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Arioli si dimette da Unionbirrai, Schigi esce dal consiglio direttivo di MoBI

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Agostino Arioli

La settimana appena iniziata si apre con due notizie clamorose, che arrivano quasi in perfetta simultaneità. Due delle maggiori associazioni birrarie italiane escono da questo lunedì 8 marzo profondamente cambiate a livello di organigramma, poiché devono registrare due uscite di scena eccellenti. Agostino Arioli del Birrificio Italiano ha ufficializzato le sue dimissioni da Unionbirrai dopo anni di onorato servizio, mentre Schigi ha deciso di disimpegnarsi dai ruoli “istituzionali” ricoperti nel Movimento Birrario Italiano poco dopo il primo anniversario della nascita dell’associazione.

La novità di Unionbirrai è stata comunicata proprio da Agostino nel blog ufficiale del Birrificio Italiano. Dopo 12 anni di impegno, Arioli lascia quindi l’associazione che ha segnato il boom della birra artigianale in Italia. Ecco come inizia il lungo comunicato:

Cari amici, dopo 12 anni di impegno, di sogni, di realizzazioni, di soddisfazioni e di delusioni ma sempre di grande entusiasmo è arrivato il momento per me di dimettermi dal mio impegno di vice presidente per la parte professionale in Unionbirrai. Con decorso da data odierna, previo precedente comunicazione e dibattito con i miei cari colleghi.

Il progetto non è quello di darmi alla macchia, ma di continuare a collaborare su progetti mirati o gruppi di lavoro. Per quanto riguarda i corsi, rimarrò docente e resterò in affiancamento ai nuovi responsabili, Marco Giannasso in particolare per tutto ciò che è degustazione e cultura birraria, fino a quando lo riterranno loro stessi utile. A livello “emotivo”, il mio sostegno alla associazione rimarrà, sempre il solito: forte e chiaro!

Segue un dettagliato bilancio dei successi ottenuti da Unionbirrai in questi anni, come il Progetto Imprenditoriale Microbirrificio, i corsi di formazione per degustatori, il concorso Birra dell’anno, ecc. Il post si conclude con un invito  a tutti gli appassionati nel voler continuare a sostenere la birra artigianale italiana, senza alimentare gli attriti e le spaccature che hanno caratterizzato l’ambiente in questi anni (c’è anche qualche leggera tiratina d’orecchie qui e lì).

C’è un grande rammarico per avere dovuto registrare sinora  l’incapacità di noi tutti appassionati della prima ora (che sta per finire, se non lo è già) di fare fronte più comune e di confrontarci, anche litigare, perché no, nello stesso gruppo, piuttosto che fondare ciascuno la propria parrocchietta disperdendo così la grande energia che ci ha sempre animati. A ognuno la sua responsabilità, proviamo tutti a guardarle.

Ma in verità, come avrete capito, confesso che il dispiacere e il fastidio più grosso non lo provo per chi ha preso strade diverse da UB ma continua a fare qualcosa di concreto, ma per i tanti, credetemi, tantissimi, che da anni stanno appollaiati ai loro spogli rami e criticano sempre e comunque tutto quello che viene fatto da tutti, senza mai avere il coraggio e il cuore di metterci del loro. Trovo che sia una condizione umanamente molto triste, specchio della odierna realtà, ahimè.

Unionbirrai dunque saluta il suo vice presidente per la parte professionale, sebbene dal comunicato non si faccia menzione dei motivi che hanno spinto Agostino a prendere questa decisione.

Schigi, al secolo Luigi D'Amelio
Schigi, al secolo Luigi D’Amelio

Nelle stesse ore sono arrivate anche le dimissioni di Schigi da vicepresidente e membro del consiglio direttivo di MoBI. In questo caso le voci di corridoio in tal senso già si rincorrevano da mesi e i motivi della dipartita erano ormai di dominio pubblico: Schigi sta per lanciarsi in un nuovo progetto brassicolo (leggasi birrificio) e vuole evitare evidenti conflitti d’interesse. Il breve comunicato, apparso sul forum di MoBI, è una sorta di rapido bilancio di questo primo anno dell’associazione, cresciuta notevolmente in quews. Nell’annuncio, egli spiega che comunque porterà a termine gli impegni già programmati con MoBI.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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8 Commenti

  1. In bocca al luppolo a tutti e due e spero di ritrovarci tutti insieme a bere e a parlare delle vostre birre negli anni futuri…

  2. io trovo semplicemente squallida la filippica su divisioni, spaccature, rami appollaiati, anonimati e amenità varie e poi “dimenticarsi” di Schigi nel capitolo corsi degustazione, di Bertinotti, Max Faraggi, Kuaska e altri nel capitolo Birra dell’Anno (ed altri) scrivendo poi “ma in verità, come avrete capito, confesso che il dispiacere e il fastidio più grosso non lo provo per chi ha preso strade diverse da UB ma continua a fare qualcosa di concreto”

    io non conosco le beghe che hanno portato alle note diaspore. ma se si vuole fare un bilancio, lo si faccia onestamente, magari con un po’ di autocritica visto che di queste spaccature probabilmente è stato il protagonista

  3. Una nota (non da poco, però…) Schigi non ha lasciato MoBI, si è “solo” dimesso dalla carica di membro del consiglio direttivo (e da vice-presidente) per le ragioni che hai scritto.
    Scrivere che “Schigi ha deciso di lasciare il Movimento Birrario Italiano” è inesatto.

  4. @Darkav
    Grazie della segnalazione, avevo capito male. Correggo.

  5. approvo quanto dice agostino arioli!

  6. Caro Andrea, ho notato nella tua introduzione che hai messo in neretto una frase dove dici che non si fa menzione dei motivi per cui ho dato le mie dimissioni. La motivazione è che dopo dodici anni sento che ho voglia di togliermi da questo impegno che non è solo formale ma comporta tempo e dedizione che ora voglio (e devo, per responsabilità verso la creatura Birrificio Italiano) invece girare sulla mia attività professionale. Inoltre trovo bello che altri entrino a dire e fare la loro, lo trovo anche sano e potenzialmente molto utile per UB. Ripeto anche che operativamente, ma solo su progetti specifici, gruppi di lavoro, resto disponibile anche se, appunto, con impegno ridotto. Cari Saluti, Agostino

  7. @Agostino
    Ciao e grazie per la precisazione. Ho messo in neretto la frase perché credo fosse ciò che chiunque poteva chiedersi leggendo il comunicato sul tuo blog, cioè sapere i motivi della tua decisione. Motivi che nel commento hai spiegato con chiarezza e che sono assolutamente comprensibili. In bocca al lupo per tutto!

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