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Nuove birre da Ca’ del Brado, Birra dell’Eremo, Liquida, Alder e altri

La riscoperta italiana per gli stili quotidiani sta passando anche attraverso le cosiddette Table Beer, birre “da tavola” tradizionalmente associate alla cultura brassicola del Belgio. Ed è proprio a questa tipologia che si ispira la nuova Tevla (4%) di Ca’ del Brado, che rappresenta una tappa storica per la cantina brassicola emiliana. È infatti la prima birra “pulita” dell’azienda dopo cinque anni di attività, fermentata in acciaio con un lievito autoctono battezzato Bunny e isolato in loco grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il grist è costituita da malti Pale e Pils e da una frazione di frumento non maltato, varietà Ardito della filiera Grani Alti. Dorata e molto leggera, unisce rusticità e accenni floreali e di panificato a una netta secchezza e a un amaro elegante, prima di riproporre sfumature erbacee e di cereali. La Tevla non è però l’unica novità di Ca’ del Brado, perché giovedì 23 giugno sarà presentata la Cuvée de Kiwi (7,8%), una Sour Ale realizzata con la macerazione di kiwi locali (varietà Hayward). La base è un blend ottenuto selezionato alcune specifiche botti precedentemente affinate con Brettanomyces bruxellensis, oltre alla microflora naturalmente presente nei tini.

Nel 2022 cade il decennale di Birra dell’Eremo (sito web), uno dei migliori esponenti del movimento brassicolo nazionale. Per l’occasione Enrico Ciani e Geltrude Salvatori Franchi hanno deciso di realizzare una birra celebrativa, capace in qualche modo di riassumere il viaggio compiuto in questi 10 anni. Il risultato è la Liquid Dreams (6,2%), una IPA di stampo moderno che racchiude in sé i pilastri del birrificio: qualità, innovazione, passione, energia e competenza. Protagonista della ricetta è chiaramente il luppolo, usato sia come semplice pellet, sia nei formati Cryo e Incognito, responsabile del bouquet esplosivo in cui è possibile rintracciare note di pesca, albicocca e ananas. A livello tattile la Liquid Dreams gioca sulla contrapposizione tra le sensazioni di morbidezza restituite dalla componente maltata e la decisa seccheza a chiudere, che lascia il palato asciutto e pronto subito a un nuovo sorso. Il contenitore utilizzato per il confezionamento è ovviamente la lattina da 33 cl (formato sleek), corredata da una splendida illustrazione.

A proposito di birre celebrative, non possiamo non citare la creazione che il birrificio Liquida (sito web) ha voluto presentare in occasione del secondo anniversario di attività. Per la sua Una Vida Loca (6%) il birraio Luca Tassinati ne ha approfittato per confrontarsi con un luppolo da lui mai utilizzato, la varietà Zappa, ponendolo al centro di una ricetta che prevede anche il supporto di Cascade e Idaho 7. Lo Zappa si riconosce in maniera evidente per intensi sentori di mango, un agrume piccante e un’intrigante resa sapida; queste sensazioni sono supportate dall’aromaticità delle altre due varietà di luppolo, identificabile da note di agave, lime e ancora mango. La base fermentescibile è costituita da orzo e avena non maltati in aggiunta al normale malto d’orzo, mentre responsabile della fermentazione è un lievito New England che contribuisce all’aspetto leggermente opalescente. Sul sito Una Vida Loca è presentata come una West Coast IPA, anche se possiamo considerarla a cavallo tra le filosofie produttive delle due coste degli Stati Uniti.

Continuiamo a presentare novità luppolate introducendo la Little Creek (4,9%), Session IPA che il birrificio Alder ha presentato in anteprima nella sua tap room lo scorso fine settimana. Il birraio Marco Valeriani ha voluto confrontarsi con una sfida non irrilevante: brassare una birra dalla luppolatura intensa, ma dal tenore alcolico molto contenuto, esaltando al contempo l’equilibrio generale. Il risultato, sul cui esito non nutriamo alcun dubbio, è stato ottenuto con una ricetta relativamente semplice, ma tarata al dettaglio: grist costituito da solo malto d’orzo (provenienza inglese e tedesca) e luppolatura costruita intorno a quattro varierà molto caratterizzanti: Strata, Citra, Mosaic e Motueka. Da oggi la Little Creek è disponibile in lattina anche presso i normali canali di vendita di Alder.

Scendiamo ulteriormente di gradazione alcolica per presentare la Special K (3,9%), ultima nata in casa Radiocraft (pagina Facebook). Può essere considerata una Berliner Weisse alla frutta, tuttavia siamo lontani dalla variante tropicale che recentemente va per la maggiore e che in Brasile (e all’estero) è conosciuta col nome Catharina Sour. In questo caso infatti la ricetta prevede l’aggiunta di amarene alla fine della fermentazione, che caratterizzano il profilo aromatico andando a completare le note agrumate (pompelmo, limone) della base di partenza. La frutta inoltre aggiunge ulteriore acidità alla birra, che già di per sé è influenzata dal metabolismo dei batteri lattici. La vera chicca è a livello estetico, con le amarene che conferisco un insolito colore rosato alla Special K. È una birra stagionale, pensata per dissetare nelle calde giornate estive, che ormai sono una costante del periodo.

Concludiamo con un salto a Casatenovo, in provincia di Lecco, dove a fine maggio il birrificio Wackybrew (sito web) ha presentato la sua nuova Italian Grape Ale. Si chiama Elisir (6,4%) ed è realizzata con l’aggiunta di mosto di uva Glera, vitigno base per la produzione del Prosecco. L’ingrediente speciale è stato fornito un’azienda agricola della provincia di Padova specializzata in vino frizzante IGT Veneto – non sono stati rivelati dettagli ulteriori – mentre la birra è la prima della nuova linea Le Speciali. La presenza dell’uva è naturalmente importante a livello organolettico, ma la sua resa mediata dalla componente maltata e dal contributo erbaceo dei luppoli.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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