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Nuove birre da Jungle Juice, Ca’ del Brado, Orso Verde, P3, Torre Mozza e Amerino

La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre con una birra celebrativa, ossia quella che il birrificio romano Jungle Juice (sito web) ha prodotto in occasione della festa per il suo settimo anniversario, tenutasi qualche giorno fa. La novità si chiama JJ Stuff (4,8%) ed è una Session IPA dal grande potenziale dissetante, perché in aggiunta alle caratteristiche dello stile prevede l’impiego di sale e lime. È dunque una birra facilissima da bere e assolutamente rinfrescante, perfetta per le classiche ottobrate romane che scalderanno la Capitale anche nelle prossime settimane. La JJ Stuff è anche un omaggio a tutti i componenti dello staff – per l’appunto – del birrificio e della tap room, che con il loro contributo contribuiscono a portare avanti quotidianamente il lavoro di Jungle Juice.

Il sale è protagonista, almeno in parte, nella nuova creazione della cantina brassicola Ca’ del Brado (sito web), che recentemente ha annunciato l’inedita Zula (5,8%). Lo stile di partenza è quello delle Gose, cioè le antiche birre salate di Lipsia, qui interpretate in chiave “wild” grazie all’affinamento in legno. Inoltre la ricetta prevede l’aggiunta di fiori e bacche di sambuco del territorio, che caratterizzano in maniera originale il profilo aromatico della Zula. La birra sarà presentata ufficialmente sabato 30 settembre presso la sede di Rastignano (BO) durante un evento speciale con proposta gastronomica ad hoc (panini al ragù, oltre al menu classico) e le altre birre di Ca’ del Brado alla spina. Inoltre Ca’ del Brado sarà protagonista di un evento online in programma tra qualche settimana, ma su questo torneremo nei prossimi giorni.

Complice probabilmente anche l’interesse per la cultura brassicola della Franconia, negli ultimi tempi diversi birrifici italiani hanno lanciato birre affumicate. All’elenco ora si aggiunge la Deep Smoke (5,8%), annunciata solo qualche giorno fa da Birra OV (sito web), ossia il birrificio Orso Verde. Molto fedele al modello di riferimento, è la terza one shot del 2023 per il birrificio lombardo dopo Deep Ink e Deep Ruis. Il grist è costituito da malti Pils e ovviamente Rauch (cioè affumicato), mentre il luppolo ha la sola funzione di bilanciare la bevuta, esaltandone quindi la bevibilità nonostante il carattere piuttosto deciso. La birra è confezionata in una lattina dalla grafica elegante, che gioca sul contrasto tra bianco e nero. Se siete curiosi di assaggiarla dovrete pazientare ancora un po’, perché la Deep Smoke sarà disponibile a partire da inizio ottobre.

Quello di Jungle Juice non è l’unico compleanno che citiamo oggi, perché lo scorso fine settimana si è anche tenuto il party per l’undicesimo anniversario del birrificio sardo P3 Brewing (sito web). E come vuole la tradizione, anche il produttore di Sassari ha voluto festeggiare con una birra inedita, battezzata 079 (5,4%) – il nome è lo stesso di una precedente one shot, ispirata alle Brut IPA e chiaramente non più prodotta. La tipologia di appartenenza è quella delle DDH IPA e infatti i luppoli HBC586 e Idaho 7 sono stati impiegati in due distinte fasi del dry hopping, così da esaltare tanto la parte fruttata, quanto quella aromatica. L’amaro è nettamente percepibile ma non aggressivo e aiuta la bevuta, il ceppo di lievito impiegato per la fermentazione invece valorizza il contributo del luppolo e dona una certa velatura alla birra.

Torniamo nel regno delle Lager per introdurre la Fink (5%), ultima novità del birrificio veneto Torre Mozza (sito web). In passato il birraio Daniele Menin si è già confrontato con diversi stili a bassa fermentazione (Pils, Marzen, Keller, India Pale Lager), ma mai con uno stile super classico e apparentemente semplice come quello delle Helles bavaresi. Coerentemente con la sua filosofia, la Fink segue in maniera fedele i dettami della tipologia: di colore chiaro, con note di miele d’acacia, crosta di pane ed erba tagliata, finale equilibrato con un buon contrappunto tra la dolcezza dei malti (100% Pils) e amaro dei luppoli (varietà nobili tedesche). Se volete assaggiarla sappiate che la troverete in anteprima tra le tante novità di Eurhop Beer Festival.

E sempre all’attesissimo festival capitolino troverete anche la Blackberry (5%), neonata creazione del Birrificio Amerino (sito web) che sarà presentata proprio in quella occasione. Il nome non lascia spazio a dubbi: protagoniste della ricetta sono le more, che dominano il profilo aromatico di questa Sour Fruit Ale. Scorrevole e profumata, la Blackberry di contraddistingue per la decisa acidità che emerge nel finale e che ne amplifica la forza rinfrescante. Amerino non è nuovo a produzioni del genere, quindi sarà interessante assaggiare questa novità. Che, a quanto pare, non sarà l’unica del produttore umbro a Eurhop. Riconoscere la Blackberry però sarà facile, perché presenta un inusuale colore violaceo che difficilmente riscontrerete nelle altre centinaia di birre presenti al festival.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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