Cimec
Home » Birre » Nuove birre (e diverse Brut IPA) da Toccalmatto, Porta Bruciata, Vetra, Lariano e altri

Nuove birre (e diverse Brut IPA) da Toccalmatto, Porta Bruciata, Vetra, Lariano e altri

Sarà sicuramente il frutto di una curiosa e insospettabile coincidenza, ma da quando su Cronache di Birra abbiamo cominciato a parlare delle Brut IPA, diversi birrai italiani hanno cominciato a confrontarsi con questa nuova tipologia proveniente dalla California. Il primo è stato Pietro Fontana del Carrobiolo, che a fine maggio ha lanciato la sua Cuvee Tu Quoque, realizzata in maniera piuttosto fedele rispetto al modello della West Coast americana. Negli ultimi giorni però i casi si sono moltiplicati, con la bellezza di tre differenti produttori che hanno annunciato altrettanto Brut IPA: le sperimentazioni in tal senso si stanno diffondendo così velocemente da lasciar intendere la creazione di un vero e proprio fenomeno, destinato a crescere nelle prossime settimane. È proprio con queste tre produzioni inedite che apriamo la carrellata di oggi sulle nuove birre italiane.

La prima si chiama Cuvée Du Fou (7%) ed è realizzata da Toccalmatto, che sul suo sito non nasconde di aver sempre ricercato l’idea (Oceania, Tabularasa) di unire una luppolatura decisa a una base molto secca, caratteristica fondamentale della tipologia. La birra è definita una libera interpretazione del modello di riferimento e infatti la variazione più evidente riguarda il lievito: mentre molti birrifici californiani si orientano su ceppi neutri, Toccalmatto ne ha scelto uno che ricorda il Saison, ma prodotto appositamente per queste birre (contiene enzimi che aumentano l’attenuazione). Inoltre il produttore emiliano ha utilizzato in rifermentazione un lievito tipico dello Champagne, che amplifica la secchezza e contribuisce ad arricchire il profilo aromatico. Il risultato è un’esplosione di toni fruttati: il mix degli esteri dei due lieviti, i ricordi vinosi del Nelson Sauvin e agli agrumi e l’ananas dei luppoli Simcoe e Mosaic.

La seconda Brut IPA della giornata arriva dal birrificio Porta Bruciata e si chiama Underplato (7%). Dopo lo “sconfinamento” nel mondo dei classici stili inglesi con la sua Red Oast (una Best Bitter), il produttore della provincia di Brescia torna al suo amore di sempre con l’ultima variazione di IPA. Qui l’approccio è stato molto particolare, perché si è preferito modificare il ciclo di ammostamento per aumentare l’attenuazione invece di ricorrere a enzimi “magici” durante la fermentazione – l’unico utilizzato favorisce l’idrolisi dell’amido e poco interviene sugli oligosaccaridi. Quindi sono state abbassate le temperature del mashing, allungate alcune pause e introdotte di nuove; inoltre è stata aggiunta una percentuale di riso in fiocchi alla base fermentescibile. Chiaramente la secchezza raggiunge livelli altissimi e la luppolatura è esaltata da un doppio dry hopping. L’eleganza è la caratteristica principale della Underplato, mentre merita sicuramente menzione la grafica, davvero straordinaria.

La terza e ultima Brut IPA di questa panoramica è il frutto dell’incontro tra il birrificio Vetra e altri due produttori: i portoghesi di Letra e i “gipsy” di Mom Brewers. È stata battezzata LV (Cinquantacinque) e travalica decisamente i confini della tipologia. La secchezza infatti è quella tipica di una Brut IPA, ma la ricetta prevede l’aggiunta di lamponi per arricchire un ventaglio aromatico dove emergono anche le note erbacee e agrumate dei luppoli. Il risultato è una birra fresca, estiva e facilissima da bere nonostante il contenuto alcolico non proprio indifferente (7,2%): merito, appunto, dell’evidente secchezza. Una variazione sul tema che magari potrebbe essere adottata anche da altri birrifici e con la quale chiudiamo questa interessante parentesi.

Come già segnalato in passato, sono diversi i birrifici italiani che nel 2018 compiono 10 anni di attività – ad esempio lo scorso weekend si sono festeggiati quelli di Foglie d’Erba. Rientra nel novero anche il Birrificio Lariano di Sirone (LC), che per l’occasione ha deciso di annunciare una nuova creazione. Si chiama American Hype (6,7%) ed è una classica American IPA, brassata con luppoli Citra, Amarillo, Mosaic e Lemon Drop. È una birra senza eccessi, che punta piuttosto sull’equilibrio e sull’eleganza. “Chi non ce l’ha se lo produce” afferma il birrificio, riferendosi simpaticamente all’esasperata attenzione di cui godono alcuni marchi nella comunità degli appassionati più estremi (“hype”, per l’appunto). Se siete curiosi di assaggiarla sappiate che dovrebbe essere disponibile proprio a partire da oggi.

Sappiamo che da qualche anno l’estate è sinonimo di birra alla frutta (soprattutto in versione sour) e non è un caso che rientri in questa famiglia anche l’ultima nata in casa Turbacci, chiamata Bella Cì (5,5%) e realizzata con ciliege fresche. Presentata lo scorso weekend durante l’evento di Eataly Roma dedicato all’American barbecue, si discosta da creazioni simili per puntare su un’acidità molto leggera, quasi impercettibile. La base è infatti simile a quella di una Saison belga, con i suoi aromi che accompagnano il delicato contributo del frutto. Il corpo è piuttosto leggero e il finale secco e amaro. È disponibile in questi giorni in diversi locali romani, oltre che ovviamente nello storico brewpub di Mentana.

E concludiamo con un’altra collaborazione a sei mani dopo quella già incontrata con la LV. In questo caso dobbiamo spostarci in Toscana e più precisamente presso il Piccolo Birrificio Clandestino, dove a metà giugno è stata realizzata la Savethecranberry (5%) insieme al Brewdog Bar di Firenze e al birrificio americano Endeavor. La ricetta è quella di un’American Wheat rivisitata, che prevede una generosa aggiunta di polpa di mirtilli, una percentuale di farro toscano oltre al classico malto d’orzo e diverse spezie provenienti dal North Market Spices di Columbus, in Ohio, città nella quale ha sede Endeavor. Anche questa birra dovrebbe essere disponibile proprio in questi giorni.

L'autore: Andrea Turco

Andrea Turco
Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. È tra i creatori del festival Fermentazioni e organizzatore della Settimana della Birra Artigianale. Nel tempo libero beve.

Leggi anche

Nuove birre da Crak + Mastino, MC-77, Argo, Mezzavia e Baladin

Negli ultimi tempi alcuni birrifici italiani sembrano interessati a cavalcare le suggestioni nazionalpopolari dei decenni …

Nuove birre da Extraomnes, Lambrate, Birrone e altri

Dopo la recente scorpacciata di Brut IPA e altre birre creative provenienti dai birrifici italiani, …

2 Commenti

  1. Columbia? Forse è Columbus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *