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Fratelli e sorelle, abbiamo il decimo trappista. E arriva da molto lontano…

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Spencer-Trappist-Ale-960x866Negli ultimi tempi le notizie provenienti dal mondo della birra trappista si sono moltiplicate visibilmente, a causa soprattutto dei nuovi ingressi (tentati o riusciti) nello stretto novero dei birrifici cistercensi. L’ultimo aggiornamento in materia risale allo scorso giugno, quando annunciai la prima birra dell’olandese De Kievit, nono produttore trappista al mondo. A distanza di qualche mese però il numero va già rivisto, perché proprio in questi giorni è stato svelato un nuovo birrificio capace di applicare sulle sue etichette il famoso esagono “Authentic Trappist Product”. Si tratta della Spencer Brewery, situata all’interno dell’abbazia di St. Joseph. Il marchio prende il nome dalla città in cui sorge il monastero, cioè Spencer, Massachussets. Proprio così, stavolta non si tratta di un pesce d’aprile 🙂 : il decimo birrificio trappista del mondo è americano.

In realtà le voci di un possibile birrificio trappista statunitense si rincorrevano da anni, ma erano sempre apparse come semplici illazioni. La svolta ci fu a maggio dello scorso anno, quando, in un documento ufficiale della città di Spencer (qui il pdf), fu riportata la richiesta di un permesso da parte dell’abbazia per la creazione di un impianto brassicolo. In quel caso si faceva espressamente riferimento alle “birre trappiste”, lasciando immaginare che i frati avrebbero in futuro applicato il relativo bollino sulle loro etichette.

Da allora la vicenda si è sviluppata velocemente e, come si può leggere su I think about beer, la prima birra del birrificio Spencer sta per vedere la luce grazie all’affiancamento del birrificio Chimay. Etichetta e retroetichetta sono state svelate negli scorsi giorni, rivelando alcune preziose informazioni: il nome è semplicemente Spencer Trappist Ale e si tratta presumibilmente di una Belgian Ale (“Pater”), di colore dorato e gusto pieno, ricca di note fruttate ma anche secca e delicatamente luppolata. Cosa più importante, in retroetichetta è ben visibile l’esagono che eleva la birra allo stato di autentico prodotto trappista – riconosciuto cioè come tale dall’Associazione Internazionale Trappista.

In realtà sul sito di quest’ultimo soggetto il birrificio Spencer non appare in elenco, cosa che tuttavia è comune anche al già citato De Kievit. Tuttavia in una recente news l’associazione ha dato il benvenuto al monastero, che già commercializza alcune “conserve trappiste”. Curiosamente in una newsletter dell’associazione risalente a poco più di un anno fa e già citata sul forum di Beer Advocate, si poteva leggere quanto segue:

Negli ultimi 10 o 15 anni le birre dei birrifici trappisti belgi e olandesi hanno acquistato crescente popolarità tra gli appassionati degli Stati Uniti. Ogni volta che un privato, un prodotto o un servizio diventa largamente stimato, accade che venga emulato. […] Tuttavia c’è un numero crescente di birrifici commerciali negli USA che usa la parola “Trappista” o qualche variazione sul tema, per denominare o descrivere certe loro birre. Questo preoccupa i frati che producono birra nei monasteri trappisti, perché “trappista” non è uno stile di birra, ma un denominazione di garanzia di provenienza! […] Forse un giorno aprirà un birrificio trappista americano, ma fino ad allora, e se mai questo accadrà, nessuna birra brassata in loco può annoverare la definizione di “trappista”.

Questa precisazione può suonare come una beffa per Spencer, visto che tra l’altro risale a non molti mesi fa. Tuttavia tutto fa credere che la relativa pubblicazione sia stata una semplice coincidenza, o che comunque non abbia preso in considerazione quanto stava avvenendo nel frattempo in Massachussets. In mancanza di una smentita ufficiale – e visto l’evolversi della vicenda – c’è da ritenere che il bollino della Spencer Trappist Ale sia del tutto giustificato e che il relativo birrificio possa a logica essere considerato il decimo trappista in attività.

A questo punto non resta che aspettare la data di lancio della birra e chiaramente provarla. Dato il livello di fanatismo birrario registrabile negli States, c’è da scommettere che il birrificio Spencer a breve sarà preso d’assalto da una marea di appassionati. Noi ci accontenteremo di assaggiare la decima trappista, la prima a stelle e strisce. Siete curiosi quanto me?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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20 Commenti

  1. Per quanto mi riguarda, la curiosità è moderata. Un paio di settimane fa, davanti al frigo di un pub, ho notato per la prima volta la presenza della trappista Gregorius, ma dopo qualche secondo di esitazione, anche alla luce di alcune recensioni negative lette qua e là, ho deciso di andare sul sicuro preferendole la Quadrupel di Extraomnes (che nonostante la giovane età non ha deluso ovviamente le attese).
    Questa improvvisa inflazione di birre trappiste rischia seriamente di offuscare il fascino del noto marchio esagonale. Senza contare che in tempi recenti, anche i monaci dell’abbazia di Sint Sixtus, commercializzando le orribili confezioni di Westvleteren XII, hanno assestato un duro colpo all’immagine del loro splendido prodotto.

    • Concordo su tutto, a parte il giudizio sulla XII (a me personalmente è piaciuta anche se il prezzo mi ha dato un bel “mal di pancia”): anche io penso che il prodotto trappista sia un qualcosa di eccellente non tanto per le modalità di produzione che lo contraddistinguono, ma per l’elevatissima qualità delle birre che compongono il club (con l’eccezione della wit di La Trappe che trovo inferiore, ad esempio, alla Blanche des Honnelles). La gregorius in effetti non è nulla di eccezionale ed è lontanissima dal darmi le sensazioni che trasmette una Orval abbinata con un caprino stagionato sotto cenere. Speriamo che i nuovi ingressi – ancora non testati e sarei felicissimo di peccare di eccessivo pessimismo – non abbassino ulteriormente la media

  2. Thanks for mentioning “I think about beer” on your post! It’s really exciting to see all the new developments in Trappist brewing the last few years, especially the new breweries. I’ve been doing a lot of research and writing on the Trappist breweries and the other monastic breweries, including a new Benedictine brewery in Italy. There’s still no word when Spencer will start producing beer, but with an approved label and recipe (the US government has to approve labels and the recipe), it should be very soon!

  3. Si ma la Mont de Cats sul sito dell’associazione trappisti adesso appare proprio sull’elenco delle birre trappiste che quindi sono nove più eventualmente Spencer e l’altro olandese, porta undici….che confusione!

    • Andrea Turco

      Le birre trappiste sarebbero 11, ma i birrifici 10, visto che Mont des Cats è prodotta da Chimay. Tutto questo sperando di non aver scritto una castroneria 🙂

      • alexander_douglas

        io comunque avevo letto che potrebbero diminuire perchè Achel rischia di perdere la denominazione trappista in quanto il fratacchione birraiolo pare che voglia mollare e nel monastero non ci sono altri birrai al momento… comunque mi pare che questo mondo trappista si stia un po sbragando a mio avviso…in passato tolsero il marchio trappista a la trappe per l’accordo con bavaria, ora permettono che nascono birrifici trappisti come funghi, perfino a mo di succursali ( perchè da quello che ho capito il de kievit di fatto è una succursale di koningshoeven)

        • Andrea Turco

          Permettono… se rispettano i criteri c’è poco da fare. Occhio che praticamente tutti i trappisti sono “succursali” di altri, almeno come genesi

          • alexander_douglas

            si ma che senso ha avere due birrifici trappisti praticamente nella stessa abbazia ( parlo degli olandesi)….mi sa tanto di operazione commerciale che esula un po dai dettami di una associazione che era famosa per la sua rigida selettività

  4. Ma non è il primo Aprile vero?????
    :-O :-O

  5. Sinceramente? Ne faccio volentieri a meno di una trappista americana. Bastano e avanzano quelle già presenti sul mercato.

  6. Un birrificio trappista americano, dobbiamo aspettarci presto della Double APA monastiche? XD

  7. Complimenti a Turco per le informazioni correttissime come sempre. Vorrei lasciare alcuni chiarimenti sul tema magari utili agli interessati all’argomento :
    -solo i monasteri di monaci trappisti benedettini dalla stretta osservanza che seguono la regola di San Benedetto “ora et labora” possono produrre birra definita trappista.
    -trappista è non è uno stile ma una denominazione di autenticità, che vale per molti altri atri prodotti monastici ( quindi un domani una monastero ipotesi tedesco potrà produrre lager o alt denominata trappista.
    -il logo esagonale “autentic trappist product” viene concesso solo dopo l’approvazione da parte del consiglio dell’associazione AIT ; possono passare mesi o anche anni per ricevere il logo di autenticità, e sopratutto per la birra e formaggi il disciplinare è molto rigido. Il consiglio dell’AIT , presieduto ogni triennio da un diverso monastero tra Scourmont ( Chimay) , Orval , Saint Remy ( Rochefort ) , Saint Six ( Westvleteren ) , ND du Sacre Coeur ( Westmalle) ha il compito di salvaguardare sorvegliare definire l’autenticità di un prodotto trappista ; valutano ogni singola birra e quindi potranno esserci monasteri che producono birre autentiche Trappiste e birre non autentiche, quindi senza logo .
    -Mont de Cats è una birra trappista non autentica in quanto non brassata nel monastero di origine .
    -Nel caso un domani Achel cessasse di produrre, la birra verrebbe brassata in Westmalle e non avrebbe più il logo AIT
    -Spencer e De Kievit non hanno ancora il logo AIT in quanto il consiglio non ha ancora approvato l’autenticità.In questi due casi i monaci possono vendere la propria birra denomina trappista, essendo prodotta nel monastero dai loro ( se ricordi le prime bottiglie di Gregorius in commercio in Italia non avevano ancora il logo esagonale)
    -al mondo ci sono attualmente 18 monasteri benedettini trappisti di monaci e monache :

    Solo nei monasteri di monaci maschi ( se la regola non cambierà -ne dubito) si può produrre birra ; da questo si può dedurre che se tutti decidessero di produrre birra le birrerie trappiste al mondo non potrebbero essere più di 13.

    Monasteri di monaci Trappiste in Belgio:
    Sint-Benedictusabdij de Achelse Kluis (Achel)
    Abbaye Notre-Dame de Scourmont-lez-Chimay (Chimay)
    Abbaye Notre-Dame d’Orval (Orval)
    Abbaye Notre-Dame de Saint-Remy (Rochefort)
    Abdij der Trappisten (Westmalle)
    Abdij Sint-Sixtus (Westvleteren)

    Monasteri di monache Trappiste in Belgio:
    Abdij Onze-Lieve-Vrouw van Nazareth (Brecht)
    Abbaye Notre-Dame de Brialmont (Tilff)
    Abbaye Notre-Dame de Clairefontaine (Bouillon)
    Priorij Onze-Lieve-Vrouw van Klaarland (Bocholt)
    Abbaye Notre-Dame de Soleilmont (Fleurus)

    Monasteri di monaci Trappisti nei Paesi Bassi:
    Abdij Lilbosch (Echt – Tegelen)
    Abdij Onze-Lieve-Vrouw van Koningshoeven (Tilburg)
    Abdij Maria Toevlucht (Zundert)

    Monasteri di monaci Trappisti in Germania:
    Abtei Mariawald (Heimbach)

    Monasteri di monaci Trappisti in Austria:
    Stift Engelszell (Engelshartzell)

    Monasteri di monaci Trappisti in Francia:
    Abbaye du Mont des Cats (Godewaersvelde)

    Monasteri di monaci Trappisti negli Stati Uniti:
    Saint Joseph’s Abbey – Spencer (Massachusetts – USA)

    – Questa situazione dell’ultimo decennio, sta portando i 5+1 monasteri belgi che presiedono l’AIT ad essere ancor più rigidi nella concessione del logo esagonale e, da non stupirsi, nell’eventuale sottrazione del logo ad alcune birre .

    È un piacere poter interagire com voi.

    Alessandro

    • Andrea Turco

      Grazie delle informazioni dettagliatissime Alessandro.
      Una curiosità: dici che l’AIT non ha ancora approvato l’autenticità di Spencer (come risulta anche dal relativo sito), però sulla loro birra l’esagono è presente. Come si spiega questa incongruenza?

    • There are actually around 170 Trappist Monasteries around the world. The 18 number is taken from the group who participate in the International Trappist Association which uses the Authentic Trappist Product logo for the products they sell. I imagine that any of the 170 could join that group to begin producing some variety of product with the logo on it.

      As far as the Spencer Abbey beer goes, the back label already bares the ATP hexagon. I imagine they got fast tracked because Chimay was helping them with the product. PLUS, Spencer Abbey was already producing ATP jellies and jams for sale, making them a member in good standing.

      The number of Monks is dwindling overall as the communities age. Many of them need a good influx of income, which is why they are trying to create new products. That’s also why Westvleteren needed to do a special release of their beer, they had a major fire and need a huge capital investment to be able to fix it. I don’t think it downgrades the products at all. These products are made so they can continue their existences, not be the best and most limited brewery group in the world. The quality comes from their beliefs and monastic devotion to doing all things to the best of their ability as part of their service to church and God.

  8. Questa è una mia supposizione personale, prendendo spunto da un avvenimento dello scorso anno quando, a Rimini, a febbraio volendo presentare, in occasione della fiera, la Speciale Cent Cinquante e non avendo ancora ricevuto il nulla osta definitivo per il logo ATP ( il consiglio si riuniva per l’approvazione definitiva a marzo ) abbiamo deciso di non presentarla e quindi di non farla uscire dalla birreria , anche se le bottiglie avevano già nella serigrafia il logo . Suppongo personalmente che Spencer avendo già stampato le etichette, grafiche ecc con logo ATP siano solamente in attesa “dell’imminente” definitivo nulla osta dal coniglio AIT per poter iniziare con la distribuzione .

    Ad oggi questi sono i prodotti con logo ATP :
    La birra trappista e i formaggi trappisti dell’Abbazia di Orval ( Belgio )
    Le birre trappiste e i formaggi trappisti dell’Abbazia di Westmalle (Belgio)
    Le birre trappiste e i formaggi trappisti dell’Abbazia di Scourmont-Lez-Chimay (Belgio)
    Le birre trappiste dell’Abbazia di Rochefort (Belgio)
    Le birre trappiste dell’Abbazia di Westvleteren (Belgio)
    Le birre trappiste dell’Abbazia di Achel (Belgio)
    Le birre trappiste e i pani, biscotti, cioccolati e confetture dell’Abbazia di Koningshoeven – Tilbourg (Paesi Bassi)
    Le birre trappiste e i liquori trappisti di Stift Engelszell (Austria)
    I liquori trappisti dell’Abbazia di Echt – Tegelen (Paesi Bassi)
    I formaggi trappisti dell’Abbazia di Mont des Cats (Francia)

    E sicuramente penso che questa lista verrà aggiornata, a breve, con Spencer, mentre pre De Kievit non ho notizie in merito.

  9. @Claudio Mita per ora non ho informazioni , ma sicuramente l’importatore che la distribuirà si farà sentire nel mercato
    ancor prima di averla in magazzino

  10. ottime informazioni.complimenti

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