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Nuove birre da La Fucina, Rebel’s, Bonavena, Radiocraft e Il Conte Gelo

Era da un po’ che il birrificio molisano La Fucina (sito web) non faceva capolino nelle nostre consuete panoramiche sulle nuove birre italiane, quindi oggi siamo ben felici di partire con due sue novità disponibili proprio in questi giorni. La prima si chiama Ceci n’est pas une Mela (7,5%) ed è una Belgian Strong Ale realizzata in partnership con Malto Lento (pagina Facebook), un birrificio che si è da poco affacciato nel panorama brassicolo del Molise. Il nome della birra non è casuale, infatti la ricetta prevede un’aromatizzazione con l’aggiunta di cannella e purea di mele dell’azienda agricola Melise di Castel del Giudice (IS). Anche la seconda new entry è il frutto di una collaborazione, nello specifico con la Bottega di Portanuova (sito web) di San Quirico d’Orcia (SI): battezzata Minimum Wage (5%), si ispira allo stile delle Bitter britanniche. In particolare la Minimum Wage sarà presentata in anteprima venerdì prossimo all’Archea di Firenze e in alcuni locali di Roma (The Factory, Queen Makeda, Underdogs, Hopside, Mollotutto).

A proposito di Roma, nelle scorse settimane il birrificio Rebel’s (sito web) ha annunciato la sua ultima one shot, con cui continua a seguire il filone caratterizzato dalle suggestioni gustative provenienti dall’Asia. Dopo la Wok On e la Tempura Crunch, è ora il momento della King Neon (6%), definita Asian NEIPA. Questa volta l’ingrediente speciale è la galanga, una radice che può ricordare lo zenzero e che in questo caso è stata aggiunta in bollitura. Il resto della ricetta prevede una percentuale di avena e frumento in aggiunta al malto d’orzo e l’impiego di luppoli Sorachi Ace, Denali ed Enigma, che contribuiscono a definire il profilo nettamente agrumato e tropicale della birra. Il risultato è una IPA di stampo moderno, dal corpo morbido ma molto scorrevole, nella quale si ritrovano sia note di agrumi che sfumature speziate.

Si chiama invece Palooka (5%) l’ultima creazione del birrificio Bonavena, con cui l’azienda campana intende posizionarsi nell’interessante nicchia delle birre senza glutine. In etichetta infatti compare la dicitura “gluten free”, che identifica le birre con glutine < 10 ppm, e una delle consuete illustrazioni d’impatto delle lattine Bonavena. Lo stile di riferimento è quello delle moderne Pale Ale di colore dorato, ma possiamo definirla una birra trasversale. Ibrida è infatti la luppolatura, ottenuta con varietà tedesche (Hallertau Saphir) e americane (Simcoe), ma diverse sono anche le possibilità di servizio: può tranquillamente essere attaccata a una handpump quanto a una normale via a CO2. In termini organolettici, la Palooka mostra un bell’equilibrio tra le note mielate e biscottate dei malti e i toni agrumati e leggermente tropicali dei luppoli.

Dopo la parentesi campana facciamo marcia indietro e torniamo nella Capitale, dove anche il birrificio Radiocraft ha in serbo una recentissima novità. La birra si chiama Skinny Love (4,3%) e appartiene al sottogenere delle Dark Saison, una tipologia che sulla carta è piuttosto intrigante, ma che in realtà non ha mai trovato molto spazio tanto in Italia quanto all’estero. Radiocraft cerca di invertire la rotta giocando sull’incontro tra le intense note di cioccolato dei malti scuri e le note agrumate delle scorze di lime, aggiunte in infusione a freddo. Il lievito è chiaramente di stampo belga, mentre una carbonazione vivace accompagna una piacevole chiusura secca. Se vi intrigano le variazioni sui temi brassicoli più comuni, questa Skinny Love può essere molto interessante.

Chiudiamo infine con una Double IPA brassata ricorrendo al metodo del double dry hopping e annunciata negli scorsi giorni dal birrificio veneto Il Conte Gelo (sito web). La novità si chiama Skadoosh (8,5%) e si contraddistingue per un deciso profilo luppolato, ottenuto con varietà statunitensi (Idaho 7, Azacca) e neozelandesi (Rakau) che regalano aromi di mandarino, ananas e mango. La base fermentescibile è costituita da malti Pilsner e Vienna, mentre non sono previste aggiunte di altri cereali come frumento o avena. Piuttosto facile da bere nonostante l’elevato tenore alcolico, la Skadoosh è disponibile da poco più di una settimana sia in fusto che in lattina da 44 cl.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

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