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Birra dell’anno 2017: risultati e commenti

Foto: Mondobirra

Non possiamo cominciare la nuova settimana senza parlare dei risultati di Birra dell’anno, il concorso di Unionbirrai che si è tenuto negli scorsi giorni e i cui risultati sono stati svelati sabato pomeriggio. Come sempre l’evento è stato accompagnato dall’immancabile carrozzone di opinioni e polemiche, che nascono – in maniera anche un po’ fisiologica se vogliamo – dall’incompatibilità che esiste tra assaggi effettuati alla cieca da una parte e considerazioni basate sul marchio dall’altra. L’effetto è che le aspettative del pubblico non sempre vengono rispettate, soprattutto perché fa più scalpore un risultato inatteso (nel bene o nel male) che decine di conferme nella varie categorie.

Per fare il punto della situazione direi che è il caso di ricapitolare tutti i riconoscimenti assegnati in quel di Rimini:

Cat. 1 – Chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione tedesca e ceca
1 – Birra Mastino – Milledue91
2 – Birrificio Artigianale Leder – Bugatina
3 – Birra Eretica – Luppolina

Cat. 2 – Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione angloamericana
1 – ECB – Eternal City Brewing – DEA
2 – Birrifcio Mazapegul – Millemosche
3 – Birrifcio Mazapegul – Curva Mare

Cat. 3 – Chiare e ambrate, fermentazione ibrida, basso grado alcolico
1 – Birrificio 61cento – ELK
2 – StaBräu – Epsilon
3 – Birrificio Benaco 70 – Kölsch

Cat. 4 – Ambrate e scure, bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca
1 – Birrificio Val Rendena – Brenta Bräu Special Winter Zeit
2 – Birrificio 4Mori-  Pozzo 9
3 – Birra Elvo – Schwarz

Cat. 5 – Bassa fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione tedesca
1 – Statalenove – J and B
2 – Birra Elvo – Doppel Bock
3 – La Birra di Meni – Siriviela

Cat. 6 – Alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione anglosassone
1 Rocca Dei Conti Bronzo
2 Birrificio BioNoc’ Nociva
3 Birrificio dei Castelli Palmares

Cat. 7 – Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (IPA)
1 P3 Brewing Company 50 Nodi
2 B Four Beer Devil
3 Birrificio Valcavallina Albarossa

Cat. 8 – Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American Pale Ale)
1 CR/AK Brewery Hop Series – HS14
2 Foglie d’Erba Hopfelia
3 77 Biscuits Brewing Co. Valstagna

Cat. 9 – Chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American IPA)
1 Birrificio Porta Bruciata Orifiamma
2 Hammer Wave Runner
3 CR/AK Brewery Hop Series – HS15

Cat. 10 – Chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana
1 Foglie d’Erba Freewheelin’
2 Birrificio dei Castelli Damnatio Memoriae
3 Birra Bellazzi Alley hop

Cat. 11 – Specialty IPA
1 Birrificio Calibro22 Buco Nero
2 Birrificio Vecchia Orsa Rye Charles
3 Birra Ebers Hopsfall

Cat. 12 – Strong Ale di ispirazione angloamericana
1 Birrificio Mezzopasso Millican Extra
2 Birrificio 26 Nero Guadagnata
3 Batzen Colonial

Cat. 13 – Scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione angloamericana
1 Birrificio 61cento Koi
2 Mukkeller Corva Nera
3 San Girolamo Sassaia

Cat. 14 – Scure, alta e bassa fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana
1 No Tomorrow Craft Beer hop’n’hel
2 Birrificio 24 Baroni Nera
3 P3 Brewing Company Turkanara

Cat. 15 – Alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana (Barley Wine)
1 Birrificio Baladin Lune
2 Piccolo Birrificio Clandestino Fortezza Nuova
3 Birrificio Baladin XYAUYU’

Cat. 16 – Birre con frumento maltato, di ispirazione tedesca
1 Birrificio Italiano B.I.-Weizen
2 BiRen Extra-Charlotte
3 BiRen Charlotte

Cat. 17 – Blanche / Witbier
1 Birrificio Manerba Fiordalisa
2 La Petrognola Bianca
3 ANBRA – Anonima Brasseria Aquilana LaBlanche

Cat. 18 – Chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione belga
1 ex-aequo Birrificio Baladin Nazionale
1 ex-aequo ‘A Magara Trupija
3 ECB – Eternal City Brewing Arvalia

Cat. 19 – Saison
1 Railroad Brewing Company Stai Sereño
2 Birra Bellazzi Jana
3 Il Birrificio dell’Aspide Belle Saison

Cat. 20 – Chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga
1 Il Birrificio dell’Aspide Nirvana
2 Birrificio Manerba La Rocca
3 Birrificio del Forte La Mancina

Cat. 21 – Scure, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga
1 Birrificio Birranova Primatia
2 The Brave Dottor Balanzone
3 Rubiu Moresca

Cat. 22– Spezie, caffè e cereali, alta e bassa fermentazione 
1 RentOn Yellow Summer Ale
2 Birrificio la Diana Piccarda
3 Birra Losa D’Dog Imperial Stout

Cat. 23 – Affumicate, alta e bassa fermentazione
1 Lucky Brews Winternest
2 Birrificio Abusivo 70%
3 Birra Vezzetti – club 23 Bronzo Bruno

Cat. 24 – Affinate in legno, alta e bassa fermentazione
1 ex-aequo Birrificio Baladin Xyauyu’ Barrel
1 ex aequo Birrificio Gjulia Barley Wine
3 Batzen Old Hand

Cat. 25 – Birre alla frutta, alta e bassa fermentazione
1 Birrificio Italiano Scires BRQ 13-14
2 Birrificio Lariano Cactus Pear
3 Birrificio Birranova Magic key

Cat. 26 – Birre alla castagna, alta e bassa fermentazione
1 Birrificio Aleghe La Brusatà
2 La Gastaldia Combaiota
3 Oldo Castaepura

Cat. 27 – Birre Acide
1 Birrificio BioNoc’ Impombera 2016
2 Birrificio Irpino Gose Bone
3 Fabbrica della Birra Perugia Isterica

Cat. 28 – Birre al Miele
1 La Tresca Sybarys
2 Birrificio Oltrepò Castana
3 La Birra di Meni Nardons

Cat. 29 – Italian Grape Ale
1 La Fenice Brut Ira
2 Birrificio Un Terzo Sciatò Margot
3 BiRen Sabine

A conferma di quanto espresso precedentemente, prendiamo le categorie più popolose e più in vista: quelle rappresentate dalle varie declinazione di IPA. Ebbene fa molto più chiacchierare l’oro del giovane Porta Bruciata tra le American IPA con la sua Orifiamma – poco importa se in pochissimi l’hanno realmente assaggiata – piuttosto che i tanti riconoscimenti andati a nomi ampiamente consolidati. Tanto per citare qualcuno: Cr/ak (oro con la HS14 nelle APA, bronzo con la HS15 nelle American IPA), Foglie d’Erba (oro con la Freewheelin’ nelle DIPA, argento con l’Hopfelia nelle APA), Hammer (argento con la Wave Runner nelle American IPA), P3 Brewing (oro per la 50 Nodi nelle IPA), Valcavallina (bronzo con l’Albarossa nelle IPA). Considerando il numero di birre iscritte in queste categorie, direi quindi che i risultati di Birra dell’anno non sono così fuori dalla realtà come qualcuno afferma. Basta tener conto della visione generale e non della singola eccezione.

Allo stesso modo bisognerebbe tener conto del regolamento per commentare l’assegnazione del premio Birrificio dell’anno, andato a Baladin. Come spiegato a più riprese, questo riconoscimento è conferito in maniera “matematica”, contando il valore dei piazzamenti nelle varie categorie. È come se venisse individuato un “vincitore del medagliere”, tenendo in considerazione tutti i premi del concorso. Come in passato, Baladin ha costruito la sua vittoria nelle categorie in cui non conosce rivali: Barley Wine (oro con la Lune e bronzo con la Xyauyù) e affinamenti in legno (oro con la Xyauyù Barrel). Il riconoscimento che però gli ha permesso di mettere in fila tutti gli altri partecipanti e portare a casa il trofeo finale è stato l’oro della Nazionale tra le Blond Ale, birra prodotta con soli ingredienti italiani che riceverà da questo premio una bella spinta in termini di marketing. Per il resto secondo me rimane il solito “bug” del concorso: Baladin vince soprattutto grazie a birre straordinarie, ma anche molto particolari e piuttosto costose; una caratteristica che a livello comunicativo lascia percepire la birra artigianale italiana come un prodotto di élite.

Sottotono invece la prestazione del precedente Birrificio dell’anno, quel Birra Perugia che lo scorso anno aveva scombinato le carte conquistando un riconoscimento che fino ad allora era stato a esclusivo appannaggio di nomi storici del movimento. Luana Meola quest’anno deve accontentarsi solamente di un bronzo, arrivato con l’Isterica tra le birre acide, e di una menzione d’onore tra le Golden Ale (con la Perujah). Una consolazione che però sono convinto sia stata accettata con grande entusiasmo – l’Isterica secondo me è una tra le migliori acide in Italia.

Spulciando gli altri risultati salta all’occhio l’ottima performance dei birrifici isolani: da alcuni anni la Sardegna accompagna l’altro consumo pro capite di birra con la presenza di alcuni microbirrifici davvero interessanti; la Sicilia, dopo un lungo periodo di anonimato, sembra finalmente pronta a emergere con alcuni produttori validi. Nel Meridione troviamo conferme importanti, come Birranova (oro con la Primatia tra le Belgian Dark Strong Ale e bronzo con la nuova Magic Key tra le birre alla frutta) e Birrificio dell’Aspide (oro con la Nirvana tra le Belgian Golden Strong Ale e bronzo con la Belle Saison tra le Saison). Per quanto riguarda il Nord Italia, spicca il risultato dei birrifici trentini che si aggiudicano in totale due medaglie per tipologia grazie alle affermazioni di Leder, Batzen, Val Rendena e soprattutto Bionoc (oro con l’Impombera nelle acide e argento con la Nociva nelle Bitter).

Ottimo il riscontro arrivato dai birrifici del Centro Italia.  A dir poco clamoroso il risultato del giovane marchigiano 61cento, capace di ottenere ben due ori: il primo con la Koi (categoria Stout), il secondo con la Elk (categoria Kölsch e Alt). Molto bene anche Eternal City Brewing (oro con la Dea nelle Golden Ale e bronzo con l’Arvalia nelle Blond Ale) e Birrificio dei Castelli (argento con la nuovissima Damnatio Memoriae nelle DIPA e bronzo con la Palmares nelle Bitter). Tra i nomi storici emerge l’ottimo risultato del Birrificio Italiano, anch’esso capace di portare a casa due ori (BI Weizen nelle Weizen e Scires BRQ 13-14 nelle birre alla frutta). Tra i più titolati entra anche Biren, che quest’anno non ha ottenuto primi posti – lo scorso anno furono due, entrambi con basse fermentazioni – ma ha comunque conquistato tre medaglie (un argento e due bronzi). Da sottolineare anche l’ottimo risultato di Manerba, con un oro (Fiordalisa tra le Blanche) e un argento (La Rocca tra le Belgian Golden Strong Ale).

Per il resto vi consiglio di consultare il documento pubblicato da Unionbirrai in pdf. Questa edizione 2017 di Birra dell’anno si chiude con alcune sorprese, ma anche tante conferme. L’ampliamento nel numero delle categorie ha reso la valutazione delle birre più coerente, così come alcune innovazioni hanno reso più agevole il lavoro della giuria – ero uno tra i 72 giudici presenti. Chiaramente di anno in anno ci sono alcune modifiche da tenere in considerazione, ad esempio bisognerebbe cominciare a ragionare sull’accorpamento delle birre alle castagne con quelle con spezie, perché come categoria indipendente non è più tanto giustificabile – le birre inserite in quella tipologia sono sempre di meno. L’unica pecca, al momento, è l’assenza di alcuni importanti birrifici italiani, che preferiscono non iscrivere le loro produzioni. Ma su quello Unionbirrai non ha responsabilità e anzi va plaudito il lavoro di tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa immensa iniziativa. Al prossimo anno.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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18 Commenti

  1. Andrea, non dimenticare il Trentino che credo sia la prima volta che porta a casa così tante medaglie (2 ori, 2 argenti e due bronzi) con l’ottima prestazione di Bionoc’, con ben due medaglie, al pari di Manerba e Foglie d’Erba.

  2. Andrea, il tuo ragionamento sulla rispondenza dei risultati alla visione generale è assolutamente condivisibile. Tuttavia, è normale che molti che si reputano “conoisseurs” rimangano sbigottiti trovando outsider assoluti sul podio, soprattutto per quelle categorie che vanno per la maggiore (IPA, APA, AIPA… ma anche pils).
    Questo qualche riflessione la stimola.
    Noi, “popolo della birra artigianale”, ci stiamo “incistando” troppo sui soliti nomi? Ci stiamo “imborghesendo” e non abbiamo più il gusto di scoprire nuove firme, salvo rarissimi casi accompagnati da un hype clamoroso?
    Può darsi che tante piccole realtà siano meritevoli almeno quanto i grandi nomi… e mi auguro, per tutti noi che amiamo bere, che questi possano trarre giovamento da una cassa di risonanza del genere.
    D’altronde, però, anche in passato risultati non pronosticati ci sono stati, ma non sempre sono stati premiati dal mercato. Credo che un po’ di scetticismo sia giustificabile.
    Insomma, ormai siamo tutti curiosissimi di assaggiare questa Orifiamma 😉

    • Andrea Turco

      Che le sorprese attirino l’attenzione è fisiologico, che però vengano tenute in considerazione solo quelle per sostenere la non autorevolezza di un concorso è un altro discorso, soprattutto quando ci sono dati a confutare questo ragionamento.

      Le novità incuriosiscono anche me e le dinamiche del mercato sono strane… non sempre premiano le birre migliori.

      E in ultimo sì, può anche capitare che da un podio esca una birra senza senso, per mille motivi.

  3. Personalmente credo che il livello produttivo e qualitativo del settore birre artigianali sia molto cresciuto ed è la ragione per cui ci sono tanti premi a birrifici poco conosciuti. La conoscenza che la gente ha dei birrifici spesso è quella che viene portata avanti da alcuni, siano gruppi fb, distributori o passa parola, ed il marketing di molte aziende è ancora embrionale per penetrare questa cortina. Sarebbe auspicabile una comunicazione fatta da più soggetti diversi e non esclusivamente dai soliti noti , nel vino , che per alcuni aspetti non è il migliore esempio , ci sono numerose guide e tanti pareri diversi, penso dobbiamo crescere in quest’aspetto e rappresentare in maniera indipendente e più dettagliata la pluralità del mondo artigianale .
    Per il resto niente da dire sul concorso, la cieca garantisce una certa imparzialità..è sempre una bella occasione di confronto.

  4. E’ molto semplice. Gli organizzatori, a partire dalla prossima edizione, dovrebbero evitare di assegnare il titolo di “Birrificio dell’anno”. Perchè con questo sistema balordo, continuerà a vincerlo quel birrificio piemontese di cui ora non rammento il nome…

  5. Andrea "Xodc" Crippa

    Andrea, ti ringrazio a titolo personale per il plauso a chi sta dietro le quinte. Non siamo eroi, sia chiaro. Ma siamo appassionati che vogliono far sì che ogni anno sia meglio del precedente. Sono arrivato a casa sfiancato ma felice (da 6 edizioni sempre più sfiancato e sempre più felice) e già con idee per migliorare la prossima edizione che dovranno ovviamente essere condivise con il resto dello staff. Alcune di quelle idee le ho ritrovate nella tua lucida analisi.
    Mi permetto di aggiungere una cosa sulla “Hop’n Hell” di No Tomorrow Beer che ha vinto l’oro nella categoria 14: è una birra nata su idea della Compagnia del Luppolo per commemorare (o forse e meglio dire che è un tributo) il grande AdriMetal ed Andrea Semilia, presidente della Compagnia, l’ha prodotta. Per chi ha conosciuto Adri come me, Gember, Simonmattia e centinaia tra appassionati e birrai non può che essere un qualcosa che resterà nei nostri ricordi.

    • Andrea Turco

      Grazie Andrea. Purtroppo non ho avuto modo di conoscere molto AdriMetal, quindi ho evitato di unirmi in modo ipocrita a chi invece con lui ha condiviso serate e bevute, come te, Giorgio, Simonmattia e tanti altri. Il tuo contributo al riguardo (come altri che ho letto in questi giorni) è molto toccante.

  6. Io di birre ne ho bevute tantissime, ma se vince l’oro la nazionale baladin tra le blend Ale allora vuol dire che non ci capisco niente….oppure….

  7. Ma le menzioni d’onore dove sono state comunicate?

  8. Da sottolineare il risultato del Birrificio Mazapegul. Piazzare due birre sul podio nella categoria 2 è un gran colpo…

  9. Sottolineo orgogliosamente il risultato complessivo della mia regione.
    Nelle Marche (un milione e mezzo di abitanti) tre ori, due argenti e un bronzo ripartiti su quattro birrifici. Più un tre menzioni.
    Il tutto ottenuto senza il consueto apporto di MC77.

  10. Contentissimo per il birrificio dell’aspide ed in particolare per l’oro conquistato con la nirvana, meritatissimo. La provai alla prima edizione di eurhop e mi piacque tantissimo, secondo me una delle migliori interpretazioni dello stile a livello italiano. Purtroppo non ho più avuto occasione di provarla, spero che ora diventi più facile reperirla per poter rimediare al più presto.
    Ancora complimenti al birrificio e ad Andrea per le notizie sempre puntuali

  11. Troppe categorie, sminuisce i riconoscimenti.

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