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Nuove birre da Brewfist, 50&50, Lambrate, War + Bastian Contrario, Baladin, Wild Raccoon e altri

Quella delle Pastry Sour è una tipologia ancora poco indagata dai birrifici italiani. Con questa espressione si indicano birre acide prodotte con adjuncts da pasticceria, che spesso richiamano specifici dolci. Eppure forse qualcosa è in procinto di cambiare, come dimostrano alcuni segnali provenienti dai produttori di ultima generazione – uno su tutti Wild Raccoon, sul quale torneremo più avanti – e dalle immancabili collaborazioni inedite. Ed è proprio a questa famiglia che appartiene la Meringata (3,5%), annunciata negli scorsi giorni dai birrifici Brewfist (sito web) e 50&50 (sito web): una base acidificata con sour kettle a cui sono stati aggiunte scorze di lime e lattosio per restituire le sensazioni di una Lemon Meringue Pie. Se siete golosi e non vedete l’ora di assaggiarla, dovrete pazientare ancora un po’ perché la Meringata sarà presentata ufficialmente giovedì 9 maggio. Nell’attesa potete vedere su Facebook il video di presentazione, molto ben confezionato.

La scelta di 50&50 di realizzare una birra con Brewfist non è casuale, bensì entra nel proposito di produrre dieci collaborazioni in occasione del decimo anniversario dell’azienda, che cade proprio quest’anno. Oltre alla Meringata, infatti, il produttore varesino ha recentemente svelato anche la Alòra! (6,5%), realizzata insieme al Birrificio Lambrate (sito web) di Milano. È definita una Thilozed Modern IPA e, se non andiamo errati, è la prima volta che una birra italiana esplicita nel suo “stile” di appartenenza l’uso del Phantasm, cioè l’ormai celebre polvere ricca di precursori tiolici estratti dall’uva e capaci di amplificare gli aromi tropicali e agrumati. Nella ricetta il Phantasm lavora in sinergia con i luppoli Mosaic, Nelson Sauvin e lo sperimentale HBC 586.

Proseguiamo con le collaborazioni tutte italiane per introdurre la Bocciofila (4,5%), nata dalla partnership tra il birrificio lombardo War (sito web) e l’emiliano Bastian Contrario (sito web). La birra si ispira alle Pils tipiche della Repubblica Ceca, seguendo il modello in maniera piuttosto fedele. I malti infatti sono di due varietà, Barke e Bohemian Pils, ma il secondo è in parte proveniente da una malteria tradizionale che malta il cereale a terra in maniera classica, come si faceva una volta. La luppolatura invece è ottenuta con le due varietà più famose della Repubblica Ceca, Saaz e Kazbek, mentre l’ammostamento è stato eseguito con una decozione singola. Il risultato è una birra equilibrata ed elegante, in cui le note di panificato si sposano a meraviglia con le sfumature erbacee e speziate del luppolo. Una birra old-fashioned style, proprio come la bocciofila del nome.

Con l’arrivo della bella stagione il tenore alcolico delle nuove birre tenderà a calare e dunque non è un caso che il birrificio Baladin (sito web) abbia da poco annunciato la sua Nazionale Leggera (3,2%). Come il nome suggerisce è una sorta di versione light della Nazionale, che in realtà per stessa ammissione del birrificio nasce per andare incontro alla crescente domanda di birre dalla bassa gradazione alcolica. Prodotta con ingredienti 100% italiani, prevede anche l’impiego di spezie e  scorze di agrumi per aumentare la sua freschezza aromatica (al quale contribuiscono anche note di cereali ed erba sfalciata) e adattarsi sia a una bevuta rinfrescante, sia a un accompagnamento gastronomico a tutto pasto. Chiude delicatamente amara, ripulendo il palato.

In apertura abbiamo citato Wild Raccoon (sito web) e ora è tempo di occuparci del giovane birrificio friulano perché negli scorsi giorni ha lanciato due nuove birre. La prima si chiama Arctic Terror (6,4%) e rientra nella tipologia delle Cold IPA, basse fermentazioni generosamente luppolate e solitamente brassate con cereali alternativi in aggiunta al malto d’orzo. In questo caso il mix di luppoli si muove lungo la direttrice USA – Nuova Zelanda, essendo costituito dalle varietà Citra (anche in formato Cryo) e Nectaron. Il risultato è una birra succosa ma secca, con intensi toni tropicali e agrumati. La seconda novità è la Dolci on Fire – Panna cotta ai frutti di bosco (5,5%), che si inserisce nel filone delle Pastry Sour inaugurato da Wild Raccoon con la Dolci on Fire – Crostata all’albicocca. In questo caso la ricetta prevede l’aggiunta di diversi frutti di bosco (lamponi, mirtilli e ribes nero), nonché lattosio e vaniglia Bourbon. La prima Dolci on Fire ci aveva colpito molto, quindi non resta che assaggiare questa seconda incarnazione della gamma.

Restiamo in tema “pastry”, ma declinato sulle Imperial Stout, per segnalare le ultime due novità di Boia Brewing (sito web) rientranti nella linea speciale denominata Exsecutio. La prima è la Exsecutio #5 (9%), realizzata con l’aggiunta di albicocche e cioccolato per richiamare alla mente la Sachertorte, dolce tipico della tradizione austriaca. La seconda è la Exsecutio #6 (9%), brassata invece con l’impiego di cocco e vaniglia. In entrambi i casi aspettiamoci birre opulente, potenti e complesse, in cui i toni tipici dei malti scuri (cioccolato, caffè, liquirizia) incontrano il contributo aromatico degli ingredienti speciali. In via del tutto eccezionale entrambe le birre di Boia Brewing sono disponibili anche in fusto da 16 litri.

Concludiamo questa ricca carrellata di birre inedite con la Mystery (4,2%), one shot annunciata di recente dal Birrificio Lariano (sito web). Protagonista è ovviamente il luppolo, utilizzato nella varietà Enigma per conferire sentori di frutta a pasta gialla e frutta tropicale, tuttavia anche il lievito gioca un ruolo di primaria importanza. È stato infatti impiegato il Kveik, il “miracoloso” lievito di origine norvegese che qualche anno fa era sulla bocca di tutti. Dopo una breve infatuazione dei birrai italiani (e non solo) nei suoi confronti, il Kveik è uscito dai radar, finendo quasi nel dimenticatoio. Al di là delle mode del momento – che poi tendono a sgonfiarsi con la stessa velocità con cui montano – il Kveik può essere una valida soluzione in determinate situazioni: in questo caso è stato usato per aggiungere complessità al bouquet aromatico, grazie a piacevoli sfumature agrumate.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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