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I nuovi beershop romani – parte seconda

Come promesso un paio di settimane fa, riprendiamo il discorso riguardante i nuovi beershop romani, andando a scoprire altri negozi aperti recentemente. Partiamo allora dal popoloso quartiere di Montesacro, dove da alcuni mesi è attivo The Beershop Montesacro, il primo punto vendita della zona completamente dedicato alla birra artigianale. E’ gestito dai fratelli Curzi, già proprietari del pub Excalibur, operante a Roma da quasi 20 anni. Insomma, un’esperienza davvero invidiabile, caratterizzata da una filosofia ben precisa: avvicinare nuovi curiosi alle eccellenze mondiali della birra artigianale.

Presso il negozio è disponibile un’ampia selezione di birre da tutto il mondo, con un intero scaffale completamente dedicato alle produzioni italiane. Al momento i marchi più venduti sono Opperbacco, Turbacci e Birra del Borgo per l’Italia, Mikkeller, De Molen, Brewdog, Flying Dog, Sierra Nevada, Brooklyn, Anchor e tutto il Belgio in generale per i prodotti esteri.

Al Beershop Montesacro potete trovare anche una vasta selezione di bicchieri e confezioni speciali, mentre è in fase di allestimento una carta di whisky. Il negozio si trova in via Valle Vermiglio 26.

Da poco più di un anno è invece attivo in zona Centocelle (via Bellegra 82) il No Name, gestito da due appassionati: Davide e Stefania (quest’ultima ha conseguito l’attestato di degustatore professionista del corso ADB). L’impostazione del locale è basata su una continua rotazione di etichette da tutto il mondo, sebbene siano sempre presenti grandi classici, come Cantillon, Rochefort, Orval, Chimay, Chouffe, St. Peter’s, Brewdog e Birra del Borgo.

Il No Name è inoltre predisposto con birra alla spina, e anche in questo caso i gestori puntano a una rotazione costante dei prodotti disponibili. Ogni giovedì si tiene l’Apericena (un piatto che sia un primo o un secondo abbinato ad una birra alla spina), mentre durante la settimana è in programma un normale aperitivo composto da tartine, affettati, formaggi abbinati a mieli o confetture, da poter abbinare a qualsiasi birra si voglia sia alla spina che in bottiglia. Sono anche disponibili bicchieri da birra e rarità (su ordinazione). Di tanto in tanto vengono organizzati incontri con birrai italiani.

In zona Monteverde, proprio accanto alla famosa pasticceria Cristalli di Zucchero, è aperto da questa estate Alchimia, un’enoteca con un’ampia selezione di birra artigianale. E non si tratta di una semplice “aggiunta” a un locale dedito al vino, perché Emiliano, il proprietario, ha lavorato diversi anni nella Capitale nel campo della birra di qualità. Il negozio è piccolo, ma davvero ben fornito, con un ottimo assortimento di etichette nostrane e internazionali. Si possono trovare i più importanti birrifici italiani, oltre a pezzi da novanta dal resto del mondo: Brewdog, Mikkeller, trappisti, Flying Dog e tanti altri. Il negozio è in via di Val Tellina 118.

Concludiamo infine con il terzo punto vendita firmato Gradi Plato, che dopo Corso Trieste e Prati, ha aperto recentemente in Via Flaminia Vecchia 506, a due passi da Ponte Milvio. Chi non conosce Roma, sappia che la zona è una delle più frequentate dalla “movida” della città, soprattutto in orari di aperitivo. Una scelta molto tattica, verrebbe da pensare, anche perché i dintorni sono sprovvisti di punti vendita specializzati. L’impostazione è la stessa degli altri Gradi Plato (ampia selezione di eccellenze birrarie da tutto il mondo, più snack, gadget e bicchieri), ma con una curiosa differenza: rispetto ai fratelli maggiori, le vendite del negozio di Ponte Milvio si concentrano su una tipologia particolare di birra. Indovinate quale… Piccolo suggerimento: l’età media dei frequentatori della zona è relativamente giovane 😉 .

The Beershop Montesacro
Via di Valle Vermiglio 26
00141 Roma
Tel. 3929202341

No Name
Via Bellegra 82
00177 Roma
Tel. 06/25210793
Aperto lunedì dalle 16,30 alle 22,00, da martedì al sabato dalle 10,00 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 22,00

Alchimia
Via di Val Tellina 118
00151 Roma
Aperto anche domenica dalle 10,30 alle 14,00

Gradi Plato
Via Flaminia Vecchia 506
00191 Roma
Tel. 06 968 456 54
www.gradiplato.it
Aperto da tutti i giorni dalle 12,00 alle 14,00 e dalle 16,00 alle 22,00, lunedi mattina chiuso, domenica dalle 18,00 alle 21,30

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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24 Commenti

  1. Conosco il Beershop Montesacro, abito lì vicino. Dopo un periodo incerto post apertura (per lo meno da quello che ho visto io) mi pare che finalmente ora stia prendendo piede. Appena aperto aveva pochino, adesso ha in scaffale molte belle birrette, soprattutto perchè ha un nuovo fornitore.
    Gli altri ancora non li ho visitati, vedrò di recuperare appena posso!

    • Andrea Turco

      Al Beershop Montesacro sono stato alcune volte, soprattutto recentemente, e devo dire che l’assortimento non è niente male… c’è un po’ di tutto, ma soprattutto mi hanno detto che amplieranno l’offerta sostituendo i prodotti meno interessanti (leggasi industriali “esotiche”).

      • ahahahahah sarò io egocentrico, ma dopo i commenti al post sul Bierkeller di qualche giorno fa, ritengo quell’occhiolino, ammiccante nei miei confronti…
        Per la cronaca (o meglio, “per le cronache” :D), semmai dovessi indicare il mio stile preferito, che comunque non esiste, direi imperial stout 😉

        • Andrea Turco

          L’occhiolino era rivolto a Beermessenger, per confermare che la sua risposta è corretta. Questo per “le cronache” 😉 <-- questo invece è rivolto a te

          • No, io intendevo l’occhiolino a fine post 😀 ……..per quello rivolto a me: hai visto che battutone, si!!! sento ancora l’eco delle risate dei lettori 😀

          • Andrea Turco

            Ah no quell’altro era rivolto a tutti i lettori… quindi sì, (anche) a te 🙂

  2. Oggi mi sono accorto dell’apertura di un nuovo beershop romano.

    Birrarium Via Arendano 37. Dietro viale somalia… Mi pare non male come selezione, al più presto torno e indago.
    i beershop stanno accerchiandomi tra casa e lavoro 😀
    Attentatori maledetti!

    Certo che tra Fermento, Beershop Montescaro e il nuovo arrivato sarà una bella lotta. Tutti all’interno della stessa zona… parliamo di 2,3 km forse.

  3. A Via di Val Tellina c’è anche beerland

  4. Ciao a tutti, abbiamo, al “Beershop Montesacro”, in arrivo un fiume di novità, specialmente dal Belgio e dagli USA, ed in più l’aperitivo in piedi tutte le domeniche dalle 17.30. Le birraepiù venduta del mese sono state la VIAEMILIA del birrificio del ducato e la PUNK IPA di brewdog. CHEERS!

  5. Ma perché beerland è un beershop???metà delle birre che hanno sono grande distribuzione,le altre sono comuni e mediamente costose….la mia cantina personale è più fornita ed assortita del loro frigo….

    • Andrea Turco

      E come me lo vuoi chiamare? Pizzicagnolo? 🙂

    • Bè, non so quanto siete rimasti indietro, ma Beer Land si è spostato a piazza trilussa (precisamente in via di ponte sisto 76) è attualmente l’unico beershop a roma che oltre a 3000 birre a rotazione, avendo di tutto, tra la semplice negra modelo (che rappresenta il messico) alle più particolari cantillon, de molen, brewdog, anchor e quant’altro) vende anche una curiosa selezione di food a partire da kit di degustazione formaggi, a panini con calamari fritti (stile barcellona) al fish and chips (stile londra) ed altro. inoltre è l’UNICO ad avere una vera selezioen di gadget che non sono i soliti cavatappi che regalano i birrifici, ma gadget simpson, orologi a forma di boccale, candele in cera in bicchieri di birra e molte altre cose. Tengo a precisare che tutti i beershop sono molto ben forniti e che a roma ce ne sono veramente tanti e ognuno con peculiarità particolari, ma beer land è un franchising veramente figo.

      Buona bevuta a tutti

  6. p.s. complimenti Andrea, hai una cantina con più di 400 referenze? perche i loro frigoriferi sono con 400 referenze a rotazione…. e per quanto riguarda il supermercato della birra: tutte le birre sono BIRRE e se vai in un beershop in america trovi con estrema facilità birre industriali anche di facile reperibilità, e la politica di beerland è di farti trovare la birra brasiliana, cubana, messicana, venezuelana, spagnola, argentina di santo domingo e tanti altri paesi, per far ritrovare a molti clienti “normali” una birra che hanno conosciuto in una bella vacanza, ed inoltre per i clienti più esigenti, trovi cantillon, gueze, de molen, brewdog, sierra nevada, civale e tante altre referenze di grande popolarità nel settore birrofilo più estremo.

    scusate la punta di polemica, ma non mi piace leggere 10 recensioni tutte simpatiche e pi qualcuno che ha un beershop concorrente che sputa sentenze su altri beershop che nemmeno si sentono beershop ed hanno come slogan “i am not a beershop i am a BeerLand!”

    ciau e apparte i beershop, andiamoci a bere un bel birrone al Macchè!!!

    • Andrea Turco

      Daniele facciamo chiarezza: le recensioni le scrivo io, i commenti (anche) i lettori.

      “Tutte le birre sono BIRRE”… assolutamente in disaccordo, spero che non comunichino questo concetto ai loro clienti

      • Ciao Andrea, la mia non voleva essere una recesione, ma leggendo delle cose inesatte, volevo far chiarezza, almeno in risposta di un utente che denigrava il beerland; per quanto riguarda la frase “Tutte le birre sono BIRRE” è impostata come il discorso enoteca, a roma esistono varie enoteche famosissime tipo enoteca costantini, che oltre a vini di altissima qualità, tiene anche dei semplicissimi novelli e “vinacci”, ma essendo una enoteca deve avere più referenze possibili, per quanto riguarda la differenza sostanziale tra una normale bionda e una ottima birra artigianale rifermentata in bottiglia, penso non ci siano persone che non la conoscano, ma….perche offendere un posto che oltre alle oramai comuni gueze, cantillon, brewdog ecc ecc ecc che hanno TUTTI i beershop di italia inserisce nella gamma di prodotti anche birre semplici ma difficili da reperire tipo: negra modelo, quilmes, polar ed altre referenze “semplici”? p.s. cmq andrea mi dispiace se ti sei offeso, ma sono un lettore del tuo sito da un po, commento poco ma leggo molto anche per leggere cose nuove su questo settore, e la mia risposta polemica è stata solo fatta causa commenti letti che non mi sono piaciuti. Una buona giornata

        • e avere negra modello, polar etc etc (non sono di difficile reperibilità, gli altri le tralasciano; è diverso) vale un 100 su ratebeer autoassegnato?

          • PER DIFFICILE REPERIBILITà, INTENDO AL PUBBLICO, propio perche gli altri tralasciano questi prodotti. cmq io non ho mai commentato male nessun altro beershop, ho solo detto che cè differenza di prodott, ognuno ha il suo stile e il suo mercato, quello di beerland è di avere la maggior quantità di birre provenienti da tutto il mondo. per quanto riguarda ratebeer, sicuramente ognno con le prime recensioni si autoassegna dei valori alti, propio forse perche chi fa qualcosa ci crede e pensa sia la migliore no? almeno credo…. ripeto, sarebbe bello leggere discussioni su birra e non polemiche tra propietari di vari beershop… e rinnovo a tutti l’invito di andarci a bere una buona birra 😀

          • il compito dei proprietari è inserirsi nel database e lasciare il giudizio agli altri. Non penso che i proprietari del toronado o del barleywine.dk si siano messi il rating.

        • Andrea Turco

          Daniele non mi sono offeso, ho solo precisato una cosa visto che avevi scritto “non mi piace leggere 10 recensioni tutte simpatiche e pi qualcuno che ha un beershop concorrente che sputa sentenze su altri beershop”.

          Ho precisato la differenza tra recensioni e commenti degli utenti perché io non ho mai scritto nulla su Beerland

          Sempre per la precisione, io tra i commenti non leggo nessuna offesa nei confronti di Beerland. Se leggi il contrario indicamelo pure.

          Infine sul mettere industriali “esotiche”, a me il discorso non convince, sia da un punto comunicativo che commerciale

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