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Guai per il Birrificio Italiano: stop alla bottaia Klanbarrique e alla Tipopils negli USA

Sappiamo bene che uno dei problemi del nostro paese è la burocrazia. È un male che attanaglia anche il settore della birra artigianale, con birrifici e locali che spesso sono costretti a barcamenarsi tra regole bizantine, cavillose e spesso poco chiare. A ciò si aggiunge l’ampio margine di discrezionalità lasciato a ogni singolo ente ispettore, che può liberamente interpretare le norme in assenza di circolari emesse dall’istituto centrale. Si tratta chiaramente di un meccanismo assai lacunoso, che può comportare gravissimi problemi per gli operatori del settore. E purtroppo un esempio clamoroso è arrivato proprio ieri, quando il Birrificio Italiano ha annunciato sulla sua pagina Facebook che dovrà rivedere la propria organizzazione produttiva per assecondare le richieste provenienti dalla sede di Como dell’Agenzia delle Dogane. Le ripercussioni sono molto pesanti e si possono riassumere sostanzialmente nello stop all’esportazione di Tipopils negli Stati Uniti e nella chiusura definitiva della barricaia di Klanbarrique. Un macigno per un birrificio storico, ampiamente apprezzato tanto in Italia quanto all’estero.

Di seguito la comunicazione che il Birrificio Italiano ha pubblicato nella giornata di ieri:

Le recenti norme emanate dallo Stato Italiano riguardanti la possibilità di avvalersi delle riduzioni d’accisa per i birrifici artigianali con produzione inferiore a 10.000 hl/anno lasciano a quanto pare un discreto margine d’interpretazione alle singole Agenzie delle Dogane. L’Agenzia di Como, sotto la cui competenza rientra il Birrificio Italiano, ha optato per una lettura della legge che ci obbliga a rivedere le modalità operative di molte delle nostre attività. Abbiamo provato ad insistere e spiegare, ma non è bastato.

Gli effetti sono i seguenti:

1) Blocco del programma di tank conditioning consolidato da molti anni con il nostro importatore americano BUnited, grazie al quale la Tipopils veniva spedita ancora in maturazione in grandi tank refrigerati per essere dryhoppata, confezionata e distribuita fresca negli USA. Quindi, purtroppo, niente più Tipopils per i numerosi fan oltreoceano!

2) Chiusura (definitiva!) della barricaia di Klanbarrique. Sì, è proprio così, ci siamo trovati costretti a rivedere le condizioni produttive per tutta la linea Klanbarrique.
Tutte le attività svolte presso la mitica barricaia di Trambileno, nei pressi di Rovereto, che è stata finora la “casa” di Banshy e delle sue mirabolanti invenzioni, verranno quindi ora gradualmente spostate nei locali dell’Officina Alchemica di Limido Comasco.

3) Blocco del magazzino KB. Lo stop operato dalle nuove condizioni non riguarda solo la lavorazione di nuova birra inviata verso il Trentino, ma ha bloccato finora anche il ri-trasferimento delle birre confezionate da Rovereto a Limido, causando un’interruzione di fornitura che negli ultimi mesi ha virtualmente tolto dal mercato le creazioni del Klan: la buona notizia è che dovremmo finalmente riuscire a riportare queste meraviglie a casa entro Febbraio. La grande sete barbarica sta per finire!

Entro Giugno lo spostamento delle operazioni produttive sarà completato, e tutta Klanbarrique troverà un suo nuovo spazio dentro l’Officina Alchemica. A Trambileno rimarrà solo la piccola ma affascinante “Tap Room”, che lavorerà come circolo servendo le birre a marchio BI e KL ma anche una selezione di vini e sidri di fattura artigianale.

Grazie a tutti per aver creduto fin qui nella nostra avventura folle di acidificazioni naturali e invecchiamenti in botte, che state tranquilli, cambierà forma ma non si fermerà!

La vicenda è di una gravità inaudita e rappresenta un pericoloso precedente per altri marchi italiani. Le condizioni imposte dalla locale Agenzia delle Dogane probabilmente sono basate sulla valutazione che l’intero processo produttivo (fino al confezionamento) deve avvenire in un unico ambiente. Il problema non è tanto l’interpretazione in sé, quanto il fatto che tale interpretazione sia lasciata al singolo ente territoriale, senza che ci sia una regia centrale a disciplinare in materia. Non è accettabile che in Italia non si possa innovare per timore delle ripercussioni interpretative derivanti da novità normative. I problemi per il Birrificio Italiano infatti sono nati come conseguenza del riassetto del sistema delle accise, che ha permesso ai birrifici artigianali italiani di godere di uno sconto del 40% sulle stesse. Quindi oltre al danno la beffa: i problemi per l’azienda lombarda sono derivanti da una regolamentazione che avrebbe dovuto portare vantaggi. Ma è qui l’aberrazione: com’è possibile che l’interpretazione attuativa di uno sconto sulle imposte di fabbricazione arrivi a stravolgere l’organizzazione produttiva di un birrificio, tranquillamente ammessa fino a quel momento? Ma soprattutto com’è possibile che un ente locale abbia totale libertà nel decidere i destini di un’azienda senza che qualcuno di pronunci a livello centrale?

In bocca al lupo al Birrificio Italiano e al marchio Klanbarrique, che sembra proprio non riuscire a trovare pace sin dalla sua nascita. La vicenda ha colpito una realtà consolidata e dalle spalle abbastanza larghe, sebbene sia facile immaginare quali ripercussioni economiche avrà sul birrificio. La certezza è che se la stessa cosa fosse accaduta a un produttore più piccolo, oggi qui staremmo annunciando la sua chiusura. Il settore italiano della birra artigianale è ancora molto fragile: ha bisogno di essere sostenuto dalle istituzioni, non di essere ostaggio di un meccanismo perverso.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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