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Nuove birre da Liquida, Birra dell’Eremo, Alder, Ofelia e War

La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre con una coppia di novità provenienti dal giovane birrificio Liquida (sito web). Le due creazioni inedite sono entrambe one shot e risultano strettamente legate tra loro, già a partire dai nomi: Eve (6,2%) e Adam (7,4%). L’incarnazione “femminile” è un’American IPA prodotta con la tecnica del double dry hopping, nella quale sono stati usati luppoli Idaho 7, Citra, Ekuanot e Mosaic; la versione “maschile” è invece una Double IPA realizzata con due sole varietà di luppolo (Simcoe e Citra, il primo in forma Cryo) e ricorrendo anche in questo caso a un dry hopping “doppio”. Se la Eve si contraddistingue per un corpo morbido e intense note dank e di frutta tropicale, la Adam spinge più sulla parte agrumata e resinosa, risultando esplosiva e avvolgente. Un elemento che accomuna le due birre è la presenza di una percentuale di avena in aggiunta al malto d’orzo, che contribuisce a conferire morbidezza alla bevuta. Per ulteriori informazioni potete consultare il sito di Liquida.

A proposito di one shot, l’umbro Birra dell’Eremo ha recentemente annunciato la sua nuova linea Blind, nata “dall’esigenza di creare birra senza compromessi, legata ad un unico filo conduttore: creatività senza vincoli”. La primogenita di questo nuovo progetto si chiama Coffee and TV (9,5%) ed è una Imperial Stout realizzata con un’infusione a freddo di 12 ore di caffè 100% arabica. È una birra di carattere, in cui si riconoscono decise pennellate di caffè accompagnate da sfumature di cioccolato, caramello e toffee. Il corpo è setoso e avvolgente e il tenore alcolico magistralmente nascosto, mentre l’abbondanza di lattosio conferisce una piacevole dolcezza finale, che aggiunge note di zucchero filato. Per le sue Blind Birra dell’Eremo ha studiato una grafica che si discosta da quella standard: colori fluo (almeno nella Coffee and TV), stile minimalista e una rivisitazione del logo per trasformare l’angelica volpe in un diavoletto.

Continua invece a guardare agli stili “old style” il birrificio Alder (sito web) di Seregno (MB). Proprio oggi il produttore lombardo ha annunciato la nuova King Crab (8,2%), ispirata alla categoria delle Winter Warmer di stampo britannico. Si presenta di colore marrone scuro (quasi nero) ed è brassata ricorrendo a una grande quantità di malti speciali inglesi, oltre ad avena e zucchero bruno. Della fermentazione è responsabile un ceppo di lievito anglosassone, il cui metabolismo è in grado di donare alla birra un evidente residuo zuccherino. È una birra densa e oleosa, con un corpo pieno e un amaro moderato, mentre dal punto di vista aromatico il bouquet si orienta su suggestioni che ricordano il cacao, il caffè, il toffee e la frutta disidratata. Inutile sottolineare che il contenitore è la lattina: una scelta che fino a qualche anno fa avremmo accolto con sorpresa per uno stile del genere, ma che oggi consideriamo del tutto normale.

Se invece parliamo di tipologie molto di moda al momento, è impossibile non citare le Pastry Stout, cioè Imperial Stout prodotte con ingredienti “da pasticceria”. Il patrimonio gastronomico italiano è in grado di fornire un pizzico di creatività aggiuntiva a queste birre, grazie alla possibilità di attingere ai prodotti delle diverse culture alimentari locali. Ne è un esempio la Caldo Abbraccio (9,8%), ultima neonata del birrificio veneto Ofelia (sito web): si tratta di una Pastry Stout realizzata con dulce de leche, la preparazione cremosa tipica dell’Argentina a base di latte, zucchero e vaniglia. Il risultato è una birra dalle note calde e rassicuranti, dolce e aromatica, con toni che rimandano alla ganache di cioccolato, al cappuccino e al toffee. Il corpo è vellutato e il contenuto alcolico, decisamente elevato, è percepito come un caldo abbraccio. Per l’appunto.

Concludiamo come abbiamo cominciato, cioè con una coppia di birre inedite. Questa volta protagonista è il birrificio War (sito web) di Cassina de’ Pecchi (MI), che negli scorsi giorni ha annunciato due interessanti novità. La prima si chiama semplicemente Gioia (5%) ed è una Blanche piuttosto classica, che nella gamma del produttore lombardo prenderà il posto della Helleboro (un’altra Blanche); la seconda invece è stata battezzata Falkor (10%) ed è una New England IPA “rafforzata”, dunque a cavallo con lo stile delle Double IPA. La Falkor riporta in etichetta il mitico cane volante de La Storia Infinita, ma la citazione – riportata espressamente come nome della tipologia – è anche ai draghi: ogni riferimento agli eventi accaduti in Italia negli ultimi giorni è puramente casuale.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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