Cimec
Home » Birrifici » Nuovi birrifici: Funky Drop, Vertiga, Birrificio Sociale Bàgolo e Aquila d’Oro

Nuovi birrifici: Funky Drop, Vertiga, Birrificio Sociale Bàgolo e Aquila d’Oro

Se come sembra l’economia italiana è finalmente in ripresa, lo è anche il comparto della birra artigianale. Questo significa che, nonostante lo stop a molti progetti decretato dall’inizio della pandemia, ora tornano a susseguirsi segnalazioni di nuovi birrifici, aperti negli scorsi mesi o in procinto di partire a breve. È sempre un piacere raccontare di nuove avventure brassicole e lo è soprattutto in questo momento storico: poche altre notizie sono in grado di confortarci e di gettare un pizzico di ottimismo sul futuro. Oggi presentiamo allora alcune nuove realtà partendo dalla Calabria, dove il birrificio Funky Drop è ormai ai nastri di partenza. La sede è nella zona industriale di San Gregorio (RC), all’interno di un capannone completamente rinnovato che già ospita l’impianto di produzione, per l’utilizzo del quale l’azienda sta aspettando – immaginiamo – gli ultimi nulla osta da parte delle dogane. In sala cotte c’è Demetrio Crea, già birraio del brewpub Gli Sbronzi di Reggio Calabria (da cui arriva anche una parte dell’assetto societario di Funky Drop).

Le birre a marchio Funky Drop sono al momento sette. La Strike è un’American IPA con sentori tropicali e freschi, amaro delicato e gradazione alcolica moderata; la Bad Scott è definita Export Scotch Ale e possiamo dunque ricondurla alle Wee Heavy, l’interpretazione più muscolare degli stili di stampo scozzese; la Giggle è una Belgian Ale con un pizzico di modernità, rappresentato dall’impiego di luppoli del Pacifico; la Fuzzy è una Golden Strong Ale, presumibilmente di stampo belga; la Plink è una Keller semplice e diretta, che si ispira alle classiche basse fermentazioni della Franconia; la Prsdè è una Saison fresca e rustica con note speziate e agrumate; la Tutti Frutti, infine, è una Fruit IPA realizzata con l’impiego di mango. Se volete saperne di più su questa interessante novità potete consultare la pagina Facebook di Funky Drop.

Non meno interessante è il progetto dietro Birra Vertiga, realtà relativamente nuova con sede a Rossano Veneto, in provincia di Vicenza. Il birrificio, che si avvale di un impianto dalla capacità massima di circa 2.000 ettolitri, nasce dall’incontro di alcuni professionisti con una lunga esperienza nel mondo della birra artigianale, chi in ambito produttivo, chi all’interno di attività collaterali, chi nel settore commerciale con particolare specializzazione sui mercati esteri. L’idea è di proporre birre facili da bere e dal tenore alcolico contenuto, accompagnandole con uno studio strategico del packaging e di tutti gli strumenti di comunicazione e marketing. Il birraio è Claudio Turcato, ex birraio di Crak ed ex titolare del birrificio Interno 7. Insomma, il progetto parte con basi più che solide.

Birra Vertiga vanta già una gamma molto ampia, disponibile sia in bottiglia (33 cl e 75 cl), sia in lattina (44 cl) e sia in fusto. Le birre in bottiglia sono Bajadera (una IPA di stampo moderno), Bislakka (una Amber Ale), Domabianca (una Blanche piuttosto tradizionale), Indomitus (una Belgian Blond vivace e facile da bere), Moonella (una simil-Kölsch) e Orzobruno (una classica Stout). Le birre in lattina sono invece Alma (una West Coast IPA con luppoli Perle, Amarillo, Simcoe, Mosaic ed Ekuanot), Bali (una Session IPA con luppoli Perle, Nelson Sauvin, Simcoe, Citra ed Ekuanot), In Saaz We Trust (una Bohemian Pils che in realtà ha un gusto molto “italiano”, grazie a un dry hopping di Saaz) e Alchemy (una India Pale Lager con luppoli moderni). Per ulteriori informazioni potete consultare il sito web di Vertiga.

Restiamo in Veneto perché lo scorso 11 settembre è stata lanciata la prima birra del Birrificio Sociale Bàgolo, con sede a Monteforte d’Alpone (VR). La parola “bàgolo” in dialetto veronese significa “complicazione” e riassume bene la strada intrapresa dal progetto. Il birrificio nasce infatti dall’iniziativa della cooperativa sociale Monteforte Il Fiore e punta a coinvolgere nelle attività di produzione meno complesse lavoratori svantaggiati o particolarmente fragili. L’idea infatti è di superare le logiche assistenziali per una certa parte di popolazione, favorendo dinamiche di inclusione tramite il lavoro come simbolo dei legami di solidarietà nella comunità. Come dimostrato da tante altre iniziative simili, la produzione brassicola si presta molto bene nel perseguimento di simili obiettivi.

Come accennato, la prima birra del Birrificio Sociale Bàgolo è disponibile da un paio di mesi. Si chiama Oh Issa! ed è una Session IPA alla melissa, che nel grist prevede l’impiego di fiocchi d’avena a integrazione del malto d’orzo (Pale Ale) e che è luppolata esclusivamente con la varietà Citra (sia in bollitura che in dry hopping). La birra è realizzata presso Birra Ofelia: al momento infatti il Birrificio Sociale Bàgolo è una semplice beer firm, ma è in corso la raccolta di fondi per l’acquisto dell’impianto di produzione che dovrebbe essere attivo all’inizio del 2022. Per saperne di più potete consultare il relativo sito web o la pagina Facebook.

Facciamo infine un salto in Friuli dove da qualche mese è partita l’avventura del Birrificio Aquila d’Oro, nella frazione Beivars di Udine. Come racconta il Giornale della Birra, il produttore nasce all’interno dell’azienda agricola omonima che, tra le altre cose, si occupa di coltivare l’orzo poi utilizzato per le birre. Il birraio è Mattero Casersa, anche titolare dell’azienda agricola, che si occupa delle cotte sfruttando un impianto da 300 litri. Le birre prodotte sono quattro: Yolita è una Golden Ale piuttosto equilibrata, dove l’amaro non troppo pronunciato trova il contrappunto della componente maltata; Bengala è una Red Ale molto caratterizzata dai malti; Hoplala è un’American IPA con il classico profilo agrumato (ottenuto anche tramite dry hopping); Ninfea è un’American Pale Ale con un profilo di frutta tropicale e un amaro deciso. Maggiori informazioni sono disponibili sulla pagina Facebook di Aquila d’Oro.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

Leggi anche

4 anni del birrificio Edit: nuovo impianto produttivo e grandi progetti di espansione

Come raccontato in occasione degli assaggi per la IGA Beer Challenge, il birrificio Edit di …

Passione, ottimizzazione, condivisione: i tre pilastri del birrificio Rebel’s

Quando Cronache di Birra aprì i battenti nel 2008 Roma aveva da poco cominciato a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *