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La crisi europea dei festival birrari: cancellati il GBBF e lo Zythos Beer Festival

Che il 2023 non sia stato un anno facile per la birra artigianale è risaputo, soprattutto in alcuni paesi europei. La crisi tuttavia sembra non aver colpito solo locali e birrifici, ma anche i festival birrari. Lunedì è arrivata la clamorosa notizia della cancellazione dell’edizione 2024 del Great British Beer Festival, la tradizionale manifestazione del Camra incentrata sui piccoli produttori britannici di birra e sidro. Ieri invece è stata annunciato l’annullamento dello Zythos Beer Festival, uno dei più importanti eventi birrari del Belgio. In entrambi i casi parliamo di appuntamenti molto importanti a livello europeo, non solo per la loro portata – sono tra le maggiori iniziative del genere a livello continentale – ma anche perché appartengono a due dei principali movimenti brassicoli internazionali. Una concomitanza notevole, che sembra rappresentare più un campanello d’allarme che una semplice coincidenza.

Il Camra ha affidato l’annuncio a un comunicato stampa in cui sono riportate le dichiarazioni di Catherine Tonry, responsabile eventi dell’associazione:

Sebbene siamo comprensibilmente molto amareggiati che il principale evento del Camra non si terrà l’anno prossimo, stiamo già valutando una serie di opzioni per un ritorno in pompa magna nel 2025. È stata una scelta molto difficile, poiché si tratta dell’appuntamento più importante nella nostra agenda. Sfortunatamente la nostra solita location (l’Olympia Exhibition Centre di Londra ndr) non è disponibile nelle date necessarie alle nostre esigenze. È essenziale che il Great British Beer Festival sia organizzato nel modo migliore a vantaggio dei nostri volontari, soci e visitatori.

Nonostante siano state valutate altre sedi, non siamo riusciti a trovare una soluzione adeguata a causa dei tempi stretti, dei costi e delle nostre esigenze organizzative. Non è stata una decisione presa alla leggera e ora guarderemo al futuro e continueremo con i piani per il 2025, esaminando diverse opzioni e sedi.

Alla base delle scelta c’è quindi un problema di disponibilità dell’Olympia Exhibition Centre di Londra, che è stato la sede delle ultime dodici edizioni del GBBF (e prima ancora dal 1992 al 2005). Difficile credere che il motivo risieda semplicemente nell’indisponibilità della location, poiché manifestazioni di questa portata tendono a definire le date con largo anticipo. Verosimilmente perciò le ragioni sono diverse e in parte – come in effetti si può leggere tra le righe del documento – dipendono da motivi economici. L’aumento generali dei costi seguito alla pandemia e soprattutto alla guerra in Ucraina ha reso proibitiva l’organizzazione di grandi eventi, a causa del pesante innalzamento di molte voci di spesa. Un fenomeno particolarmente evidente nel Regno Unito e, immaginiamo, in particolar modo in una metropoli come Londra.

A fare eco al Camra è stata qualche ora dopo l’associazione Zythos, che in Belgio si occupa di divulgazione birraria e organizza ogni anno lo Zythos Beer Festival. Grazie alla presenza di un centinaio di produttori nazionali, lo Zythos Beer Festival è la più importante (almeno nei numeri) manifestazione birraria del paese e in passato ha avuto anche uno spin off in Italia. Ciononostante l’edizione 2024 dello Zythos Beer Festival è stata cancellata, come confermato dalla stessa associazione con uno scarno messaggio sui social e sul sito web dell’evento. Come si può leggere su Facebook:

A causa di circostanze impreviste, lo Zythos Beer Festival non si terrà.

Lo Zythos ha comunicato che alla base della decisione ci sono vaghe “ragioni organizzative”, ma sufficienti a cancellare l’edizione 2024 della manifestazione, già programmata per sabato 27 e domenica 28 aprile. Questo dettaglio – cioè il fatto che le nuove date fossero state stabilite – lascia particolarmente perplessi e suggerisce l’insorgenza di qualche problema in termini organizzativi.

Sebbene né il Camra né lo Zythos abbiamo spiegato nel dettaglio i motivi della loro scelta, le assenze di questi due festival nel 2024 sollevano parecchi dubbi sulla sostenibilità dei rispettivi progetti, soprattutto in un contesto economico profondamente cambiato rispetto a pochi mesi fa. Come accaduto in altri settori, le difficoltà del periodo probabilmente hanno semplicemente acuito problemi che esistevano in precedenza, ma che fino a oggi erano stati arginati in qualche modo. Il Camra da anni sta cercando di rinnovare la propria immagine, che in patria è spesso percepita come estremamente ingessata dagli appassionati della new wave brassicola. Il GBBF in parte paga lo stesso scotto, sebbene rimanga il più grande festival birrario della Gran Bretagna. Discorso che può essere applicato anche allo Zythos Beer Festival: molti commentatori hanno associato la notizia della cancellazione all’impostazione “old style” dell’evento.

Le crisi del GBBF e dello Zythos Beer Festival potrebbero dunque essere i sintomi della crisi del vecchio modello di festival birrario, basato su costi elevatissimi, necessità di spazi molto ampi e una grande esposizione al rischio – basti pensare a quanto il meteo può influire sugli esiti di una manifestazione del genere. Un’impostazione che immancabilmente mostra dei limiti in un momento storico in cui, per i motivi che ben sappiamo, molte delle certezze del passato sono messe in discussione. Chiaramente il problema è avvertito in maniera diversa da contesto a contesto, ma è un tema che vale per tutti, soprattutto in un periodo in cui la birra artigianale non è più una moda.

A conferma che il problema è comune a tutte le latitudini europee, anche in Italia organizzare una grande manifestazione (birraria o meno) è diventata un’impresa ciclopica, tanto da costringere a ripensare format e impostazioni. Nel nostro ambiente lo abbiamo visto quest’anno con Eurhop, che ha scelto una soluzione ibrida con l’innesto di una parte a sessioni, mentre già da qualche edizione Birraio dell’anno ha scelto una strada analoga approfittando dei cambiamenti imposti nel periodo della pandemia. Al momento tuttavia non sembra che altri festival birrari vogliano seguire la stessa direzione, anche se la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

Il modello a sessioni – per chi non lo sapesse presuppone un accesso al festival per un periodo limitato di ore a prezzo fisso, che include assaggi illimitati – rappresenta quindi la soluzione definitiva per i festival birrari? È tutto da dimostrare. All’estero diverse manifestazioni hanno imposto questo meccanismo da anni, spesso con risultati eccezionali. Ma sono festival in cui sono presenti molti birrifici internazionali ricercati, spesso non facilmente reperibili in Europa o nel paese in cui si tiene la manifestazione. Il prezzo del biglietto è sempre molto elevato, dunque questi eventi si rivolgono a super appassionati, convinti a spendere tanto e spesso a sobbarcarsi trasferte in terra straniera. Al netto delle considerazioni “morali” di una simile impostazione, è naturale chiedersi quanti festival in Europa possano rivelarsi davvero appetibili per sostenere il modello a sessioni.

Qual è dunque la soluzione definitiva? Probabilmente ancora non esiste, ma ciò che sembra chiaro è che il modello tradizionale in alcuni casi non è più sostenibile. Affittare una location, soprattutto nelle grandi città, ha raggiunto costi notevoli, a cui si aggiungono (solo per citarne alcuni) quelli logistici, energetici e gestionali, tutti cresciuti in maniera spaventosa nel giro di pochi mesi. La situazione obbliga a ripensare totalmente l’idea diffusa di festival birrario, da tutti i punti di vista. Sarebbe un peccato perdere appuntamenti del genere in Italia e in Europa, considerando che spesso sono il punto di partenza per avvicinare nuovi appassionati.

L'autore: Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È organizzatore della Italy Beer Week, fondatore della piattaforma Formazione Birra e tra i creatori del festival Fermentazioni. Nel tempo libero beve.

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Un commento

  1. Festival a sessioni?!? Dove poi ti dicono che la birra che volevi è terminata, come nelle migliori televendite di materassi. Ma per favore…

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