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Nuove birre da Mister B, Jungle Juice + Pork’n’Roll, Birrificio Bari, Rotorcraft e altri

Come forse saprete la scorsa settimana ho avuto il piacere di presentare il mio libro Dieci anni di Cronache di Birra presso il Teatro delle Birre di Mantova, durante un evento che è rientrato tra gli appuntamenti collaterali del Festivaletteratura. Nella mia velocissima trasferta mantovana ho anche avuto il piacere di visitare il birrificio Mister B, conosciuto per essere il primo produttore italiano ad avere puntato esclusivamente sulle lattine. In quell’occasione Mauro Bertoletti mi ha lasciato assaggiare dal fermentatore una delle due prossime novità dell’azienda: una Zwickel Pils battezzata Bu (4,8%) e brassata secondo il modello classico della Franconia. I malti provengono direttamente da un piccolo maltificio bavarese, mentre l’unica varietà di luppolo impiegata è il super tradizionale Hallertau Mittelfruh. Chiaramente sarà inlattinata, proponendosi quindi – e con il doveroso rispetto – come una risposta italiana alla celebre Ungespundetes (amichevolmente “U”) del birrificio Mahr’s, da qualche tempo disponibile nello stesso contenitore. La presentazione ufficiale della Bu, che a me è piaciuta notevolmente sebbene fosse ancora molto giovane, sarà al Microbo Beer Festival a partire da venerdì 20 settembre.

La seconda novità di Mister B è invece una collaborazione con un birrificio inglese ma dall’anima italianissima, presenza fissa delle nostre ultime panoramiche sulle novità birrarie. Mi riferisco a ORA Brewing (sito web), marchio operante nella zona di Tottenham, a Londra, dove ha stabilito il suo headquarter produttivo. La birra si chiama Bomboloni (8%) ed è una Double IPA morbida, con un ventaglio aromatico in equilibrio tra note di agrume dolce, frutta tropicale e sfumature resinose. Oltre al normale malto d’orzo, il grist presenta anche una percentuale di avena in fiocchi e frumento maltato, mentre i luppoli prescelti appartengono alle varietà Lemondrop, Nelson Sauvin, Mosaic e Simcoe. Infine il lievito utilizzato è l’immancabile Vermont, ormai protagonista assoluto di tante birre luppolate di nuova generazione. Anche in questo caso l’appuntamento per la release ufficiale della Bomboloni è al Microbo Beer Festival. Nota di merito per le grafiche, come sempre notevoli.

Lasciamo la capitale inglese e ci spostiamo in quella italiana per segnalare che giusto qualche giorno fa è stata infustata la nuova collaborazione tra il birrificio Jungle Juice (sito web) e il pub Pork’n’Roll (sito web), due nomi ormai ampiamente consolidati nell’ambiente romano. La birra si chiama Honey Blond e come è facile intuire si tratta di una Blond Ale brassata con l’aggiunta di miele di ailanto, una pianta molto resistente (e facilmente infestante) importata nel XVIII secolo dall’Asia orientale. Per darvi un’idea delle caratteristiche della birra, sappiate che il miele di ailanto ha un gusto decisamente fruttato e “avvolgente”, tanto da sposarsi in particolare con macedonie o gelati alla frutta, risultando un “armonizzatore” naturale di aromi diversi. Presumibilmente la novità sarà disponibile nel corso del Pork’n’Roll Fest in programma il prossimo weekend a Roma.

Avverrà invece nel corso della 83a edizione della Fiera del Levante la presentazione ufficiale della KTSM (7%), ultima creazione a firma Birrificio Bari (sito web). In questo caso siamo al cospetto di una Black IPA, tipologia che ogni tanto torna a fare capolino e con la quale i birrifici amano spesso confrontarsi. Qui la birraia Paola Sorrentino ha giocato sugli equilibri tra gli aromi provenienti dai malti scuri (note di malto torrefatto e cioccolato fondente) e l’amaro del luppolo Cascade, dosato con equilibrio per mantenere agevole la bevuta. Lo stesso luppolo conferisce anche rinfrescanti note agrumate, che favoriscono la bevibilità. Uno stile non facile da replicare e un interessante banco di prova per il Birrificio Bari.

Sono ben tre le novità di Rotorcraft Brewery (sito web), giovane realtà della provincia di Bergamo che sta iniziando a farsi conoscere nell’ambiente. La prima inedita si chiama Duars (4,1%) ed è una Session IPA, leggera e relativamente bilanciata. Il luppolo è chiaramente protagonista (varietà Amarillo, Citra e Centennial) e si manifesta con richiami al mango, all’albicocca, all’ananas e agli agrumi, ma in generale la Duars risulta equilibrata e rinfrescante. La Mavericks Reef (5%) è invece una India Pacific Lager (o American Lager se preferite) leggera e fragrante, con un bouquet dominato dalle note di frutta esotica provenienti dal generoso dry hopping (luppoli Galaxy, Topaz e Citra) e accompagnate da pennellate di mandarino, pesca e frutto della passione. Al palato è moderatamente amara e risulta perfetta per questo ultimo scampolo di estate. Infine la Eisbach River (5,2%) è una Keller di stampo moderno, dove i toni di crosta di pane derivanti dai malti si sposano con note erbacee e agrumate di mandarino, ottenute anche grazie al dry hopping (solo luppoli tedeschi).

Concludiamo con un’altra collaborazione, quella avvenuta recentemente tra il Birrificio del Golfo (sito web) di La Spezia e Bière de la Rade (sito web) di Tolone. Le due città sono gemellate dunque la partnership non solo è apparsa naturale, ma ha persino ottenuto il patrocinio del comune ligure. Come si può leggere su Città della Spezia, dall’incontro tra le due azienda è nata La Donzella (8%), un’Imperial IPA aromatizzata con l’aggiunta di bucce di bergamotto. Interessante notare le diverse analogie tra i due birrifici e il diverso approccio alla sala cottura. A ogni modo La Donzella è stata presentata ufficialmente nel corso del festival È Birra di La Spezia, tenutosi lo scorso fine settimana.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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2 Commenti

  1. Avatar

    Saaz Mittelfruh? Questo luppolo non esiste. Esiste l’Hallertau Mittelfruh. Ne deduco che trattasi della versione tedesca di Saaz che ovviamente non è Saaz. Chi non lo sa ci casca.

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