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Il “nuovo” birrificio Turan: il mio report dell’inaugurazione

L'impianto produttivo crescerà notevolmente nelle prossime settimane
L'impianto produttivo crescerà notevolmente nelle prossime settimane
L'ingresso della nuova sede

Il biennio 2011-2012 è stato estremamente importante per il Lazio brassicolo, poché dopo tanti anni una serie di nuovi produttori ha smosso un panorama rimasto inalterato per troppo tempo. Gli ultimi mesi hanno reso ancora più impressionanti i dati che riportai lo scorso marzo: attualmente nella regione risultano operative 20 aziende, di cui ben 11 attive da non prima del 2011. Da questo fenomeno possiamo tracciare un’immaginaria linea di demarcazione tra la vecchia e la nuova generazione di birrifici laziali, benché nella prima rientrino tanto i pionieri (Turbacci docet) quanto birrifici giovani ma non più giovanissimi. Tra questi ultimi bisogna citare Turan, che, partito nel 2009, si trova ora di fronte a enormi potenzialità di crescita dopo il trasferimento della sede produttiva. Il nuovo birrificio Turan è stato inaugurato proprio lo scorso sabato e oggi vi racconto com’è andata…

Come vi raccontai a marzo del 2010, Turan è il frutto dell’incontro tra Orazio Laudi e Massimo Serra, grandi appassionati e homebrewer per tanti anni. La vecchia sede produttiva si trovava a due passi da Montefiascone, ora invece l’azienda ha traslocato appena fuori Bagnaia. Uno spostamento di appena una ventina di chilometri, ma molto importante: prima la località più vicina era il lago di Bolsena, ora la città di Viterbo. In ogni modo siamo sempre in piena Tuscia, zona antica e punto di riferimento fondamentale per il birrificio Turan.

L'impianto produttivo crescerà notevolmente nelle prossime settimane

La nuova sede è ospitata all’interno di un capannone molto spazioso. Girando per i locali anche un profano può intuire che i margini di crescita garantiti dal posto sono impareggiabili: la sensazione è che ci sia una marea di spazio ancora da sfruttare, sebbene nei prossimi giorni arriveranno i pezzi che completeranno l’impianto di produzione. Lo shopping di Turan non passa certo inosservato: tre nuovi fermentatori (due da 15 e uno da 30 hl), un tino di rimescola da 15 hl e una riempitrice automatica da 1.000 bottiglie/ora. In un futuro che ci si augura vicino c’è l’idea di passare a una sala cotta da 18 hl, da accompagnare a ulteriori fermentatori. L’obiettivo è di toccare e superare la quota di 3.000 hl annui.

Un zona che mi è piaciuta particolarmente è stata quella delle sale termoregolate. Ve ne sono sei, tutte molto spaziose e destinate a diversi usi (sala malti, sala luppoli, sala lager, sala riscaldata, ecc.). La zona che sarà destinata all’imbottigliamento e al magazzino è attualmente quasi inutilizzata, giusto per farvi capire quanto spazio disponibile c’è al momento. Senza contare che, in futuro, c’è un intero piano inferiore da sfruttare, della bellezza di 500 mq.

Il corridoio delle sale termoregolate

Da sottolineare anche la tap room allestita per l’inaugurazione, con una bella vista sulla zona. Molto probabilmente la sala somministrazione sarà dedicata (almeno in parte) a destinazioni d’uso differenti. Peccato, perché durante la festa dello scorso sabato si è rivelato essere uno spazio accogliente e molto flessibile, dove è stato possibile anche organizzare un buffet a cura dell’agriturismo I giardini di Ararat.

La mia idea è che il “nuovo Turan” crescerà in modo esponenziale nei prossimi mesi. Questa convinzione non deriva solo dalle possibilità offerte dalla nuova sede, ma anche dalle scelte prese dall’azienda in termini di personale aggiuntivo. Sono convinto ad esempio che la presenza di Federico Pallottino sarà fondamentale: oltre al grande lavoro a livello comunicativo, Federico ha in mente delle idee estremamente innovative nel campo della ricerca. Conoscendo la precisione e il talento con il quale lavora, sono sicuro che i passi avanti per Turan saranno impressionanti.

L'ottimo buffet di sabato

Tra le birre che abbiamo bevuto durante l’inaugurazione segnalo la nuova Lanteprima, prodotta con l’impiego di luppolo locale ottenuto in collaborazione con l’Università della Tuscia. Il nome è un omaggio alla vicina Villa Lante, splendido esempio di giardino italiano manieristico del XVI secolo.

Devo ammettere che la nuova sede di Turan mi ha davvero impressionato. Non si è trattato di effettuare semplicemente un trasloco di qualche decina di chilometri, ma di inaugurare una nuova era per il birrificio della Tuscia. Tutto ciò mi fa riflettere sul livello di maturazione che sta raggiungendo il movimento e mi rende sempre più convinto che i margini per mosse azzardate o progetti campati per aria si stiano assottigliando ogni giorno di più. Ma di questo non possiamo che essere felici.

Non mi rimane che augurare un grande in bocca al lupo a Turan, con l’auspicio che possa presto raggiungere nuovi obiettivi.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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3 Commenti

  1. Mi sarebbe piaciuto esserci ma impegni mi hanno bloccato a Roma

  2. Veramente una bella inaugurazione, speriamo che eventi del genere siano ripetuti date le potenzialità del luogo (nonchè la bontà della produzione Turan)!

  3. Un grazie sentito a tutti i partecipanti per la calorosa presenza. Grazie Andrea per il positivissimo incoraggiamento e speriamo che gli sforzi siano premiati in temrini qualitativi e di apprezzamento anche in futuro come sta avvenendo ora. Per quanto riguarda il posto a disposizione e le possibilità di creare eventi speriamo di riuscire ad inventare ed organizzare a breve qualcosa di nuovo, l’idea solletica anche noi ;).

    P.s. scusa per aver suggerito il Pig come compagno di viaggio so cosa vuol dire, mea culpa ;)!!

    ….se scherza so ragazzi…il pig lo sa che molto ma molto infondo gli voglio bene!!

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