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Buona Italia al Brussels Beer Challenge: 34 medaglie (record storico) di cui 8 d’oro

Si è conclusa qualche minuto fa la premiazione del Brussels Beer Challenge, uno dei più importanti concorsi birrari d’Europa. E le notizie che arrivano dal Belgio per il nostro movimento brassicolo sono certamente egregie, con il record assoluto di medaglie che va a migliorare leggermente il primato dello scorso anno. Rispetto però all’edizione del 2021 il numero di medaglie d’oro è inferiore, solo otto in confronto alle unidici della precedente spedizione, con un numero impressionante di bronzi (ben 19). Una partecipazione quindi più che dignitosa in senso assoluto, ma non particolarmente fortunata. Se vogliamo poi limitarci ai soli birrifici artigianali, dal conteggio andrebbe escluso l’oro di Theresianer nella categoria delle Vienna Lager: che una birra industriale possa vincere una categoria è assolutamente plausibile in determinate circostanze, ma noi preferiamo sempre separare le due realtà (e occuparci preferibilmente delle prime). Insomma “bene ma non benissimo”, per usare un adagio sempre valido, tuttavia non possiamo certo aspettarci record ogni anno. Il bicchiere dunque è mezzo pieno e conferma l’ottima salute del settore brassicolo italiano.

Dopo questa doverosa introduzione andiamo a scoprire i risultati nel dettaglio. Partiamo dalla migliore birra italiana del Brussels Beer Challenge, che si è aggiudicata il Trofeo Cronache di Birra. Il riconoscimento è stato assegnato alla Eva del birrificio toscano Brùton che, oltre ovviamente a conquistare l’oro nella rispettiva categoria (German Pils), ha superato tutte le altre “colleghe” italiane. Si tratta di una bella soddisfazione per il birrificio Bruton, arrivata tra l’altro a dieci anni esatti dalla prima comparsa della Eva al Villaggio della Birra 2012: già all’epoca mi fece una grande impressione, che poi confermai qualche mese dopo. La Eva è un’ottima Pils, celebrata molto meno di quanto meriterebbe, e sono felice di poter assegnare idealmente il trofeo a questa splendida creazione. Come ciliegina sulla torta per Brùton è arrivato anche il bronzo dell’Abiura nella categoria delle Saison tradizionali: anche in questo caso parliamo di una birra di grande livello ma poco conosciuta nell’ambiente.

La migliore prestazione di un birrificio italiano al Brussels Beer Challenge è stata però quella del sardo Mezzavia, che è tornato a casa con due ori e un bronzo. Il metallo più importante è stato assegnato alla Gare de Roubaix nella categoria delle Bière de Garde e alla City Folk nella categoria delle American Pale Ale. Se la prima è semplicemente una delle birre italiane più premiate in assoluto – solo negli ultimi mesi ha ottenuto riconoscimenti al CICA (oro) e al Barcelona Beer Challenge (argento) – la seconda è una piacevole new entry, prodotta per la prima volta un anno e mezzo fa e capace di emergere in una categoria che sicuramente sarà stata molto numerosa. Il bottino di Mezzavia si è poi arricchito del bronzo della Corba, terza nella categoria dedicata alle Porter.

Gli altri quattro ori “artigianali” sono arrivati da altrettanti birrifici. Il veneto Torre Mozza ha trionfato nella categoria Best Bitter con la Charleston, mentre il Birrificio Settimo ha superato le altre Oatmeal Stout iscritte al concorso con la sua Triskell. Sul fronte delle basse fermentazioni l’abruzzese Mezzopasso ha ottenuto la vittoria di categoria con la sua Casello 54 (Helles), mentre è molto interessante il trionfo della Alchemy del giovanissimo birrificio Vertiga tra le birre gluten free. Due dei birrifici citati si sono anche aggiudicati un bronzo: Settimo ha ottenuto il terzo posto nella categoria delle birre al miele con la Re-Fly, mentre Mezzopasso ha fatto lo stesso con la Millican Extra tra le Strong Amber.

Tutte le birre italiane premiate

La spedizione italiana al Brussels Beer Challenge 2021 è stata piuttosto “democratica”. A parte il già citato Mezzavia, tutti gli altri birrifici si sono fermati a uno o due riconoscimenti, senza offrire particolare exploit. Gli altri produttori capaci di ottenere due medaglie sono stati sei. Birra Gaia ha conquistato un argento con la Azz (Double IPA) e un bronzo con la Zio Sam (American Pale Ale); Birrificio della Granda un argento con la Regeneration (Black IPA) e un bronzo con la Reveille (American IPA alcoliche); Rethia un argento con la Tropicana (Session IPA) e un bronzo con la Magnolia (Witbier); Ibeer un argento con la Special One (Baltic Porter) e un bronzo con la St’Orta (Herb & Spice poco alcoliche); Pagus un argento con la Pagus Red IPA (American Red Ale) e un bronzo con la Fréra (ESB); Lambrate due bronzi con la Quarantot (Double IPA) e la Montestella (International Pilsner); Mazapegul due bronzi con Curva Mare (Session IPA) e Befana Befana (Export Stout).

Da questi dati emerge una curiosa – e inedita per il concorso, se non andiamo errati – predisposizione dei birrifici italiani più verso le tipologie luppolate che gli stili classici. In particolare i nostri produttori hanno conquistato almeno due riconoscimenti nelle categorie American Pale Ale, Double IPA, Session IPA e Black IPA (la già citata Regeneration più il bronzo della Darqside di Brew Bay), oltre ad altre medaglie sparse (il già segnalato bronzo della Reveille e quello della Disperata Erotica IPA di Radiocraft tra le American IPA leggere). Merita menzione anche il bronzo della Low Rider di Antikorpo tra le gluten free, dove ha trionfato la già citata Alchemy: una categoria che in partenza non avremmo pensato appannaggio dei birrifici italiani e che invece ci ha riservato belle sorprese.

Per motivi di spazio non possiamo riportare tutte le medaglie italiane, sebbene ne abbiamo menzionate moltissime. A ogni modo l’elenco completo è come sempre disponibile su Beer Zone, in una delle liste speciali del nostro portale. Prima di chiudere questa carrellata però ci pare interessante segnalare il bronzo della Graziella del birrificio 50&50 nella categoria denominata Italian Style Grape Ale, una birra che qualche mese fa aveva conquistato l’argento all’altrettanto prestigioso European Beer Star. In questo gruppo la voce grossa l’ha fatta il quotato birrificio belga Lambiek Fabriek, che ha ottenuto un oro e un bronzo, rispettivamente con la Juicy & Wild Soleille e con la Juicy & Wild Blue-Belle; l’argento invece è andato alla Vinum della Brasserie Minne, altro birrificio belga. Creazioni molto diverse tra loro, che dimostrano come questa tipologia sia suscettibile di svariate interpretazioni.

Un’ultima doverosa parentesi dedicata ai premi assoluti. Oltre alla Eva di Bruton per l’Italia, gli altri trofei “nazionali” sono stati assegnati a Oude Gueuze à l’Ancienne di Tilquin (Belgio), Davo Bieren Weizenbock (Paesi Bassi), Legend di Fremont Brewing (USA), Xi Shi – The Show Gose On di Jiang Qi (Cina), Marius Beer di Bisaigue (Francia), Grodziskie Dona Patroa di Cerveja Blumenau (Brasile). Il trofeo Nablab per la migliore analcolica è stato ottenuto dall Fun House di VandeStreek (Paesi Bassi), mentre la migliore birra di tutto il concorso è risultata essere la Gouden Carolus Whisly Infused di Het Anker (Belgio).

L’undicesima edizione del Brussels Beer Challenge si chiude per l’Italia con tante luci e qualche ombra. Questa valutazione può essere estesa quasi a ogni aspetto dei risultati. Prendiamo il medagliere finale: l’Italia si è piazzata al terzo posto per numero di medaglie conquistate, superata solo dal Belgio e, per un solo riconoscimento, dai Paesi Bassi. Un’ottima performance, si potrebbe pensare. E infatti è così, peccato però che lo scorso anno il nostro paese arrivò secondo in questa speciale classifica. Possiamo allora definire questa del 2022 una spedizione interlocutoria, pur con molti spunti positivi, in attesa di vedere cosa accadrà il prossimo anno. Nel frattempo facciamo i complimenti a tutti i birrifici premiati!

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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5 Commenti

  1. Credo che l’affermazione “…senza particolari Exploit” riferita ai birrifici, come il nostro, che non hanno ottenuto ORI, sia poco elegante e ingiustificata, soprattutto se commentata da una rivista italiana. Mah… Se penso che nelle altre nazioni mettono in risalto qualsiasi successo, mi chiedo come mai noi siamo sempre così “esigenti” e parchi di complimenti.

    • Ma dov’è scritto che quella frase si riferisce ai birrifici che non hanno ottenuto ori? Come si può leggere chiaramente, il riferimento è ai riconoscimenti in generale e il senso è che questi ultimi si sono distribuiti in maniera abbastanza omogenea tra i birrifici, senza che ce ne sia uno in particolare capace di staccare gli altri in termini numerici (es. 5 o 6 medaglie). Ora è possibile che alcuni passaggi dell’articolo possano risultare poco immediati, ma da qui a sovvertire il senso delle frasi ce ne passa. Tra l’altro i complimenti a tutti i birrifici premiati sono proprio in conclusione all’articolo, basta leggerlo fino in fondo.

      • Andrea, l’interpretazione della frase può essere sbagliata. Ciò nonostante mi è stata segnalata da diversi clienti-lettori e quindi mi è sembrato giusto segnalartelo.
        In ogni caso io l’articolo l’ho letto fino in fondo…..

        • Ti ringrazio per la segnalazione e per la critica. Mi pare evidente però che quei clienti-lettori abbiano preso una cantonata.

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