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Chi sarà il birraio emergente di Birraio dell’anno 2023? I 3 finalisti

Domani a Firenze comincerà il primo grande evento birrario del 2024: Birraio dell’anno, festival collegato all’omonimo trofeo. La cerimonia di premiazione è in programma domenica 21 gennaio a partire dalle 16,00, ma prima della proclamazione del migliore professionista del settore ci sarà quella di Birraio emergente, riservata alle “nuove leve” dell’ambiente birrario – non necessariamente giovani e non necessariamente alla loro prima esperienza in Italia. Come ripetiamo da anni, secondo noi questo premio è persino più interessante di quello principale, perché permette di conoscere birrai spesso poco conosciuti ma di grande talento. Lo dimostra ad esempio Mirko Giorgi di Shire Brewing, lo scorso anno vincitore del concorso minore e quest’anno finalista in quello maggiore. A differenza delle precedenti edizioni, Birraio emergente questa volta prevede solo tre finalisti rispetto ai cinque del passato. Un cambiamento che rende più veloce la nostra consueta presentazione dei candidati alla vittoria finale, ma che non rende il concorso meno interessante. Chi trionferà? Lo scopriremo a breve.

Stefano Balestra (Humus)

Il birrificio Humus è sicuramente una delle novità brassicole italiane più interessanti degli ultimi anni. Situato in provincia di Teramo, una zona in cui sono nati alcuni importanti marchi artigianali, Humus è la creatura di Stefano Balestra, che nel 2021 si è lanciato nel mondo dei professionisti. Il suo iter formativo non è dissimile da quello di molti birrai suoi coetanei, che rispetto alle generazioni precedenti possono vantare un background molto più strutturato. Nel suo passato infatti c’è l’homebrewing, ovviamente, ma anche un percorso di studi coerente con la sua attuale professione (Università Agraria) e un’esperienza in un birrificio estero (ad Amsterdam), fondamentale per la sua formazione di birraio. Per le sue birre, regolarmente confezionate in lattina, Stefano impiega orzo coltivato in proprio e l’acqua estremamente dolce della sorgente del Ruzzo, situata nel parco del Gran Sasso. Tutti i prodotti si contraddistinguono per un’ottima pulizia e si ispirano tanto alle basse fermentazioni della cultura mitteleuropea, quanto alle luppolate di stampo americano. Nonostante la giovane età, il birrificio Humus è riuscito a farsi notare sin da subito; chissà che domenica non riceva un ulteriore impulso in termini di visibilità.

Mattia Bonardi (Nama Brewing)

Tra i candidati a Birraio Emergente Mattia Bonardi è quello che meno degli altri necessita di presentazioni. La sua esperienza come birraio infatti comincia addirittura nel 2010, quando entrò nello staff produttivo del birrificio Elav. Qualche anno dopo passò nel team del Birrificio Lambrate di Milano, dove nel 2017 assunse il ruolo di head brewer. Forte di questo invidiabile background professionale, nel 2022 Mattia ha deciso di mettersi in proprio e aprire il birrificio Nama Brewing, capace di imporsi immediatamente all’attenzione del settore. La strategia di Mattia si è sviluppata intorno a una solida gamma di birre base, integrate in maniera costante da novità, one shot e collaborazioni, tanto da risultare nel 2023 il secondo birrificio italiano per numero di birre inedite lanciate sul mercato. Una scelta produttiva supportata da solide basi strutturali, poiché l’impianto dispone di una sala cottura da 15 hl, capacità non certo indifferente (almeno in Italia) per un progetto debuttante. Attenzione a Nama Brewing perché il nome di Mattia è in cima ai pronostici per la vittoria finale.

Aris Di Marco (Zona Mosto)

La carriera di Aris Di Marco come birraio inizia nel 2015, ma fuori dall’Italia. È infatti a Londra che muove i primi passi tra sale cotture e fermentatori, lavorando presso alcuni birrifici di rilevanza nazionale e internazionale. Nonostante la sua formazione è un birraio molto eclettico, perché unisce il know-how acquisito sugli stili britannici con la sua predilezione per le basse fermentazioni e le luppolate di matrice americana. L’idea di aprire un birrificio nasce nel periodo della pandemia insieme alla sorella Erides Di Marco (esperta di comunicazione aziendale): i due individuano come sede ideale la zona Rho Fiera di Milano, dove comincia la loro avventura imprenditoriale. Come nome per il loro birrificio scelgono Zona Mosto, affinché richiamasse da una parte un luogo di condivisione, dall’altra la loro passione per la birra. Zona Mosto è un birrificio davvero interessante, che ha portato una ventata di novità nel panorama brassicolo milanese. Merita sicuramente di crescere nei prossimi anni, magari conquistando già domenica il premio di Birraio Emergente.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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