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Consumi in calo all’Oktoberfest 2019: normale fluttuazione o inizio della crisi?

L’Oktoberfest è una manifestazione che non richiede particolari presentazioni, ma che su Cronache di Birra trova raramente spazio. Il motivo risiede nel successo stesso dell’iniziativa: una grande festa collettiva alla quale si partecipa principalmente per l’atmosfera e non certo per la qualità della birra. Quest’ultima infatti proviene da soli sei birrifici bavaresi tutti di stampo industriale – vuoi per le dimensioni, vuoi per l’effettiva proprietà – e negli anni ha subito diversi aggiustamenti (in negativo) per andare incontro ai gusti e alle aspettative dei visitatori. Così i prodotti che si possono bere all’Oktoberfest sono ormai una pallida imitazione delle vere Marzen, cioè le birre tradizionalmente legate alle celebrazioni autunnali della Baviera. La festa però rimane un’istituzione non solo per la Germania e in alcuni casi può rappresentare un’interessante cartina di tornasole per verificare la salute del mercato brassicolo locale. E – indovinate un po’ – l’edizione 2019 si è conclusa con un bilancio non certo positivo.

Come riportato dall’agenzia Adnkronos, quest’anno all’Oktoberfest di Monaco sono stati bevuti “solo” 7,3 milioni di litri di birra, cioè 200.000 in meno rispetto al 2018. Un calo non certo irrilevante, che qualcuno potrebbe giustamente desiderare confrontare con il numero dei visitatori. Che però è rimasto pressoché invariato rispetto alla precedente edizione: circa 6,3 milioni di partecipanti, in linea con quanto rilevato negli ultimi anni. È chiaro che cifre di questo tipo possono subire importanti variazioni a causa di diversi fattori, spesso concomitanti. Ricorderete probabilmente la disastrosa partenza dell’Oktoberfest 2016, funestata dal meteo avverso e dai timori (anche organizzativi) per l’ondata di terrorismo che aveva colpito l’Europa solo qualche mese prima.

Questa volta però le condizioni meteorologiche sono state ottimali e per fortuna non c’era un elevato rischio di attacchi terroristici. Facile allora ricercare le responsabilità nel terzo fattore individuato nel 2016 è che è ormai una costante delle ultime edizioni del festival: l’inflazione. Anche quest’anno infatti il prezzo della birra è aumentato di qualche punto percentuale, raggiungendo una media di 11,6 euro al litro (il classico bicchierone detto Maß) rispetto agli 11,24 euro del 2018 (+3,2%). Il rialzo in realtà riguarda anche i prodotti collaterali, come il cibo: il classico mezzo pollo allo spiedo (hendl) è passato da 11,70 a 12,08 euro. È stato calcolato che quest’anno una giornata spesa all’Oktoberfest costava +2,7% rispetto allo scorso anno, che a sua volta aveva registrato un +3,3% rispetto a quello precedente.

Ma il problema dell’inflazione dell’Oktoberfest non è certo una novità degli ultimi tempi. Basti pensare che nel 2002 un Maß costava meno di 7 euro: in quindici anni il prezzo è aumentato di 5 euro, per un incremento calcolato intorno al 170%. Inutile specificare che l’inflazione in Germania è cresciuta a un ritmo molto più lento e che dunque il costo della vita nella fiera monacense ha proceduto con una frequenza clamorosa. Eppure neanche questo sarebbe un problema, come rilevato da un’analisi di Unicredit (qui in pdf). Dal 1985 a oggi, infatti, i consumi nel corso dell’Oktoberfest sono sostanzialmente cresciuti. Circa 25 anni fa erano fermi a 5 milioni e mezzo di litri e da allora la curva ha subito una lenta ma costante impennata, a parte un leggero contraccolpo tra il 2000 e il 2005. Secondo gli analisti di Unicredit, infatti, la birra dell’Oktoberfest rientrerebbe nei cosiddetti beni di Giffen, particolari prodotti che possiedono la paradossale proprietà di registrare un aumento di consumi nonostante il loro aumento di prezzo. Questo effetto si spiegherebbe col fatto che diventando più costosi, questi beni rendono meno appetibili alternative già costose di loro. A questo si aggiunge l’effettiva penuria di alternative all’interno dell’Oktoberfest.

I numeri sembrano quindi positivi, nonostante l’aumento dei prezzi e il leggero calo dei consumi del 2019. C’è però un altro dato da tenere in considerazione. I consumi all’Oktoberfest sono cresciuti, o comunque rimasti tendenzialmente invariati, non solo perché la birra in quel contesto assume le proprietà di un bene di Giffen, ma anche a causa del processo di “gentrificazione” che sta subendo il festival. In altre parole i visitatori dell’Oktoberfest sono sempre meno giovani e di conseguenza maggiormente disposti a spendere. L’analisi di Unicredit, infatti, ricorda anche che tra il 2000 e il 2014 il numero dei partecipanti sotto i 30 anni è calato del 17%, mentre è aumentato del 43% quello dei consumatori sopra i 30 anni. L’Oktoberfest appare sempre meno interessante per i giovani, un dato tutt’altro che confortante.

Da un lato dunque abbiamo una manifestazione che rimane in linea di galleggiamento nonostante l’aumento dei prezzi, o che comunque riesce a limitare le perdite. Dall’altra c’è però un problema di ricambio generazionale, anche perché probabilmente l’Oktoberfest oggi è troppo costo per i giovani. Allora quei 200.000 litri in meno rispetto al 2018 possono essere visti come una semplice fluttuazione di una manifestazione ancora nettamente in salute, oppure come il primo scricchiolio di un meccanismo che fatica a rinnovarsi e che continua a spremere al massimo il suo pubblico, ancora disposto a sborsare qualcosa in più ogni anno. Ma fino a quando? È questa la domanda cruciale per i prossimi anni.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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4 Commenti

  1. Avatar

    Se la partecipazione all’evento, a titolo d’ipotesi, venisse estesa a Giesinger, un mass di quest’ultimo a quale prezzo verrebbe venduto?

  2. Avatar

    Ciao Andrea. Son stato 4 volte consecutive al oktoberfest e,ogni anno,aumentavano il prezzo,all’epoca un boccale era sotto i 10 euro. Magari per i tedeschi 12 € per una birra mediocre sono pochi ma per l’italiano medio sono abbastanza…per non dir troppi

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