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Il legislatore italiano colpisce ancora

Mi riferisco al provvedimento, riportato anche dal sito di Repubblica, secondo il quale dal prossimo 23 settembre i locali italiani saranno costretti ad esporre al loro interno i poster informativi voluti dal ministero della Sanità per combattere le pericolose conseguenze dell’abuso di bevande alcoliche. Tra qualche giorno, quindi, i gestori dovranno esibire le tabelle controlla-alcol, che altro non sono che:

Elenchi minuziosi e dettagliati di bevande con i loro gradi alcolici e gli effetti su uomini e donne in base al peso corporeo, dalla birra al digestivo, dallo champagne ai ready drink.

Il provvedimento è presente del decreto del 30 luglio 2008, ultima attuazione del decreto Bianchi del 2007, che si riferisce a “disposizioni urgenti per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione”. Oltre ad esporre i poster, i titolari dovranno formare barman e camerieri per sensibilizzarli a una “somministrazione responsabile” dell’alcol ai clienti.

Le nuove norme hanno incontrato la ferma critica dei gestori, come si percepisce chiaramente dalle dichiarazioni di Edy Sommariva, direttore della Fipe (federazione dei pubblici esercenti):

Il ministero è stato pasticcione, le tabelle sono cervellotiche, incomprensibili e inefficaci. Questi elenchi potrebbero servire in un supermercato quando si prendono confezioni chiuse ma non vanno bene in un locale, poi i tempi sono ristrettissimi, troppi pochi giorni per stamparle e diffonderle, noi proponiamo di metterci intorno ad un tavolo e riscriverle.

Il provvedimento nasconde due grandi perplessità, una a livello generale e una più strettamente collegata alla birra artigianale. Per quanto riguarda la prima, ho seri dubbi sul fatto che la maggior parte dei comportamenti irresponsabili nei confronti dell’alcol dipendano da una scarsa consapevolezza sui loro effetti. Chi beve per “sballare” non si ritrova certo per caso ad assumere alcol in quantità esagerate, così come ritengo che un po’ tutti conoscano gli effetti di due o tre bicchieri di vino sul proprio organismo.

A un livello più vicino alla nostra passione, i dubbi riguardano invece l’utilità di un’informazione del genere, che non tiene conto della molteplicità degli stili birrari esistenti. Calcolare infatti gli effetti di una birra partendo dal presupposto che il suo grado alcolico è sempre e comunque di 5 gradi, è come costruire un teoria su un postulato erroneo. E allora ecco che una tabella controlla-alcol può diventare fuorviante, se non addirittura dannosa, nel momento in cui invece di una pils standard si sceglie un barley wine, un’imperial stout o un’altra tipologia molto alcolica.

Secondo me cambierà davvero poco: ci ritroveremo solo con qualcosa di nuovo da leggere sulle pareti dei nostri pub preferiti. A volte il problema è nell’attuazione distorta di una norma in teoria intelligente. In questo caso credo che il problema sia più a monte…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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5 Commenti

  1. Caro Andrea come sempre in Italia regna l’ignoranza, la confusione, la NON chiarezza in tutte le cose…….compresa questa dove si generalizza e basta……..ed è chiaro che chi studia questi manifestini da appendere si sentirà poi con la coscienza apposto…………….oddio l’ho scritto bene coscienza???
    Ciao un abbraccio

  2. Viva viva il poster della Santarelli nuda!!!!

    basta co ste minchiate caro governo,inculcate un po` di buonsenso nella capoccia di genitori che manco si rendono conto di quanto sta fatto il proprio figlio

    Colonna ubriaco dopo Copenhagen e Bruxellensis…

  3. Hai sollevato un ottimo punto, non tutte le birre sono 5°! Credo che comunque una campagna direttamente sul campo possa servire quantomeno a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di non mettersi alla guida se si è bevuto più di un tot d’alcool. Staremo a vedere. Io sono sempre dell’idea che se si è obbligato a bere UNA SOLA birra a sera perché si è capito che di più non si può, perché non si è in grado di guidare dopo, si sarà più propensi a sceglierne una BUONA e non una qualsiasi, quindi potrebbe spiccare il mercato dell’artigianale. Non siamo sempre pessimisti! 🙂

  4. Andrea Turco

    Alberto, il tuo punto di vista della vicenda è interessante, ma ho più di un dubbio che possa concretizzarsi 🙂

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