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Birre sotto l'albero: il mio report

Eccoci qui, di nuovo operativi dopo il “ponte” dell’Immacolata, che per il sottoscritto è stato quasi totalmente monopolizzato da Birre sotto l’albero. Che dire, è stata una due-giorni bellissima, scandita da tante buone birre, ma soprattutto dalla compagnia degli amici e di nuove conoscenze. Via Benedetta a Trastevere è stata letteralmente invasa da una marea di appassionati e curiosi, che si è fusa con la solita, immensa folla del fine settimana. Ogni centimetro quadro del Ma che siete e del bir&fud è stato occupato da clienti assetati, registrando un’affluenza indescrivibile.

Passando al piatto forte dell’evento, bisogna dire che tutte le birre presenti alla spina hanno fatto la loro porca figura. La più attesa, la belga De Dolle, ha inizialmente un po’ deluso le aspettative, sebbene si sia presentata da subito come un prodotto eccellente. Il secondo giorno, invece, si è rivelata in tutta la sua maestosità, dimostrando di essere quel prodotto complesso e profondo che tutti abbiamo imparato a conoscere negli anni (almeno in quelli più fortunati). Le altre belghe hanno fatto un figurone: nonostante la Pere Noel fosse un po’ sottotono, le restanti hanno strabiliato tutti gli amanti delle birre natalizie. A parte i nomi noti, ho apprezzato molto la Tjeeses di Struise, un produttore che ultimamente mi stava lasciando un po’ perplesso.

Continuando con le produzioni straniere, la Paradox ha ancora una volta fatto invaghire di sè gli amanti delle birre particolari, imponendosi come perfetto anello di congiunzione tra birra e whisky. Meno apprezzabile ho invece trovato la natalizia della danese Beer Here: non me ne voglia Chris Andersen, ma questa Jule IPA richiede ancora un lungo perfezionamento. Niente di grave però, conoscendo l’abilità dell’ex-birraio della Olfabrikken e la giovinezza di questo suo nuovo progetto.

Passando alle italiane, erano tutte (o quasi) in grandissima forma. Su tutte ho gradito la Stella di Natale di Troll e la XTrem del BI-DU, mentre tra le “eccezioni” al carattere natalizio delle spine, la Mummia di Montegioco ha davvero sorpreso i presenti. Solita costanza di rendimento poi per Baladin (Noel), Birra del Borgo (25 dodici) e Ducato (Krampus).

Fantastici i due laboratori condotti da Kuaska, incentrati ognuno su 5 birre tra quelle presenti alla rassegna (più alcune sorprese), abbinate a grandi salumi e fantastici formaggi. Pubblico come sempre attento e partecipe e – dettaglio non da poco – composto da tanti neofiti. La partecipazione dei birrai ha inoltre rappresentato un valore aggiunto preziosissimo: impossibile non sottolineare l’importanza della presenza di Dano del Troll, Riccardo di Montegioco, Emanuele del Ducato, Gennaro di Amiata, Maurizio di Scarampola, nonché, ovviamente, Leonardo Di Vincenzo della Birra del Borgo (indimenticabile il suo aneddoto su De Dolle durante la degustazione domenicale).

Insomma una rassegna eccezionale, un fine settimana passato alla grande. Complimenti allo staff dei due locali, che hanno creato questo splendido evento e che hanno permesso agli appassionati, in un colpo solo, di assaggiare tante birre difficili da trovare alla spina. Ma la bellezza della manifestazione non si è certo esaurita con le birre: è l’atmosfera vissuta in questi due giorni a dare il senso della grandezza di Birre sotto l’albero. Al prossimo Natale…

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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5 Commenti

  1. Ecco un neofita dei laboratori! Mi unisco ad Andrea per ringraziare tutti quelli che sono riusciti a organizzare una due giorni del genere, oltre a tutti i birrai in prima linea che sono venuti a dare personalmente un contributo prezioso e ovviamente Kuaska. Permettendomi un’opinione personalissima, solito grazie a Leonardo per un’altra birra antologica (mai sentiti profumi così), grande Riccardo di Montegioco (raramente non stupisce) e mi unisco all’alto voto per la fantastica XTream. Un pò perplesso per la San Niccolò, la forte aromatizzazione alla lunga mi è sembrata un pò eccessiva (la cannella offuscava quasi tutto il resto). Ci si vede lì come sempre per altri brindisi (mica dobbiamo per forza aspettare solo le occasioni!) E di nuovo complimentoni!

  2. Uh, sto ancora a gode…dopo una difficile sopravvivenza non basterebbero le parole per ringraziare tutti per questa splendida occasione di stare insieme, non dimenticherei il grande Maurizio di Scarampola, grandissima persona!
    Grande la 25/12 di Leo, ma mi trovi discorde sulla Jule IPA…sbattutissima il primo giorno (arrivata in auto da Rieti alle 15…) e molto “sporca” a naso, l’ho trovata ottima il secondo giorno, aspetto con ansia altre sue produzioni. Grande XTrem e Mummia…Vorrei avere Riccardino sul comò ogno giorno che mi sveglio, sarebbe una giornata migliore…ho il comodino troppo piccolo…
    E’ vero però che l’entusiasmo di chi lavorava e di chi ha partecipato ha reso l’evento in dimenticabile, al di là delle birre proposte, come indimenticabile sarà lo svedese rimorchiato precedentemente al Bruxellensis e sceso giù appositamente…alle 2 stava già lì a tracannarsi una Reale Extra, è andato via alle 22 barcollando, mentre maledicevo Ibrahimovic

  3. Ciao Andrea, concordo pienamente nella tua analisi e l’ esperienza vissuta nel week end credo non possa essere dimenticata. Per noi che siamo poi un piccolo birrificio di nuova nascita (abbiamo solo due anni..)è stata un esperienza molto costruttiva. Trovarsi accanto a dei mostri sacri della birra italiana è davvero emozionante e anche per chi non conosce la birra artigianale, se anche per caso si fosse avvicinato al macche o bir&fud non può certo essersi dimenticato di quello che è successo sabato e domenica. Comunque vorrei anche sottolineare che eventi del genere sono davvero interessanti e formativi, nel senso che una due giorni così è molto più coinvolgente di una semplice fiera della birra. Da quando abbiamo aperto, infatti questa è stata senza dubbio l’ unica esperienza “illuminante”, dove la conoscenza con altri birrai e anche appassionati hanno contribuito a creare un clima utilissimo e l’ occasione per confrontarsi da cui si impara sempre qualche cosa. Se mi permetti è quello che un piccolo birrificio chiede quando entra a far parte di un associazione e mi auguro che anche quella di cui facciamo parte adotti questo tipo di eventi per promuovere la birra artigianale in tutta italia e non solo al nord, affinchè questo movimento possa crescere e i piccoli possano imparare stando accanto a chi ha molta più esperienza, senza che si vada ognuno per conto suo. E’ ovviamente una proposta, mi rendo conto che il lavoro fatto dai ragazzi del macche, b&f e dzr non sia stato semplice e al quale va il mio plauso, ma è pur sempre un iniziativa di privati e non dell’ Associazione preposta che ovviamente ha molte difficoltà organizzative, ma che non può non tenere conto delle esigenze di chi si avvia a questa professione, spero davvero che la nuova struttura possa tenerne conto. Detto questo, credo che assaggiare birre come la de dolle (magari prima dell’ esposizione di leo e Kuaska..)sia stato emozionante, anche se, dal mio modesto parere, credo che le birre italiane siano le migliori per far innamorare il pubblico neofita a questo mondo, forse per la loro semplicità e facilità di beva, mentre le belga e straniere in genere le lascerei ad un pubblico più avvezzo alla ricerca di gusti e sensazioni particolari. L’ una non esclude l’ altra, ma ho visto persone che dai laboratori uscivano chiedendo birre italiane come la Krampus o la stella di natale di troll che anche io ho apprezzato molto.Tu che ne pensi?

  4. Mi aggiungo ai complimenti, riportando qui il mio commento su altro forum riguardo all’ebento:

    Dunque, GRAN BELLA SERATA!!

    Non avevo mai assaggiato le Birre di Natale e devo dire di essere rimasto affascinato dallo stile. Kuaska -che ha tenuto la degustazione- è stato come al solito un vero Maestro nel condurre i partecipanti per mano nell’analisi di ogni singola birra. Mi sono piaciute TUTTE, anche se devo mettere in cima alla lista La Mummia (birrificio Montegioco), 23dodici (Birrificio del Borgo) e Struise – Tsjeeses.

    Tutte le birre ottimamente abbinate ai cibi previsti. Qui devo dire che ho davvero GODUTO COME UNA SCIMMIA (scusate il tecnicismo ). Formaggi e salumi PARADISIACI, in particolare una specie di ventresca spalmabile che…….aaaaaaaaaarrrrrrrrrggggggghhhhhhhh!!!!!!! La rivoglio!!!!!!!!!!

    va bè, mi contengo…..

    comunque, ripeto GRAN BELLA SERATA!! Non è un caso che, dopo due ore tra autobus e treno, al mio ritorno a casa il sorriso stampato in faccia era ancora lì a testimonianza ( e non ero ubriaco!! )

    ciao

    Tony

    http://www.tonysbeer.splinder.com

  5. Andrea Turco

    @Gennaro
    La possibilità per i birrai di confrontarsi è fondamentale per il movimento tutto e lo ritengo un elemento in grado di valorizzare molto una manifestazione. Secondo me dovrebbe essere un punto fermo di ogni evento birrario, grande o piccolo che sia, ma certo non sempre è facile riuscirci. Sono felice che Birre sotto l’albero sia stato da questo punto di vista molto prezioso per chi la birra la fa.
    Sul discorso del target delle birre… non ho capito se ti riferisci a quelle natalizie in particolare o a tutte in generale. A livello di “complessità” anche noi ci difendiamo bene, poi ognuno troverà la sua tipologia di birra con cui scoprire il mondo artigianale… A presto!

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