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Record di medaglie (con 11 ori) per i birrifici italiani al Brussels Beer Challenge

Altro record per i birrifici italiani in un concorso internazionale. Dopo la migliore prestazione di sempre allo European Beer Star, arriva un risultato analogo al prestigioso Brussels Beer Challenge: 33 medaglie totali, bottino che migliora il precedente primato del 2016. Ma mentre l’entusiasmo per la competizione tedesca era stato mitigato dal modesto numero di ori (solo 4), le notizie provenienti dal Belgio sono positive da tutti i punti di vista: il computo finale recita infatti 11 ori (uguagliato il record del 2015), 6 argenti e 16 bronzi. Un risultato eccezionale, arrivato in uno dei più importanti birrari d’Europa e dove quest’anno ho avuto l’onore di tornare a ricoprire il ruolo di giudice insieme a decina di “colleghi” provenienti da tutto il mondo. Il dato certifica il ritorno dell’Italia ai fasti del passato, dopo alcuni anni in cui il Brussels Beer Challenge aveva riservato performance sotto le aspettative per il nostro movimento.

Entriamo nel dettaglio dei riconoscimenti partendo dal birrificio Rethia, la cui Red IGA Rebo (6%) ha ottenuto non solo l’oro nella categoria Italian-style Grape Ale, ma anche il premio Best Italian Beer of the Competition, superando quindi tutte le altre birre italiane. Da notare che la IGA di Rethia ha preceduto nella sua categoria tre birre straniere: la brasiliana Leopoldina Italian Grape Ale (argento), la cinese Whnx IGA di 18 Brewery (argento) e la cilena Mincay di Zigurat (bronzo). Se da un lato c’è un pizzico di delusione per un podio che non ha regalato altri riconoscimenti all’Italia nel “suo” stile, dall’altro è impossibile non rilevare il fermento che si sta alimentando intorno a questa tipologia anche fuori dai nostri confini nazionali. L’ottima prestazione di Rethia è poi impreziosita da un altro oro: quello della Tropicana nella difficile categoria delle Session IPA, prima a pari merito con la Jackie Dunn di La Souche.

C’è un altro birrificio italiano che è riuscito nell’impresa di conquistare due ori e cioè il birrificio Otus di Seriate, in provincia di Bergamo. La prima birra premiata è stata la Pils2, che ha sbaragliato la concorrenza nella categoria dedicata alle German Pils. Si tratta dell’ennesima consacrazione per la bassa fermentazione del produttore lombardo, che lo scorso anno la Brussels Beer Challenge aveva conquistato un argento, preceduto qualche giorno prima dal bronzo allo European Beer Star. Il secondo oro di Otus è invece arrivato con la OS7 in una categoria molto ampia ed eterogenea, che include Helles, Maibock e Doppelbock. Da notare che nel gradino più basso dello stesso podio troviamo la Pozzo 16 del Birrificio 4Mori, che dunque si è aggiudicata un importante bronzo.

Proprio il Birrificio 4Mori rientra anche nel novero dei birrifici che hanno ottenuto almeno una medaglia d’oro, essendo riuscito a piazzare la Pozzo 9 davanti a tutte le concorrenti nella categoria Vienna Lager. Un oro e un bronzo è anche il bottino del giovanissimo marchio Birra Vertiga: il metallo più prezioso è arrivato grazie alla Bajadera tra le American IPA a bassa gradazione alcolica, in grado di precedere nella stessa categoria la California di Mastri Birrai Umbri (oro lo scorso anno); il terzo gradino del podio con la Alchemy tra le birre Gluten Free, a pari merito con la Nazionale Gluten Free di Baladin. Anche La Villana ha compiuto lo stesso percorso, riuscendo a mettere tutti in riga con la sua Gatsby tra le ESB (che ha confermato l’oro del 2020) e conquistando una terza piazza con la Cinque tra le Kölsch.

Gli altri ori italiani sono stati assegnati alla Winternacht di Birrificio La Piazza (categoria Baltic Porter), John Hops di The Wall (Imperial IPA), El Dorado di Ibeer (Best Bitter) e La Prima Cotta – Mild (Specialty Beer a bassa gradazione alcolica) prodotta dal Birrificio dell’Accademia della Fondazione San Nicolò di Noventa Padovana (PD). Le poche medaglie d’argento sono invece andate alla War is over de La Collina (birre al miele), alla No Mask di Birrificio della Granda (Imperial IPA), all’Abiura di Bruton (Saison moderne), alla Impact Zone di Antikorpo (APA) e alla Malle di Nix (Tripel). A questo elenco va ovviamente aggiunta la già citata California di Mastri Birrai Umbri.

Alcuni dei birrifici premiati con una medaglia hanno ottenuto anche un bronzo: sono Nix con la Witwit (Double Blanche), Antikorpo con la Low Rider (Hoppy Lager) e La Collina con la 8 File (Light Bitter Blond/Golden Ale). Concludiamo il resoconto con i bronzi che ancora non abbiamo segnalato: la Middleway di Torre Mozza (birre ibride), la Babbo Natale de l Birrificio Claterna (Winter Ales), la Bianca di Serra Storta (Weizen), la Marsilia di Birra Amiata (Gose), la Chimney Sweeper di Beer Belly (American Stout), la Ossidya di Nanumoru (Russian Imperial Stout), la Estout di Bradipongo (Dry Stout), la Sant’Helles di Brew Bay (Helles) e la Gaudio di Beha Brewing (Dunkel).

Tirando le somme di questo lunghissimo elenco di riconoscimenti, l’Italia esce dall’edizione 2021 del Brussels Beer Challenge con ottime sensazioni e soprattutto con la seconda piazza tra le nazioni che hanno conquistato più medaglie al concorso, dopo i padroni di casa del Belgio. Prendete questo dato con le pinze, perché frutto di un calcolo veloce e non facilissimo da verificare. In una visione più generale, i birrifici italiani sono riusciti in questo 2021 a piazzare due record in due concorsi di primissimo piano, confermando una crescita che, pur con alti e bassi, continua inesorabile da ormai diversi anni. Un ottimo modo di chiudere l’anno e prepararsi al meglio nell’ottica del 2022.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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