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Nuove birre da Etnia, Birrificio dei Castelli, Lariano, Jungle Juice, Sti Malti e Tarì

La sete di nuove birre italiane non si è certo esaurita con le tante novità presentate al recente Ballo delle Debuttanti, ma per fortuna i nostri birrifici sono sempre pronti a sfornare qualcosa di inedito. Tra questi si segnala Etnia, che ci ha ormai abituato a inserire nella sua produzione tre o quattro new entry l’anno, così da offrire di tanto in tanto qualcosa di diverso senza sconfinare nell’ansia da novità a tutti i costi. L’ultima nata è la Sweet Stout (4,7%), appartenente allo stile omonimo, morbida e corposa. Il birraio Nicola Grande ci tiene a sottolineare che è “sweet” e non “milk”: quindi niente lattosio, ma dolcezza proveniente solo dai malti destrinici. Sarà presentata ufficialmente nel giorno delle “scure” per antonomasia, St. Patrick’s Day, dunque se siete curiosi di assaggiarla dovrete pazientare ancora un po’.

A proposito di Ballo delle Debuttanti, uno dei produttori che ha lasciato maggiormente il segno nell’evento tenutosi da Luppolo Station – non fosse altro perché ancora poco conosciuto a Roma – è stato il Birrificio dei Castelli di Arcevia (AN). La Damnatio Memoriae presentata in quella sede, una Double IPA già premiata a Birra dell’anno con l’argento di categoria, non è l’unica novità su cui si è concentrata l’azienda marchigiana negli ultimi tempi, potendo contare su altre tre birre inedite. La prima si chiama Ultimatum (8%) ed è una classica Tripel di stampo belga, con un colore giallo brillante e tutti gli ingredienti principali in risalto: troviamo la frutta matura e lo speziato del lievito, l’abbraccio dolce del malto e la freschezza del luppolo.

Proprio sulla base della Ultimatum si innesta la ricetta della Triplus Mora (8,5%), che però prevede un’aggiunta di more (11%) durante la fermentazione: il risultato è un intenso bouquet dove dominano gli esteri del lievito e la frutta, capaci di accompagnare un tocco acidulo al palato che anticipa una chiusura fresca e asciutta. Infine bisogna segnalare anche la Caput Mundi Barricata (10%), versione della Dark Strong Ale della casa affinata per 12 mesi in barrique di rovere francese, precedentemente utilizzate per del Montepulciano. Qui il profilo aromatico si può descrivere con note di frutta matura, canditi, legno e vaniglia.

Come abbiamo visto la frutta è sempre presente in queste panoramiche, ma c’è un produttore in particolare che recentemente si è concentrato molto su questo tipo di ingrediente: il Birrificio Lariano. Oltre alla linea a tema di cui abbiamo parlato a settembre 2016, ora dobbiamo aggiungere all’elenco anche la Tripè Albicocca (8,2%), versione modificata della sua Tripel – uno stile che evidentemente sta tornando di moda. Come il nome suggerisce, la ricetta in questo caso prevede un’aggiunta di albicocche, oltre a una lunga maturazione (7 mesi) in legno. Sicuramente da provare.

Anche oggi facciamo immancabilmente un salto nella Capitale, dove le novità non mancano mai. Come raccontato nelle scorse settimane, molte beer firm di Roma e dintorni negli ultimi tempi si sono trasformate in birrifici a tutti gli effetti, acquistando diversi vantaggi. Uno è una maggiore libertà nella sperimentazione, che si traduce nella possibilità di lanciare nuove birre più frequentemente. Ed è proprio questo che ha intenzione di fare Jungle Juice, che qualche giorno fa ha annunciato la sua nuovissima Ed Wood (5,5%): una Irish Red Ale brassata con l’aggiunta di sciroppo d’acero. Se non vado errato Umberto Calabria è il primo birraio italiano a confrontarsi con questo insolito ingrediente, che insieme alla percentuale di avena prevista, conferisce morbidezza al corpo. Inoltre fa da collante aromatico, regalando un ottimo equilibrio ed esaltando la bevibilità del prodotto.

Scendiamo di qualche centinaia di chilometri a Sud per scoprire l’ultima nata in casa Sti Malti, uno dei birrifici campani in forte crescita. Lo scorso febbraio il produttore della provincia di Caserta ha presentato la sua nuova Sta Regina, i cui dettagli sono stati svelati durante un evento organizzato presso il pub La Quinta Pinta. La birra nasce dalla collaborazione con la cantina Regina Viarum di Falciano del Massico e quando a incontrarsi sono un birrificio e un’azienda vinicola sappiamo già cosa aspettarci: un’Italian Grape Ale. Il mosto “estraneo” utilizzato dovrebbe essere quello di Falerno del Massico primitivo, mentre per l’occasione la birra è stata abbinata a un’arista di maiale alla Sta Regina e frutti di bosco.

E concludiamo scendendo ancora più a Meridione e approdando in Sicilia, a Modica. Anche in questo caso siamo al cospetto di un’Italian Grape Ale dal sapore fortemente territoriale, prodotta da Birra Tarì in collaborazione con la cantina Feudo Ramaddini. Battezzata semplicemente Birra al Moscato di Noto Dop (7%), è stata presentata in anteprima assoluta durante la recente Settimana della Birra Artigianale, in due serate che hanno registrato il tutto esaurito e nelle quali la birra è stata abbinata a un menu studiato appositamente dallo chef Stefano Alfano. Ulteriori informazioni sul sito di Birra Tarì.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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