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Il dietro le quinte della World Beer Cup, il più grande concorso birrario del mondo

Al mondo esistono tanti concorsi birrari, ma nessuno è così grande come la World Beer Cup® (WBC) organizzata dalla Brewers Association, l’associazione di categoria no-profit che cura gli interessi dei piccoli birrifici indipendenti americani. Quest’anno la competizione ha registrato 10.213 birre da 2.376 produttori, a rappresentanza di 51 paesi. Inaugurata nel 1996 e ora in programma con cadenza annuale, la World Beer Cup è il concorso birrario più grande e competitivo del mondo. Un panel di 272 giudici da 26 nazioni ha valutato le birre in 18 sessioni di degustazione distribuite su nove giorni, con la terza e ultima fase tenutasi a Nashville, in Tennessee,  nel corso della Craft Brewers Conference and BrewExpo America®. Avendo recentemente partecipato per la prima volta come giudice alla World Beer Cup, sono rimasta sbalordita dalla qualità dell’iniziativa, l’efficienza dell’organizzazione e la professionalità dei miei compagni di giuria. Coordinare più di 10.000 birre è una sfida in termini logistici e organizzativi, ma la Brewers Association l’ha superata con disinvoltura anche grazie alla guida di Chris Williams, il nuovo direttore del concorso. Ecco com’è andata…

Volontari

Il dietro le quinte della World Beer Cup è una macchina ben oliata che opera come un orologio svizzero grazie a un esercito di efficienti volontari (175 in totale), provenienti dalla comunità degli appassionati di birra. A ogni tavolo di valutazione è assegnato un capitano e due steward, che appaiono magicamente proprio quando è necessario somministrare nuove birre. Sono responsabili di servire le birre nei bicchieri di degustazione, etichettarle in maniera corretta, portarle al tavolo dei giudici nei tempi giusti e riportare all’organizzazione le schede di valutazione. Inoltre controllano e ricontrollano i campioni di birra per assicurarsi che tutto sia coerente.

Organizzazione

L’attenzione ai dettagli è un’impressionante peculiarità del concorso. La valutazione è effettuata totalmente alla cieca e una birra che supera più round non è mai identificata dallo stesso codice per garantire l’anonimato. Ai giudici è consigliato di lavare i vestiti con detersivi inodore prima dell’arrivo e di usare sapone naturale per lavarsi le mani e deodorante. I giudici infatti non dovrebbero profumare di nulla! I telefoni sono vietati ai tavoli di valutazione e vengono persino dati consigli circa le richieste dei media e su come gestirle. Gli stili birrari più delicati, le cui caratteristiche aromatiche potrebbero decadere velocemente, sono stati giudicati ad aprile durante la fase 1 e 2 tenutasi in Colorado, così da assicurare che le birre provenienti dall’estero non fossero svantaggiate.

Il processo di valutazione

Le valutazioni della World Beer Cup sono effettuate in accordo con le Style Guidelines della Brewers Association, che vengono consegnate a ogni giudice. Il documento riporta le descrizioni e i punti salienti di ogni stile per i birrai e gli organizzatori. Durante il corso di ogni sessione (una la mattina e una il pomeriggio) ciascun giudice può arrivare a valutare tre differenti flights da 11 o 12 birre ognuno. Le migliori tre birre di ogni flight accedono al turno successivo. I giudici forniscono dettagliati feedback per tutte le birre valutate nel primo turno, nonché  un’indicazione sulla relativa alcolicità di una birra nel flight. Conclusa la competizione, tutte le schede sono inviate ai birrifici, così da fornire feedback preziosi per migliorare le proprie creazioni. Per molti birrai questi riscontri sono la ragione principale per partecipare alla World Beer Cup, indipendentemente dai risultati ottenuti dalle proprie birre.

Amanda Benson, analista sensoriale della Deschutes Brewery di Bend, in Oregon, e giudice alla World Beer Cup di quest’anno, afferma:

Vincere è importante, ovviamente ci piace conquistare medaglie, ma non è l’unico obiettivo. Fondamentale è anche il feedback dei giudici. Partecipiamo al concorso perché sappiamo che riceveremo un riscontro prima della prossima edizione, così da effettuare aggiustamenti alle ricette o alle categorie in cui iscrivere le birre.

Prima di raggiungere la finale una birra deve superare diversi round in base alla dimensione della categoria. Quella delle American IPA è stata la più numerosa nell’edizione di quest’anno della WBC, con 412 birre iscritte. La vincitrice ha dovuto superare cinque turni prima di essere premiata con la medaglia d’oro.

I giudici

La giuria stessa è davvero straordinaria. È composta da birrai riconosciuti a livello internazionale, analisti sensoriali, degustatori e consulenti di settore, provenienti da tutto il mondo. Ognuno è esperto nel suo campo, alcuni hanno partecipato a molte edizioni della World Beer Cup, mentre altri erano alla loro prima esperienza. Ogni anno un 12%-15% dei giudici sono introdotti al concorso per la prima volta, così da mantenere un certo grado di ricambio e introdurre nuovi punti di vista. Essere selezionato come giudice alla WBC è di per sé un’impresa. Il potenziale giudice deve compilare un modulo online e presentare tre referenze che garantiscano circa le sue abilità nella degustazione, la conoscenza di nozioni sulla birra e sugli stili birrari e il suo comportamento generale. Si possono attendere anche fino a tre anni per essere presi in considerazione, tanto è l’interesse nel partecipare come giudici alla World Beer Cup. Chris Williams seleziona personalmente l’elenco finale dei giudici, assicurandosi che nessun birraio o birraia che abbia iscritto birre alla competizione giudichi la sua birra. Quest’anno 105 dei 272 giudici totali provenivano dall’estero. A volte la sala era completamente silenziosa mentre i giudici si concentravano sull’analisi e la valutazione delle birre. Una discussione approfondita avviene solo quando tutti i giudici al tavolo hanno completato la loro valutazione ed è guidata da un giudice capo designato.

Matt Brynildson, giudice di lunga data alla World Beer Cup e birraio del birrificio Firestone Walker di Paso Robles, in California, spiega perché trionfare al concorso è importante:

Vincere ha un enorme impatto sull’azienda ed è un grande stimolo per il morale. Ci dà molta credibilità all’interno del movimento birrario e il feedback è davvero importante. Iscrivere le birre alle competizioni è anche un modo per prestare maggiore attenzione alle cotte e formulare le ricette in modo più dettagliato. Una piccola rivalità amichevole è decisamente utile per migliorare la qualità generale in qualsiasi settore.

Giudico alla World Beer Cup per un paio di motivi. Innanzitutto ci sono così tanti birrifici internazionali e giudici che è un’ottima opportunità di networking: mi piace particolarmente parlare con idoli della birrificazione come Frank Boon. In secondo luogo, traggo ispirazione dalle birre che giudico. Di solito, chiedo di valutare categorie che esulano dalla mia comfort zone, perché trovo che non ci sia modo migliore di conoscere uno stile che degustare alcune delle migliori interpretazioni dello stesso, ricevendo ulteriori indicazioni dal confronto con giudici che conoscono bene certe birre. Molte volte sono seduto al tavolo di giuria e penso “Wow, devo davvero produrre questa birra!”. Ogni mia esperienza come giudice mi porta sempre a ideare qualche nuova birra.

I vincitori

I vincitori della World Beer Cup sono stati annunciati durante la cerimonia di premiazione nella serata finale della Craft Brewers Conference. La passione e l’orgoglio sul viso dei vincitori mentre salivano sul palco per ritirare il loro premio era uno spettacolo da vedere e l’emozione era elettrizzante. Il concorso ha assegnato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo a 307 birre divise in 103 categorie, a rappresentanza di 176 diversi stili birrari. L’unico riconoscimento a una birra italiana è stato ottenuto dalla Redvolution del Birrificio Otus di Bergamo, che ha conquistato una medaglia di bronzo nella categoria German-Style Bock or Maibock. Complimenti!

Partecipa!

Le prossime edizioni della World Beer Cup e della Craft Brewers Conference si terranno a Las Vegas dal 21 al 24 aprile 2024. Le registrazioni apriranno a novembre 2023. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del concorso.

L'autore: Lotte Peplow

Lotte Peplow risiede a Londra ed è l'ambasciatrice in Europa della birra artigianale americana per conto della Brewers Association. Possiede una certificazione Cicerone, è Beer Sommelier accreditata BDI, scrittrice, autrice, comunicatrice, giudice internazionale, homebrewer e amante della birra.

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