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Nuove birre da Baladin, Birrificio della Granda, The Wall, LZO + Ballarak, Km8 e Bizantina

Quando Teo Musso aprì il birrificio Baladin quasi 30 anni fa, immaginò di creare birre per tavole dei ristoranti più che per le spine dei pub. Quella sua visione probabilmente si è realizzata solo in parte rispetto alle potenzialità iniziali, tuttavia non è mai tramontata. Non è dunque un caso che la nuova birra di Baladin, annunciata qualche settimana fa, si rivolga esplicitamente alla ristorazione: si chiama Soraya (7,2%), come la figlia più piccola di casa Musso, e nasce in onore dei suoi dieci anni. È prodotto totalmente con ingredienti piemontesi, tra cui spiccano i petali di rosa, protagonisti a livello organolettico e provenienti da un’azienda situata a due passi dalla sede del birrificio a Piozzo (CN). I fiori però non sono l’unica peculiarità della ricetta, poiché nel grist troviamo una percentuale di riso Carnaroli mentre per la fermentazione sono stati utilizzati due lieviti diversi: il classico ceppo coltivato nel laboratorio di Baladin e un lievito da Nebbiolo per Barolo. La Soraya è una birra decisamente sui generis, con un profilo aromatico unico e intrigante, accompagnato da una leggera acidità che contribuisce a nascondere il tenore alcolico, facilitando la bevuta.

Restiamo in zona Cuneo perché venerdì scorso è stata lanciata ufficialmente la quarta incarnazione della linea Be Grapeful, l’interessante progetto con cui il Birrificio della Granda (sito web) invita rinomati birrifici internazionali a confrontarsi con lo stile delle Italian Grape Ale. Dopo le collaborazioni con Lervig, Brlo e Moor, è ora il momento del birrificio irlandese Wicklow Wolf (sito web), insieme al quale il birraio Ivano Astesana ha realizzato una Fruity IGA. Oltre a prevedere mosto di uve moscato della cantina Vite Colte di Barolo – comune a tutte le birre della serie – la Be Grapeful with Wicklow Wolf (6,5%) ricorre al succo di pesche per amplificare il carattere fruttato della birra. Le pesche si uniscono al contributo del mosto d’uva e a quello del luppolo restituendo un prodotto non convenzionale, deciso ma anche elegante. Prima della pausa estiva uscirà un’altra IGA “internazionale” e questa volta il birrificio protagonista sarà danese. Sta a voi indovinare quale…

Nel frattempo il birrificio The Wall (sito web) della provincia di Varese ha annunciato due novità a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. L’ultima in ordine di tempo si chiama Peacock (4%) ed è una Session IPA con luppoli Citra, Cascade e Chinook. Realizzata in occasione del nono compleanno del birrificio, si contraddistingue per aromi agrumati e resinosi, con sfumature floreali ed erbacee. La Peacock sarà presentata sabato 8 luglio, proprio in concomitanza con la festa di The Wall. L’altra new entry è la Lemon Gose (4%), che, come potete immaginare, è una Gose al limone, o meglio agli agrumi. Oltre al limone, infatti, è utilizzato anche il lime, in aggiunta agli ingredienti speciali previsti dallo stile: sale e coriandolo. Bisognerebbe poi citare anche i batteri lattici, impiegati per acidificare il mosto e restituire una leggera asprezza. Ricapitolando è una birra leggera, dalle intense note agrumate, speziata, acidula e delicatamente salata. Vi viene in mente qualcosa di più rinfrescante?

Ma quella di The Wall non è l’unica Gose “agrumata” di questo periodo, poiché qualcosa di molto simile è nata dalla collaborazione tra i birrifici LZO Brewery (sito web) di Conegliano (TV) e Ballarak (pagina Facebook) di Palermo. La Gose with the flow (4%) prevede l’impiego di scorze d’arancia in aggiunta a sale e coriandolo, inoltre è luppolata con la varietà Nelson Sauvin, utilizzata sia in late che in dry hopping. Anche in questo caso siamo al cospetto di una creazione fresca e facilissima da bere, con un potere dissetante che sarà particolarmente apprezzato durante le giornate più calde. La Gose with the flow fa parte della linea battezzata Drop Out e dedicata a produzioni one shot a disponibilità limitata.

In Trentino intanto è nata una nuova birra alla canapa: si tratta della Kaya (5,2%) del birrificio Km8 (sito web) di Contà. L’ingrediente speciale proviene dalla giovane azienda Cannabis Dolomitica (Val di Fiemme) ed è aggiunta a una base realizzata sul modello delle Keller tedesche. Il risultato è una birra fresca e scorrevole, con un profilo caratterizzato da note fruttate e speziate ma soprattutto dai toni resinosi e balsamici della canapa. Come tutte le creazioni di Km8, anche il nome di questa birra si ispira alla musica e la scelta non poteva che ricadere su l’omonima canzone di Bob Marley. Se volete assaggiarla in anteprima sappiate che la Kaya sarà presentata ufficialmente il prossimo weekend nel pub del birrificio e in altri locali del Trentino.

Concludiamo la carrellata odierna con un’altra birra celebrativa, quella con cui Birra Bizantina (sito web) ha voluto festeggiare i suoi primi dieci anni di attività (di cui sette come beer firm). La Decina (5,2%) – poteva chiamarsi in maniera diversa? – è una Saison piuttosto fedele allo stile di partenza, pensata per una bevuta “estiva” ma che non rientrasse nelle solite IPA di stampo moderno. Nel grist troviamo segale e avena a integrazione del malto d’orzo, usati rispettivamente per conferire rusticità e morbidezza. Al naso emergono note fruttate, agrumate e speziate (pepe nero, chiodi di garofano), mentre al palato la dolcezza iniziale è ben bilanciata dalla decisa secchezza, con un ritorno di frutta gialla (albicocca, pesca) e spezie, il tutto supportato da sfumature floreali. La trovate al Darsenale, il suggestivo locale di Birra Bizantina inaugurato ad aprile del 2019.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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