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Il Ducato riorganizza la sua gamma e la impreziosisce con nuove birre

Lo-Stile

birrificio_ducatoIn un’ipotetica lista dei birrifici artigianali più importanti d’Italia personalmente inserisco sempre il Birrificio del Ducato di Roncole Verdi di Busseto (PR). Non solo perché è attivo ormai da diversi anni (ha aperto nel 2007) ed è il produttore più premiato nei concorsi internazionali, ma anche e soprattutto perché può vantare una media qualitativa stupefacente, tanto negli stili “ordinari” quanto nelle creazioni più originali e insolite. Per questo motivo rappresenta una notizia di un certo spessore la recente riorganizzazione dell’intera gamma produttiva del Ducato, valorizzata da alcune new entry molto interessanti. Rimane la suddivisione in tre grandi famiglie, ma cambiano i nomi e le caratteristiche delle etichette che ne fanno parte, nonché la filosofia alla base di ognuna di esse. E come ciliegina sulla torta anche le grafiche sono state totalmente riviste.

Lo-StileSe fino a oggi conoscevamo il Ducato per le sue linee Classica, Moderna e Speciale, ora è necessario dimenticarsi di questa classificazione e abituarsi alla nuova: La Ricerca (equilibrio ed eleganza), Lo Stile (carattere e immediatezza), Il Tempo (le cose che non ritorneranno). La famiglia che ha subito i maggiori cambiamenti è la seconda, quella denominata Lo Stile, dove la parola d’ordina diventa “facilità di bevuta”. Questo gruppo si comporrà infatti di birre di gradazione alcolica contenuta e corpo scorrevole, che non rinunciano a un carattere deciso ma mettendolo al servizio di un consumo semplice e immediato. Sono “session beer” nell’accezione più allargata del termine, pensate per essere socializzanti e per favorire la conversazione. In altre parole birre discrete, che non richiedono un’attenzione continua da parte del bevitore, ma si pongono come piacevole sottofondo ad altre attività. Un trend che – fortunatamente aggiungerei – sta crescendo negli ultimi tempi e che il Ducato ha deciso di cavalcare con decisione.

Le birre de Lo Stile saranno le seguenti: Freeride (West Coast IPA, 5,2%), Victoria (Session IPA, 3,5%), Machete (Double IPA, 7,6%), Violent Femme (Hoppy Saison, 4,2%), California Sun (Steam Beer, 4,5%), Donkere Vader (Black IPA, 6,0%), Smokin’ Joe (Smoked Porter, 6,4%), Modernist (Bitter Ale, 4,0%), Suprema Ratio (Single Hop IPA, 5,4%). Alcuni prodotti già li conoscerete o li avrete assaggiati in passato, altri sono completamente inediti. Come potete vedere nel mazzo ci sono anche stili non propriamente “session”, ma anche in quei casi Giovanni Campari ha cercato di tirare fuori il lato più discreto della birra, ad esempio abbassando la gradazione alcolica (come nella Machete o nella Donkere Vader).

La-RicercaLa linea La Ricerca è invece composta dalle etichette storiche del birrificio e quindi figlie di una lunghissima opera di affinamento delle ricette negli anni. I nomi di queste birre sono conosciuti da tutte, rappresentando in diversi casi vere pietre miliari dell’arte brassicola italiana: Viaemilia (Kellerpils, 5,0%), A.F.O. (Pale Ale, 5,4%), New Morning (Saison, 5,8%), Sally Brown (Oatmeal Stout, 5,2%), Winterlude (Tripel, 8,8%), Chimera (Dark Strong Ale, 8,0%), Verdi Imperial Stout (Imperial Stout, 8,2%), Wedding Rauch (Marzen Rauch 5,2%). Stiamo parlando di produzioni che hanno vinto svariati riconoscimenti nei più importanti concorsi birrari internazionali.

Il-TempoInfine la linea Il Tempo è l’unica suddivisa in due sottocategorie, battezzate Lunghe Attese e Rivelazioni Acide. Come si può comprendere, nel primo gruppo rientrano produzioni che richiedono maturazioni o affinamenti prolungati nel tempo e che si caratterizzano per l’elevato contenuto alcolico: L’Ultima Luna (Old Barley Wine, 13,0%), La Prima Luna (Barley Wine, 13,0%), Black Jack Verdi Imperial Stout (Whisky Imperial Stout, 10,0%), Krampus (Christmas Ale, 9,0%). Nel secondo gruppo invece birre acide o acidule, sulle quali il Ducato si è concentrato soprattutto negli ultimi anni: Kiss me Lipsia (Gose, 4,0%), La Luna Rossa (Sour Ale con amarene, 8,0%), Beersel Morning (Blend New Morning e Lambic, 6,2%), Vieille Ville Saison (Farmhouse Ale, 6,0%), Chrysopolis (Sour Ale spontanea, 5,0%), Frambozschella (Sour Ale con lamponi, 5,0%).

Come già accennato, le grafiche sono state riviste e rese più omogenee, con un bell’impatto visivo. Nelle immagini che potete vedere in queste pagine è anche riportata una descrizione per icone, che offre un riassunto immediato delle caratteristiche organolettiche (e non solo) di ogni birra.

Dopo la riorganizzazione della sua gamma, la prossima novità per il Ducato sarà l’entrata in funzione del nuovo birrificio, prevista però non prima della fine dell’anno. Nel frattempo questa ridefinizione produttiva permetterà all’azienda emiliana di operare e comunicare con maggiore efficacia, assecondando anche le nuove tendenze del settore. Tutto nell’ottica di una continua crescita, che ormai l’azienda di Giovanni Campari e Manuel Piccoli ha intrapreso da tempo.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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12 Commenti

  1. Trovo questa suddivisione davvero cervellotica.
    Nel caso del ducato, per fortuna, sanno “comunicare” molto meglio le birre che il marketing.

    • Per te dev’essere una rivoluzione copernicana, essendo tu abituato da sempre ad apprezzare il marketing “illuminato” e le birre del cazzo di BrewDog.
      E’ la qualità della birra che conta alla fine…

      • PatrickBateman

        Mi sembra giusto non potersi fare un’opinione senza dover essere etichettati come adepti di Brewdog, che hai tu tirato in ballo e non vedo cosa c’entri con l’articolo.
        A me più che cervellotica sembra un po’ fine a se stessa. Mi spiego meglio: non so quanto sia utile differenziare, a livello di comunicazione, le birre per facilità di bevuta. Anche perché, tanto per dirne una: Viaemilia e Wedding Rauch non sono altrettanto facili da bere?

      • Una volta tanto non l’ho nominato io per primo il birrificio scozzese lol.
        Cmq la critica alle birre del ducato in quella risposta sta… dove?

  2. Ma Violent Femme, Modernist e Smokin’Joe sono a tutti gli effetti delle nuove birre (e/o ricette aggiornate) o più semplicemente sono i nuovi nomi per Saison, Bitter Ale e Smoker Porter, di solito dispinibili in bottiglie da 330ml ?

  3. Bravi a tutti i ragazzi dello staf del ducato! tanto criticati….e soprattutto tanto copiati! 🙂

  4. Personalmente rimpiango la scomparsa della linea BIA, che ultimamente si trovava nei supermercati anche a 2.50€ la 33 cl. E’ da un po’ di tempo che non le vedo in giro.
    Non so se verranno riproposte, ma sugli scaffali della GDO ci stavano proprio bene.

    Bene la svolta “session” ma devono diventare session anche i prezzi, altrimenti a 10-12€ al litro c’é poco da sessionare 😉

  5. Da quello che ho capito il cambio di marketing del Ducato fa fronte alle nuove richieste del mercato di birre piu “session”, ben venga allora un restyling a 360° su etichette e di ricette. Qualcuno ha gia avuto il piacere di assaggiarle?
    Campari e soci non stanno mai fermi, ben venga aria fresca e nuova cosi come stanno facendo altri colleghi.
    La linea Bia non viene piu prodotta gia da tempo, si diceva che la gdo non faceva per loro e cosi hanno fatto.
    Per i prezzi sostengo che sia giusto collocarsi in un segmento di mercato e restarci. Se la loro politica è questa fanno bene. la birra da prezzo sappiamo dove trovarla.

  6. Io vivo in Inghilterra e le birre del Ducato me le sogno giorno e notte. Piu’ che altro, mi farebbe piacere se Ducato si ispirasse a BrewDog per quanto riguarda la loro distribuzione all’estero. Lo dico da rivenditore di birra artigianale italiana in Inghilterra: la disponibilita’ delle nostre birre in Inghilterra e’ ridotta all’osso, invece vedo che le birre inglesi in Italia spopolano.

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