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Il Trono di Spade è tornato: tutte le birre Ommegang dedicate alla serie cult

Questo lunedì l’Italia si divide in due fazioni: da una parte i fan del Trono di Spade, che imprecano contro coloro che stanno spoilerando qualsiasi fotogramma della puntata originale andata in onda nella notte; dall’altra i non fan della serie, che imprecano contro coloro che stanno parlando e scrivendo ovunque del Trono di Spade. Che apparteniate alla prima o alla seconda fazione – soprattutto alla prima, comunque – dovreste sapere che esistono delle birre dedicate espressamente alla serie e prodotte dal birrificio americano Ommegang, di proprietà del colosso belga Duvel. Sono birre ufficiali, quindi non semplici omaggi alla serie: nascono infatti da un’esplicita partnership con HBO, che presumibilmente è stata pagata fior di dollari. Uno dei vantaggi – se così vogliamo definirlo – nell’avere alle spalle un’industria interessata a investire nel proprio marchio. Visto che mancano poche ore alla messa in onda della prima puntata “italiana”, il post di oggi è proprio dedicato alle birre di Ommegang.

Iron Throne

Se non sbaglio la prima birra fu annunciata nel dicembre del 2012, quando in Italia era terminata la seconda stagione del Trono di Spade, e probabilmente in pochi potevano immaginare che la gamma sarebbe arrivata a contare 8 produzioni diverse – senza considerare che altre potrebbero aggiungersi prima dell’ottava e conclusiva stagione. La birra d’esordio fu battezzata Iron Throne (6,5%) e può essere considerata una Blonde Ale sui generis, aromatizzata con scorze di limone e grani del paradiso. Per il suo lancio, il birraio Phil Leinhart affermò che aveva senso realizzare una birra del genere perché all’epoca sul Trono di Spade sedeva un Lannister.

Take The Black Stout

Dopo il successo della prima birra dedicata al Trono di Spade, il birrificio Ommegang capì che era il caso di cavalcare il momento e annunciare una nuova birra, prodotta in quantità doppie rispetto alla precedente così da accogliere le numerose richieste ricevute. Fu così che nacque la Take The Black Stout (7%), che potremmo definire una classica American Stout se non prevedesse anche una speziatura con radici di liquirizia e anice stellato. Una birra scura, dedicata a Jon Snow e ai Guardiani della Notte più in generale. Ommegang fece uscire questa birra a settembre, con il giusto anticipo con le vacanze natalizie: un modo furbo di proporla come perfetto regalo per un beer geek.

Fire And Blood

Con la terza release il birrificio Ommegang intraprese la strada dei lanci multipli, amplificando l’impatto sui collezionisti – che, come saprete, nel mondo della birra non sono rari. Col nome Fire and Blood (il motto di casa Targaryen) furono commercializzate tre birre dedicate agli altrettanti draghi di Daenerys: Drogon, Rhaegal e Viserion. In realtà la ricetta è la stessa e ciò che cambia è semplicemente l’etichetta: parliamo di una base di American Red Ale (6,8%) a cui è aggiunta una quantità importante di peperoncini Ancho Poblano capaci di conferire note speziate molto caratteristiche.

Valar Morghulis

Per la quarta birra della gamma il birrificio Ommegang lanciò un sondaggio tra i suoi appassionati, chiedendo di scegliere il nome e lo stile di riferimento. Le preferenze decretarono che la nuova produzione fosse battezzata Valar Morghulis, come il modo di dire diffuso nel mondo di Westeros e traducibile con “tutti gli uomini devono morire”. Per la tipologia ci si orientò invece verso una classica Dubbel (8%) e per la prima volta non furono aggiunte spezie di sorta. Al gusto è maltata e dolce, ma anche leggermente amara e secca nel finale.

Three-Eyed Raven

L’assenza di speziature fu confermata anche con la quinta birra della serie, chiamata Three-Eyed Raven (7,2%). Tuttavia la ricetta è piuttosto insolita, tanto che la produzione fu definita una Dark Saison: un incrocio, quindi, tra il classico stile del Belgio e una birra scura. Il “corvo con tre occhi” del nome è uno dei personaggi più enigmatici della serie, profondamente legato alla figura di Bran Stark, e proprio per questo la descrizione della birra sembra piuttosto azzeccata.

Seven Kingdoms

Il mix tra stili diversi è l’idea generatrice alla base della Seven Kingdoms (6,9%), nata dall’incontro tra una Witbier in stile belga (ma priva della sua classica aromatizzazione) e un’American Ale. Sembrerebbe più semplicemente un’American Wheat, ma Ommegang all’epoca volle giocare col concetto di “matrimonio”, così importante per la serie. Curiosamente è una delle poche birre della gamma a prevedere soprattutto luppoli americani, mentre la base fermentabile presenta anche una percentuale di avena.

Valar Dohaeris

Uscita a ottobre del 2016, Valar Dohaeris (9%) è stata dedicata al personaggio di Arya Stark e ai suoi sforzi per entrare nell’ordine degli Uomini Senza Volto, nonché al detto “gemello” di Valar Morghulis e traducibile con “tutti gli uomini devono servire”. La birra è una classica Tripel, che il birrificio consiglia di abbinare a “fettucine alfredo” o penne alla vodka. Qualcuno dovrebbe spiegare a Ommegang che le serie cult degli anni ’80 erano i Visitors e Supercar, non certo il Trono di Spade.

Bend The Knee

Con l’ultima release della gamma, Ommegang ha riproposto quanto fatto con la Fire And Blood: un’unica birra, battezzata Bend The Knee, ma disponibile con tre etichette diverse. Su di esse è rappresentato il logo delle altrettante casate rimaste in gioco e che presumibilmente si scontreranno nella stagione che parte oggi: Lannister, Stark e Targaryen. La ricetta trae ispirazione dalle Belgian Golden Strong Ale (9%), non prevede aromatizzazioni e i luppoli impiegati sono Saaz, Bravo e Styrian Golding. La base fermentabile presenta l’immancabile malto d’orzo, ma anche fiocchi di avena.

Queste le birre ufficiali del Trono di Spade, che magari qualcuno di voi coccola in cantina. Personalmente posso vantare una birra Fire and Blood, omaggio di un caro amico appassionato della serie. E voi?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. provata la take the black, comprata in un beershop a NY anni fa. Non mi ha entusiasmato (oddio era estate e forse era gia’ entrata in zona cadavere…). Cmq nulla a che vedere con Abbey e Trhree Philosophers che anche da ultimi assaggi avuti l’anno scorso restano birre fenomenali (il che mi porta a non darmi fuoco quando un craft viene acquisito dall’industria essendoci tanti esempi – vedi la Matilda di Goose Island -di birre che si mantengono su livelli molto alti a dispetto della perdita di indipendenza del produttore)

    • Andrea Turco

      Spesso dipende dall’industria che acquista e comunque sì, l’equazione cessione = crollo della qualità non è sempre automatica, soprattutto nel breve e medio termine

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