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Nuovi birrifici e beer firm: Radiocraft, Underdog, Bondai e Obbè

Nonostante sia stato un anno infame, nel 2020 siamo riusciti a pubblicare con una certa costanza aggiornamenti sui nuovi birrifici. Sembra paradossale, ma in molti casi si è trattato di progetti già in incubazione, che stavano solo aspettando il momento buono – che chiaramente non è mai arrivato – per presentarsi al pubblico. In tal senso un eventuale rallentamento di nuove aperture è traslato di diversi mesi, perciò sarà presumibilmente il 2021 a mostrare maggiori problemi in tal senso. È dunque chiaro il motivo per cui nella panoramica di oggi presenteremo alcuni marchi con già diversi mesi di attività alle spalle, ma che hanno avuto la sfortuna di partire nel peggiore momento storico degli ultimi decenni. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro… intanto accogliamo queste novità perché sono tutte piuttosto interessanti.

Partiamo dalla provincia di Roma e più precisamente da Albano Laziale, dove quasi un anno fa è cominciata l’avventura del birrificio Radiocraft. I tre soci sono Enrico Girelli, Carlo Mascioli e Marco Turchetta, che con il loro progetto hanno mostrato una puntualità sorprendente: la loro prima birra si è resa disponibile a marzo 2020, proprio in contemporanea con il famigerato lockdown. Il fato avverso non ha spento l’entusiasmo dei tre, che hanno continuato a sfornare novità, ottenendo una certa attenzione sul mercato locale e non solo. Il birraio è Enrico, che dopo diversi anni di homebrewing ha deciso di trasformare il suo hobby in una professione affiancando in birrificio i ragazzi di Eternal City Brewing e collaborando con il marchigiano Babylon.

Al momento la produzione annua di Radiocraft si attesta intorno agli 800/1000 hl annui con una cantina da 100 hl. Da sottolineare che in birrificio sono presenti 2 tonneaux per le future release affinate in legno. La gamma “base” è già piuttosto numerosa e contraddistinta dalla fusione tra modernità e innovazione, concetto caro all’azienda. Nanì (4,5%) è una Pale Ale con note agrumate e resinose; Bocka di Rosa (6,2%) una Bock maltata ed elegante; C-Hop Suey (7,3%) una Double IPA in stile; Rocket Queen (4,7%) una Belgian Ale generosamente luppolata; Disperata Erotica… IPA (6%) un’American IPA profumata e facile da bere; L’Avvelenata (8%) una Tripel “pericolosa” come nel miglior stile belga; Claire (5%) una Pils delicata ma appagante; Ribelle (6%) una DDH IPA con aromi di pompelmo e resina; Amelie (5%) una Blanche con pepe rosa; Teardrop (4,6%) una Session IPA morbida e rinfrescante; Woodsthop (8%) una Double IPA con luppoli americani e australiani; La Donna Cannone (9,5%) una Belgian Strong Ale potente e riscaldante. Maggiori informazioni sono disponibili sulla relativa pagina Facebook, mentre vi ricordo che Radiocraft sarà uno dei 13 birrifici italiani che parteciperà al Ballo delle Debuttanti con una sua birra inedita.

Risale invece a febbraio del 2020 la partenza ufficiale della beer firm Underdog, nata dall’iniziativa di sei amici. Il nome è un misto tra modestia, auto ironia e ambizione – nel gergo sportivo l’underdog è la squadra o l’atleta sfavorito, ma che riesce a ottenere risultati sorprendenti – figlia sicuramente del percorso che ha portato alla nascita del marchio. Partito infatti dai primi esperimenti di homebrewing nel garage di uno dei soci, il progetto ha lentamente cambiato forma trasformandosi da semplice gioco in qualcosa di serio. I due birrai hanno deciso di investire nella propria formazione, prima conseguendo il diploma della Dieffe, poi seguendo degli stage da Crak, Rattabrew e Almond ’22. Al momento i ragazzi di Underdog si appoggiano ai birrifici veneti Rattabrew ed Evoqe, mentre a metà del 2021 è in programma l’apertura di un beershop nel comune di Maserà di Padova, dove oltre alle birre della casa saranno disponibili quelle di birrifici amici e stranieri.

A proposito di birre, attualmente a marchio Underdog sono disponibili cinque referenze. Dogout (5,2%) è un’American Lager a metà strada tra il mondo statunitense e quello tedesco; Magnum P.I.LS è brassata seguendo fedelmente il modello delle Bohemian Pilsner; Iradiddio (5%) è una Irish Red Ale che punta a esaltare la componente maltata senza rinunciare alla facilità di bevuta; Vuoi fare session con me (4,4%) è una Session IPA dal carattere forte e amaro intenso; Rimango Umile (4,2%) una Berliner Weisse (presumibilmente con sour kettle) che prevede l’aggiunta di mango. Per saperne di più potete consultare il sito web di Underdog, fresco di pubblicazione.

Spostiamoci in Friuli, dove ad aprile 2020 – altra data particolarmente fortunata! – ha inaugurato il birrificio Bondai. Come scrive Chiara Andreola, alla guida dell’azienda e dalla sala cotte c’è Luca Dalla Torre, che dopo una lunga esperienza come homebrewer di successo (tanti i riconoscimenti ottenuti in concorsi a tema) ha deciso di compiere il grande salto. Il birrificio si trova a Sutrio ed è fornito di tap room dove ovviamente sono disponibili alla spina le birre della casa.

La gamma si compone di sei produzioni “fisse” e tre stagionali. Tra le prime compaio Heya! (5%), un’American Amber Ale che lascia spazio ai malti oltre che ai luppoli; Magic Bus (8%), una Double IPA intensa e avvolgente; Paura Paura (5%), una Porter morbida e classica; Listen… Can you hear it? (6,2%) una American IPA in stile West Coast; Beib (4,6%), una German Pils equilibrata e facile da bere; Point Break (5,2%), una APA profumata, secca e discretamente amara. Le stagionali invece sono Lost Paradise (3,2%), una Berliner Weisse con lampone e passion fruit (anche qui suppongo sour kettle); P.E.R.L.A. (8%), una Imperial Stout da meditazione; Ben Fumade (5,2%), una Rauchbier brassata con malti affumicati su legno di faggio. Maggiori informazioni sull’ottimo sito di Bondai.

E concludiamo con Obbè, una beer firm partita a dicembre dello scorso anno. Il nome significa meraviglia nel dialetto della terra natia dell’azienda (Giugliano, in provincia di Napoli) e rappresenta lo stupore positivo che si intende stimolare nel consumatore. Attualmente a marchio Obbè è prodotta solo una birra omonima, una Golden Ale realizzata con l’aggiunta di mela annurca fornita dall’azienda agricola Tor Dei, unica a vantare il certificato di coltivazione biologica per questa pregiata varietà che si contraddistingue per un attacco dolce e una leggera nota aspra in chiusura. Proprio in questi giorni inoltre dovrebbe essere disponibile la seconda birra, una Blanche aromatizzata al pepe bianco. Per approfondimenti è possibile consultare il sito di Obbè.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. Bondai, visitato l’estate scorsa e avuto un’ottima impressione. Assaggiate alcune birre, su tutte la Listen, che mi ricorda una delle mie produzioni; poi Beib e Point Break. Mi auguro di ritornarci.

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