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Il flop dell’Oktoberfest 2016, tra terrorismo, pioggia e inflazione

Come forse saprete, proprio in questi giorni è in corso a Monaco di Baviera l’immancabile Oktoberfest, la più grande fiera del mondo (non solo per la birra). Questa del 2016 è sulla carta un’edizione molto importante, perché cade in concomitanza con i 500 anni del Reinheitsgebot, la Legge della Purezza che in qualche modo identifica la tradizionale birra bavarese (e tedesca più in generale). Nonostante i presupposti, tuttavia, i risultati dell’Oktoberfest fino a oggi sono abbastanza deludenti, con un’affluenza che in molti – forse esagerando – considerano dimezzata e che comunque appare lontana dalla media di 6 milioni di visitatori raggiunta nelle ultime edizioni. Sebbene possa sembrare strano per un sito che si chiama Cronache di Birra, qui abbiamo affrontato l’argomento Oktoberfest solo in rari casi, principalmente perché le birre presenti sono tutte di stampo industriale. Però ogni tanto vale la pena tornarci sopra, specialmente quando è il pretesto per un’analisi non solo birraria.

Dicevamo di un’affluenza in forte calo, ma qual è il motivo principale? Per molte testate giornalistiche (come Repubblica) la risposta è lapalissiana: la paura di attacchi terroristici. In effetti prima ancora del suo inizio era chiaro che l’edizione 2016 sarebbe stata blindata: i controlli ci sono sempre stati, ma rispetto al passato sono stati rafforzati e per la prima volta è proibito accedere al parco principale (il Theresienwiese) con zaini o borse di dimensioni superiori a 20 cm. Se avete intenzione di partecipare siete quindi avvertiti, e considerate anche che di conseguenza dovrete sopportare file più lunghe a causa di perquisizioni obbligatorie.

Il motivo di tanta attenzione è ovviamente da ricercare nella recente ondata di attentati che hanno scosso l’Europa e dei quali anche Monaco è stata tristemente protagonista: tutti ricorderete l’incredibile sparatoria dello scorso luglio nei pressi del centro commerciale OEZ. Sarebbe questa la causa del crollo nelle visite all’Oktoberfest, che nella prima settimana ha registrato un numero di partecipanti dimezzato rispetto alla media dello stesso periodo (1 milione). E così le scene di delirio di gente tipiche del festival sono solo un ricordo: i posti liberi all’interno e all’esterno dei tendoni non si contano, almeno nelle ore meno caotiche. Un risultato che probabilmente in pochi avevano previsto, nonostante gli eventi degli ultimi mesi.

La lettura sarebbe dunque molto triste se non ci fossero almeno altri due motivi a spiegare i deludenti numeri dell’Oktoberfest 2016. Il primo è semplicemente di tipo meteorologico. Come riportato dall’agenzia Agi, sarebbero state proprio le forti piogge che si sono abbattute sulla città bavarese a ridurre il numero di visitatori nel primo fine settimana della manifestazione. Problema che lo stesso sindaco di Monaco, Dieter Reiter, ha chiamato in causa per cercare di placare le proteste di espositori e giostrai, particolarmente danneggiati dalla situazione.

Il secondo motivo, se vogliamo più importante nel lungo termine, è il costo della birra, lievitato pesantemente negli ultimi anni. Oggi un mass da un litro all’Oktoberfest costa oltre 10 euro e se vi può sembrare un prezzo equo è perché dovete compararlo con gli standard della Baviera, dove è decisamente più basso. Il problema dell’inflazione è sentito da tempo, tanto che già nel 2011 vi raccontai come i costi per partecipare alla festa fossero cresciuti del 3,3% rispetto all’anno precedente. E all’epoca si pagavano ancora “solo” 9 euro per un litro di birra: a distanza di 5 anni c’è stato un ulteriore aumento, tanto da spingere molti visitatori a desistere dal partecipare.

Dunque a influire sulla bassa affluenza ci sarebbero non solo i timori per attacchi terroristici e i controlli serrati agli ingressi, ma anche i prezzi in ascesa e più banalmente le condizioni meteorologiche non propriamente favorevoli. Se anzi analizziamo la natura delle cause, l’unico vero problema consolidato è rappresentato dall’inflazione, che persiste da diverse edizioni: il meteo infatti non è controllabile, mentre il discorso relativo al terrorismo è – speriamo! – solo temporaneo.

A noi appassionati di birra artigianale l’Oktoberfest interessa davvero poco, però se davvero è il terrorismo la vera causa del suo insuccesso, allora dovremmo preoccuparci. Come scrissi a marzo nel giorno degli attentati di Bruxelles, niente e nessuno dovrebbe impedirci di girare il mondo, divertirci o alimentare le nostre passione, anche quando l’argomento principale è la birra. Per questa ragione voglio sperare che siano altre le cause del flop e che alla fine della fiera l’affluenza non sarà così negativa.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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6 Commenti

  1. Nello scorso we sono stato a Monaco per la 16a volta (17 contando un anno a Stoccarda). Purtroppo quello che scrivi è vero per quanto riguarda l’affluenza. Impensabile, ogni altro anno, entrare e sedersi in 5 (pur su tavoli vicini) alle 16 del sabato pomeriggio. Poi dentro le tende e nei viali l’atmosfera è quella splendida di sempre e spazi davvero vuoti non ce ne sono.
    Detto questo, penso che sia soprattutto la questione attentati ad aver abbassato il numero di visitatori: il tempo è tornato bellissimo (davvero: ho messo la felpa solo alla sera. All’Olympiapark i miei amici – ancora sobri – si sono messi a torso nudo) mentre l’inflazione… è purtroppo messa in conto… Ogni anno va così, la birra costa quei 20/30 cents in più… (nei due tendoni Paulaner era 10,55 e 10,60, per la… Cronaca di birra)

  2. I fattori prezzi/terrorismo secondo me non sono una spiegazione.

    A Stoccarda la Volksfest è strapiena (la scorsa settimana avevo infatti provato a cercare, per l’8-9 ottobre, 2 ingressi aggiuntivi rispetto a quelli che avevo prenotato già da marzo e mi hanno detto che il tendone era tutto esaurito): eppure anche lì la birra viaggia a 10,20 € al litro ed il pericolo terrorismo credo sia comunque avvertito.

    Resterebbe il fattore “pioggia”. Ma la spiegazione che mi sono dato è diversa: ossia che la gente forse inizia a capire che non vale la pena andare a Monaco durante l’Oktoberfest.

    Normalmente a Monaco – città magnifica dal punto di vista turistico – le occasioni per bere in contesti comunque folkloristici non mancano: mentre in quel mese la città diventa praticamente invivibile, con un sovraffollamento del tutto caotico (per non parlare degli hotel che raddoppiano i prezzi). La Volksfest di Stoccarda invece è meno famosa e, quindi, meno “assalita”: il che porta soltanto ad un piccolo “aggiustamento” dei prezzi degli hotel (invece che al loro raddoppio) e, per questo, riesce a “tenere botta”.

  3. 10€ per un tipo di birra del genere sono un furto.
    Non ci vado da un sacco di tempo, l’ultima volta credo di non aver pagato più di 8€… verificherò.

    Tra le migliori io sapevo ci fosse l’Augustiner, confermi? 🙂

  4. Augustiner è uno signor birrificio e per darvi l’idea dell’unicità è l’unico produttore che non rende mai pubblico (nemmeno nel bilancio!!!) quanta birra produca… con segreti custoditi gelosamente. non a caso uno dei pochi grandi in solide mani familiari e della fondazione della Familia (Wagner) …. ah… non cambiano etichette da 20 anni … non cambiano bottiglia …. e non hanno mai fatto pubblicità.. con selezione maniacale dei bar dove servire… nzomma cose fatte bene… all’O.F. sono gli unici con i barili di legno stile franconia..
    Buona Bauarbeiterhalbe!

  5. Da trent’anni vado a Monaco per l’ Oktoberfest, con esclusione del 2001 per il noto triste 11 Settembre.
    E da trent’anni piove, non mi è mai capitato, tranne forse un anno o due, di trovare sole per tutta la durata del mio soggiorno che sono sempre 5 giorni. Quindi non c’entra il tempo.
    La colpa è dei prezzi proibitivi degli hotel e dei tendoni.
    Anche gli habituè come me forse si sono un po’ stancati, ma ne vale sempre la pena.
    Non dimentichiamo poi che oltre all’area del Theresien c’è il Viktualienmarkt dove la birra si gusta in ogni momento.

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