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I 5 peggiori regali natalizi per un appassionato di birra

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Come diceva il famoso spot panettoniano, “il Natale quando arriva arriva”. E a due settimane esatte dal 25 dicembre non possiamo più fare finta di niente: il periodo che anticipa le feste è ormai ufficialmente tra noi, che ci piaccia o meno. Come ogni anno ci ritroviamo immersi nel famigerato spirito natalizio: le strade sono improvvisamente illuminate da tristissime luminarie, i tempi di spostamento si dilatano causa traffico congestionato, la gente in giro è più stressata del solito. Ma se ritenete che tutto questo sia male, non avete ancora pensato all’aspetto più devastante: i regali di Natale. Farli è sicuramente un supplizio, ma riceverli spesso è anche peggio: quante paresi rischiate per simulare sorrisi di fronte a doni improbabili! Il post di oggi è proprio dedicato ai 5 peggiori regali che può ricevere un appassionato di birra, sperando che qualche parente o amico poco esperto lo legga ed eviti di provocare inutili amarezze.

La birra sbagliata

Che bello il Natale, una delle poche occasioni durante l’anno per rivedere parenti che solitamente neanche salutiamo – e ci sarà un motivo, aggiungo io. Questa prospettiva a dir poco deprimente si amplifica quando tra gli invitati c’è anche quel lontano zio, che anni fa si trasferì in un’altra città ma che è presente a ogni festa comandata. La distanza non gli ha impedito di telefonare di tanto in tanto, per informarsi sulla salute della famiglia e altre cose del genere. In una di queste conversazioni – nelle quali ci siamo sempre guardati bene dal farci coinvolgere – ha anche saputo della nostra crescente passione per la birra. Ed ecco che il giorno di Natale si presenta a casa, con un bel pacco tutto per noi. Ci sorride mentre lo scartiamo poco convinti, con il sorriso che aumenta a dismisura quando ormai abbiamo capito cosa ci ritroviamo tra le mani: il terribile Magnum dell’Heineken. “Per un appassionato come te è una vera chicca, no?” ci dice tutto orgoglioso. E aspetta contento una risposta mentre cerchiamo di trovarne una che non contenga insulti troppo pesanti.

La distruzione di una speranza

Non c’è che dire: uno dei regali migliori che si possono fare a una persona (che sia appassionata o meno) è un kit per l’homebrewing: è un dono economico, cool e formativo. Negli anni avete invidiato gli amici che hanno ricevuto un oggetto simile, sapendo che se toccasse a voi sarebbe finalmente un presente da accettare con entusiasmo. Ma sapete anche che il destino è beffardo e che nel vostro caso non si tratterebbe di un kit normale, ma della famigerata Beer Machine. In Canada infatti c’è un’azienda che è riuscita a sovvertire completamente il concetto, creando uno strumento a dir poco malefico: una specie di macchinario in cui inserire la “miscela di birra” e ottenere dopo 7-10 giorni 17 pinte di birra (o ciò che ne risulta). Addio fermentatori, gorgogliatori e sanificazioni varie, non c’è neppure più bisogno di studiarsi la ricetta a tavolino. A tutto pensa la Beer Machine, tranne chiaramente a cancellare l’imbarazzo per aver ricevuto un dono del genere.

La birra sbagliata – reprise

I vostri amici lo sanno bene: sono anni che provate una passione quasi ossessiva per la birra artigianale. Passate la metà della settimana al pub e l’altra metà a stappare birre in casa; avete provato praticamente tutte le più recenti creazioni dei birrifici italiani e internazionali; possedete una collezione vintage da far impallidire anche un locale come il Kulminator. In parole povere, siete un beer geek di primissimo livello e solo i vostri compagni di bevute conosco i limiti della vostra sapienza nel campo. Ciononostante è proprio a Natale che spunta fuori il solito amico presuntuoso, che non conosce niente sull’argomento ma che dall’alto della sua arroganza pretende di regalarti una birra di qualità. Gira un paio di posti, studia gli scaffali con superficialità e quindi procede al suo acquisto. Poi viene da te e con fare borioso ti allunga il suo regalo, l’espressione del viso sembra dire “Guarda cosa ti ho comprato”. Scarti il pacco e trovi una Leffe, chiaramente in versione Noel. E maledici il Natale.

La vendetta del passato

Da piccoli c’era un regalo che rappresentava il nostro sogno, ma che sapevamo benissimo che non si sarebbe mai realizzato. Solitamente era un giocattolo gigantesco, capace di fare 1.000 cose e che costava un occhio della testa. Il nostro Babbo Natale non poteva permetterselo e non ci rimaneva altro che accettare la dura realtà, restando a sognare quanto sarebbe stato bello giocarci. Quando ero un bambino in questa categoria rientrava il robot Emilio: un pezzo di plastica antropomorfo che girava per casa e (se non ricordo male) ti parlava anche. Quale migliore compagno di gioco poteva desiderare un bambino? E invece il “mio” Emilio rimase lì, sugli scaffali del negozio di giocattoli, sperando che un giorno l’avrei portato a casa con me. Speranza vana… chissà quanto mi avrà odiato per questo! La sua vendetta potrebbe realizzarsi oggi sotto forma dell’Asahi Beerbot, un robot di una bruttezza unica che è in grado di spillare in modo perfetto una birra in lattina. Scusami Emilio, ma non meritavo un destino simile.

I gadget idioti

Di questi ne esistono un miliardo, quindi sicuramente ne avrete ricevuto qualcuno in passato. E se non è successo, mettetevi l’anima in pace: accadrà per certo in futuro, magari cominciando già da Natale 2012. Impossibile elencarli tutti, ne cito uno che vale come esempio supremo: il cappello da birra. Un geniale copricapo fornito di due porta lattine e una cannuccia, che Homer Simpson ha reso celebre a tutte le latitudini. Qualche amico burlone ve lo regalerà con immensa soddisfazione, a voi non resterà che ringraziarlo e quindi aggiungere l’oggetto alla montagna di inutilità che vi riempiono qualche angolo di casa.

Quali altri regali indesiderati aggiungere alla lista?

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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31 Commenti

  1. Aggiungo l’amico euforico che ti regala la sua prima cotta da homebrewer realizzata col kit. Ovviamente non potabile.

    E la gelatina di birra, il profumo alla birra e altre amenità varie.

  2. Ciao Andrea, proprio ieri in un noto centro commerciale di Roma ho visto il pacchetto “da degustazione” di parmigiano reggiano e 2 bottiglie da 33 di Baladin.

    è la prima volta che scrivo sul tuo sito da quando ti ho conosciuto al cosro ADB l’anno scorso e recentemente ho scoperto che sei fratello di Paolo. Approfitto per augurare buone feste ad entrambi.

    Seb

    • Andrea Turco

      Mi stai dicendo che per la prima volta nella storia di Cronache di Birra abbiamo un momento Carramba che sorpresa? 😛 Grazie, auguri anche a te

  3. Bhè… un bel cartone di Poretti 7 o da un sardo una bottiglia di Ichnusa 100 sarebbe un bel colpaccio, anche se la Ichnusa 100 la terrei chiusa solo perchè comunque rappresenta non una eccellenza italiana (come invece lo è la Peroni…), ma celebrazione della storia brassicola nostrana sì.
    http://www.vanderandco.com/files/gimgs/7_ICHNUSA-100-YEARS-21287-HR.jpg
    Il cappellno alla Homer?
    Ce schiaffo dentro 2 Punk Ipa e l’ omo gode.

    • Beh, la Ichnusa non è più autoctona da parecchio: la Heineken l’ha comprata parecchi anni fa! Quindi comprandola si torna sempre al regalo non gradito n.1 di cui alla lista dell’articolo.

  4. Andrea, complimenti per l’articolo, sto ancora ridendo.. devo fare un regalo ad un’amica comune appassionata ed esperta conoscitrice di birra (e oli), che ci sta di sicuro leggendo. Stavo pensando alla Beer Machine, mi giri il fornitore? Ahahaha..

  5. stupendo questo articolo. è il mio primo commento ma vi leggo da tempo. complimenti per il blog. il passaggio sulla Leffe mi ha fatto ribaltare dalla sedia. è accaduto sul serio alla mia ragazza..una sua amica le ha consigliato di regalarmi la Leffe “per un regalo sorprendente”. fortunatamente lei si è informata da me prima dell’incauto acquisto.

  6. Maledetti!!!! voi e la Beer Machine…ma posso avere anche il magnum? secondo me fa molto arredamento nel locale!

  7. A me lo zio lontano ha regalato un libro da hb scrito a livelli da carcere (le indicazioni all-grain erano scritte da cani)! Lui convinto di darmi una mano ad imparare! Peccato che avessi già mollato i secchi e lavorassi già da due anni in un birrificio!!

  8. Se quel robot riesce a autorifornirsi dal frigo di casa lo voglio! Basta cambiare le birre…
    Anche se stai invecchiando, caro Andrea, non devi fermarti di fronte al progresso! 😉

  9. Beh l’ Asahi Beerbot proprio schifo non mi farebbe 🙂
    Io ho pure l’heineken magnum… scaduta nel 2004 magari con il tempo migliora!

  10. non scherziamo, il robottino è meraviglioso. 😛

  11. rampollo

    Al duty di Charleroi si davano le gomitate per comprare la confezione natalizia della Stella Artois , ditemi voi.

  12. Fiero e orgoglioso di lavorare con grande soddisfazione per Heineken eviterei di fare regali ad uno che si definisce appassionato di birra solo perchè fa figo insultare le birre di produzione industriale, a me capita ( non spesso) di bere eccezionali prodotti artigianali soprattutto nei locali che il movimento birraio riesce sostenere economicamente senza alcun ausilio dell’industria….

    • Andrea Turco

      Non è che le birre industriali vengono insultate (poi vorrei capire dove sono gli insulti) perché fa figo, ma semplicemente perché fanno obiettivamente schifo.

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