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Le migliori Italian Grape Ale: ecco i risultati dell’IGA Beer Challenge 2022

Tutte le birre a medaglia

Il giorno del giudizio è arrivato. Qualche minuto fa si è conclusa presso il SIMEI di Milano la cerimonia di premiazione dell’IGA Beer Challenge, il concorso internazionale dedicato alle Italian Grape Ale che Cronache di Birra organizza insieme a My Personal Beer Corner e Associazione FoodAround. Dopo gli assaggi di ottobre, che hanno coinvolto 18 giudici da tutto il mondo, finalmente è giunto il momento di scoprire le birre premiate nelle quattro categorie previste dal contest, più quelle insignite dei riconoscimenti speciali. Ricordiamo che le categorie sono ottenute incrociando le caratteristiche principali che secondo noi emergono dall’attuale panorama delle Italian Grape Ale: acide e non acide, alta e bassa gradazione alcolica. Quattro podi (più eventuali menzioni d’onore), oltre a un premio generale assegnato alla birra migliore tra le quattro vincitrici delle rispettive categorie e un altro premio speciale.

Ecco i risultati nel dettaglio:

Cat. 1 – Italian Grape Ale non acide, bassa gradazione alcolica (minore o uguale al 7%)
1. Prima classificata: Regola Aurea di Alveria (Sicilia).
2. Seconda classificata: Vineyard di Birra Gaia (Lombardia).
3. Terza classificata: : La Baronz 2022 di An.Gi.Bi. (Sicilia).
Menzione d’onore: : Inevitabile di Sei Terre / Birrificio Lyon (Veneto)
Menzione d’onore: IGA di Birrificio Quattro Venti (Abruzzo).

Cat. 2 – Italian Grape Ale non acide, alta gradazione alcolica (superiore al 7%)
1. Prima classificata: Monogram di Birra dell’Eremo (Umbria).
2. Seconda classificata: Selva di Birra dell’Eremo (Umbria).
3. Terza classificata: Genesi di Birra dell’Eremo (Umbria).
Menzione d’onore: Naviga di Birra Le Corti di Porana (Lombardia).

Cat. 3 – Italian Grape Ale acide, bassa gradazione alcolica (minore o uguale al 7%)
1. Prima classificata: Nature Terra 2019 di Microbirrificio Opperbacco (Abruzzo).
2. Seconda classificata: Nature Terra Cataldi Madonna 2021 di Microbirrificio Opperbacco (Abruzzo).
3. Terza classificata: Nature Terra Cuvée di Microbirrificio Opperbacco (Abruzzo).

Cat. 4 – Italian Grape Ale acide, alta gradazione alcolica (superiore al 7%)
1. Prima classificata: Tèra Sour di Podere La Berta (Emilia-Romagna).
2. Seconda classificata: Selva Sour di Birra dell’Eremo (Umbria).
3. Terza classificata: Regola Zero di Alveria (Sicilia).
Menzione d’onore: Nature Terra Passito 2020 di Microbirrifcio Opperbacco (Abruzzo).

Premio “Vinibuoni d’Italia e Rastal” per la migliore espressione di un vitigno
La Rivolta 2020 di Chianti Brew Fighters (Toscana)

Premio “Easybräu-Velo – Best Italian Grape Ale”
Regola Aurea di Alveria (Sicilia).

Regola Aurea di Alveria

Dopo lo splendido risultato dello scorso anno, in cui aveva ottenuto un oro nella categoria 4, il birrificio Alveria si conferma al top tra i produttori di Italian Grape Ale. Con l’altra IGA della casa, la Regola Aurea (6,3%), il produttore siciliano si è spinto persino oltre: non solo ha sbaragliato la concorrenza nella categoria 1 (non acide, bassa gradazione alcolica), ma ha addirittura conquistato il premio Easybräu-Velo per la migliore Italian Grape Ale di tutto il concorso, superando le altre tre birre vincitrici di categoria. Un traguardo eccezionale per una birra di grandissimo livello, in cui il mosto di uve Moscato Bianco di Siracusa è impiegato in maniera magistrale. La Regola Aura, che ha preceduto rispettivamente la Vineyard di Birra Gaia e La Baronz 2022 di An.Gi.Bi., è stata apprezzata poiché:

La componente “birraria” e quella “vinosa” risultano ben integrate per una birra bilanciata ed elegante. Profilo fermentativo pulito, birra da bere a lungo.

Monogram di Birra dell’Eremo

Fantastico l’exploit di Birra dell’Eremo, che ha dominato la categoria 2 (non acide, alta gradazione alcolica) riuscendo nell’impresa di piazzare tre birre nelle prime tre posizioni – per la cronaca le birre iscritte nella categoria erano oltre trenta. L’oro è andato alla Monogram (7,1%), una delle poche IGA in lattina di questa edizione, brassata con un 30% di mosto di uve Verdicchio. L’argento è stato ottenuto dalla Selva, prodotta con mosto di uve Sauvignon Blanc, mentre sull’ultimo gradino del podio si è piazzata la Genesi, realizzata con metodo classico (lo scorso anno fu seconda). La Monogram ha colpito la giuria per essere risultata:

Vivace, espressiva, varietale, slanciata, ma al tempo stesso ben bilanciata tra le note maltate e quelle di Verdicchio. Splendida lunghezza retrolfattiva.

Nature Terra 2019 di Opperbacco

Non è stata da meno la prestazione di Opperbacco, che ha bissato l’exploit di Birra dell’Eremo: tre birre nei primi tre posti di una singola categoria, nello specifico la numero 3 (acide, bassa gradazione alcolica). L’oro è arrivato con la Nature Terra 2019 (6.9%), che ha migliorato il risultato del 2021 quando si era piazzata al secondo posto. Dietro di lei sono arrivate nell’ordine la Nature Terra Cataldi Madonna 2021 e la Nature Terra Cuvée (quest’ultima ha confermato il bronzo della precedente edizione). Rientrando nella linea “Nature Terra” di Opperbacco, tutte queste birre impiegano uve Montepulciano d’Abruzzo. In particolare la Nature Terra 2019 è stata apprezzata perché è:

Una birra che rispetta il vitigno e gioca piacevolmente con l’acidità. Elegante ed espressiva: non stanca nonostante la sua complessità.

Tèra Sour di Podere La Berta

Nella categoria 4 il successo è stato raggiunto dal birrificio romagnolo Podere La Berta, che con la sua Tèra Sour (7,5%) è riuscito a mettersi alle spalle un’agguerrita concorrenza. Il resto del podio è infatti composto da birrifici già incontrati nelle precedenti graduatorie: l’argento è stato ottenuto dalla Selva Sour di Birra dell’Eremo, mentre il bronzo dalla Regola Zero di Alveria (che dunque ritroviamo dopo l’oro del 2021). La Tèra Sour di Podere La Berta, realizzata con mosto di uve Sangiovese e Chardonnay, ha impressionato i giudici per questa ragione:

Ottimo bilanciamento tra le note fruttate, acide e funky. Alcol nascosto che facilita la beva.

Conclusioni

Oltre alle medaglie citate fin qui, i giudici hanno anche deciso di conferire delle menzioni d’onore a tre birre che, pur non arrivando sul podio della loro categoria, si sono distinte per l’ottimo livello qualitativo. In particolare sono la Inevitabile di Sei Terre / Birrificio Lyon, la IGA di Birrificio Quattro Venti e la Nature Terra Passito 2020, ancora di Opperbacco. Inoltre a La Rivolta 2020 del birrificio toscano Chianti Brew Fighters (sito web) è andato il premio speciale assegnato da Vinbuoni d’Italia e Rastal per la migliore valorizzazione di un vitigno autoctono in una Italian Grape Ale (uve Sangiovese).

Da questa seconda edizione dell’IGA Beer Challenge spiccano due tendenze, una evidente dai risultati, l’altra appannaggio solo di chi ha avuto la fortuna di partecipare agli assaggi. Innanzitutto il livello qualitativo medio delle birre iscritte al concorso è parso più alto dello scorso anno. L’impressione è che l’asticella si stia alzando e che i birrifici italiani (e non solo) stiano affinando le loro tecniche produttive per elevare la resa delle proprie Italian Grape Ale. La seconda tendenza, collegata alla prima, è che alcuni produttori si stanno specializzando in questa tipologia fino a staccare gran parte degli altri birrifici. Questa evidenza è il frutto di due elementi da cui non si può prescindere per creare una valida Italian Grape Ale: servono uno studio continuo per domare uno stile tutt’altro che facile da realizzare e un buon affiatamento con la cantina (o le cantine) che forniscono la parte “vinosa” della birra.

La seconda edizione dell’IGA Beer Challenge ha confermato il successo del 2021, aspetto tutt’altro che scontato. Organizzare un concorso birrario richiede un lavoro impressionante, gran parte del quale rimane nascosto dietro le quinte. Quindi non posso che ringraziare gli altri membri dello staff: Guido Palazzo, Andrea Camaschella, Diego Lupano e Andrea Piacenza, nonché il presidente di giuria Alessandra Agrestini. E ovviamente anche coloro che, in un modo o nell’altro, hanno supportato l’iniziativa. Ricordo quindi che l’IGA Beer Challenge prevede la partecipazione di Vinibuoni d’Italia e che l’edizione 2022 è realizzata in collaborazione con l’Associazione Piazza dei Mestieri, MWM Montalti Worldwide Moving e Val Vetri e grazie al contributo di GAI Macchine Imbottigliatrici, Easybräu-Velo, Foss, Right Beer, Rastal e SIMEI.

Complimenti a tutti i vincitori e appuntamento alla prossima edizione del concorso. Attenzione però perché nei prossimi mesi non mancheranno le sorprese. Evviva le Italian Grape Ale!

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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