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Nuove birre da Birrificio Amerino, Picobrew, La Villana, Impavida, Lariano e Agrilab

Ormai ci siamo. È cominciato quel periodo dell’anno in cui si comincia a parlare di birre di Natale, che i nostri birrifici hanno realizzato nelle scorse settimane così da lanciarle in tempo per le festività. Alcune sono totalmente inedite, quindi da oggi e per le prossime settimane le nostre panoramiche sulle novità italiane si riempiranno di Kerstbier, Winter Warmer e Christmas Ale. Apriamo la carrellata odierna proprio con la nuova natalizia dell’umbro Birrificio Amerino (sito web), battezzata Rudolph (7%) in onore della famosa renna di Babbo Natale. La ricetta è ispirata alle classiche creazioni natalizie del Belgio, con l’aggiunta di un mix di spezie in bollitura e l’impiego di un lievito belga, che vanno ad arricchire una base caratterizzata dalla presenza dei malti caramello. Nel profilo aromatico troviamo note di cannella, frutta sotto spirito e spezie, con un’intelaiatura maltata che ricorda la nocciola e i biscotti delle feste. Dolce e calorosamente alcolica, chiude con una elegante secchezza che favorisce la bevuta. Una classica Kerstbier che si accompagna perfettamente con i classici dolci del Natale.

Facciamo cronologicamente un passo indietro e torniamo a occuparci della stretta attualità per segnalare il terzo compleanno di Picobrew Station, il locale meneghino del marchio Picobrew (sito web), che festeggerà il suo anniversario sabato 26 novembre. Tra le oltre 20 produzioni alla spina (15 della casa, 6 degli amici di Live Barrels) sarà presente la nuovissima Tiratardi (7,2%), una tradizionale Scotch Ale realizzata con malti inglesi di primissima qualità e (poco) luppolo Fuggle. La fermentazione è opera di un ceppo di lievito ad alta fermentazione, ma capace di lavorare a temperature relativamente basse così da consentire una bassa attenuazione. Ricca e complessa, è contraddistinta da aromi di frutta secca, toffee e un leggero caramello, risultando al palato piuttosto scorrevole nonostante il corpo rotondo e avvolgente. Tiratardi è il soprannome dello storico locale di Milano dove oggi sorge Picobrew Station.

Come abbiamo sottolineato in passato, quella delle birre alla canapa è una nicchia produttiva che, per ragioni probabilmente fin troppo ovvie, vanta una certa costanza pur rimanendo circoscritta a numeri lillipuziani. Eppure forse meriterebbe maggiore attenzione, considerando che a volte riserva sorprese non indifferenti – ad esempio la St’Orta di Ibeer ieri ha conquistato un bronzo  al Brussels Beer Challenge nell’amplissima e variegata categoria delle birre con erbe e spezie. All’elenco delle produzioni italiane con la canapa si aggiunge ora la Trip (5%) del birrificio La Villana (sito web), che prevede l’aggiunta dell’ingrediente speciale partendo dalla ricetta di una Pale Ale. Brassata con canapa sativa biologica coltivata a km 0, è una birra rotonda e piena, ma anche secca e facile da bere, delicata negli aromi ed elegantemente amara sul finale. In situazioni del genere la tipologia di canapa usata è fondamentale per definire il profilo organolettico nella maniera auspicata: in questo caso la pianta conferisce note erbacee e speziate, fino a virare sul tè verde e la camomilla, con il luppolo che completa il profilo grazie al suo contributo agrumato.

La scorsa settimana Birra Impavida ha presentato presso la sua bellissima tap room la nuova one shot della casa. Appartenente alla linea Experimental Series, la Breakfast Porter (7%) può essere considerata una versione speciale della Robust Porter di Birra Impavida, modificata in chiave “mattutina” grazie all’aggiunta di lattosio e caffè. In particolare quest’ultimo appartiene alla varietà Colombia Castillo, fermentato in botti di rum e selezionato dai vicini di casa della torrefazione Omkafè di Riva del Garda. Intensa e morbida, la nuova creazione di Birra Impavida ostenta aromi di caffè macchiato, tiramisù e rum: una perfetta comfort beer  per le giornate più fredde e uggiose.

Le Gose rappresentano una tipologia passata dal quasi totale oblio a una sorta di rinascita, avvenuta negli ultimi anni. Tra le interpretazioni italiane più riuscite dell’antico stile salato di Lipsia va sicuramente menzionata la Salada del Birrificio Lariano (sito web), che vanta ormai quasi un decennio alle spalle. È quindi con una certa curiosità che accogliamo la sua versione con frutta, annunciata dal produttore lombardo una decina di giorni fa. La Fruit Salada (5%) prevede l’aggiunta di pesche, che raramente troviamo nel sempre più ampio filone delle Gose con frutta. Si tratta quindi di una creazione particolare e fuori dagli schemi, che sicuramente sarà in grado di sedurre più di qualche palato.

Concludiamo con un salto nei dintorni della Capitale per introdurre l’ultima novità del birrificio Agrilab di Campagnano Romano. La Vulpis (5,5%) è la nuova stagionale del produttore laziale, una sorta di Blonde Ale caratterizzata dall’aggiunta in bollitura di uva fragola bianca – e dunque rientrante nell’attuale definizione di Italian Grape Ale. La base fermentescibile prevede una percentuale di frumento maltato e fiocchi d’avena in aggiunta al malto d’orzo (coltivato in loco), mentre il ricorso a coriandolo regala una nota speziata che ben si sposa con il profilo aromatico dominato dall’uva fragola. La Vulpis è la prima creazione del nuovo team produttivo di Agrilab, tutto al femminile: ora in sala cotte troviamo infatti Silvia Amadei (la titolare), Laura Cerani e Simona Paris.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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