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Una vagonata di nuove birre – Parte I (Europa)

mikkeller-chinook-single-hopNegli scorsi giorni ho raccolto tantissime notizie sulle prossime novità dei più importanti birrifici stranieri, così che ho deciso di dedicare non uno, ma due post a questa valanga di nuove produzioni. La fonte è sempre il blog Beernews, che da questo punto di vista è una miniera inesauribile di informazioni. Oggi pubblico la prima parte dedicata all’Europa, mentre nei prossimi giorni affronterò anche gli Stati Uniti.

Partiamo allora dalla Danimarca, dove come al solito Mikkeller ha annunciato una valanga di nuove birre. Molti non apprezzeranno questa filosofia, altri invece saranno felici di provare i frutti della grande creatività del birraio Mikkel, comunque sia vale la pena fare una breve panoramica.

mikkeller-centennialSi comincia con la linea Single Hop, birre cioè create con una sola varietà di luppolo, che solitamente dividono gli appassionati. Le prossime uscite in questo senso saranno la Chinook IPA e la Centennial IPA, che come sempre cercheranno di esaltare al massimo le caratteristiche dei luppoli impiegati. Se non vado errato, a parte la parentesi rappresentata dal Nelson Sauvin (qualità della Nuova Zelanda), finora Mikkeller ha utilizzato solo luppoli americani. Chissà se in futuro punterà su altre nazioni, magari variando lo stile di base.

mikkeller-big-worstContinuando con produzioni inusuali, Mikkeller ha anche annunciato la Big Worst Barley Wine. Si tratta del “seguito” della sua precedente Big Bad Barley Wine e se quella toccava un grado alcolico pari al 12% vol.  (in linea con lo stile), qui siamo al cospetto di un irreale 20% vol. Almeno gli ingredienti sono ordinari: malto, zucchero candito, luppoli americani e lieviti.

mikkeller-red-white-christmasLe ultime novità che conosceremo del produttore danese riguardano due birre natalizie. La prima è la Red White Christmas, un nome particolare che rivela la caratteristica essenziale di questa produzione, di essere cioè una via di mezzo tra una Red Ale e una Witbier belga. Cosa questo significhi nei fatti mi risulta arduo da comprendere, non ci resta che aspettare le festività invernali per avere una risposta. L’altra birra di Natale è la To Via From, che dal nome sembrerebbe una mutazione delle sue precedenti To/From e From/To. Le informazioni al riguardo sono poche: misurerà 8% vol. di alcool e sarà intensamente speziata.

beer-here-dark-hops-hoppy-black-aleChiuso il capitolo Mikkeller, restiamo ancora in Danimarca, dove il birrificio Beer Here del talentuoso Chris Andersen ha annunciato una nuova birra, la Dark Hops. A parte l’etichetta che come al solito non passa inosservata, sappiamo che questa nuova produzione è indicata come una “Hoppy Black Ale”, quindi un’alta fermentazione scura decisamente luppolata. Vista l’abilità di Chris, non vediamo l’ora di provare questa nuova creazione.

nogne-o-tiger-tripel-2Concludiamo infine con il blasonato birrificio norvegese Nogne O, che rilascerà a breve la sua nuova Tiger Tripel. A dispetto del nome aggressivo e dell’etichetta davvero brutta :), non si tratta di una birra estrema o particolare, piuttosto del tentativo di replicare le migliori interpretazioni del tradizionale stile belga delle Tripel. Dopo aver sfornato ottimi prodotti, ora al Nogne O cercano di misurarsi con le tradizioni brassicole europee. Conoscendo le capacità, probabilmente la sfida sarà vinta senza troppi problemi.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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11 Commenti

  1. non so voi, personalmente, se potessi provarne una soltanto, sceglierei la Tiger Triple… anche perché Nogne son bravi, ma le tripel fiamminghe sono un osso duro…

    la serie delle Mikkeller sembrano studiate per un corso di degustazione avanzato…

  2. Effettivamente la Tiger ha una delle etichette più brutte mai viste..Mi chiedo quando Mikkeller tirerà fuori una birra da 30% fatta con acqua Bling H2O e aggiungendo ostriche e Almas Beluga in fermentazione..

  3. @Lorenzo
    Credo che a Mikkeller abbiano fatto di meglio con la loro Beer Geek Brunch
    http://beernews.org/2008/11/another-top-50-beer-enters-the-us-fold/

  4. @3…

    ma…che schifooooo!!! O.o

  5. scusate la domanda da profano:

    BREWED & BOTTLED AT DE PROEF , AT NOGNE O ..

    maa… comprarsi un impianto pareva brutto? o ce l’hanno e non lo usano?

  6. riguardo alla Brunch, per fortuna che Schigi non sa l’inglese 😛

    anche se defecated è abbastanza semplice da tradurre

  7. come già scritto altrove, trovo che usare del Kopi Luwak (ricordo il caffé più pregiato del mondo con conseguenti costi) per aromatizzare una birra sia sempre sul filone “presa per i fondelli”, se non da ricovero. se poi ne hai messi due chicchi nel bollitore ed il resto è robusta da taglio, questo non lo so…

  8. @Bienk
    “Mikkel is a ‘gipsy-brewer’, who brews at different breweries in Denmark, around Europe and the United States.”
    Direi che è un birraio in stile Open;-)

  9. Tyrser vorrai dire folk-gipsy-brewer 😉

  10. l’etichetta della Tiger Tripel è quasi più brutta della brigant http://www.bienmanger.com/images/genre/1441-0w300h300_Brigand_Strong_Blond_Beer.jpg

  11. C’è però da dire comunque che la Beer Geek Brunch, al di là del Kopi Lowak, è davvero una bvirra superlativa e basta berla per farsi un’idea..

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