove birre ispirate come sempre al mondo del cinema. La prima si chiama Ragioniere, batti? (5%) – non dobbiamo specificare la fonte d’ispirazione, giusto? – e ovviamente è un’Italian Pils, la cui ricetta prevede l’impiego di luppoli Saphir, Spalter Select e Saaz anche in dry hopping. La seconda novità si chiama Blockbuster (5,4%) ed è un’American Pale Ale che promette di sbancare il botteghino, grazie alla netta caratterizzazione dei luppoli Citra, Mosaic e Amarillo (note di lime, arancia, frutta tropicale e fiori), supportati da un’accurata trama maltata.

Torniamo a occuparci di stili britannici “da bancone” per introdurre la Scottish Extra Light (2,7%) del toscano Brasseria della Fonte (sito web), che rende omaggio a uno stile europeo tra i più snobbati in assoluto. Come il nome suggerisce, la novità appartiene alle birre più leggere della cultura scozzese, a grandi linee paragonabili alle Ordinary Bitter dei vicini inglesi. È prodotta con l’inusuale metodo del parti-gyle, molto diffuso in passato nel Regno Unito e che consiste nel ricavare più mosti di densità differente da una singola cotta (miscelandoli eventualmente tra loro) per poi continuare in maniera autonoma ricavando altrettante birre. La Scottish Extra Light è partita da 7 °P ed è stata luppolata con Fuggle, che ha conferito leggeri toni erbacei. La parte dominante del profilo aromatico è però provenienti dai malti, con accenni di nocciola e caramello, e in parte dagli esteri della fermentazione, per la quale è stato impiegato un ceppo di lievito specifico adatto alle basse temperature. Il birraio Samuele Cesaroni ha scelto questo stile per un motivo ben preciso, che si ricollega a un nostro articolo di qualche giorno fa:

Negli ultimi mesi si parla molto -sia tra gli addetti al settore, che tra i bevitori- di birre low alcol e analcoliche; siamo assolutamente convinti che il futuro andrà sempre più verso questa direzione, con i suoi pro ed i suoi contro, e per noi tanto vale rispolverare qualche vecchio libro di produzioni storiche (specialmente del mondo anglosassone), per prendere spunto.

Chiudiamo questa ricca carrellata con un salto in provincia di Alessandria, dove Birra Pasturana (sito web) ha annunciato la sua ultima novità appartenente alla linea Filo Spinato, nata dalla collaborazione con il birraio Lorenzo Mascherini La Filo Spinato Hoppy Lager (4%) è una bassa fermentazione chiara dal deciso carattere luppolato, con sfumature agrumate e tropicali esaltate dal ricorso al dry hopping. La birra è stata presentata in anteprima lo scorso fine settimana durante Artebirra Pasturana, storica manifestazione birraria italiana. È disponibile solo in fusto.

Andrea Turco
Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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