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Nuove birre da Birrificio Italiano, Mukkeller, Hilltop + MC-77, Lambrate e Bonavena

La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre con la Tipopils, cioè una delle produzioni storiche del nostro movimento. Nessun controsenso, perché in realtà parliamo di una creazione completamente inedita per il Birrificio Italiano (sito web), che parte sì dalla ricetta dell’ammiraglia della casa (con qualche variazione sul tema), ma poi esplora percorsi totalmente diversi. La birra, infatti, si chiama Quintessenz e rappresenta la prima versione di Tipopils affinata in botte: per l’occasione è stato utilizzato un tonneau dell’omonimo cru di Pinot Bianco realizzato dalla prestigiosa Cantina Kaltern. La cotta è stata effettuata con un dry hopping particolarmente massiccio, mentre l’affinamento in legno, durato un paio di mesi, è stato eseguito a una temperatura piuttosto bassa (4 °C) per limitare al minimo l’attività della microflora. Il risultato è una Tipopils arricchita dalle sfumature aromatiche del vino e da note di legno che rimandano alle Pils ancestrali. Per assaggiarla dovrete pazientare ancora un po’, perché sarà una delle attese protagoniste del Pils Pride, in programma il 12 e il 13 giugno.

Torna nelle nostre consuete carrellate il birrificio Mukkeller, che la scorsa settimana ha annunciato la sua Cozzamara (4,9%), prodotta in collaborazione con Controvento, stabilimento balneare e bistrot “sostenibile” situato sul litorale di Porto Sant’Elpidio (FM). Da questa interessante partnership è nata una birra estiva non scontata, che sarà molto apprezzata dagli amanti delle basse fermentazioni di stampo tedesco. La Cozzamara è infatti una Schwarz leggera, in cui le delicate note tostate e torrefatte si accompagnano a un amaro garbato e a una piacevole secchezza finale. La birra è ovviamente disponibile alla spina presso Controvento, ma anche in bottiglia da Mukkeller. L’illustrazione in etichetta è opera dello studio Gimez Ink Tattoo.

A proposito di collaborazioni è molto confortante notare come quelle tra birrifici stanno lentamente tornando sui ritmi pre-Covid, favorite dalla possibilità di cooperare nuovamente in presenza. A tal proposito qualche giorno fa è stata annunciata la Friend Zone (4,2%), frutto dell’incontro tra Hilltop (sito web) e MC-77 (sito web). La birra è definita una Session Saison per sottolineare il suo tenore alcolico contenuto e la sua predisposizione al consumo seriale, magari tra amici. La ricetta prevede una percentuale di segale in aggiunta al normale malto d’orzo, mentre un pizzico di modernità è dato dal ricorso al dry hopping con luppoli Ekuanot e Mosaic. Aspettiamoci una birra profumata e relativamente complessa, ma anche rinfrescante e molto facile da bere. Aspettiamoci soprattutto un omaggio alla socializzazione, che stiamo riscoprendo dopo mesi di privazione.

Spostiamoci a Milano, dove una decina di giorni fa il Birrificio Lambrate (sito web) ha lanciato una seconda creazione inedita realizzata in occasione del suo venticinquesimo anniversario, che si aggiunge alla Atomic già annunciata ad aprile. La Rocket (5,1%) è una Pils che prende a ispirazione l’interpretazione tedesca dello stile, ma poi ci aggiunge una personalizzazione molto “italiana”. Gli ingredienti di partenza infatti sono decisamente classici: malto Pils e Carapils, luppoli tipici della Germania (Perle, Tettnanger, Hersbrucker) e acqua molto “dolce”. Poi però nella parte finale del processo produttivo è previsto un leggero dry hopping, che ne amplifica la resa aromatica del luppolo secondo la consuetudine (non scritta) delle Italian Pils. Il risultato è una birra fragrante, amara e rinfrescante, con note di panificato, erba sfalciata e fiori di campo.

Non poteva certo mancare nella rassegna odierna una rappresentante delle birre luppolate di stampo americano. Solo qualche giorno fa, infatti, il campano Bonavena ha annunciato la sua Heavy Punch (8,8%), una Double IPA potente ma anche molto facile da bere. La ricetta prevede il ricorso a malti inglesi e tedeschi, zuccheri semplici utilizzati anche a freddo e soprattutto una generosissima luppolatura con varietà Simcoe, Citra, Ekuanot e Mosaic. È interessante notare come i luppoli siano stati impiegati non solo in forma di pellet, ma anche in due variazioni piuttosto moderne: cryo (polvere) e Incognito (estratto solubile di luppolo da usare in whirpool). La particolare composizione dei sali e l’elevata attenuazione rendono la Heavy Punch molto scorrevole nonostante l’elevata gradazione alcolica, mentre il ventaglio aromatico ostenta toni fruttati (passion fruit, lime, mango) e resinosi/speziati (masala, pepe verde). Il birrificio la dedica espressamente a “bigotti, moralisti e farisei”, forse con riferimento alle critiche ricevute tempo addietro per un suo post su Instagram.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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