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La legge di stabilità mette a rischio la birra agricola

In questi ultimi tempi abbiamo sempre affermato che per fortuna la crisi internazionale non ha intaccato la costante ascesa della birra artigianale in Italia (e all’estero). Tuttavia sarà probabilmente la crisi economica nazionale a decretare il netto ridimensionamento di uno dei fenomeni più impressionanti emersi nel nostro settore: quello della birra agricola. Come riportato da Il Sole 24 Ore, infatti, il testo definitivo della legge di stabilità redatto dal governo Monti prevede, tra le altre cose, la cancellazione di una serie di agevolazioni per le aziende agricole. In particolare della tassazione forfettaria per le srl costituite da imprenditori agricoli per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti, che è stato il motivo principale della repentina diffusione della birra agricola nel nostro paese. Ma andiamo con ordine…

Il concetto di birra agricola è nato in Italia nel settembre del 2010, quando il decreto ministeriale 212/2010 stabilì che la birra non era più una semplice bevanda, ma un prodotto agricolo. Questo cambiamento nella definizione ebbe ripercussioni molto interessanti, perché inquadrò le attività di produzione brassicola all’interno del mondo agricolo. Che tradotto in soldoni – è il caso di dirlo – ha significato principalmente due cose: accesso a bandi comunitari per il finanziamento di progetti  agricoli (quindi anche la creazione di birrifici) e possibilità di adottare un regime fiscale agricolo. Affinché tutto questo fosse possibile, era fondamentale che almeno il 51% dell’orzo impiegato dal birrificio fosse di produzione propria.

La cartina di tornasole per comprendere i vantaggi legati alla birra agricola è stato il gran numero di birrifici agricoli sorti (o diventati tali) nel giro di pochissimi mesi. Il festival a tema tenutosi a ottobre 2011 – cioè solo un anno dopo il decreto ministeriale citato in precedenza – vantò la presenza di 10 agribirrifici, mentre la cosiddetta agribirra aveva già ottenuto visibilità su mass media e a livello politico. L’affare divenne interessante anche per nomi già affermati: a inizio 2012 Baladin annunciò la sua trasformazione in birrificio agricolo e recentemente i fratelli Vecchiato hanno deciso di attribuire la stessa caratteristica al loro futuro Birrificio Antoniano.

In parole povere la nascita della birra agricola ha creato un fenomeno di convergenza proveniente da due direzioni diverse: da una parte aziende agricole già esistenti hanno iniziato a cullare l’idea di fare birra, dall’altra alcuni birrifici artigianali hanno cominciato la produzione di orzo in proprio per sfruttare i vantaggi legati all’agribirra. Rispetto a quest’ultimo fenomeno, chiaramente non tutti hanno potuto avvantaggiarsi della novità: chi disponeva di terreni ha potuto convertirli per la coltivazione di orzo, gli altri hanno continuato a essere “semplici” birrifici. Da qui una clamorosa diversità di trattamento, che ha posto le basi per enormi squilibri in un ambiente così piccolo (e perciò fragile) come quello della birra artigianale.

Tutto ciò però appartiene al passato, perché, come detto, la legge di stabilità tenderà a cancellare parte di questi vantaggi. Siamo ancora nell’universo delle ipotesi, poiché si tratta di un disegno di legge che presumibilmente incontrerà diverse opposizioni – sebbene mi è parso di capire che il dibattito non riguarda i passaggi a noi cari. Il documento tra l’altro deve ancora essere ricevuto dalla Camera, perciò l’iter legislativo è ancora in alto mare. Se tutto procederà come ci si aspetta, comunque, le nuove regole entreranno in vigore dal 1 gennaio 2013.

Ammetto che non sono un esperto in materia ed è probabile che le mie conclusioni siano completamente sbagliate. Ma se ho capito bene, la legge di stabilità non cancellerà quanto stabilito dal decreto del 2010, bensì solo la parte riguardante la tassazione agevolata resa possibile dalla Finanziaria del 2007. In pratica la birra continuerà ad essere un prodotto agricolo e gli agribirrifici potranno sperare ancora nei finanziamenti europei. Perderanno invece le agevolazioni fiscali in materia di sottrazione dell’aliquota compensativa.

Visto però l’entusiasmo con cui è stata accolta la novità da parte dei “nemici” della birra agricola, ritengo che la legge della stabilità imporrà un forte freno ai vantaggi ad essa associati. I birrifici che avevano puntato all’agricolo non torneranno indietro, ma bisogna capire quanto la “conversione” che ha coinvolto tanti produttori sia ancora conveniente nel lungo periodo.

Attendo l’intervento chiarificatore di chi ne capisce qualcosa in più del sottoscritto.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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66 Commenti

  1. Per certi versi meglio così.
    Meno spazio di manovra per birrai affaristi dell’ultima ora, senza passione e in cerca di grana (vedi coloro che con la storia dell’agriturismo ci si fecero la casa)

  2. proprio adesso che mi avevano convinto…..che rottura….non se ne può pensare una…

  3. In Italia vi sono due cose che godono di privilegi (per pochi) intoccabili. Petrolio (e derivati…vedi settore auto) ed ovviamente Agricoltura. Sono pronto a scommettere che se, anche passasse il decreto, a breve ne uscirebbe un altro che rimetterebbe le cose a posto, magari anche in meglio.

    • Andrea Turco

      Beh non dimentichiamoci del vino 😉

    • Il problema è che probabilmente siamo arrivati alla resa dei conti tra gli interessi dei privilegiati “nazionali” ed interessi dei privilegiati “globali”, ed evidentemente non c’e’ storia.

      Un grandissimo problema del fare impresa in questo paese è proprio questa incertezza delle leggi, oltre all’assurda pressione fiscale che grava sugli onesti.
      Oggi fai un business plan, dopo che ci hai investito un capitale ti cambiano le carte in tavola. A me sembra scandaloso.

      Inoltre, aldilà della questione birra, era un bene avere sgravi fiscali per l’agricoltura nazionale, visto che i grandi capitali godono di posizione dominante e possibilità di lobbying globale che l’agricoltura nazionale si sogna (vedi obbligo per i paesi ue di piantare ogm).

      • Andrea Turco

        Purtroppo il discorso del business plan stravolto perché improvvisamente cambiano le regole del gioco non è un problema solo italiano. Mal comune…

      • ma l’avete letto, almeno, l’articolo? basta la prima riga

        i vantaggi fiscali dovrebbero perderli solo le società di capitali, cioè proprio “i grandi capitali ecc.” che fanno i furbi coi nostri soldi di sovvenzione, non il singolo imprenditore agricolo o le società di persone

        • Forse abbiamo un metro di misura diverso quando parliamo di “grandi capitali”.
          Non intendevo il giro di fatturato di una srl/snc o cooperative agricole, parlavo piu’ che altro di interessi delle multinazionali che tra paradisi fiscali, azioni di lobbying e sfruttamento del territorio senza dare indietro nulla sono quelle che hanno tutto da guadagnare dall’affossamento dell’agricoltura nazionale (proprio in quanto globali).

          • se vuoi agevolazioni basta che fai l’imprenditore agricolo, dov’è il problema?

            facciamo qualche nome e cerchiamo di non essere ipocriti. troppo facile prendersela con la Nestlé della situazione, sa un po’ di demogogia. tantomeno credo che la soluzione allo sfruttamento del territorio sia una tassazione agevolata. vivo in mezzo alle risaie ed agli allevamenti, non raccontiamoci fregnacce per cortesia, conosco più di un milionario “a tassazione agevolata”

            Interbrau, birrificio ex agricolo la cui “agricolità” potrebbe essere stroncata ancora prima di nascere, è un distro di birra leader di mercato che fattura MILIONI di euro, ha agenti sparsi su tutto il territorio e conosco anche qualche capoccia, ti assicuro che non hanno bisogno di agevolazioni fiscali per tirare la fine del mese. sono una S.p.A., società di capitali. mi spieghi, di grazia, per quale motivo dovrei finanziare con le mia imposte degli sgravi fiscali per loro? non sono in grado di pagarle come tutti gli altri e fare il loro lavoro secondo te?

            discorso analogo per Baladin, che è una srl. e così via

            l’agribirrificio Morosina è un’azienda agricola, continuerà a pagare in regime fiscale agevolato. quindi, dov’è il problema di cui parli?

            si può favorire l’agricoltura penalizzando chi la distrugge, senza regalare rendite a chi non ne ha bisogno e distorcendo il mercato

    • GLI AGRICOLTORI NON SONO DEI PRIVILEGIATI PROVA TU, NON SO CHE LAVORO FAI, A CAMPARE CON QUELLO CHE TI DA LA TERRA E SOPRATTUTTO CON I COSSIDETTI FINANZIAMENTI EUROPEI , CHE PER CHI LAVORA IN AGRICOLTURA SERIAMENTE NON ARRIVANO MAI,… O NON RIENTRI MAI NEI REQUISITI PER AVERLI!!

  4. ciao Andrea,
    seguo sempre con interesse il tuo blog.
    @Anon: potresti spiegare la tua frase “vedi obbligo per i paesi ue di piantare ogm”?

  5. il nostro paese non può impedire la coltivazione di varietà già approvate a Bruxelles non vuol dire “obbligo per i paesi ue di piantare ogm”.

    vuol dire che non sono autorizzate a VIETARE senza ragioni.

    Esattamente il contrario: quella che sta trionfando è la lobby anti-ogm. soprattutto in Italia. In parte per spingere il bio ovviamente, in parte per una paura dettata soprattutto dall’ignoranza dell’argomento.
    cosa ribadita anche dall’articolo che hai tu linkato:
    “Le posizioni dell’opinione pubblica italiana, fortemente contraria agli Ogm, sono spesso dettate da fattori psicologici, che vedrebbero gli alimenti geneticamente modificati come possibile causa di malattie, seppure la stessa Commissione Europea abbia finanziato, con oltre 300 milioni di euro dal 1982, circa cinquanta ricerche sull’argomento, e seppure tutte abbiano affermato l’inesistenza di relazioni tra gli Ogm e i maggiori rischi per l’ambiente, l’alimentazione e la sicurezza alimentare rispetto alle coltivazioni tradizionali. Anzi, alcune varietà Ogm sono in grado di respingere naturalmente i parassiti senza l’impiego di pesticidi dannosi per la salute e per l’ambiente, nonché di crescere in ambienti aridi. Tra queste varietà c’è anche il mais M810 (chiamato YeldGard secondo il nome dello sviluppatore Monsanto).”
    non voglio tediarvi con una lunga dissertazione, visto che siamo parecchio off topic, ma mi sembrava giusto intervenire si questo argomento sul quale si fa tanta disinformazione

    • a dire il vero gli ogm sono anche piu’ resistenti ai diserbanti, e quindi vero il discorso pesticidi ma opposto l’effetto sui diserbanti. E cominciano a saltar fuori le prime ricerche
      http://www.ilfattoalimentare.it/glifosato-topi-cancerogneo.html
      Ovviamente anche queste andranno verificate.

    • Secondo me invece “Le posizioni dell’opinione pubblica italiana, fortemente contraria agli Ogm” sono una buona ragione per vietarli.

      • @Anon Secondo me no. L’opinione dell’uomo della strada conta meno di quella di un esperto. La scienza non è una questione di democrazia.
        Vi ripeto. Siamo parecchio off topic, ma se volete possiamo addentrarci parecchio nella discussione, ma rischio di perdervi per strada se non so quale sia il vostro background in fatto di genetica, biotecnologie, diritto internazionale dell biotecnologie, legislazione europea, sicurezza alimentare.

        @Amarillo: Seralini è un cialtrone.
        un articolo piuttosto accessibile che parla della bufala delle ricerche di Seralini è il seguente http://www.lastampa.it/2012/10/10/scienza/ogm-e-tumori-tutti-gli-errori-di-una-beffa-mondiale-l7cSTMb7KwlZVrlIUbUJQL/pagina.html

        Senza polemiche, ma sono sensibile all’argomento.
        Come dicono gli amici del blog “biotecnologie basta bugie” (tutti studenti di biotech e dottorandi come me), “Perché chi ne sa, di OGM e dintorni, è giusto che ne parli…”

        • @cm grazie del link. Ma sull’aumento della quantita’ dei diserbanti e’ vero o no? Domanda maliziosa ma non troppo: e perche’ molte specie autoctone resistenti alla siccita’ (con le radici che vanno piu’ un profondita’ a prendere l’acqua dove c’e’) dovrebbero essere sostituite con gli ogm? E’ vero che la maggior parte degli esperimenti per creare piante OGM ha prodotto piante che non sopravvivono e questo mais e la patata sono tra le poche eccezioni?
          @AT, tutti scusate per OT

          • Andrea Turco

            Nessun problema in questo caso con l’OT, penso sia un argomento che possa interessare a molti

          • @amarillo: ho provato a rispondere per 2 volte ma credo che il messaggio non sia partito per chi sa quale problema. Sono un po’ impicciato in lab.
            ti rispondo forse stasera, più probabilmente domani
            @Andrea, grazie per “l’ospitalità”su questo blog
            🙂

      • secondo me bisognerebbe rispettare la libertà di tutti. io per esempio sono uscito dal medioevo da un pezzo e non ho nessun problema con gli OGM, se mi si garantisce che ci sono organismi seri e indipendenti che valutano il tipo di modificazione genetica che è stata apportata. mi pare una maniera più semplice ed efficace di fare quello che si fa da secoli, incroci e selezione di varietà. voglio avere la possibilità di trovarli, se ho voglia di acquistarli. basterebbe fosse indicato per legge sulle etichette e ognuno sceglie

        forse, semplicemente, bisognerebbe creare OGM non per renderli più resistenti ai diserbanti per poterne spruzzare una tonnellata… ma per altri obbiettivi

        se poi invece mi volete dire che l’Italia ha tutto l’interesse economico a fare del terrorismo alimentare essendo noi il paese con le specialità ortofrutticole più varie al mondo, allora è un altro paio di maniche

        • Amarillo, ci ho messo un po’ a capire le tue domande.
          Non voglio essere troppo didascalico, ma non si possono fare discorsi generali sugli ogm.
          Non è una categoria dell’essere. È solo una tecnologia, che di per sé è neutra.
          Può essere usata per scopi più o meno utili, per massimizzare il profitto tanto quanto per fini umanitari (i.e. golden rice). Bisogna valutare sempre caso per caso.
          Non so a cosa ti riferisci quando parli di aumento della quantità dei diserbanti.
          Il glifosato è stato inventato e commercializzato dalla monsanto fin dagli anni ’70 (tra l’altro il brevetto è anche recentemente scaduto e altre compagnie possono produrlo).
          ha il vantaggio di essere efficace ad ampio spettro (agendo su un particolare enzima che praticamente tutte le piante hanno), inibendone la crescita. Non è particolarmente dannoso a livello ambientale perché viene degradato piuttosto facilmente (nell’ordine di settimane, mi sembra).
          Un’applicazione sensata per una compagnia che ti vende tale diserbante è appunto inserire un gene nella pianta da coltivare per renderla resistente a tale agente chimico.
          Il vantaggio è in termini di tempo e fatica per il contadino, perché può seminare e dare il glifosato anche con il campo già seminato o con le piantine in crescita.
          Probabilmente se fossi contadino sarei contento di non dover andare a sterrare a mano le infestanti.
          ma stiamo parlando cmq di un’applicazione che ha senso su larga scala, quindi il contadino avrebbe usato comunque qualcosa. qual è dunque il senso della domanda se gm= più diserbanti?

          per quanto riguarda la seconda domanda
          “perche’ molte specie autoctone resistenti alla siccita’ dovrebbero essere sostituite con gli ogm? “

          Chi lo ha detto?
          Stiamo sempre parlando di applicazioni industriali su larga scala. Per cui le coltivazioni sono sempre quelle: mais, soia, riso etc…
          è possibile migliorare queste specifiche piante di interesse globale per poterle crescere in ambienti con meno acqua (o perché ce n’è sempre meno in certe zone o per poter sfruttare terre prima inutilizzabili dall’agricoltura) ?
          La risposta è sì, prendendo appunto spunto dalle piante con radici che vanno più in profondità o aumentando il numero di capillari per aumentare la superficie captante acqua.
          C’è chi la vede come una via percorribile per un futuro sostenibile, c’è chi ha opinioni diverse e riesce a vedere del marcio in questo approccio.

          La tua terza domanda è quella che mi provoca le maggiori difficoltà nel rispondere.
          “E’ vero che la maggior parte degli esperimenti per creare piante OGM ha prodotto piante che non sopravvivono e questo mais e la patata sono tra le poche eccezioni?”
          Se avessi familiarità con l’ambiente di laboratorio sapresti che è sempre così: fai un sacco di esperimenti e un sacco di cose non funzionano. O non funzionano come vorresti.
          ma è lo stesso in campo farmaceutico, chimico etc.
          se il senso della tua domanda è: “è vero che è una tecnologia fallimentare che finora ha dato pochi frutti?”
          La risposta è no.
          Le applicazioni possibili finora sono non molte e quasi tutte finalizzate a rendere resistente a erbicidi (vedi il caso glifosato/roundup ready prima citato) o resistente ad insetti ed altri pest.
          Entrambe le tecnologie sono piuttosto efficaci e per questo molto diffuse, perché garantiscono a chi li utilizza buoni margini di profitto.
          Tuttavia non sono le uniche applicazioni.
          Il problema fondamentale è che l’Europa avendo demonizzato gli ogm ha anche ucciso la ricerca pubblica in campo di biotecnologie agrarie. E gli alti obiettivi che invocava Stefano (forse maggior contenuto di vitamine o antiossidanti o aminoacidi rari) non saranno probabilmente le industrie private a perseguirli.
          vi lascio con questo amaro articolo sulla distruzione di un campo che era all’avanguardia 30anni fa…
          http://daily.wired.it/news/scienza/2012/06/13/ogm-tuscia-ricerca-57864.html

          @Ricci
          l’organismo ed i principi che tu invochi già esistono.
          l’EFSA (european food and safety agency) fa appunto quello che tu chiedi, mentre il diritto all’informazione del consumatore è garantito dalla normativa, che prevede l’obbligo di etichettatura per prodotti che contengono OGM al di sopra della soglia dello 0,1% (limite strumentale di detection).

          • @CM

            lo so ovviamente che esistono, infatti era un passaggio retorico, stressavo il punto su autorevolezza e soprattutto indipendenza… senza far dietrologie o richiamare servizi televisivi ben noti, si sa che le lobby sono forti e influenti e che l’obbiettivo dei top manager è quello di massimizzare il proprio bonus nel breve periodo, se ne fregano se poi (vedi tabacco, banche…) 30 anni dopo la magagna viene fuori e l’azienda deve risarcire miliardi di euro

            sull’etichettatura non sono informato, ma leggevo da qualche parte proprio questi giorni chi proponeva l’obbligatorietà di indicare gli OGM in etichetta, ergo… d’altronde leggo spesso “OGM FREE” ma mai “contiene OGM”, magari sono stato disattento, ma non ricordo queste indicazioni… magari perché in Italia di OGM non ne girano

            riguardo al tuo discorso, a me il punto che affascina di più su OGM non è solo l’aspetta nutrizionale, ma proprio quello organolettico. chessò, crei il pomodoro che cresce in Olanda al freddo ed è buono come quello del Sarnese-Nocerino, invece che quelli in serra che ci ritroviamo nei supermarket attualmente. e così via, invece che distruggere la biodiversità, potrebbe aumentarla (anche se immagino i costi sia un grosso ostacolo)

          • @ricci
            Ti chiedo se davvero pensi che la monsanto (90% dei brevetti ogm, senza contare che producono loro gli erbicidi piu’ venduti al mondo da un trentennio con i risultati sulla flora e fauna che sono davanti agli occhi di tutti) abbia interesse a produrre varieta’ di qualita’ e aumentare la biodiversita’ piuttosto che al contrario, diminuire csti, qualità, varietà e biodiversità?
            Dove quel 20% rimanente tra l’altro è in mano a bayer, basf, pioneer, sygenta…
            Cioe’ ti aspetti la Lenticchia di Castelluccio di Norcia © ® e ™ by pioneer?

          • @Anon

            stiamo parlando di due cose diverse. tu stai parlando della Monsanto, che è una multinazionale che fa tante cose compresi gli OGM, e fai un discorso politico

            io sto parlando di OGM, che è una tecnologia. a me della Monsanto non me ne frega niente. se agli europei la Monsanto sta sulle balle, si poteva creare un’istituzione pubblica europea che sviluppasse una ricerca sugli OGM in linea con i valori etici di cui parli, che magari facesse concorrenza alla Monsanto, senza essere tagliati fuori dalla ricerca scientifica

            il bando, do ragione a CM, è una scelta inutile e oscurantista, è un mettere la testa sotto la sabbia. il risultato sarà che fra 30 anni quando anche noi ci magneremo il mais OGM come tutti (perché costerà molto meno e non mangiarlo aumenterebbe i costi per il nostro sistema, oppure banalmente perché i cambiamenti climatici aumentereanno la desertificazione) arricchiremo USA e Cina, invece che noi stessi

          • @ricci
            “perché costerà molto meno e non mangiarlo aumenterebbe i costi per il nostro sistema, oppure banalmente perché i cambiamenti climatici aumentereanno la desertificazione”

            Non penso saranno questi i motivi, piuttosto lobbying, guerra economica e se non dovesse bastare (ma non penso che ci sarà alcun intoppo visto come è messa la sovranità nazionale) potremmo fare la fine della Libia (che non cito a caso).
            Per quanto mi riguarda non ho nulla contro la ricerca in questo senso, ho molto invece contro il piantare e rendersi schiavi di un sistema brevettato da una multinazionale, tra l’altro con trascorsi noti a tutti, in ambiti cosi’ importanti (parliamo di sopravvivenza).
            Se avessimo un briciolo di sovranità io sarei ben d’accordo allo sviluppo di queste tecnologie in ambito statale, evidentemente con licenze ben diverse dai brevetti usa.

          • ripeto: tu parli delle mele, io delle banane

            in Europa non si studiano gli OGM grazie all’ignoranza e al terrorismo mediatico che è stato fatto. non vedo quale sia il ruolo della Monsanto in tutto ciò

            altrimenti nel tuo discorso potremmo infilarci pure le banche e le aziende farmaceutiche, e non mi pare la soluzione sia tornare al baratto e alle erbe officinali

  6. La prima domanda che fa un ignorante in materia: perchè gli ogm ed a cosa servono?

    • scrivere ogm-free è un pleonasmo visto che in europa vige il Bando.
      (in realtà è marketing).
      sul discorso delle lobby è vero anche il contrario.
      fa comodo pensare che si la multinazionale senza cuore a corrompere il legislatore o gli organi di controllo.
      Ma se dicessi che dietro Seralini c’è Carrefour?
      guardate su wikipedia le dimensioni rispettive di Carrefour e Monsanto e fatevi qualche domanda
      (E tanto per restare in Italia, pensate alle campagne terroristiche della Coop e di nuovo confrontate i fatturati del difensore della nostra tavola e della multinazionale senza cuore sopra citata).
      sulla domanda di Carlo: perché l’automobile? il cavallo inquina di meno..

      • Il fatto che ci sia lobbysmo da ambo le parti non mi rassicura.
        Inoltre carrefour non ha l’80% del mercato mondiale in mano.
        Domani Carrefour non puo’ decidere di alzare il costo della materia prima rovinando cosi’ un paese.
        E non puo’ nemmeno mettere questa cosa sul piatto di una bilancia.

        Domani invece monsanto aumenta il prezzo delle sementi del 5000%.
        Oppure se un paese reclama sovranità in qualche scelta, monsanto ha tale arma in mano.
        Parliamo di brevetti e di aziende che devono fare profitto, non aiutare i popoli.

        • non so quanto hai seguito di quello che ho scritto o magari non sono stato chiaro a sufficienza.
          Monsanto è l’unica vincitrice di questo nostro atteggiamento medioevale perchè non essendo europea si è rafforzata sul resto del mondo.
          (e cmq non è monopolistica, quindi pure se aumentasse il prezzo delle sementi ci sarebbero altre opzioni)
          aver instillato il concetto che GM è male ha bloccato tutta la ricerca pubblica e privata, per cui non abbiamo più know how per farci le varietà che SR vorrebbe da soli.
          Però siamo contenti di sborsare fior di quattrini per prodotti scadenti a marchio BIO, perchè BIO=buono e sano

      • CM, adesso non sbracare… suvvia, dietro Serallini ci sarà pure il Carrefour, ma chi se lo impipa? ma secondo te è più influente ‘sto Serallini o schiere di lobbysti (è una vera e propria professione) che in USA e UE di lavoro ungono (legalmente si spera) i vari meccanismi di potere per fare gli interessi di chi rappresentano? non è un’opinione, è un dato di fatto… te li ricordi i lobbysti del tabacco, riuscivano a far dire all’informazione che fumare fa bene e nessuno che alzasse un sopracciglio. ecco, direi che va bene gli OGM, ma non sottovalutiamo l’esigenza di scienziati veramente indipendenti che valutino i vari prodotti

        la Coop sarà pure scorretta, se uno non è babbeo lo capisce al volo il magna magna che c’è dietro al OGM-free, ma la se la Coop ti vende una melanzana come si fa da 10000 anni al massimo farai fare più soldi al sig. Coop e amen, se Monsanto o chi per loro ti vendono una melanzana 2.0 voglio essere sicuro al 200% che sia innocua… perché se qualcosa è andato storto e il lobbysita unge per insabbiare, non ci perdo 5 euro all’anno di spesa, ma la pelle. non so se cogli la differenza, che va oltre il fatturato

  7. un’integrazione sulla parola bando:
    c’è stato ufficialmente un bando totale di ogni ogm, della durata di circa 10 in attesa che i legislatori definissero le procedure per l’approvazione e la gestione degli OGM una volta coltivati (es. distanze minime tra campi GM/non GM per evitare cross-pollination etc.).
    da un paio di anni il meccanismo di approvazione è finalmente in moto e un paio di prodotti hanno finalmente passato i tortuosi passaggi per l’applicazione.
    essendo in Europa, il meccanismo prevede che se è autorizzato a livello centrale, un tale prodotto non possa essere bloccato a piacimento dalla nazione x (il sospetto è quello di una blocco pretestuoso).
    tuttavia le nazioni più retrogade si stracciano le vesti invocando la clausola di salvaguardia, che permette di bloccare temporaneamente un prodotto se sussistono (motivati) dubbi sulla sua sicurezza.
    Gli spalatori di merda esistono ed esisteranno sempre e basta una ricerca fasulla per dare il pretesto a questo o quel governo di bloccare il prodotto in questione

  8. >sulla domanda di Carlo: perché l’automobile? il cavallo inquina di meno..
    Mi sembra un ottima risposta, chiara ed esaustiva. Grazie per la delucidazione!

    • mea culpa.
      se hai qualche minuto ti invito a leggere questo:
      http://www.salmone.org/ogm-cosa-sono/

      @Anon, non ho la presunzione di voler cambiare il tuo modo di pensare, ma prova a considerare questo (sempre dalla sopra citata pagina), in relazione a quello che tu dici:
      “…Ma anche a Monsanto queste scelte si sono rivelate funzionali perché hanno spazzato via dal mercato le decine di piccole aziende biotecnologiche che non potevano disporre degli enormi fondi da investire nelle validazioni sanitarie dei loro brevetti. Altrettanto dicasi per le proprietà intellettuali delle Università e centri di ricerca che sono stati messi fuori gioco dallo strapotere delle grandi multinazionali del settore…
      …Oggi si stima che servano circa 50 milioni di euro per commercializzare un prodotto da OGM dimostrando così come questi restino dei prodotti prettamente industriali.”

      • Da quel che ho capito, con gli OGM ci saranno meno infestazioni nelle colture (per ora di 4 tipi) vista la loro resistenza a quasi tutte le malattie. E quindi una maggior produzione disponibile.
        C’è un dubbio che però rimane: attualmente una percentuale non irrilevante di cibo “prodotto” viene sprecata e buttata, il rischio non è quindi di avere una maggior produzione che genererà un maggior spreco? Alla ricerca sugli OGM, viene affiancata una ricerca sulla “gestione” di questa maggior produzione e disponibilità che si avrà proprio grazie agli OGM?

        • ma che c’entra? prerequisito per studiare gli OGM è che ogni cristiano abbia una gestione efficiente del proprio frigorifero?!? lo sai vero a che ritmi cresce la popolazione mondiale? risolvi il problema spendendo la schiscetta con gli avanzi?

          ma poi, se uno ha voglia di sprecare, che fastidio ti dà? e tocca ai ricercatori di OGM occuparsi di ridurre gli sprechi? la maggior parte dei mal di gola avviene perché la gente non mette la sciarpa: blocchiamo la produzione di aspirine? mah…

          • Hai ragione, anzi ragionissimo, non c’entra assolutamente niente. Ma proprio niente. E l’ho capito grazie al tuo esempio sciarpa/aspirine. Grazie!

          • e mi sa che se secondo te per risolvere i problemi alimentari dei prossimi 50 anni sia sufficiente razionalizzare gli sprechi non ci sia molto da discutere…

            ma poi a te la voce “riduzione di costi” dice niente? se un agricoltore può ottenere lo stesso raccolto lavorando la metà glielo vogliamo impedire perché lasciamo marcire le mele nel frigo? annamo bene…

          • Dimmi quando negli ultimi 50 anni la possibilità di raddoppiare la produzione dimezzando i tempi ha portato alla riduzione del lavoro di una qualunque categoria anziché all’aumento dello sfruttamento (oltre favorire la creazione di sacche di disoccupazione per poter abbassare i salari) sulla categoria stessa.

            A cosa serve continuare a sovraprodurre in un mercato gia’ di per se saturo (tanto che si spreca una marea di roba, e non solo nei frigoriferi della gente per fare la schiscetta agli africani.)? La convenienza è tutta per i grossi (i soliti 4 o 5), i costi sono tutti sulla cittadinanza.
            Ormai si vendono i prodotti scaduti a prezzo ribassato, pensa che necessità c’e’ di incrementare la produzione.
            Ripeto, per quanto mi riguarda bisognerebbe togliere la validità di sti brevetti in europa (visto che si dice siano per il bene dell’umanità) e sovvenzionare la ricerca statale, a quel punto spingere sui risultati pubblici e allontanare questi giganti (che sono pericolosissimi in questo ambito, come abbiamo gia’ visto durante tutta la storia).
            Evidentemente pero’ tutto sto discorso va avanti (anche se la gente NON li vuole gli ogm), solo perché c’e’ qualcuno che fa lobbying, e allora se stiamo qui a parlarne probabilmente monsanto qualcosa a che fare col nostro discorso ce l’ha.

          • dimmi quando negli ultimi 5 milioni di anni un arretramento tecnologico ha portato ad un miglioramento della qualità della vita

            ti manderei al lavorare a Londra durante la rivoluzione industriale, poi vediamo se la possibilità di decuplicare la produzione grazie alla tecnologia ha migliorato o meno la qualità della vita di chi lavora a Pomigliano. cerchiamo di essere un minimo obbiettivi

            voi state parlando di politica, cosa della quale in questa sede a me non frega nulla, e state dicendo delle banalità su cui il 98% delle persone può essere d’accordo. se il problema è la Monsanto, prenditela con la Monsanto, non con gli OGM

            la gente non vuole gli OGM perché è disinformata e riempita di balle dagli organi di informazione. non puoi pretendere che tutti siano esperti di biogenetica in grado di giudicare da soli

  9. CM scusa ..ma quanti anni hai?
    Probabilmente sei un pò invasato di sana sub-cultura universitaria….
    Là fuori ci sono dei lupi che pagano lo stipendio ai tuoi professori, ai commissari UE e a molti parlamentari…….
    Io ero come te appena uscito dalla facoltà di Agraria di Perugia…e consigliavo a molta gente di utilizzare gli ultimi ritrovati in fatto di erbicidi-fungicidi..ed altro ben di Dio…
    Salvo scoprire poi..dopo qualche anno che molti di quei preparati erano cancerogeni…
    Io ho poi fatto esperienza in una Multinazionale Leader del Settore ed una delle prime a lavorare pesantemente nel campo degli OGM….e ti posso dire che lo scopo di quelle aziende non è ottenere la santità e fare del bene ma è quello di massimizzare gli utili su scala globale…
    Monsanto in particolare è conosciuta per essere un’azienda molto spregiudicata ..fattelo dire da uno che lavorava alla concorrenza….
    Quindi la “diffidenza” è bene averla a prescindere…non farei una dichiarazione di fede come fai tu.

    C’è poi un discorso relativo al Bene Strategico dell’Italia che io reputo essere la Biodiversità Agro-Gastronomica (oltre al turismo)…… non possiamo immettere nei nostri campi degli organismi OGM brevettati dalle multinazionali che stravolgerebbero totalmente l’ecosistema stupendo dei nostri microambienti italici…..
    Uno dei problemi degli OGM. una volta provato che tutti siano innocui (e per vedere questo ci vogliono decenni di anni di test), è che non si limitano a rimanere isolati nei loro campetti ma che producono polline che poi inevitabilmente và a imputtanare in via del tutto artificiosa e non controllata l’ecosistema circostante …..
    Io credo che il rischio è troppo alto per valere la pena di essere corso…..mi limito a dire solo questo…e non è un fatto di scienza o non scienza ma solo una scelta di buon senso da un lato e solo un fatto di tanti soldi dall’altro lato….
    Poi è provato che al mondo non serve più produzione agricola…..ma solo una migliore gestione delle risorse …

    • Guarda se mi tocca passare da sostenitore della Monsanto…
      Mai detto di essere a favore delle sue politiche commerciali, né fan dei suoi prodotti.
      Ho detto semmai che hanno funzionato bene (mettiamoci dentro anche per le pratiche aggressive e di lobby), ma davvero chiudiamola qua con le multinazionali.
      Io sono incazzato perché questa guerra santa contro la multinazionale cattiva ha avuto come risultato il blocco della ricerca universitaria nel settore, mentre la multinazionale cattiva ha continuato a fare i suoi sporchi affari.
      grazie Bruno per l’invasato 
      Come se dice a Roma (per la gioia del tuo arcinemico fermo) “nun piscio dar ginocchio”.
      che non so come funzionano le lobbies? Cercavo di portare all’attenzione dei più che ci sono anche degli interessi in campo opposto (vedi Carrefour che finanzia una fondazione pseudoscientifica il cui scopo è provare che gli ogm facciano venire il cancro).
      Io condivido il tuo pensiero che il Bene strategico dell’italia è la Biodiversità agro-gastronomica.
      Ma per proteggere i prodotti locali è davvero necessario demonizzare qualcosa?
      Se entriamo nel tecnico, la stragrande maggiorparte del territorio italiano, data la sua frammentazione dei terreni, mal si presta ad un’agricoltura su larga scala con utilizzo eventualmente di GM.
      é proprio necessario mentire alla gente instillando la certezza che GM=malattie?
      Ne faccio una questione di principio perché so di cosa sto parlando.
      sulle altre questioni sollevate da Bruno (ma in Germania esporti qualcosa o mi tocca andare a Bruxelles ogni volta??), l’interazione tra GM e non GM, sicurezza alimentare e sul fatto che sia sufficiente una migliore gestione delle risorse perché ce n’è per tutti, il discorso è molto articolato, da non poter essere trattato su due piedi. Esiste parecchia letteratura a riguardo.

      p.s Mi sembra sempre di andare fuori tema.
      Io non sono ne pro né contro: l’unico concetto che volevo passasse è che ogm di per sé non vuol dire nulla. Indica solo che è stata utilizzata una determinata tecnologia per fare una determinata cosa.
      quello che bisogna vedere è cosa si è andati a fare.
      il grano creso è stato creato quasi 40 anni fa creando mutazioni casuali sul grano per irradiazione (quindi non è ogm secondo la definizione di legge, ma è geneticamente modificato per logica).
      ora se io per hobby volessi introdurre nel grano usato in quell’esperimento tutte le mutazioni presenti nel creso, ottenendo alla fine un identico prodotto dal punto di genoma, mi troverei con l’imbarazzante paradosso di avere 2 prodotti assolutamente identici, ma “ontologicamente” diversi di fronte alla legge ed anche alla percezione dell’opinione pubblica, perché in uno ho usato un’accetta bendato a casaccio finché non ho avuto un risultato soddisfacente, nell’altro ho lavorato con la carta millimetrata al fine di riprodurre l’esatta copia dell’altro.
      Ovvio che se invece introduco geni di organismi completamente diversi (es da un batterio in una pianta) dovrò provare la sicurezza del prodotto finale.
      Ma almeno in questo caso date retta agli esperti, non ai ciarlatani.
      mo basta però.. vado a stapparmi una saison
      tschüss

      • Ci vogliono troppi anni/decenni di sperimentazione seria per poter essere certi che un OGM non possa causare danni……e quindi per il criterio di buon senso della precauzione direi che è meglio soprassedere….non è affatto economico fare ricerca si un qualcosa che costa troppo e di scarsa potenzialità….
        Meglio fare delle sane coltivazioni magari riprendendo delle vecchie varietà e cercare di migliorarle con tecniche tradizionali….e venderle bene all’estero dando la garanzia che si tratta di un prodotto di altissima qualità …..
        La scienza si può occupare di altre applicazioni ben più importanti lavorando proprio su quello che può essere il potenziale di questo strano paese….

  10. Andrea Turco

    Non nascondo che ho perso il filo del discorso tipo 20 commenti fa, però vi riporto questa notizia fresca fresca (e non so quanto a tema)

    http://beerpulse.com/2012/10/researchers-barley-genome-report-could-lead-to-better-varieties-in-the-future/

  11. Ma infatti il problema è esclusivamente politico, altrimenti non ci sarebbe nemmeno la discussione: La gente non li vuole, fine.
    Nessuna novità: elites illuminate che vogliono imporre il proprio volere sui popoli (ignoranti, superstiziosi, medievali, oscurantisti etc) in nome del loro dio.

    • ma che razza di ragionamento è “la gente non li vuole?” quando la gente, che non ha i mezzi per poter giudicare una materia tanto complicata, giudica in base a propaganda fatta da gente che non capisce un accidenti di ciò di cui sta parlando? guarda, senza arrivare a CM che è un esperto, ti basta parlare con qualche giovane medico fresco di studi per sapere che sugli OGM in Europa raccontano delle balle intergalattiche riguardo ai pericoli

      se domani cominciassero a battere in tv a tamburo dicendo che melanzane, pomodori e patate sono tossici quanto credi che passerebbe prima che qualche imbecille proponesse il bando degli ortaggi e che la gente smettesse di mangiarli? anche se in realtà per essere tossici dovresti mangiarne due rimorchi?

      http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/patate-solanina.html

      se qualcuno che non sa nemmeno di cosa sta parlando (come avviene per gli OGM) ti direbbe che gli antibiotici causano l’impotenza te li prenderesti ancora? quindi “la gente non li vuole” ti sembra una soluzione?

      mah… a me qua più che voglia di confronto mi sembra ci sia una bel rintanarsi nell’ideologia del buon selvaggio ed il rifiuto di basarsi sui dati scientifici, invece che sulle chiacchiere e sull’oroscopo… se vogliamo che sia la gente a decidere, evitiamo almeno che decidano in base a una marea di balle… non ci si cava un ragno dal buco a ragionare con chi deve difendere un’ideologia, con chi rifiuta di documentarsi per paura di veder contraddette le proprie tesi.e senza offesa mi ritirerei dal dibattito…

      ps: anche ai tempi di Galileo “la gente non voleva” che la terra girasse intorno al sole. ignoranza al potere, bella cosa

  12. Ricci e CM i giovani medici/scienziati dicevano che il DDT non faceva male…..
    I giovani scienziati (me compreso) dicevano che il Benlate della Dupont non era dannoso per la salute salvo scoprire dopo pochi anni che era cancerogeno (sai quante insalate trattate con il Benlate ci siamo ingurgitati) ….e così altri prodotti…
    Io purtroppo in quel mondo ci ho lavorato seriamente …
    Sai quanti litri di acqua all’atrazina ci siamo ingurgitati per anni ?
    Sai quante centinaia di principi attivi e prodotti (aspartame,etc…) ci siamo digeriti da Multinazionali come queste? E te e CM continuate a dare fiducia a questa gente? Solo perchè tira fuori la grana per pagare progetti truccati?
    Dove è una sana ricerca pubblica? Dove è un sano controllo pubblico? Io di Monsanto (quella dell’Agente Arancio…) non mi fiderei nemmeno se mi offrisse la famosa caramella……figurati se mi vuole vendere delle sementi brevettate solo per farti consumare più diserbante o per massimizzare esclusivamente i suoi profitti in barba agli interessi del genere umano…
    Questa gente è pericolosa! e RIPETO…per avere la certezza che un OGM non abbia effetti deleteri sull’ecosistema occorrerebbe aspettare e spendere troppo per avere una ragionevole certezza di non pericolosità….
    Al limite non fategli produrre polline…. 🙂
    NON CONVIENE! Economicamente !!! A maggior ragione un prodotto Transgenico….!!
    Io su questo sono molto tradizionalista! Ne và del futuro dell’uomo, non sono cazzate e non si fà ideologia….
    Bisogna essere molto pratici e concreti…
    Poi se volete ne parliamo in privato con elementi scientifici di supporto…in questa sede non mi sembrerebbe il caso…

    • ci ho provato con Anon, senza successo, riprovo con te. per me la Monsanto che ti sta tanto sulle balle può essere bombardata domani mattina, sai chemmefrega. qua si parla di una tecnologia, gli OGM, non di un’azienda. vuoi un controllo pubblico? e figurati se non lo voglio io, possibilmente non di qualche burocrate o di Carlin Petrini, ma di scienziati, visto che io non sono in grado di giudicare (te sicuramente sì, avrai un PhD in biologia molecolare)

      e visto che la sai lunga, sai quanti agenti cancerogeni sono presenti negli alimenti che quotidianamente mangiamo? hai mai parlato con un medico? ce n’è un’infinità. le mangi le bistecche te? hai letto dei dolcificanti? la usi l’auto elettrica? ce l’hai il filtro del PM10? lo sai che esiste anche il PM1 che fa più male? da domani porti in giro i fusti col carretto? gli scienziati sbagliano? sì, a volte, è inevitabile, e se lo fanno per dolo non dovrebbe accadere e si può non farlo accadere. ma non si può fare a meno di basarsi sulle conoscenze scientifiche per compiere delle scelte tecnologiche, perché molto più spesso hanno ragione. funziona così, si chiama progresso. l’alternativa è il medioevo, le chiacchiere da bar, oramai gli esperti di OGM son più dei CT della nazionale

      • Ricci…..io sono per il progresso e per la scienza e per il libero mercato…..
        Però con regole serie da rispettare e con organismi di controllo a prova di corruzione…
        Altrimenti sai i mostri che ci potremo trovare sulle nostre tavole e non solo…?
        La scienza deve essere libera! Non condizionata da scelte prettamente economiche di breve termine! Altrimenti si fà solo del gran casino e dei serissimi danni all’umanità….
        Il come lo si possa fare è veramente complicato da definire….
        E non lo dico io ma noti Epistemologi e scienziati del calibro di Einstein ed altri ciarlatani simili…. 🙂
        Il Phd in Biologia Molecolare te lo puoi inserire sottopelle….in Italia poi con quel titolo è già un miracolo se trovi un posto precario in un call center…

        • su questo siamo completamente d’accordo. ma se ci sono problemi, la soluzione è risolverli, non spargere demagogia e fregnacce per fermare il progresso (che in ogni caso è inarrestabile e continua altrove regalandoci uno svataggio competitivo)

          • Scusa Bruno,
            ma la retorica del “lei non sa chi sono io” non fa presa. Non ti conosco, è vero, ma posso valutare le tue argomentazioni.
            Non puoi liquidare il tutto con frasi come: “Ci vogliono troppi anni/decenni di sperimentazione seria per poter essere certi che un OGM non possa causare danni” o “Poi è provato che al mondo non serve più produzione agricola…..ma solo una migliore gestione delle risorse …” senza portare uno straccio di prova.
            Gli unici argomenti che hai portato finora sono le malefatte perpetrate dalla solita multinazionale (che da qui in avanti chiamerò amichevolmente il Babau) in passato. Cose sicuramente deprecabili a cui tu hai personalmente assistito, ma che nulla hanno a che fare con gli argomenti sui quali volevo porre l’attenzione (la sicurezza alimentare/ambientale di piante geneticamente modificate). Potrei elencarti questo o quello studio (se vuoi te li do, ma poi te li devi leggere tutti!!), ma in ambito GM tutto può essere sintetizzato da un passaggio dell’articolo postato da Anon giorni fa: “Le posizioni dell’opinione pubblica italiana, fortemente contraria agli Ogm, sono spesso dettate da fattori psicologici… …seppure la stessa Commissione Europea abbia finanziato, con oltre 300 milioni di euro dal 1982, circa cinquanta ricerche sull’argomento, e seppure tutte abbiano affermato l’inesistenza di relazioni tra gli Ogm e i maggiori rischi per l’ambiente, l’alimentazione e la sicurezza alimentare rispetto alle coltivazioni tradizionali.”
            Ricerche pagate da noi cittadini da 30 anni…
            Niente di pericoloso è emerso finora, ma non basta. Bisogna sperimentare ancora. E ancora. E ancora. Spendere altri soldi. Se ogni prova a favore viene ignorata e si richiedono continuamente nuovi approfondimenti oltre ogni ragionevole certezza (leggi temporeggiare per continuare a impedire l’importazione dei pericolosi semi del Babau) grazie al cazzo che diventa antieconomico produrre gm!!
            Una cosa che un po’ mi infastidisce è il tuo insinuare il sospetto che non esistano studi indipendenti perchè tutti i ricercatori, tutte le università, tutti gli istituti siano al soldo del Babau, complici del grande complotto .

            Se vogliamo entrare nel merito, la tecnologia di cui si sta discutendo è soltanto un’estensione delle tecniche di miglioramento genetico usate finora e per l’ennesima volta ripeto che bisogna andare a vedere caso per caso in cosa consiste il cambiamento.
            Nella maggior parte dei casi finora si è trattato di un singolo gene  una singola proteina prodotta con un effetto limitato all’ambito per la quale quella proteina è stata sintetizzata (i.e. un enzima per degradare il famoso erbicida del Babau o un peptide selettivamente tossico per il determinato insetto che infesta le piantagioni causando perdite nel raccolto).
            Con gli strumenti a disposizione della biologia molecolare posso vedere se esistono sostanziali cambiamenti a livello di trascrittoma (per semplificare tutte le proteine prodotte dal GM vs il controllo non gm)?
            Avoja! Trovo differenze a parte l’unica proteina in più prodotta? Se la risposta è no si passa allo stadio successivo: vedere gli effetti di quest’unica proteina che ho introdotto nella pianta bersaglio.
            ho gli strumenti per determinare se è tossica o allergenica per l’uomo?
            Avoja! Lo è?
            Se sì si blocca il prodotto. Se no si va avanti. Punto. Non c’è molto da discutere.
            Per una trattazione più completa per quel che riguarda coesistenza con altre piante vi rimando a qualcuno che si spiega molto meglio di me (università di Milano e Max Planck institute di Colonia):
            http://www.siga.unina.it/circolari/Fascicolo_OGM.pdf
            è facile da leggere, ricco di fonti e numeri (non chiacchiere da bar).

            Per provare che non stiamo parlando di fantascienza, ma di cose pratiche di cui potremmo trovare giovamento in vari ambiti, oggi a pranzo ho partorito un esempio in tema birrario:
            Ipotizziamo che la Weyermann e il Max Planck institute o un’Università tedesca facciano un progetto comune per sviluppare delle (piccole) modifiche al malto in modo da facilitare la vita del birraio. Cosa potrebbe servirci?
            Magari più amilasi nei semi (extra copie di alfa e beta amilasi o mutazioni nei promotori delle stesse per avere una maggiore quantità totale), in modo da poter fare il mashing il metà del tempo (meno uso di energia nel processo di mashing).
            O magari rimpiazzare le amilasi con quelle di altre piante che hanno temperature di optimum più basse o magari fare malti con solo alfa o solo beta amilasi in modo da avere un fine tuning degli zuccheri fermentabili/non fermentabili alla fine del mashing.
            Potrebbe un birrificio essere interessato ad un prodotto del genere (la precondizione è che non ci siano altre differenze qualitative rispetto al malto tradizionale) ?
            Non so te, ma da homebrewer sarei felice di risparmiare arrivare a conversione in minor tempo. Non boccerei l’idea a priori.
            Ora ragioniamo sui “rischi” per la salute. Più amilasi nel seme: so what? tanto tra mash out e bollitura inttivo tutte le proteine e poi mica me le porto nel prodotto finito.
            Oggettivamente chi sarebbe spaventato da una cosa del genere?
            Ma ovviamente essendo il malto OGM=tumore=morte, già mi vedo le persone armate di torce e forconi a fare spedizioni punitive.

            Ma è arrivato il momento di congedarmi. Anche io mi ritiro dalla discussione.
            Il mio ultimo regalo è questa divertente lettura che spiega perché vinceranno sempre i cialtroni, ossia perche’ la competenza costa piu’ dell’incompetenza
            http://www.keinpfusch.net/2010/03/la-teoria-della-montagna-di-merda.html
            in amicizia,
            CM

  13. Gli unici problemi che ci sono a livello mondiale è condividere e gestire meglio e risorse….che già esistono…
    Ti dice niente il fatto che ormai sono decenni che gli stati pagano per distruggere derrate agricole?
    E’ solo politica…quale progresso….semmai investiamo in altre cose…
    Quale demagogia….occorre lavorare per frenare le ingordigie…..altro che balle…
    L’Italia poi dovrebbe essere la Boutique e il Parco Agro-Alimentare mondiale…
    Altro che OGM o ILVA….il nostro tesoro è la salvaguardia/valorizzazione del nostro ambiente e delle nostre tradizioni ch edobbiamo “vendere” molto meglio….
    Ormai noi il treno con la grande industria e le grandi tecnologie lo abbiamo perso….

  14. CM se vuoi parlare seriamente mi puoi contattare o venire a trovare manda una mail al Birrificio che ti rispondo….
    Apprezzo il tuo entusiasmo per la scienza pulita. Io ormai l’ho perso avendo fatto delle esperienze di un certo tipo……
    Comunque a puro titolo di provocazione posso comunicarti che ci sono già aziende che usano le Biotecnologie per produrre enzimi con i quali saltare tutto il processo di maltazione dei cereali…per cui già adesso solo volendo si potrebbe fare birra direttamente da cereali non maltati….conosci la Novozymes?

  15. Bruno, suggerirei anche a te di mollare il colpo, direi che CM ti ha fatto fare un’abbondante figura da cioccolataio e non è che portando complottismo e inviti al birrificio come argomenti migliori molto la situazione…

    Sai come dicono a Milano vero? Ofele fa el to meste. Lassa stare gli Ogm e torna alla birra che è meglio…

  16. Il CM è un giovane ricercatore…..gli sono vicino ….ha tutta la mia solidarietà.
    Il mondo purtroppo per lui e per noi non è quello che si trova in un laboratorio.
    Quando io vedevo nascere gli OGM e i Transgenici tu dove eri?

    Ti dice nulla il pomodoro della Zeneca che non marciva nei frigoriferi dei supermercati americani?
    Ofelè del menga…. 🙂

    • prima o poi nella vita bisogna anche imparare che non si può essere tuttologi e riconoscere a chi dedica la propria vita professionale ad un argomento un po’ più di autorevolezza rispetto a chi “ha visto nascere” qualcosa e nonostante l’indubbio “merito” anagrafico non ci capisce un’emerita bega da un punto di vista scientifico, semplicemente perché agraria non è biologia molecolare…

      è un po’ come se volessi spiegare a un giovane astronauta come si pilota lo Shuttle solo perché hai assistito nel ’69 allo sbarco sulla luna… contento te di fare queste figure da pistola…

  17. Andrea Turco

    Vabbè siamo riusciti ad andare OT persino sull’OT. Direi che possiamo chiuderla qui.

  18. Hai ragione…….purtroppo hai ragione….
    Mi scuso molto.
    Gli scienziati (?) hanno sempre ragione anche quando inventano il DDT o la Bomba Atomica…..io per esempio inviterei ad inventare un metodo di suicidio collettivo del tutto indolore e che funzioni in tutto il mondo….

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