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I pinguini, Otto Von Bismarck e la birra regressiva

brewdog_sink_the_bismarckIl sito della BBC ha oggi rivelato che il birrificio scozzese Brewdog ha prodotto la birra più alcolica del mondo. “Notizia datata” penserete, visto che il progetto Tactical Nuclear Penguin è di dominio pubblico da diverse settimane. Giusto? Sbagliato, perché la birra di cui stiamo parlando non è quella del pinguino, ma una nuova produzione, creata per permettere a Brewdog di riappropriarsi del titolo di birrificio più alcolico dell’universo. Cosa è successo nel frattempo? Cerchiamo di riassumere questa avvilente vicenda…

Come non mi stancherò mai di ripetere, Brewdog è un birrificio che in poco tempo si è fatto conoscere in tutto il mondo, grazie a prodotti di ottimo livello e soprattutto attraverso irriverenti strategie di marketing. Dopo aver raggiunto fama con le sue birre base, il produttore ha iniziato un percorso fatto di produzioni innovative e audaci, tanto da conquistare non solo l’attenzione degli appassionati, ma anche quella degli enti di controllo sulle bevande alcoliche. Ad esempio in passato ho scritto dei problemi incontrati a causa della Tokyo (per l’alto tenore alcolico, 18%) e della Speedball (per il suo “stupefacente” nome, modificato poi in Dogma).

In questo susseguirsi di progetti ad effetto, la mia personale opinione (condivisa da altri) è che ben presto alla Brewdog abbiano perso l’ispirazione, spostandosi verso idee sempre più dozzinali. La How to Disappear Completely, con il suo tenore alcolico contenutissimo, era un’interessante risposta alle critiche ricevute. Peccato che la susseguente Nanny State – capace di spingere all’estremo questo concetto – apparisse come una semplice scopiazzatura, con il solo intento di voler stupire una volta di più.

Da qui si è passati alla Tactical Nuclear Penguin, che col suo 32% alc. ha conquistato il trono di birra più alcolica del mondo. Un traguardo poco entusiasmante a mio parere, che parte da una delle idee più banali della storia della birra artigianale. Il primato conquistato ha permesso a Brewdog di finire sui principali organi di informazione specializzati e non, anche grazie alla solita comunicazione irriverente del birrificio.

In pochi hanno segnalato a chi apparteneva il precedente record. Era di un birrificio tedesco, lo Schorschbräu, che con la sua Schorschbock (31% alc.) aveva conquistato il primato nel dicembre del 2008. Evidentemente la notizia dell’esurpazione del titolo da parte di Brewdog non deve essere piaciuta ai tedeschi, che negli scorsi giorni hanno subito rilanciato: la nuova versione della Schorschbock vanta infatti un clamoroso 40% alc.

Storia finita qui? Neanche per sogno. Come anticipato, oggi veniamo a sapere che Brewdog ha di nuovo riconquistato il primato. La nuova bomba alcolica si chiama Sink the Bismarck, con un chiaro riferimento alla sfida a distanza con i tedeschi, e raggiunge il 41% alc. Per il momento la telenovela si ferma qui, in attesa di un nuovo, sconsolante aggiornamento.

La Tactical Nuclear Penguin ha quindi dato il via a questa triste rincorsa al primato più insensato di sempre. Il delirio da sfida a “chi ce l’ha più alcolico” ha già raggiunto livelli ridicoli, e probabilmente non ci fermeremo qui. In tutto ciò la birra – intesa come liquido all’interno della bottiglia – è passata completamente in secondo piano: l’articolo della BBC non accenna minimamente alle sue caratteristiche, ammesso che abbia senso parlarne per una birra da 41% alc.

Considerando la risonanza che sta ricevando la vicenda, non è difficile pronosticare veri affari per i suoi protagonisti. Queste produzioni sono infatti vendute a peso d’oro: una bottiglia di Penguin è acquistabile a 35 sterline, la nuova Schorschbock a 10 sterline a “shot”, mentre la Sink the Bismark sarà disponibile solo on-line alla modica cifra di 40 sterline per una bottiglia da 33cl. Si preannunciano tempi duri per le ossessioni dei beer geek più incalliti.

Cosa rimane della vecchia filosofia Brewdog? Possibile che le idee innovative di un tempo – condivisibili o meno – siano convogliate completamente in questa gara senza senso? Vantarsi di produrre la birra più alcolica del mondo, e perseverare in questo, è tipico di aziende prive di originalità, che puntano a raccogliere i favori di chi pensa solo a sbronzarsi.

In aggiunta, come può oggi Brewdog rispondere in modo credibile alle critiche di chi lo definisce un birrificio “irresposabile”? Quando certe accuse arrivarono per il lancio della Tokyo, fu facile dimostrarne l’insensatezza. Ma ora che gli scozzesi hanno deciso di lanciarsi in questa rincorsa, sono ancora valide le obiezioni del passato? Comincio anche io a pensare che siano irresponsabili, non tanto nei confronti dei consumatori, quanto in quelli del movimento birrario internazionale: trovo pericoloso sfruttare le luci della ribalta per lanciarsi in un progetto che può solo portare conseguenze negative all’immagine della birra artigianale.

Lascio spazio alle vostre opinioni.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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69 Commenti

  1. nulla di nuovo è il vecchio adagio “l’importante che se ne parli”.
    io non me la prenderei più di tanto, considerando la crisi economica galoppante è comprensibile che cerchino l’attenzione mediatica.

  2. Mi trovo completamente d’accordo sull’assurdità di voler continuare la sfida a chi ce l’ha più alcolico. Non ha senso, e mi dispiace che un birrificio che produce ottima birra si metta a rincorrere, seppur con una certa ironica goliardia, gare che non portano a nessun risultato in termini di qualità ed originalità del prodotto. A mio avviso Brew Dog non ha nessun bisogno di tali mezzucci vista l’ottimo livello qualitativo delle birre in produzione, la qualità delle materie prime usate e l’originalità di alcuni prodotti. Sò ragazzi, ce vò pazienza!

  3. @blindpigger
    Sì hai riassunto bene le mie sensazioni. E’ proprio perché lo considero un buon birrificio, che in passato ha avuto idee interessanti, che emerge un po’ di amarezza per la strada che ha intrapreso recentemente.

  4. A me sembra che ci prendiamo come al solito troppo sul serio e non vorrei sembrare irriverente ma mi pare si sfiori il perbenismo e l’ipocrisia di cui ci si ammala facilmente.
    Questo tipo di esercizi concettuali vengono fatti in tutti i campi (moda, architettura, design, automobile, arte, ecc). Uno le puo’ vedere come provocazioni o semplicemente come prove “tecniche”, tentativi di abboccamento o misurarsi con un limite (che in tanti campi ha portato innovazione, concorrenza ecc).
    Quindi onestamente non farei troppo dell’onanismo mentale, perche’ secondo me queste birre sono talmente poco bevibili che e’ facile sbronzarsi con una ottima rodersh che va giu’ a litri che con sta trielina.

  5. @Amarillo

    bravo!!!! L’hai detto!!! Sono completamente d’accordo!!! Viva la liberta d’espressione e abbasso il perbenismo!!!
    E’ solo un divertentissimo gioco! La birra non è sacra!
    Chi si preoccupa di salvaguardia “dell’immagine Della birra artigianale”, o di stupidaggini simili e fa’ tanto casino solo per una birretta congelata è proprio il capostipite, senza neppure rendersene conto, di tutti questi beergeek ipocritamente criticati, e ironicamente è anche la colonna portante di queste filosofie tanto condannate!!!! Cioe se non eri cosí preoccupato e non scrivevi questo articolo, io Della bismark mene sarei altamente fregato, ma tu fai il gioco loro Ed ecco qui Che ne stiamo a scrivere!! Perche tutta questa eccitazione per un’altra birretta del brewdog? Non conosco altri beergeek cosi presi da questa notizia… Hai cosi tanta paura Che questa birretta possa scalfire “la sacra immagine” Della birra artigianale? Io dubito anche Che la stragrande maggioranza di persone ne abbia una!! Figuriamoci se è sacra!!!

    Non la prendere sul personale. Sono più un futurista Che un conservatore!
    Memento audere semper!!!! (lasciando assolutamente perdere significati politici)

  6. 1- Tra le tante,forse la maggior presa per il cxxo è che prima lanciano un’iniziativa come Equity for punks e poi buttano quattrini (e non penso pochi) in boiate del genere..
    2- (Curiosità mia):per raggiungere tenori alcolici di questo tipo,nella distillazione il processo è ininterrottamente controllato per tagliare teste e code.Siamo sicuri che col freezing si possa fare altrettanto?
    3- Non è questione di avanguardismo,è questione di non fare fessi gli altri. Alex,a 41% e 45 euro non ti compresti un Macallan Fine Oak 15 invece che un affare del genere?

  7. Concordo anche io con Alex420 e amarillo.
    Brewdog fa tanti altri prodotti “base” di ottima qualità e che probabilmente fanno il vero e proprio sostegno economico del birrificio, l’importante è questo. Se poi ogni tanto si divertono a fare virtuosismi come questo, vuoi per marketing vuoi perchè sono giovani e pazzi scatenati (ciò definisce implicitamente la prima), ben venga no?!

  8. @Alex

    come dice Bossartiglio, è tutta una questione di soldi. stop. d’altronde, se fai una birra da 60° e la vendi a 6 euri, chi ti ascolta?

    tutto è lecito. fare birre assurde, parlarne, berle, dire che quelli che le producono lo fanno solo per visibilità e soldi, dire che quelli che le bevono sono dei colossali sfigati. ognuno tira acqua al suo mulino, che passa per la bocca e arriva al portafogli

    io dovani vado a bere la Cnudde dal mio “vecchio publican” sperando ci sia la Hop Flower Power alla spina. voi fate un po’ come vi pare..

  9. @boss

    teste e code sono un problema Della distillazione. Durante la prima fase Della distillazione (quando si produce la “testa”) si formano dei composti organici indesiderati (gli aldeidi) Che vengono separati e molte volte ridistillati. Nella parte finale della distillazione invece, gran parte dell’alcohol è gia distillato e si inizia a tirar fuori Troppo vapore acqueo, quindi questo prodotto (coda) viene scartato e a volte ridistillato.
    Con l’icebeer non si generano aldeidi e l’acqua viene semplicemente rimossa sotto forma di ghiaccio. Non c’e’ problema di teste e code.

    Il macallan proprio no, magari un bruichladdich.

    Comunque ti ricordo Che nel mondo ci sono dei barattolini pieni di merda d’artista Che valgono molto di più di 45€ e, nonostante il fatto Che personalmente non ne vorrei uno manco se melo regalassero, ci sono delle persone Che farebbero la fila per aggiudicarsene uno!!!!

    PS ho appena comprato 2 pinguini da birra+ per dimostrare una teoria Che mi ronza in testa……

  10. … io invece mi diverto tantissimo

  11. beh la penso come alex
    non mi scandalizzo ne mi irrita una cosa del genere

    diciamo che le uniche vittime di questa specie di pubblicità (che a lungo non può durare, secondo me) saranno solo loro, a noi in fondo che ce ne viene?

  12. la cosa più triste (oltre alla gara e alle frecciatine tra i due birrifici) è che alla brewdog subito “affossano” un loro stesso prodotto che tanto hanno reclamato
    RIP Tactical nuclear Penguin 😀 Spero che almeno ne abbassino il prezzo…

  13. @indastria

    non capisci. è De Molen 2.0. una volta che ti sei tolto lo sfizio e assaggi la Nuclear Penguin staccando i tuoi 50 euri non lo rifi di sicuro se sei sano di mente. ma se gli do due gradi in più, la chiamo Solar Penguin, forse forse riesco a staccarti un altro cinquantone

  14. forse sarebbe ora che iniziassimo ad ignorare queste trovate…

  15. Sicuramente. Infatti il 50one da me di certo non l’hanno avuto né per il pinguino (al quale però mi ero affezionato :D) né per quest’ultima.

  16. io non li ho proprio mai presi i considerazione nelle loro devianze, qualcosa nelle loro basi anche se non sempre esenti da problemi

    spezzo una lancia in favore di Alex che i suoi esperimenti quantomeno li ha proposti alla spina alle Birre della Merla e non in gioielleria. sperando che continui così

  17. @SR

    Quante cose che ti perdi del mondo della birra se pensi così!!
    E’ semplicemente una differente visione!! Guarda anche gli Homebrewers!
    C’è chi passa anni a perfezionare la stessa birra rifacendola e rifacendola finchè non raggiunge la perfezione secondo lui (ottimo approccio), e c’è chi fa una birra, magari la rifà un po di volte per vedere come gli piace di più e poi cambia pagina soddisfatto (Molen 2.0 come lo chiami tu, che secondo me è un’approccio valido tanto quanto il primo).
    Se non vuoi abbracciare una delle due filosofie ti perdi il 50% della birra fatta per amore della birra. Ti perdi tante chicce!
    Certo se nel calcolo includi Heineken che sicuramente appartiene al primo approccio… che fra l’altro apprezzi anche di più….

    comunque:
    “come dice Bossartiglio, è tutta una questione di soldi. stop. d’altronde, se fai una birra da 60° e la vendi a 6 euri, chi ti ascolta?”

    Ste, sei proprio fuori mercato!! =D

  18. @alex420

    io le vorrei eccome le scatolette del manzoni, me ne servirebbero un paio per aprirmi un microbirrificio personale 🙂
    però devo dire che la penso come te, troppi voli pindarici da parte di chi poi quei prodotti manco se li andranno a comprare.
    godiamoci le punk ipa che sono ottime birre.

  19. @Alex

    eh, sono un po’ come il mio vecchio publican… 😉

    guarda, io assaggio di tutto non ti credere. prova ne è che il tuo stand alla Merla me lo sono provato, giusto? ti ho anche detto cosa ne pensavo e non lo ripeto qua. ma puoi stare CERTO che 40 euro per una 0.33 lt di birra non li caccerò MAI. e senza tirare in ballo sacrosante questioni economico/filosofiche sostanzialmente perché i soldi non li gratto giù dai muri

    nel mondo della birra di oggi è praticamente impossibile assaggiare ogni cosa appaia sul mercato anche solo di una nazione. solo due o tre anni fa non era così, se eri un grosso appassionato con un paio di viaggi, un giro di amici e un buon pubblican non ti sfuggiva nulla. c’è da chiedersi per quale motivo le cose sia cambiate così rapidamente e drasticamente. io la mia risposta l’ho trovata: marketing e soldi, che sono poi la stessa cosa. per me un birraio, anche bravissimo e appassionatissimo, che in 5 anni sforna 110 etichette diverse non lavora in maniera seria. stiamo parlando di un birraio, non di un homebrewer. non ha rispetto né del cliente né della birra stessa. è solo uno bravo che sgomitando vuole emergere fra altri bravi quanto lui. per me la birra non è una sala giochi, tantomeno un gratta e vinci. questa è la mia idea. oggi se persegui l’intento enciclopedico di assaggiare tutto hai poche certezze: quella di farti venire l’esaurimento nervoso, quella di farti spennare, quella di dissipare quel poco di coscienza critica in fatto di birra che hai acquisito con fatica. e SPESSO vai pure incontro a cocenti delusioni

    ognuno poi ha anche i suoi gusti. a me troppo spesso queste birre annoiano a morte. mentre mi entusiasmo ancora quando bevo (e quando la bevo con quello che costa?) una WV Blonde, oppure una Tripel, e vorrei che questi nuovi profeti si cimentassero anche su questi stili, perché se facessero centro li rispetterei davvero. e invece preferiscono pigiare l’accelleratore sull’esagerazione, perché, oltre a marketing, non dico sia facile farle, ma PIU’ facile sì, e spesso la maggior parte del lavoro la fa una botte selezionata bene. potrei passare tutta la vita a bere WV Blonde senza capirne fino in fondo le sfaccettature e di sicuro non avrei rimpianti per tutto il resto che mi sono perso. ognuno sceglie la sua strada

    nei miei continui e ripetuti interventi per rompere le scatole su queste questioni, quello che voglio mettere in campo è la piccola esperienza che mi sono fatto in 10+ anni di bevute consapevoli. tutti passano la fase enciclopedica. solo che passarla 5 anni fa era un conto, passarla oggi può essere distruttivo. cerco di mettere in guardia chi si affaccia ora. NON NE VALE LA PENA. sposate una visione e cercate di supportarla. imparate a rinunciare a cose che ritenete dannose che per la vostra filosofia. ricordatevi da che lato del bancone state. spesso peraltro certi esperimenti vi lascerebbero delusi, ma non potreste nemmeno dire non la compro più, perché non esiste già più, ma intanto è già pronta una nuova etichetta. e allora non comprate più il birrificio!

    Alex, io mica sono contrario all’innovazione e gli acquisti che ho fatto da te lo testimoniano. sono contrario alle prese in giro, ancor più a caro prezzo. a volte il confine è labile, altre volte meno, vedi pinguini o single hop di Mikkeller ben fatte ma non per questo degne di uscire da un corso di degustazione di livello avanzato per allenarsi sui luppoli. io ad un birrario chiedo il dosaggio perfetto di 15 luppoli in una APA, non 15 APA con un luppolo… chiedo un blend perfetto di 15 botti per un prodotto con costante qualità, non una roulette russa di 15 edizioni di 15 botti al triplo del prezzo causa rarità. capisci? è lecito proporre sul mercato libero queste cose ma, come dicevo a Bruno di Toccalmatto, è lecito anche l’intento donchisciottesco di segare le gambe a questo tipo di offerta e spiegando agli appassionati quello che ci sta dietro, in modo che faccia meno figo, che passi la voglia del safari birrario, che tornino ad essere premiate le birre che davvero IMHO lo meritano

    la strada è lunga. che ne sai magari un giorno mi darai pure ragione. per intanto, scusate l’immodestia, invito tutti quelli che saranno a Pianeta Birra a dare un’occhiata alla mia enciclica pubblicata sul primo numero della rivista di MoBI disponibile allo stand dove espongo in maniera più ordinata queste tesi. ciò messo dell’impegno…

    così parlo Zarathustra

  20. @SR

    Sappi che passerò i miei prossimi 13 minuti ad applaudirti.

  21. @Alex420
    “Cioe se non eri cosí preoccupato e non scrivevi questo articolo, io Della bismark mene sarei altamente fregato, ma tu fai il gioco loro Ed ecco qui Che ne stiamo a scrivere!! Perche tutta questa eccitazione per un’altra birretta del brewdog? Non conosco altri beergeek cosi presi da questa notizia… Hai cosi tanta paura Che questa birretta possa scalfire “la sacra immagine” Della birra artigianale? Io dubito anche Che la stragrande maggioranza di persone ne abbia una!! Figuriamoci se è sacra!!!”

    Dai su, non diciamo cavolate. Dopo che la notizia è apparsa sul sito della BBC, è stata ripresa a destra e a manca. Mi onora sapere che ritieni che questo blog possa decidere gli argomenti di discussione della comunità birraria internazionale, ma non è così. Alla Brewdog sono bravi, qualsiasi cosa fanno riceve una risonanza mediatica impressionante… anche quando non ne scrivo qui, pensa.

    A conferma di ciò, a suo tempo ignorai quasi completamente la Tactical Nuclear Penguin, proprio perché l’idea della birra più alcolica del mondo mi sembrava poco intrigante. Ciononostante, se ne parlò ovunque, anche qui in Italia. Tu addirittura ti lanciasti in questa sfida a “chi ce l’ha più alcolico” con la Freeze the Penguin, quindi dubito che se non leggevi questo post “te ne saresti fregato” della Bismark. Tra l’altro, nel tuo caso quella bomba alcolica era fatta per gioco e quindi poteva essere anche un esperimento condivisibile. Diverso è il discorso per birre commerciali, che in alcuni casi mi sembrano specchietti per le allodole. E la guerra alla “birra più alcolica” non solo è un gigantesco specchietto per le allodole, ma è anche privo di qualsiasi traccia di originalità.

    Mi parli di filosofie diverse e sarebbe anche un discorso giusto. Ma non capisco dov’è la filosofia nel fare una birra con un grado di alcol in più della birra più alcolica del mondo, o a fare una birra con 1000 10000 100000 IBU, o a fare mille variazioni di una stessa birra cambiando semplicemente il tipo di luppolo impiegato. Queste non sono chicche, sono “cagate pazzesche” (cit.). Le chicche sono altre, e per fortuna non mi precludo di assaggiarle e berle con piacere.

    Ho scritto questo post non perché l’argomento mi scandalizza o perché ho qualche timore, ma perché mi lascia perplesso il percorso intrapreso da Brewdog, che fino a qualche tempo fa era un birrificio con idee interessanti e adesso si riduce a fare queste gare stucchevoli. Poi è ovvio che nella pratica me ne frego e scendo sotto casa a comprarmi una Rochefort. Però fino a quando da questo blog non comincerà a sgorgare birra, continuerò a trattare delle produzioni del momento. E la notizia di ieri era proprio questa. Stop.

  22. Sul forum di BeerAdvocate c’è un intervento di James Watt riguardo questa birra
    http://beeradvocate.com/forum/read/2590028#2590407

  23. Andrea, il punto e’ che ci mettiamo a criticare il sensazionalismo facendo del sensazionalismo.
    Secondo me il dire che BD non e’ piu’ la stessa perche’ fa queste cagate dovrebbe essere supportata da fatti e cioe’ che le birre buone che facevano un tempo adesso non siano piu’ tali (cioe’ che il dedicare tempo alle cagate li abbia distolti da fare prodotti decenti “da bere”). Se e’ cosi’ allora la cosa sta in piedi.
    Esagerando il concetto: se la Renault (armani) fa la macchina concept (vestito) per il salone dell’auto (sett moda) e costa 5 milioni potremmo dire che fa cagate e che la megane (jeans) faccia schifo? E che questo produttore insegua solo “la notizia”?
    E’ ovvio che l’informazione si fa cose inusuali (il padrone che morde il cane) ma fare interpolazione su fatti scorrelati mi sembra di fare dello studioapertismo coi calzini del giudice. E non vorrei che ci ammalassimo di questo (e poi dire che ne “parlano tutti” quando chi segue e discute di ste cose siamo quattro gatti). E ho paura che ci stiamo prendendo anche il morbo di SR perche’ una volta io almeno ero sintetico.

  24. @amarillo
    A me preoccupa un po’ che mi si dia del bacchettone benpensante, perché non vorrei mai passare per tale. Ho anche pensato che magari in questo articolo lo sono stato e non me ne sono accorto, però rileggendolo non mi sembra.

    Sinceramente nel pezzo non ritrovo questa osmosi a cui accenni. Ho parlato dell’idea alla base della Bismark, non del valore del birrificio. Ho scritto che Brewdog non è più quello di una volta riferendomi alle sue idee, non alla qualità delle sue birre. Dire “a me ‘sta storia della Bismark pare una cazzata” non significa affermare che improvvisamente la Paradox, la Punk IPA o la Trashy Blonde fanno schifo.

    Una volta le trovate di Brewdog (Paradox, Speedball, anche Atlantic IPA) mi sembravano più interessanti di questa rincorsa la record di alcolicità. Non per questo faccio lo snob se domani becco un fusto di Trashy Blonde al pub sotto casa.

  25. “…o single hop di Mikkeller ben fatte ma non per questo degne di uscire da un corso di degustazione di livello avanzato per allenarsi sui luppoli.”

    “…o a fare mille variazioni di una stessa birra cambiando semplicemente il tipo di luppolo impiegato. Queste non sono chicche, sono “cagate pazzesche””

    Certo leggere cose del genere e poi vedere un post dove si celebrano le “migliori birre italiane del 2009” con 33 Dorate, le creazioni appositamente prodotte per l’Open Baladin e altre amenità…bah…ovviamente i gusti sono gusti…

    Magari proverei prima a farmi una ricca “orizzontale” però!!! :))

  26. se zio Open che ti fa fare qualche soldino ti chiede una birra tutta per lui che fai, non gliela produci per il suo locale? solo io riesco a vedere la differenza con pinguini, sigle hops e amenità varie per ratebeerian e media allocchi?

    tanti anni fa da Fantome trovai la Jean Silencio. qualcuno la conosce? no, non c’è manco su Ratebeer. durò l’attimo di una stagione e non uscì probabilmente dalla Vallonia. così si vede la differenza?

  27. @M’arco
    Mah non capisco perché se uno esprime un’opinione deve essere subito inserito in una corrente di pensiero generale, considerando un giudizio come una fede calcistica. Se critico l’idea di Brewdog non significa che non possa fare lo stesso per iniziative italiane.
    Nella fattispecie, la 33 Dorata secondo me è una delle migliori birre italiane del 2009, e non vedo alcun allineamento alla filosofia da ratebeerian adesso dominante (semmai il contrario). Sulle produzioni per Open ci sono cose interessanti e cose meno interessanti, e di queste ultime infatti neanche ho parlato. Spiegami pure dov’è l’incongruenza con questo articolo, perché io ho difficoltà a capirlo.

  28. Andrea, credo siamo arrivati al punto: se pensi che le loro produzioni siano rimaste di ottima qualita’ non vedo il punto di dire che “e’ una cazzata”. L’idea di base e’ spingersi oltre un limite (anche per far parlare di se), e mi pare tutto tranne una cazzata. That’s it, come vedi mi sarebbero bastate 2 righe, ma ci ho messo un po’. Piccoli SR crescono.

  29. @amarillo
    No davvero, ho difficoltà a capire. Provo con un paragone calcistico, m’è presa la Colonnite 🙂 Vediamo: ritengo che Totti sia un grandissimo campione. Per questo motivo non posso dire che fa una cazzata a farsi buttare fuori dai Mondiali per uno sputo all’avversario?

    O rigirando l’esempio:

    Se dico che Totti ha fatto una cazzata a farsi estromettere dai Mondiali per uno sputo in faccia, significa che non posso continuare ad apprezzarlo come giocatore?

  30. no, il paragone dovrebbe essere che per me sputare non e’ una cazzata, ma ovvio che in questo caso sarei poco difendibile.
    Io ritengo che BD non abbia fatto una cazzata per i motivi di cui sopra.

  31. @Andrea

    Io veramente non ti ho inserito in nessuna corrente di pensiero o filosofia Ratebeeriana…dicevo solo che definire “cagate pazzesche” le Single Hop del Mikkel mi sembra un po eccessivo, un po tanto eccessivo, soprattutto dopo aver letto elogi a birre italiane a mio avviso discutibili, ma ripeto i gusti sono gusti, prendersela sul personale mi sembra fuori luogo.

    Tra l’altro rispetto al tema originale del post, credo che se qualcuno voglia accanirsi in una competizione per la birra più alcolica, sia libero di farlo, senza giudizi o pregiudizi! Evidentemente ha solo cambiato la sua “mission aziendale” e il suo “modus operandi”, preferendo la guerrilla marketing alla qualità produttiva! Siamo nel 2010, mica nel 1800!!!!!

  32. @amarillo

    ne basta una sola di riga. l’idea è che vogliono fare grano grazie a gente come te

    ps: stai cercando di soffiare il posto a pistillone nei flame? sei invidioso?

  33. Eh no SR, sei fuori strada, io sono lontano da queste cose; come detto meglio arrivare a 0.5 mg/litro con 4 rodersh che con 20ml di sta trielina.

  34. @amarillo
    Il discorso era nato da una tua obiezione a un mio pensiero (“se pensi che le loro produzioni siano rimaste di ottima qualita’ non vedo il punto di dire che “e’ una cazzata””) e non una mia obiezione a un tuo pensiero (“Io ritengo che BD non abbia fatto una cazzata per i motivi di cui sopra”).

    @m’arco
    non me la prendo sul personale, figurati. Chiarisco 2 cose:
    1) il “cagata pazzesca” è una citazione da Fantozzi (lo saprai, immagino), quindi va letta in quanto tale e non letteralmente. Era una mezza battuta, per capirci.
    2) il giudizio si riferisce alle idee da cui nascono certe birre, non alle birre in quanto tali. Per me ad es. alcune Single Hop prese da sole sono birre interessanti, ma non mi piace l’idea di mille IPA diverse per ogni singola qualità di luppolo.

  35. @Turco
    @SR

    Ma quanto scrivete!!!
    Ragazzi!! Vedi quanto spinge BD grazie a voi!!!?? Guarda quanto tempo avete speso per scrivere i vostri post!!!
    Cioè manco vela siete assaggiata e già gli fate così tanta pubblicità!!! Ma c’avete i paraocchi?

    Cosa c’è da difendere così tanto a spada tratta?!

    SR, ma tu non eri uscito a berti una bella Cnudde ieri sera? alle 0.51AM sei tornato a casa e la prima cosa che hai fatto è stato scrivere un poema su BD. Pensavo la Cnudde ti fosse bastata! =D

    Turco, io ieri mi sono bevuto un pinguino e posso dirti che fa schifo in confronto al Freeze The Penguin (che non è assolutamente un gioco)!! Ma tu come fai a farti un’idea di cosa è meglio o peggio se non provi le birre senza pregiudizzi?
    Il tuo commento sul blog internazionale è molto simpatico!!! Hai anche un sito in inglese!! non penso che ti vuoi rivolgere agli italiani con BC!! Non lo traduci questo pezzo suo BrewDog?! =D

    Basta con la caccia alle streghe!! Basta con le 33!! Basta con le Open!!
    Bevetevi tutto basta che sia buono.
    Per poter allenare il palato bisogna assaggiare tutto!!
    Per esempio io ieri mi sono bevuto (in compagnia)

    Smuggle Brew Bitter (HB spina)
    BD Pinguino (bott)
    BD Nanny State (bott)
    De Molen Engels (Cask)
    Rev Cat/De Molen Beaches & Peaches (spina – bottiglia)
    Narke kaggen 2008 (bott)
    Narke 2007 (bott)
    Narke kaggen 2007 (bott)
    Bink Blond (spina)
    De Molen Bommen & Granaten 2008 (bott)
    De Dolle Stille nacht 2009 (bott)
    De Dolle Stille nacht 2005 (bott)
    De Dolle Stille nacht 1993 (bott)
    Rodenbach Grand Cru 2006 (bott)
    Orval 2009 (bott)
    Southern Tier Harvest (bott)
    Southern Tier Hop Sun (bott)

    Cioè non mi faccio mancare nulla!! Voi che fate? vi bevete la Cnudde? (discutibile tra l’altro)
    Vi precludete le single hop!!! Ma siete matti?!
    Alla Merla abbiamo fatto un tasting improvvisato di Single Hop con tanto di docent’I’ UB e abbiamo finito un cartone in 20min. con plauso generale e standing ovation!
    Ma benvenga uno che mi rende l’HBrewing a portata di tutti. Ma basta co ‘ste birre sempre uguali!! Che noia!!!!

    I dati sono questi:
    Blog di Turco: Grande interesse per Brew Dog. Stop.
    Serata di SR: conclusa a scrivere sul blog di Turco evidentemente non soddisfatto dal vecchio publican per il quale !!!”LE BIRRE AMERICANE SONO TUTTE UGUALI”!!! (cit.)
    Merla: il pinguino e gli Ice-lambic si aggiudicano quasi il doppio dei gettoni di tutti gli altri birrifici. Tutti bevitori soddisfattissimi (apparte uno…)

    Comunque io non so veramente che t’è successo ieri SR. Io quando vado dal vecchio publican una cosa che mi soddisfa la trovo sempre…. ….Mica che stavi soprappensiero con BD =D

    Per farmi anche io un po di publicità anche se non scrivo encicliche e non tengo blog sto installando 12 pompe al 420 adesso, proprio adesso. E ci vedrete sia pinguini che “traditional english staaaiiile” tanto pe capisse =D

  36. A me sta cosa che bisogna assaggiare tutto fa tanto ridere.

    Se me le offrono, assaggio pure le minchiate tipo pinguini e simili.

    Se pago, non vedo perchè devo buttare nel cesso i miei soldi.

  37. @Alex
    Beh se io gli sto facendo pubblicità con un post, pensa quanto gliene ha fatta chi ha creato una birra in diretta competizione, presentata a un festival, con chiari riferimenti anche nel nome 🙂

    Per il resto ho un po’ di difficoltà a seguire questo tuo flusso di coscienza in forma di commento. Preciso solo che 1) critico l’idea non la birra (vivaiddio sono in grado di separare le due cose: mi innamoro delle birre, più difficilmente delle idee) e 2) non mi precludo nessun assaggio

  38. aò, Alex, che non ti è ancora passata la sbornia? ci siamo mica fidanzati dopo un pinguino di troppo che mi controlli gli orari?

    siccome il vecchio publican ieri sera faceva tardi, ci passo stasera… svelato il mistero… io dal vecchio publican mi trovo sempre bene, specie quando trovo la Tipopils, la ArtigianAle e poi arriva Tony Balocco con la chitarra e le costine di maiale e si tira le 3 di notte bevendo Gose, St. Lamvinus e via discorrendo, non ti preoccupare

    calma, fai un bel respiro. se il mio post ti sembra fosse solo una disquisizione su brewdog fai una bella cosa, prova a leggerlo con un po’ più di attenzione. lo so che è lungo, dai, sforzati

    lo so anche io che la Cnudde a volte è pessima. a volte no, dipende che esperienza hai in merito. vedi quante cose si imparano anche a bere più volte la stessa birra? senza contare che in un bicchiere di Cnudde c’è qualcosa di più che una birra

    nella lista di birre che hai sciorinato ci sono chicche mica da ridere. e allora? va che mica tutti hanno un pub e di lavoro si girano l’europa su un furgone per birrifici… se me le dai a gratis le provo tutte, se le devo pagare non ho esitazioni ad individuare la metà da lasciare sugli scaffali. ma che razza di ragionamento fai?

    visto che mi citi, riporto quello che penso delle birre che hai portato alla Merla. la frizza il pinguino era per me un buon (buon, non ottimo) BW penalizzato nella beverinità dall’iceing che ti brasava la bocca dopo un sorso. l’ice lambic è una delle bevande più raccapriccianti che mi sia capitato di bere, una concentrazione degli off flavour rancidi del lambic (pelle di salame) forse favorita dall’ossigenazione avvenuta nella procedura di iceing. la versione dry hopped come idea è come quelli che per coprire l’odore invece di farsi una doccia si riempiono di lozione. però ci stava nella situazione, era un gioco e mica mi sono incancrenito. l’ho presa come un laboratorio. certo se non è un gioco… per la precisione ce n’era più di uno che non ha apprezzato, anche se magari per cortesia non te lo sono venuti a dire. impressioni flash (ci ha puciato il naso) a favore le ho sentite solo Schigi, che mi ha francamente lasciato di stucco

    per le single hop mi accodo al Turco, sei il nuovo Guidobaldo Maria Riccardelli! 😀

  39. @ SR

    Ma dai stefano non prenderla sul personale!!! Non vorrai mica fare la ragazzetta offesa?! Guarda che non ti prendo come fidanzata!! =D

    @Turco

    Hai ragione!! e ti ringrazio davvero!!

    @Tutti

    Lo so che forse è un pochino OT ma vorrei segnalarvi una cosa che ho scritto sul pinguino brewdogghiano. E’ solo una teoria ma almeno abbandoniamo il gusto soggettivo e le correnti filosofiche per un attimo.
    http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=2131&PID=29740#29740

  40. @Alex
    No no, sono io che ringrazio te per il link!

  41. @Alex

    io mò che ti sei tagliato i capelli, se ti fai anche la barbetta un pensierino quasi quasi… almeno con te da bere non mi manca 😀

    macché personale, si fa per parlare, no? oramai siamo vecchi pure noi, non solo il vecchio publican, non ci scappa neanche più un bel flame come ai tempi del GR, ma almeno un po’ stuzzicarsi…

    sai cosa dovremmo fare? la prima volta che sei dalle mie parti ci organizziamo con qualche fedelissimo un bella cieca a tema (scelgo io), vedrai che sorprese vengono fuori!

  42. Ma che t’inventi Alex, tra noi quattro gatti che perdiamo tempo sui blog nessuno e’ permaloso, nessuno personalizza e nessuna ha la verita’ in tasca.
    Propongo di rimanere chiusi tre giorni a vedere, in segno di reciproca stima, giovannona coscialunga, l’esorciccio e la polizia si incazza bevendo splugen e gazzosa, corona e qualche bella sour edition.

  43. Ok!! Ci sto’!!

    Ma dobbiamo chiamare anche Teo allora!!

  44. @ Alex

    “Merla: il pinguino e gli Ice-lambic si aggiudicano quasi il doppio dei gettoni di tutti gli altri birrifici. Tutti bevitori soddisfattissimi (apparte uno…)”

    Temo di sapere chi è…dovresti essere rinchiuso per tentato omicidio!!!
    Quando me l’ha raccontato non ci volevo credere…ahahaha…

    Ci vediamo a Rimini, piada, parsòt e pinguino par tott…

  45. ammazza che bordello…penso che poi si parli esclusivamente di filosofie: l’apertura di un mercato ormai non troppo di nicchia ovviamente spinge parecchi imprenditori a cavalcare l’onda del momento, del far parlare di sè…Sì, anch’io definisco discutibili alcuni prodotti, che al di là della loro bontà o meno (tranne in rari casi di zozzerie allucinanti), rappresentano dei veri e propri specchietti per le allodole per il consumatore…ma quanto volete che durino??? Al di là della soggettività del gusto, molti ragazzini che bevono esclusivamente aipiei sicuramente si chiudono le porte di un mondo intero, ruttando luppolo per tutta la settimana…ma quanto volete che durino??? Mi sono reso conto che quelli che da noi bevevano roba estrema anni fa, sono tornati a bere cose certamente più eleganti e soddisfacenti, perchè certi prodotti hanno dalla loro la componente “noia” sempre dietro l’angolo, ma è bene BATTERE IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO…
    Di zozzate ce ne sono tante: sour edition, botti di nonno morto durante la guerra del Kosovo…qualcosa è pure bona, ma quante di queste “creature” sono state effettivamente volute dal “mastro” in questione? Botti e luppoli vengono sempre in soccorso per evitare di buttare la cotta nel cesso, poi addirittura c’è chi vende uno “sbaglio” a prezzi mostruosi, sfruttando quello che il mercato è ora…La presa per il culo è in agguato in ogni settore commerciale della nostra società, se si chiamerà moda ce lo dirà solo il tempo.
    Ritengo poi, rispondendo a m’arcolizzo, che la 33 dorata sia un’ottima birra, al di là del gusto soggettivo, spiegami perchè non la consideri buona, solo perchè non stupisce il palato??? Ritengo che nelle cose semplici si veda la vera arte e bravura di un mastro birraio…Sulle birre di Open ovviamente non mi pronuncio 😉

    Cioè, bevemose tutto, veramente…ma facciamolo con criterio…c’è chi è Gigi Lentini e chi Marco Van Basten, poi c’è Zarate…ma quello è un altro mondo.

  46. @colonna
    “Mi sono reso conto che quelli che da noi bevevano roba estrema anni fa, sono tornati a bere cose certamente più eleganti e soddisfacenti”

    Un dato che emerge chiaramente dai risultati dell’indagine sui consumatori di birra artigianale. Piccola anteprima in attesa di lunedì pomeriggio 😉

  47. @colonna

    vero. la fase enciclopedica iniziale è spesso accompagnata, se non preceduta, dalla fase “estrema”. io mi ci ritrovo. dieci anni fa da Fiore avevo la mia tripletta serale: Forst Sixtus, St. Bernardus Abt 12, Rochefort 10. lo so, ero fortunato, i tempi cambiano

  48. @Turco

    Sicuramente una percentuale torna indietro.
    Ma l’America ci dimostra che le “Big Beers” ancora funzionano e funzioneranno almeno per un’altra quindicina d’anni.

    Ci vuole un po di tutto ogni tanto. E questo diventera’ chiaro nel mercato in futuro.

    Noi italiani, che fino a poco tempo fa non avevamo birre estreme, adesso proviamo particolare interesse per questo nuovo mondo.
    Poi piano piano le birre estreme prenderanno la loro fetta di mercato e saranno considerate al pari degli altri prodotti. Si normalizzeranno. Diventerà normale bersi una aipiei ogni tanto, una belgian ogni tanto e così via!!

    C’è posto per tutti! =D

    Io personalmente potrei affogare nel lambic e non bermi nient’altro per il resto della mia vita. Ma devo ammettere che godo a bere anche tutto il resto! =P

  49. mi sembra di leggere i discorsi di quanto ci si lamentava che i napalm death erano troppo tirati e che 52 song su un lato di un vinile era assurdità.
    oppure di quanto fosse inutile ascoltando un disco dei berith o nella fase del noise-death casalingo fatto con pentole e ciarpame di varia natura.
    i napalm tra alti e bassi ci sono ancora anche e hanno fatto la storia,cosi come i nostalgici del “si stava meglio quando si stava peggio”.
    credo che le mode passeranno ma mai lo stimolo da parte degli esseri umani di provare le soluzioni più innovative, fa parte dell’evoluzione.
    after all, credo che 1000 anni fà la birra e il vino facevano schifo!.

  50. @ Colonna

    non è una questione di considerarla buona o meno (a me nn fa impazzire tra l’altro…), semplicemente mi sembra una birra un po anonima e non la inserirei mai in un post sulle migliori birre italiane dell’anno! tutto qui… 🙂

  51. @m’arco
    Comunque il post era sulle tutte le birre del 2009, non necessariamente le migliori…
    Poi personalmente ho scritto che la 33 dorata era una di quelle che ho apprezzato di più, ma lì si entra nel campo della soggettività.
    Sarei curioso di capire perché la consideri anonima…

  52. Anonima nel senso che quando l ho assaggiata non mi ha colpito, non ho pensato: ” ah però, senti che aroma, senti che bbona!!” 🙂 M’è sembrata, passatemi il termine, “na biretta” come ce ne sono tante. Tutto qui

  53. marcolizzo, quali sono le birre per cui pensi “ah però, senti che aroma, senti che bbona!!”?

  54. Al di là delle scuole di pensiero e dei gusti soggettivi, la cosa brutta è quando passa per anonima anche una Saison Dupont..Tyrser ne avrebbe da raccontare…

  55. Sentite regà pure io se avessi qualsiasi altra scelta non mi berrei una 33.
    Credo Che questo sia quello Che vuole dire Marco. Cioè non è Che sto a casa sul mio divano e penso “mio dio ho proprio voglia di una Bella 33, mo vado giu al pub e mela ciuccio!”.
    Ma manco al frigo di casa c’arrivo per una 33!!
    Se sono assetato e fa’ caldo, molto caldo, e mi sono appena fatto una sudata incredibile, e cerco qual’cosa per potermi riprendere, e nell’unico frigo Che c’e’ in un raggio di 5km (facciamo 10) è rimasta solo la 33, allora la scelgo e mela bevo pure di gusto!! E meno male Che c’era! Dorata o come te pare! Ma da qui a comprarne un cartoncino, per portarla a casa, per bermela quando voglio, perche ogni tanto ho bisogno di quella birra, ci passa una galassia di differenza.
    Ma è solo una Mia opinione. Magari è una birra impeccabile! Ma anche l’acqua in bottiglia è impeccabile e mi costa pure meno.

  56. Ecco sì sono gusti, con una buona dose di elementi oggettivi
    La 33 dorata è una birra equilibrata, bilanciata, elegante. Questi aspetti sono oggettivamente positivi, e la rendono di gran lunga migliore di tante bombe alcoliche/luppolate/sbilanciate che però a prima vista possono apparire più intriganti. Certo, se devo stappare qualcosa di particolare per un’occasione speciale, penso ad altro. Ma visto che le occasioni speciali sono, per l’appunto, speciali (almeno per me), in tutti gli altri casi la 33 dorata è una birra che ci sta, eccome.
    Suggerisco a m’arco di ricercare la bontà anche nelle birre semplici, senza pretese di chissà che genere, che però risultano 100 volte più appaganti di strani esperimenti o di birre con ingredienti particolari. Se prodotti come la Saison Dupont, la Rulles Triple o la Summer Lightning sono considerati dei grandi classici del settore, un motivo ci sarà…

  57. “Ma è solo una Mia opinione. Magari è una birra impeccabile!”

    scusa eh… a leggere ‘sta frase mi pare che tu (come me) non l’abbia nemmeno assaggiata. ma non eri tu un po’ più in alto che facevi il pistolotto a quelli che davano contro alle carnival beers dicendo di assaggiarle prima di parlare?!?

  58. Ma infatti il discorso sulla sua bontà è puramente soggettivo, e su quello mi trovo d’accordo con Alex, ma il concetto da discutere è proprio quello messo in luce dal Presidente, sul potere scioccante sul palato di alcuni prodotti a discapito magari di birre che lasciano meno il segno, ma che alla lunga danno più soddisfazione.
    Insomma, ottime le sperimentazioni, se fatte però con criterio…ricordatevi che il periodo attuale permette la messa sul mercato di birre evidentemente fallate e riproposte sotto ogni forma e etichetta…

  59. @SR

    Come non l’ho bevuta!!!

  60. allora è impeccabile o no?

    inutile dire che sono col Colonna. ma davvero trovi interessanti solo le birre che scioccano o stupiscono il tuo palato? l’eleganza e la finezza di una TipoPils non ti dicono proprio niente? mah…

  61. @ colonna: ..ricordatevi che il periodo attuale permette la messa sul mercato di birre evidentemente fallate e riproposte sotto ogni forma e etichetta…Sono perfettamente d’accordo.

    @ grande! Avevo notato che ti frullava qualcosa nella testa rispetto questo cavolo di pinguino. Complimenti per l’indagine, l’ipotesi Nanny/Penguin è oltremodo suggestiva. E non dirmi “elementare Watson”.

    Per la 33, permettetemi, qualcuno ne avvertiva la mancanza?

    Bona la tipopils, bonissima!!

  62. La TipoPils infatti è una birra fantastica, equilibrata ed elegante, ne bevo a volontà quando capita, ma rimango dell’idea che per me la 33 dorata non è sta delizia che celebrate e difendete a spada tratta!

    “Suggerisco a m’arco di ricercare la bontà anche nelle birre semplici, senza pretese di chissà che genere, che però risultano 100 volte più appaganti di strani esperimenti o di birre con ingredienti particolari.”

    come vedi non bevo solo strani esperimenti, ma anche birre semplici, molto semplici! Ma soprattutto non credo di aver bisogno di suggerimenti su cosa sia meglio bere secondo te,perchè vedi, i miei gusti li conosco bene e so altrettanto bene cosa mi possa dare soddisfazione; ma non necessariamente una birra per piacermi deve fare 9%…e non deve essere per forza un esperimento estremo… Non sono stato qui a sindacare i vostri gusti, dicendovi “sbagliate a bere la 33, forse non sapete che… dovreste fare così e così…” ho solo espresso un giudizio su una birra, un mio personale giudizio.

  63. @blindpigger
    Non mi pare che l’Italia abbondi di buone Golden Ale, e già questo sarebbe abbastanza per rispondere sì, se ne sentiva la mancanza. Poi l’arrivo di una nuova buona birra, fatta con criterio, non penso che rappresenti mai un problema. Magari la stessa domanda (“qualcuno ne avvertiva la mancanza?”) si può fare nei confronti dell’ennesima noiosa Double IPA senza carattere.

    @m’arco
    Oddio perdonami per averti suggerito qualcosa. Da quando in qua un suggerimento è una violenza ai tuoi gusti? Mah…
    Poi sì parli di gusti, però inizi scandalizzandoti se io inserisco la 33 dorata tra le *mie* migliori birre del 2009.

  64. @SR

    non mi confondere la merda con la cioccolata!

    33 Vs tipopils?!! Ma sei matto?

    La 33 non è Assolutamente impeccabile! Si vede pure ad occhio!!!

  65. cercavo di astrarre. come dicevo, la 33 non la conosco, parlavo di tipologia. me la assaggerò a rimini

  66. @Alex
    Dopo tutti i discorsi sull’inviolabilità dei gusti personali, te ne esci con un commento del genere? 🙂

  67. Non è che qualcuno confonde la 33 dorata con la 33 triple o le altre della serie? Anch’io non ho trovato affatto esaltanti le altre, ma la 33 dorata mi ha dato parecchia soddisfazione, come l’ultima risposta di M’arcolizzo, chiara sul concetto della soggettività del gusto.
    Visto che è diventata una deriva sulla 33, chiuderei ponendo il problema sulla facile oggettività di piazzare birre assurdamente sbagliate sul mercato a prezzi improponibili…al grido di “tanto se bevono tutto…”
    In questa maniera rischiano di perdere credibilità anche birre “estreme” fatte con criterio e genialità da parte del mastro di turno.

  68. @ colonna:
    Ma infatti il discorso sulla sua bontà è puramente soggettivo, e su quello mi trovo d’accordo con Ale

    Mamma mia che intenditori.Il gusto è soggettivo non la bontà.

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