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Scoperto in Egitto il più antico grande birrificio della storia (3100 a.C.)

This photo provided by the Egyptian Antiquities Ministry on Saturday, Feb. 13, 2021 shows pottery basins, which archaeologists say had been used to heat up a mixture of grains and water to produce beer, in Abydos, some 450 km (280 miles) south of Cairo, Egypt. The basins were part of what could be the oldest known beer factory unearthed in Abydos, an ancient burial ground dating back to the region of King Narmer, the last king of the Predynastic Period (6000 - 3150 B.C.), according to Mostafa Waziri, secretary general of the Supreme Council of Antiquities. (Egyptian Antiquities Ministry via AP)

In questi giorni le testate di tutto il mondo stanno rilanciando la notizia di una straordinaria scoperta archeologica avvenuta in Egitto. Una spedizione egiziano-americana avrebbe infatti rinvenuto i resti di quello che si candida a essere il più antico birrificio su grande scala conosciuto fino a oggi e datato intorno al 3.100 a.C. Il ritrovamento è avvenuto nella zona di Abido (o Abydos), una delle due città sante dell’antico Egitto e particolarmente devota all’adorazione di Osiride – il mito narra che la testa della divinità fosse conservata all’interno di uno dei suoi templi. La scoperta ribadisce l’importanza della birra all’interno delle prime civiltà egizie e fornisce nuovi preziosi dati per capire il ruolo della bevanda nella società dell’epoca, nonché diversi aspetti produttivi. La ricerca ha infatti permesso di scoprire dettagli non trascurabili sulla struttura e il funzionamento di questa specie di birrificio ante litteram.

Secondo le analisi degli archeologi, il complesso brassicolo si estendeva su una superficie di 20 metri per 2,5 metri ed era composto da otto sezioni indipendenti. Ogni sezione conteneva circa 40 vasche circolari realizzate in terracotta, disposte su due file. I contenitori, tenuti fermi da perni in argilla piantati nel terreno e disposti ad anello, erano utilizzati per riscaldare il mix di cereali e acqua, svolgendo la stessa funzione dei moderni tini di ammostamento. Presumibilmente la fermentazione avveniva nelle stesse vasche, che quindi assolvevano all’intero processo produttivo. Secondo i calcoli del dottor Matthew Adams, a capo della spedizione insieme alla dottoressa Deborah Fishak, il “birrificio” era utilizzato per la fabbricazione della bevanda su larga scala: si ipotizza che fosse in grado di garantire la produzione di 224 ettolitri di birra durante ogni singola cotta!

Interessante è la posizione del birrificio, situato nei pressi della necropoli di Abido, una zona in cui si tenevano spesso rituali e sacrifici di stampo religioso. Sappiamo da tempo che per gli antichi Egizi la birra svolgeva diverse funzioni: era un alimento, un bene di scambio, un medicinale e, per l’appunto, un prodotto utilizzato durante i riti dedicati alle divinità del pantheon locale. Ciò che sorprende è la dimensione del complesso brassicolo, apparentemente sovradimensionato rispetto alla sua destinazione d’uso principale. D’altro canto la scelta del sito di costruzione non appare affatto casuale, segno evidente dell’ampio uso della birra durante le funzioni religiose.

Vale la pena ricordare che la struttura era già stata individuata all’inizio del XX secolo da una spedizione archeologica britannica, che però non aveva approfondito gli scavi. Con il passare del tempo si erano perse le tracce della posizione del sito, in mancanza di una precisa documentazione delle sue coordinate. L’attuale missione archeologica è quindi dapprima risalita alla posizione del sito archeologico, dunque ha proceduto con gli scavi, arrivando alla sorprendente scoperta che ora sarà oggetto di ulteriori approfondimenti. Come accaduto in passato per altri ritrovamenti, sarà interessante capire se esistono tracce delle birre prodotte in loco utili per risalire alle caratteristiche arcaiche della bevanda.

La scoperta egiziana è stata favorita dal recente impulso che le istituzioni hanno fornito all’archeologia con l’obiettivo di risollevare le sorti del turismo nella nazione. La spedizione però ha fornito dati fondamentali per riscrivere la storia della nostra bevanda e per rafforzare le considerazioni circa il suo ruolo in attività legate alla religione e alla spiritualità. È dunque confermata l’ipotesi della professoressa Li Liu, che nel 2018 guidò un team che scoprì tracce di produzioni brassicola risalenti a 13.000 anni fa. In quell’occasione spiegò un concetto straordinario:

Questa scoperta mostra che produrre l’alcol non era necessariamente il risultato di un surplus nella produzione agricola, ma che la birra veniva sviluppata, almeno in parte, per ragioni legate a rituali e necessità spirituali, prima dell’agricoltura.

A quanto pare la storia della birra è destinata a riservare ancora tante sorprese…

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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